Il terrorismo è l'azione criminale, violenta e premeditata avente lo scopo di suscitare terrore nella popolazione. Rientrano nella definizione atti come attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, dirottamenti ed altri eventi che causino danno di collettività ad entità quali istituzioni statali, enti pubblici, governi, esponenti politici e pubblici, gruppi politici, etnici e religiosiA. Cassese, International Criminal Law, 2003, Oxford University Press, p. 148.

Storia Dall'età antica al XIX secolo Fenomeni analoghi rimontano alle congiure nella Grecia antica e dell'Impero romano, ma si trattava di gruppi o singoli individui che incutevano terrore e intimidazione per fini di predominio (o in quanto esecutori di mandanti con tali finalità). Nel XIX secolo diventò preminente il fine sociale e ideologico, con l'ambizione di incidere su un'intera società e di prospettare un'eversione del regime politico.

Una svolta avvenne con l'attentato del repubblicano italiano Giovanni Pianori a Napoleone III, nel gennaio 1855, che per la prima volta nella storia ebbe importanti ripercussioni a livello di diritto internazionale: in seguito alla fuga degli attentatori in Belgio venne approvata una convenzione secondo la quale gli attentati contro capi di Stato stranieri o loro familiari non erano da considerarsi reati politici, pertanto i responsabili potevano essere estradatiValentina Masarone, ARGOMENTI IN FAVORE DI UN’INTERPRETAZIONE COSTITUZIONALMENTE ORIENTATA DEL DELITTO POLITICO: IL DIVIETO DI ESTRADIZIONE PER REATI POLITICI E LA ‘DEPOLITICIZZAZIONE’ DEL TERRORISMO, Diritto penale contemporaneo, p. 9.. Nello stesso periodo apparve sulla scena politica la Fratellanza Repubblicana Irlandese (Irish Republican Brotherhood), che aggiunse un nuovo elemento al terrorismo: il carattere nazionale.

Secondo William Wager Cooper, il terrorismo moderno sarebbe sorto nell'Ottocento con l'apparizione di movimenti quali Narodnaja Volja in Russia, l'Irish Republican Brotherhood o la Federazione rivoluzionaria armena. Robert Kaplan vi aggiunge alcuni movimenti antiottomani dei Balcani, come l'Organizzazione rivoluzionaria interna macedone. Ma non dobbiamo dimenticare altre correnti nazionaliste, come i democratici italiani e ungheresi, attivi soprattutto dopo il fallimento delle insurrezioni del 1848, o i democratici tedeschi, tra cui Karl Heinzen, il teorico degli attentati suicidi, o la Mano nera serba e la Giovane Bosnia, queste ultime alleate nell'organizzazione dell'attentato di Sarajevo nel giugno del 1914. Il terrorismo era nel frattempo diventato anche l'arma prediletta di altre correnti politiche: i populisti russi, già menzionati, vari movimenti nichilisti e anarchici (gli unici estranei al nazionalismo) e il Ku Klux Klan, nato dopo la sconfitta dei confederati negli Stati Uniti"M. Graziano, Guerra santa e santa alleanza. Religioni e disordine internazionale nel XXI secolo, Bologna, Il Mulino, 2015, pp. 206-207..

Fra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo, anarchici italiani si resero protagonisti di attentati dinamitardi o di altra forma.Giannantonio Stella, L'Orda. Quando gli albanesi eravamo noi, Milano, Rizzoli.

Il terrorismo rivoluzionario tra il XIX e XX secolo

Questo periodo storico è segnato dall'attività, anche terroristica, di un vasto assortimento di movimenti politici, dai fenomeni italiani definiti di brigantaggio, comprensivi di vere e proprie organizzazioni strettamente anti sabaude a seguito dell'unità, ai moti indipendentisti a seguito dei settecenteschi moti rivoluzionari sardi, moltissimi fermenti nazionalisti e irredentisti in Europa e nel mondo (è ancora attuale l'eco di quelli relativi all'indipendenza irlandese), e ancora anarchici e patrioti di numerose aree geografiche e nazionalità indipendenti. Essi rivendicavano o un nuovo modello di società (anarchici) o cercavano di ottenere libertà e/o riconoscimenti per i loro popoli (uno per tutti: il serbo Gavrilo Princip, che uccise l'arciduca d'Austria, provocando lo scoppio della prima guerra mondiale). A seconda dei successivi eventi storici, spesso i responsabili dei fatti di sangue vennero classificati di volta in volta appunto irredentisti, briganti, patrioti o semplicemente criminali. Rappresentativo ed emblematico il caso di Felice Orsini, alternativamente presentato come eroe risorgimentale o terrorista, e delle organizzazioni segrete o militari come l'originario Irish Republican Army (allora Esercito dei Volontari Irlandesi) o la Carboneria, considerate terroristiche dagli allora legittimi governanti dei territori interessati.

Dopo la seconda guerra mondiale che il termine è tornato in auge in riferimento a vari movimenti di liberazione dai gioghi coloniali soprattutto in Algeria, Kenya, Palestina, durante i quali lo stesso tipo di eventi veniva definito o terroristico o legittimo a seconda della fazione in causaM.Fossati, p. 44, Terrorismo e terroristi, Mondadori, 2003, Milano.

Nel periodo tra il 1945 e il 1989 il mondo fu caratterizzato da un ordine bipolare, a cui si uniformò anche il terrorismo, diviso ideologicamente in terrorismo di destra e di sinistra e appoggiato, sempre non ufficialmente, dall'una o dall'altra delle due grandi potenze.

Sono affiorati contatti fra i servizi segreti dell'Unione Sovietica con alcune organizzazioni terroristiche di sinistra nel corso degli anni settanta. Soprattutto i gruppi terroristici tedesco-occidentali (Rote Armee Fraktion o Banda Baader Meinhof), Palestinesi (OLP e Settembre Nero), francesi (Action directe) e italiani (Brigate Rosse) si ritiene abbiano avuto appoggi logistici e finanziari da parte dell'Unione Sovietica e dei Paesi socialisti centro europei. Fermo restando la certezza di questi contatti, non è tuttora chiaro se i paesi del Patto di Varsavia abbiano anche avuto un ruolo di guida o di indirizzamento dell'attività di questi gruppi o, come appare più probabile, si siano limitati a fornire un appoggio esterno, senza essere coinvolti nel processo decisionale. È stato inoltre ipotizzato, anche basandosi su dichiarazioni di Mehmet Ali Ağca, che nell'attentato al papa Giovanni Paolo II fossero coinvolti i servizi segreti di alcuni paesi del patto di Varsavia. Gli Stati Uniti finanziarono e diedero appoggio militare a gruppi paramilitari di carattere terrorista, come i Contras in Nicaragua o le Brigadas de la muerte in El Salvador. Appoggiarono inoltre i colpi di stato militari e i regimi dittatoriali in paesi come il Cile, Cuba (prima della rivoluzione castrista), l'Iran, la Grecia e la Cambogia. Nel 1995 si è verificato in occidente un grave atto di terrorismo interno, l'attentato al palazzo Federale di Oklahoma City per opera di due terroristi americani di estrema destra, che fu anche la prima azione negli Stati Uniti di un gruppo terroristico "autoctono" e non straniero; peraltro, ebbe luogo nello stesso paese l'Attentato al World Trade Center del 1993. Il 7 agosto 1998 le ambasciate statunitensi in Kenya e in Tanzania sono state colpite da due autobombe, provocando 224 morti e circa 4000 feriti: Osama bin Laden, leader di al-Qa'ida, ha rivendicato la responsabilità degli attentati dinamitardi. Un attentato terroristico ha inaugurato il nuovo millennio l'11 settembre 2001, quando 19 terroristi islamici hanno compiuto diversi attentati contemporanei nel territorio degli Stati Uniti d'America, dirottando quattro aerei e facendone schiantare tre contro il World Trade Center e il Pentagono. Gli attacchi, avvenuti in una forma estremamente distruttiva e spettacolare, hanno provocato per reazione un'alleanza internazionale che ha dato una nuova dimensione alla lotta, presentata come una vera e propria guerra internazionale contro il terrore. L'intensità della coalizione è stata notevolmente influenzata dal fatto che a essere colpita è stata l'unica potenza globale (gli Stati Uniti); tuttavia l'unità di tale fronte anti-terrore si è incrinata in seguito all'intervento militare delle forze della coalizione in Iraq, deciso autonomamente e sulla base di prove inconsistenti dai soli Stati Uniti. Grazie all'individuazione di al-Qa'ida come artefice dell'attentato al World Trade Center e al Pentagono, le organizzazioni terroristiche islamiche di stampo religioso hanno avuto una enorme spinta propulsiva che ha portato ad attacchi compiuti in Europa, azioni dei ribelli ceceni in Russia, attentati in Estremo Oriente (tra cui in Indonesia e nelle Filippine) e in Egitto.

Il XXI secolo e il terrorismo

Il nuovo secolo ha avuto inizio con una recrudescenza a livello mondiale del terrorismo di matrice fondamentalista islamista, con i noti attentati dell'11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York. La risposta degli USA è giunta con l'operazione militare in Afghanistan, avente ufficialmente quale scopo principale quello di porre sotto il proprio controllo le aree geografiche dove si suppone al-Qa'ida avesse base. Successivamente gli Stati Uniti e alcuni alleati hanno messo in atto una invasione dell'Iraq, paese che non aveva avuto alcuna relazione con al-Qa'ida ma che rappresentava l'obiettivo principale di quello che il presidente USA George W. Bush definiva l'Asse del Male.

Le due operazioni militari, pur instaurando governi di ispirazione occidentale nei paesi, non hanno portato all'eliminazione di al-Qa'ida. Molti osservatori ritengono anzi che la strategia armata statunitense abbia solo acuito il conflitto, trasformando un paese prima estraneo al terrorismo, l'Iraq, in un vero e proprio focolaio di organizzazioni guerrigliere o terroriste. Infatti, i successivi grandi attentati - Madrid (11 marzo 2004) e Londra (7 luglio 2005) - sono stati ufficialmente attribuiti all'organizzazione islamica e hanno colpito capitali di stati partecipanti all'occupazione militare dell'Iraq.

Sia negli USA, con il Patriot Act, sia in altri paesi occidentali, l'emergenza antiterroristica ha portato inoltre alla modificazione di molti aspetti legali relativi ai diritti della persona e alle possibilità di indagine.

In Italia ciò è avvenuto in particolar modo con un appesantimento delle leggi speciali varate nel periodo degli anni di piombo, con l'ampliamento dei compiti della polizia di prevenzione e con l'inasprimento della sanzione per i reati associativi e di pericolo presunto.

In Italia negli anni 2000 la preoccupazione per attentati di matrice islamista si è saldata a quella per atti di terrorismo di natura politica, anche se di dimensione enormemente più lieve. Gruppi di estrema sinistra (poi scoperte essere varie sigle facenti parte delle nuove Brigate Rosse ispirate alla componente cosiddetta della Prima Posizione) hanno compiuto due omicidi - Massimo D'Antona (Roma 1999) e Marco Biagi (Bologna 2003), entrambi consulenti del Ministero del lavoro e delle politiche sociali - e altre azioni dimostrative quali bombe inesplose, o esplose in luoghi deserti e poi rivendicate. L'organizzazione è stata comunque smantellata dagli inquirenti tra il marzo 2003 (con l'arresto di Nadia Desdemona Lioce) e il novembre 2003 quando anche gli altri appartenenti alla banda armata, priva di qualunque continuità operativa e di prospettiva strategica, sono stati arrestati. Si sono inoltre registrati alcuni attentati con pacchi bomba confezionati artigianalmente a istituzioni e caserme, attribuiti dagli inquirenti al "terrorismo" di matrice anarco-insurrezionalista. Da quanto emerge dal Rapporto 2006 di Europol sul terrorismo, presentato al Parlamento europeo, nel 2006 in Italia ci sono stati 11 attacchi, rivendicati da gruppi anarchici di matrice rossa e nera.

Nell'insieme la recrudescenza di questi fenomeni, nonostante il richiamo alle precedenti forme di lotta armata verificatasi in Italia negli anni settanta, non ha comportato quel pericolo per la stabilità dell'ordinamento costituzionale dello Stato che l'emergenza è volta a contrastare, né ha mostrato di ottenere credito e seguito a livello sociale.