La collegiata di San Lorenzo è la principale chiesa di Montevarchi. Si trova sul lato est di piazza Varchi, la piazza centrale della città.

Storia

Il Poggio di Cennano La primitiva e originaria chiesa di San Lorenzo in Montevarchi era una cappellina che si trovava sul Poggio di Cennano fondata non prima del XII secolo all'interno delle mura del castellare di Montevarchi, che aveva già la sua chiesa parrocchiale, ovvero Sant'Andrea Apostolo a Cennano. I Conti Guidi, proprietari del castello e del suo territorio, vollero una seconda chiesa nella piccola comunità non solo per avere una propria cappella privata, ma anche per questioni politiche. I primi signori del castello, i marchesi di Colle detti poi Bourbon del Monte Santa Maria erano legati al vescovato aretino che avevano più volte presieduto. Per questo Sant'Andrea, fin dalla sua fondazione, apparteneva alla diocesi di Arezzo pur trovandosi in diocesi di Fiesole. Il confine tra le due diocesi era ed è lungo in corso d'acqua chiamato appunto Dogana sotto al colle su cui sorgeva il castello. Ma, fino a tutto il XIII secolo, il Valdarno superiore fino a Figline era praticamente disabitato e dunque, attraversato il borro venendo da Arezzo verso Firenze, il primo insediamento religioso fiesolano che si incontrava era la Pieve di Cavriglia che distava dal confine oltre 6 km in linea d'aria mentre Arezzo aveva, appena al di là del fiume, un grande ospedale con annesso monastero, quello di Sant' Angelo alla Ginestra.

Il castello di Montevarchi venne dunque edificato dai Bourbon del Monte per poter controllare e difendere il monastero della Ginestra da qualsiasi attacco, che, trovandosi su una delle arterie viarie principali che collegavano Roma con il Nord Europa molto frequentata dai pellegrini, forniva lucrosi guadagni dalla riscossione dei pedaggi. E un fortilizio che fosse in posizione rialzata ai fini di controllo poteva sorgere solo sul Poggio di Cennano che però era fuori dalla giurisdizione dei vescovi aretini. Questo fu possibile tra 1014 e 1027 ossia durante il marchesato di Ranieri di Toscana, capostipite dei Bourbon del Monte, poiché solo il signore di Toscana, di cui i vescovi-conti di Arezzo e Fiesole erano vassalli, poteva autorizzare tale operazione. Quando però il castello passò ai Guidi la situazione cambiò radicalmente perché i nuovi conti erano da tempo in conflitto aperto con i vescovi di Arezzo. Pertanto la fondazione di una seconda chiesa, come suffraganea della pieve di Cavriglia e quindi sotto Fiesole, era una chiara dichiarazione d'intenti.

La discesa nel Mercatale

La convivenza sul poggio tra le due chiese durò comunque poco perché l'instabile colle di Cennano, sotto il peso degli edifici e delle attività, cominciò a franare e nel corso del XIII secolo prima gli abitanti del borgo, poi le parrocchie si trasferirono sotto il colle, al lato del Dogana e in Diocesi di Fiesole. Infatti, davanti al luogo dove sorgeva l'antica chiesa di Cennano, segnato oggi dalla cappellina di Cennanuzzo, e dove presumibilmente era stato edificato il primo borgo, si apre una scarpata risultato di frane e cedimenti. Il mastio del castello invece, e dunque la chiesetta di San Lorenzo in un primo momento rimasero sul colle, perché si trovavano in un'area della collina più stabile. L'atto del 6 novembre 1227, col quale il medico Giovanni di Ughetto donava alla canonica di San Lorenzo un'abitazione è stato più volte considerato la dimostrazione che già in quel periodo San Lorenzo si era trasferita a valle. Questo per avvalorare la tradizione cinquecentesca che il conte Guido Guerra V avesse donato nel 1266 proprio a San Lorenzo la reliquia del Sacro Latte della quale, però, non esistono prove documentarie. Fatto sta che nel 1275 Manetto, vescovo di Fiesole, e Guglielmino Ubertini, vescovo di Arezzo, si accordarono perché la parrocchia di Cennano, pur rimanendo sotto la diocesi aretina, riconoscesse la superiorità della chiesa di San Lorenzo e di Fiesole, che pare essere la prova di una recente, o prossima, fondazione di una nuova chiesa di San Lorenzo nel borgo ai piedi del castello. Di un simile compromesso non ci sarebbe stato bisogno se le due chiese, da separate che erano, non si fossero riavvicinate. L'opera più antica pertinente alla chiesa, il bassorilievo anonimo del Martirio di San Lorenzo datato 1283, testimonia comunque la sua, almeno parziale, avvenuta edificazione.

San Lorenzo tardo-romanica

La costruzione della chiesa dovette protrarsi a lungo dato che la reliquia del Sacro Latte, arrivata a Montevarchi tra la fine del XIII secolo e la prima metà del XIV, pare che sia stata originariamente riposta in San Ludovico a causa del fatto che ancora San Lorenzo non era stata ultimata.Jacopo Segoni, Relazione della venuta de' Conti Guidi in Italia e del Sacrosanto Latte della Beata Vergine portato a Montevarchi, Biblioteca nazionale di Francia, Manoscritti Italiani, 7869. Siccome la costruzione di San Ludovico cominciò nel 1327 e finì, con la realizzazione dell'altare maggiore, solo nel 1360, è forse contemporaneamente o di poco posteriormente a quel periodo che si deve far risalire il completamento della chiesa. Di come dovesse apparire la chiesa di San Lorenzo prima della ristrutturazione in chiave barocca di Massimiliano Soldani Benzi, ne ha lasciato memoria il proposto Prospero Gasparo Conti«Piccola fu per tanto la nostra Chiesa ne primi tempi, di modo che la lunghezza della medesima per estensione di quaranta braccia non passava lo scalino, che ora forma il Presbiterio, o per meglio dire lo scalino accanto alla porta delle due Sagrestie; diciassette braccia aveva la larghezza; ventitré, o ventiquattro d'altezza; Era di forma quadrilunga senza Cappelle; se non fosse qualche Tribuna all'Altar maggiore secondo l'uso di quei tempi, conteneva bensì molti Altari di Cappellanie, e perché alcuni di essi erano mal tenuti, Monsignor Francesco Catani da Diacceto Vescovo di Fiesole, in occorrenza di Visita l'anno 1581, gli abolì col consenso dei Compadroni, trasferendo i titoli di dette Cappellanie in quei pochi, che aveva lasciati. Non aveva né volta ne soffitta, ma la sola coperta del tetto. Il pavimento era quasi al piano della Piazza, se non che all'entrare si salivano due scalini, o in esso erano molti sepolcri mal disposti, e lo stesso pavimento tutto lacero.

Nell'ingresso, e per quanto teneva la larghezza della porta, si formava un ricetto prima d'entrare nel vano della Chiesa, quasi nella maniera che sta presentemente, nella parte sinistra del medesimo era una porticella, dentro la quale cominciava una scala a lumaca, che conduceva al terrazzino, dove si mostrano le Reliquie, il qual terrazzino era allora più basso di quel che è adesso circa tre braccia, e forse più. Nella destra era un'altra porticella simile, dentro alla quale era il Santuario, dove si conservava la Reliquia del Sacro Latte, insieme colle altre nel corso dell'anno; dimodoché detto Santuario rimaneva dietro all'altare della Cappella, diviso solamente da essa colla parete principale della medesima, anzi dietro a gradi dell'Altare, e nella stessa parete era una graticola di ramo con due Angioli da una parte e l'altra di Marzacotto indicanti il detto Santuario, li quali insieme colla graticola furon poi messi per ornamento sopra la porta interiore della nuova Sagrestia di Fraternita.

Sopra la porticella sinistra erano alcune pitture rappresentanti il passaggio, che fece per Montevarchi papa Leone X che si vedea portato sotto il baldacchino col seguito di molti Cardinali, o Prelati a cavallo; e sopra l'altra porta del Santuario era un marmo quadro della grandezza d' un braccio in circa, in cui era descritto latinamento il predetto passaggio, la visita fatta della Chiesa, e della Reliquia, colla memoria dell'Indulgenza perpetua, che egli lasciò il 24 di Novembre, e sopra questo marmo, che tuttora esiste incastrato nel muro in fondo di Chiesa, scorgesi scolpita in basso rilievo l'Arme di quel Pontefice.

Usciti con quattro passi di questo ricetto, si entrava nel vuoto della Chiesa, e a mano sinistra era il Fonte Battesimale, sotto un arco di pietra di struttura Gotica molto semplice, sostenuto da una parte con una colonna di pietra, o dall'altra riposava sul muro dal Campanile. Formava una quasi Cappella in distanza dal muro del prospetto circa tre braccia. Tra 'l Battisterio, e 'l muro del Campanile era un'[sic] uscetto per comodo di salire a sonare le Campane.

Nell'altra parte della facciata interiore ora la Cappella della Santa Reliquia, che appoggiandosi anco alla parete laterale della Casa della Propositura veniva a rimanere in un angolo della Chiesa. Non potea per conseguenza girarsi intorno se nou a due delle quattro parti, che la componevano [...]

Era per tanto la facciata esteriore ornata di pietre, con pilastri, e capitelli negli angoli, e cornicione per traverso, sopra il cornicione era un occhio, o finestrone ovato, e tutto il costaguto fino alla sommità parimente ornato di pietre. La porta era nel mezzo di due colonne, sopra le quali si posava la ringhiera, o terrazzino, dal quale si fa l'ostensione delle Sacre Reliquie. A questo formava una specie di baldacchino una tettoia dalla parte di sopra, coperta di piombo, o nel di sotto stoiata, e dipinta colle Immagini delle tre Virtù Teologali. Dalle parti si vedeva a quell'altezza il residuo della pittura di alcuni Angioli, e poco sopra, due finestrelle a arco non per dar lume, ma tutto per ornamento della facciata. Niuna di queste cose è stata rimessa in opra, salvo i Marzacotti del terrazzino, non essendo il di più a proposito per il nuovo ordine della fabbrica, e divorato in gran parte dal tempo» Prospero Gasparo Conti, Memorie sulla esistenza e Culto della sacra reliquia che si venera nella Insigne Collegiata di Montevarchi, Montevarchi, 1787, II ed. Montevarchi, 1896 pagg. 37-40. L'antica San Lorenzo, con il suo stile ibrido che si ipotizza potrebbe aver oscillato tra il tardo romanico e il gotico toscano, non doveva essere dissimile, per convergenze sia spaziali che temporali, a quello di numerose chiese fiorentine. Era a navata unica, senza cappelle laterali e coperta da capriate lignee.

La chiesa tra XV e XVI secolo La chiesa che viene descritta nelle visite pastorali del XV secolo è ancora sostanzialmente quella medievale, ma sappiamo che almeno in questo periodo vi erano già quattro altari lungo la navata, compreso quello del Sacro Latte. Per quanto riguarda l'esterno, nel 1440 venne costruito il campanile al quale nel 1560 venne aggiunta la guglia piramidale che gli funge da tetto.

Intorno al 1490 si decise di costruire una nuova cappella per l'esposizione e la venerazione della reliquia, che fu realizzata all'angolo della chiesa tra la controfacciata e la navata destra negli anni seguenti. La Cappella del Sacro Latte, comunemente chiamato Tempietto, decorata tra 1490 e 1499 dalle terracotte invetriate di Andrea della Robbia, era costituita da un'edicola sostenuta da colonne corinzie e coperta da un alto baldacchino, che custodiva, all'interno, l'altare addossato alla controfacciata e comunicante con un piccolo vano che custodiva la reliquia. La struttura, che riprendeva le simili edicole mariane della Santissima Annunziata a Firenze e del Santuario dell'Impruneta, fu smantellata negli interventi seicenteschi, ma è oggi visibile rimontata nel Museo di arte sacra.

La fine della tregua con Cennano e l'elevazione a collegiata