La guerra polacco-lituana (; ) fu un conflitto armato avvenuto tra la Lituania indipendente e la Polonia dal 1º settembre 1920 al 7 ottobre dello stesso anno. Facente parte di un conflitto più esteso finalizzato ad espugnare le città di Vilnius (in polacco Wilno), Suwałki e Augustów tra la fine della Grande Guerra e l'ottobre del 1920, il suo esito risultò controverso. A seguito degli scontri, a neanche due giorni di distanza dalla firma del trattato di pace per fermare le ostilità, la Polonia si insediò militarmente nelle zone meridionali del Paese baltico e diede vita allo stato fantoccio della Lituania Centrale.

Mentre nella storiografia lituana il conflitto è considerato come una guerra separata, in altre tradizioni storiche (inclusa quella polacca e sovietica) è quasi sempre trattata come parte della guerra sovietico-polacca.

Antefatti A seguito dell'inizio della guerra sovietico-polacca, nel 1919, la maggioranza del territorio lituano finì presto occupata dall'Armata Rossa, che sconfisse e ricacciò indietro le unità di autodifesa polacche e lituane; subito dopo però, i sovietici furono obbligati a ritirarsi a favore dell'Armata Polacca. Il 19 aprile 1920, l'esercito polacco conquistò Vilnius come già accaduto circa un anno prima. Anche se la Lituania si era dichiarata neutrale al principio del guerra russo-polacca, quando l'esercito polacco optò per una strategia che prevedeva di transitare attraverso il territorio lituano cominciarono inevitabilmente le ostilità con la Polonia.

La Lituania si unì alla RSSF Russa nella guerra russo-polacca nel luglio 1919. Tale decisione andò presa nella speranza di riprendere possesso di Vilnius e indebolire la Polonia, la quale mirava ad assoggettare pure altre aree del Paese baltico; inoltre, le autorità lituane decisero di intraprendere una simile strada anche per la pressione esercitata dai russi, che premevano con l'Armata Rossa ai confini della Lituania.

Preludi Rivolta di Sejny

I lituani parvero accettare in più punti i dettami imposti dalla linea Foch (chiamata così in onore del suo ideatore, il Maresciallo di Francia Ferdinand Foch) delineata con il placet della Società delle Nazioni e si ritirarono da Suwałki il 7 agosto 1919.. Tuttavia, si fermarono a Sejny, insediamento etnicamente misto, e formarono una barriera in una zona compresa dal corso del fiume Czarna Hańcza al lago Wigry. Le truppe dimostrarono la loro intenzione di collocarsi lì in maniera stabile, causando la preoccupazione dei polacchi del posto: il 12 agosto questi organizzarono una manifestazione a cui parteciparono circa 100 persone finalizzata a chiedere l'annessione alla Polonia. La sede dell'unità dell'Organizzazione militare polacca (abbreviata con POW in polacco) situata a Sejny, un'associazione paramilitare clandestina attiva sin dal corso della prima guerra mondiale, iniziò a prepararsi per una rivolta, prevista per la notte del 22 e del 23 agosto 1919: grazie all'intensa attività di reclutamento, vi aderirono tra i 900 e partigiani. Il 23 agosto, i polacchi catturarono Sejny e attaccarono Lazdijai e Kapčiamiestis, città sul lato lituano della linea Foch, mentre gli insorti, carichi di entusiasmo, progettavano di marciare fino a Simnas. I lituani ripresero il controllo di Sejny il 25 agosto per alcune ore. Il 26 agosto, le forze regolari polacche - il 41º reggimento di fanteria - si unirono ai volontari del POW. A una settimana e qualche giorno di distanza, il 5 settembre, i lituani accettarono di ritirarsi dietro la demarcazione pattuita entro 48 ore.. La Polonia si assicurò Sejny e si prodigò presto per reprimere la popolazione lituana: vennero infatti chiusi il seminario sacerdotale cittadino, le scuole e le organizzazioni culturali gestite da baltici. Dopo la rivolta che coinvolse l'agglomerato urbano, la diffidenza sulle intenzioni reali dei biancorossi spinse l'intelligence lituana a intensificare le sue indagini sulle attività ostili nel Paese baltico. Ciò contribuì a individuare e prevenire un colpo di Stato pianificato a Kaunas per rovesciare il governo della Lituania.

Tentato colpo di Stato polacco

A metà luglio del 1919, le forze del POW a Vilnius iniziarono a pianificare un colpo di Stato per sostituire il governo lituano con un esecutivo filo-polacco: quest'ultimo avrebbe potuto accettare di buon grado la proposta di unione alla Polonia caldeggiata da Varsavia e funzionale alla creazione della cosiddetta Międzymorze.. Il presidente polacco Józef Piłsudski, principale fautore della pianificazione del golpe, credeva che ci fossero abbastanza simpatizzanti polacchi in Lituania per portare a termine l'operazione con successo. Il 3 agosto una delegazione polacca guidata da Leon Wasilewski si diresse a Kaunas con un duplice scopo: proporre un plebiscito da effettuare nei territori contestati per lasciare ai locali la possibilità di scegliere il proprio futuro. e valutare il grado di preparazione al colpo di Stato.. Il 6 agosto i funzionari lituani respinsero la proposta referendaria, affermando che i territori contesi facevano parte della Lituania etnografica. Il POW progettò di conquistare e assicurarsi Kaunas per alcune ore fino all'arrivo delle truppe polacche regolari, situate a soli 40–50 km ad est della città.. Lo scopo perseguito da Piłsudski era sottile: far sembrare il colpo di Stato un'iniziativa della popolazione locale per "liberare la Lituania dall'influenza tedesca", circostanza che avrebbe escluso, almeno in apparenza, ogni coinvolgimento del governo polacco.. I giornali polacchi condussero una campagna propagandistica, sostenendo che il Consiglio della Lituania non fosse altro che un organo composto da burattini in mano ai teutonici.. Il rovesciamento dell'esecutivo, inizialmente previsto per la notte dal 27 al 28 agosto, fu poi rinviato al 1º settembre.. Le spie lituane, grazie a una più capillare rete di contatti, riuscirono a venire a conoscenza del progetto ideato dai sovversivi, ma non furono capaci di acquisire un elenco dei membri del POW che ne avrebbero fatto parte. Le autorità nazionali avviarono poi arresti di massa che riguardarono circa 200 attivisti polacchi, tra cui persino alcuni ufficiali attivi nell'esercito lituano.. Quando Kaunas fu dichiarata in stato di emergenza, la stampa polacca commentò negativamente gli arresti di massa degli attivisti polacchi, "ai quali non si può attribuire alcuna accusa se non quella di essere polacchi" e si continuò a fomentare l'idea secondo cui la Germania stava ancora facendo sentire la sua presenza nelle politiche lituane. Il POW fu inizialmente poco intaccato dagli arresti e programmò un secondo tentativo di colpo di Stato per la fine di settembre. Tuttavia, quando infine i baltici ottennero un elenco completo dei cospiratori, si stroncarono definitivamente le cellule paramilitari presenti in Lituania..

Trattato di Mosca

Alla fine di giugno del 1920, durante l'offensiva estiva contro Varsavia, le autorità lituane iniziarono ad avviare i contatti con le autorità sovietiche. Una commissione diplomatica inviata a Mosca firmò un importante trattato il 12 luglio, con il quale la Russia sovietica autorizzava lo Stato lituano a impadronirsi del territorio della regione di Suwałki strappandola alle forze polacche che si ritiravano. Due giorni dopo, l'area contesa di Vilnius fu conquistata dall'Armata Rossa e restituita al governo lituano. La sovranità di alcuni territori della Lituania, inclusa Vilnius, tornò dunque in mano ai baltici.. Quando il governo annunciò il suo intento di assegnare lo status di capitale alla storica città principale del Granducato di Lituania, appunto Vilnius, non poterono che scatenarsi reazioni da parte della Polonia, la quale sosteneva che la neo-capitale lituana fosse in realtà popolata principalmente da polacchi ed ebrei, mentre i lituani costituivano solo il 2% della popolazione. In seguito al trattato di Mosca, la Polonia de jure non avrebbe più avuto il diritto di governare su Vilnius. La Polonia cercò di convincere i lituani a rivedere la propria posizione, in virtù delle comunità etniche presenti nella regione: i baltici costituivano gruppi di dimensione discreta in molte aree rurali dei territori occupati dalla Polonia (sia nei dintorni che direttamente a Švenčionys, Druskininkai, Raduň, Gervyati, ecc.), ma complessivamente non raggiungevano il 10% della popolazione totale; i bielorussi costituivano quasi il 25% della popolazione, e i polacchi costituivano la maggioranza.

Svolgimento del conflitto Prime fasi

Dopo il trattato lituano-sovietico, la linea di demarcazione tra le truppe sovietiche e lituane fu fissata a nord di Augustów (linea Orany-fiume Merecz-Augustów): a seguito di tale decisione, la Lituania si poteva effettivamente dichiarare parte attiva nel conflitto. Il 19 luglio, la città di Sejny fu conquistata dal Gruppo Marijampolė, sotto il comando del maggiore Valevičius.. Dieci giorni dopo, l'Armata Rossa si impadronì di Augustów e nei giorni seguenti i lituani conquistarono Suwałki.. Le deboli unità polacche si ritirarono verso Łomża, dove furono circondate dai combattenti sovietici e obbligate ad attraversare il confine con la Prussia Orientale, non senza che alcuni finissero prigionieri.

Proprio quando le forze armate lituane iniziavano ad organizzarsi nelle aree riconquistate, ebbe luogo la clamorosa sconfitta bolscevica nella battaglia di Varsavia, che diffuse la paura di perdere quanto ottenuto una seconda volta. I sovietici decisero in quel momento di restituire la regione di Vilnius prima conquistata alla Lituania mentre procedevano nelle operazioni di ritirata: ben presto, l'area di Augustów, di cui la Lituania reclamava il possesso, divenne pericolosamente esposta a minacce esterne. Sapendo che l'armata polacca era occupata nei preparativi per la battaglia del fiume Niemen, le autorità lituane decisero di conquistare la città di Augustów, evento che avvenne il 26 agosto. Allo stesso tempo, furono inviati messaggeri alle truppe polacche, per intimare loro di non oltrepassare la linea Grabowo-Augustów-Sztabin, ritenuta dai lituani la nuova linea di demarcazione tra Polonia e Lituania.

Anche se la conquista del territorio di Suwałki fu cruciale nelle successive operazioni polacche contro l'Armata Rossa, i comandanti dell'esercito polacco non vollero impegnarsi di nuovo in un conflitto armato. La missione militare polacca spedita a Kaunas, alla stessa maniera dei diplomatici giunto al tempo alla Conferenza di pace di Parigi del 1919, iniziò a fare pressione sul governo lituano per ripristinare lo status quo ante bellum in merito ai confini statali. Le autorità lituane rifiutarono di cedere, ma l'Alto Consiglio della Conferenza di Pace di Parigi accettò di riconoscere a livello internazionale la cosiddetta linea Foch, che divideva la Polonia e la Lituania su base etnica. Secondo tale divisione, sia la città contesa di Vilnius sia le città di Suwałki, Augustów e Sejny sarebbero rimaste in zona polacca.

Volendo impadronirsi dell'area contesa per avere la meglio sull'esercito sovietico in ritirata, il comandante della 2ª Armata Polacca, il generale Edward Rydz-Śmigły (in seguito Maresciallo di Polonia), ordinò il 27 agosto che le forze lituane fossero respinte dalle aree contese fino all'altro lato della linea; questa mossa era caldeggiata altresì dalla Triplice intesa. Il comandante non si aspettava alcuna opposizione, ma nel caso in cui le unità lituane avessero inteso ingaggiare una battaglia queste avrebbero dovuto essere circondate, disarmate e immediatamente allontanate.