Le Operette morali sono una raccolta di ventiquattro componimenti in prosa, divise tra dialoghi e novelle, dallo stile medio e ironico, scritte tra il 1824 ed il 1832 dal poeta e letterato Giacomo Leopardi.

Furono pubblicate in edizione definitiva a Napoli nel 1835,Edizione censurata, ma ristampata dieci anni dopo dall'amico Antonio Ranieri, per l'editore Le Monnier. Vedi anche l'Edizione del '35 e quella del '45. dopo due edizioni intermedie nel 1827 e nel 1834. A differenza dei Canti, sono state concepite nel corso di un singolo anno, nel 1824, anche se le differenti edizioni testimoniano integrazioni di dialoghi successivi e aggiustamenti circa il messaggio finale.

Le Operette costituiscono l'approdo letterario di quasi tutto lo Zibaldone.Scrive Leopardi: I temi sono quelli cari al poeta: il rapporto dell'uomo con la storia, con i suoi simili ed in particolare con la Natura, di cui Leopardi matura una personale visione filosofica; il confronto tra i valori del passato e la situazione statica e degenerata del presente; la potenza delle illusioni, la gloria e la noia. Sono tematiche riproposte alla luce del cambiamento radicale avvenuto nel cuore dello scrittore:In questo punto la critica colloca il passaggio di Leopardi da un materialismo storico-progressivo, secondo il quale l'uomo ha perso la possibilità di essere felice quando all'immaginazione si è sostituito il raziocinio, ad un materialismo cosmico, tesi radicale che crede l'uomo infelice a causa della natura indifferente. la ragione non è più un ostacolo alla felicità, ma l'unico strumento umano per sfuggire alla disperazione.

Le Operette furono spesso confuse con un progetto analogo del padre Monaldo, che ebbe molto successoSi tratta dei Dialoghetti sulle materie correnti nell'anno 1831, usciti nel gennaio 1832 con lo pseudonimo di 1150, MCL in cifre romane, iniziali di Monaldo Conte Leopardi. Ebbero immediatamente un grande successo, con sei edizioni in pochi mesi, e sono stati tradotti in più lingue. Giacomo, da Roma, ne informava il padre in una lettera dell'8 marzo: e di cui spesso Giacomo era citato come l'autore, procurando al poeta frustrazione e imbarazzo.

Genesi dell'opera Le prosette satiriche

Leopardi accarezzava già dal 1820 l'idea di scrivere delle Prosette satiriche,Prima testimonianza della conclusione di un ciclo di prose iniziate presumibilmente tra il '18e il '19 in seguito al progetto letterario di dare all'Italia una lingua filosofica e moderna, ispirata sul piano della scrittura dai moralisti greci e in generale dalla satira menippea. ma solo nel 1824 il progetto matura e coinvolge più argomenti ed esperienze.

Sono gli anni del trasferimento a Roma, nel tentativo di lasciare Recanati, la tomba de' vivi, per trovare la felicità (illusione presto svanita); della crisi poetica (l'inaridimento della vena lirica della prima gioventù) e filosofica (il passaggio dal materialismo storico-progressivo a quello cosmico).

In un passo dei Disegni letterari ricostruito sulle carte autografe recanatesi, Leopardi rivela di voler scrivere dei:

A Besomi spetta il merito di aver ricostruito, il più fedelmente possibile, la data di composizione di questi primi abbozzi. Non estranea l'influenza della delusione dei moti del 1820-1821 a Napoli che, successivamente, farà sparire la coloritura politica di queste prime prove.

Blasucci e Secchieri considerano i tempi delle prosette satiriche momenti distinti dalle Operette vere e proprie.

Il primo nucleo Sebbene di data incertissima, si possono datare al 1820-'21Besomi risale alle probabili date in base agli autori e ai testi classici in esse citate e riportate nelle pagine dello Zibaldone: Velleio Patercolo, 22 dicembre 1820; De bellis civilibus di Appiano, 29 aprile 1821; Floro, 7 gennaio 1821; Tacito 2 gennaio 1821 ecc. i seguenti esperimenti di prosette. Dallo sporadico accenno del 1820, l'opera cresce fino alle dichiarazioni esplicite del 1821 al Giordani:Zibaldone di pensieri, pp. 1393-94, 27 luglio 1821; [...]trattato in prosa alla maniera di Luciano, da una lettera a Pietro Giordani del 6 agosto 1821, n° 202. Dialogo: ...filosofo greco, Murco senatore romano, popolo romano, congiurati Dialogo tra due bestie, p. e. un cavallo e un toro Dialogo di un cavallo e un bue e relative aggiunte Dialogo: Galantuomo e Mondo primo frammento di Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello

In questi primi dialoghi sono presenti alcune caratteristiche tipiche dello stile lucianeo (conversazione agli inferi, forme di comicità anche bassa) che si ritroveranno anche nelle Operette vere e proprie.

Il tema principale di questo nucleo è la penitenza della virtù,Concetto introdotto nel Bruto minore e nella Comparazione delle sentenze di Bruto Minore e di Teofrasto vicini a morte è approfondito nella Novella: Senofonte e Niccolò Machiavello e nel Dialogo: Galantuomo e Mondo: vi compare la concezione della vanità della vita e della sapienza, che si traduce in un'apostasia della stessa gloria e della stessa virtù che non è una situazione propria degli antichi ma solo dei moderni. Cfr. W. Binni, La protesta di leopardi pp.136-167. ovvero la scelta di una scrittura morale che non può più insegnare quegli errori magnanimi che abbelliscono la nostra vita [...]. Questi errori sono la virtù e la gloria. La nuova scrittura rinuncia alla poesia (lirica) e alla persuasione dell'entusiasmo; e consiste, molto praticamente, nell'astensione dall'impegno politico e filantropico. Resta solo l'ironia e il gioco fine a sé stesso: a confronto sono presi Senofonte e Machiavelli, la Ciropedia e Il principe.

I dialoghi e le novelle sono costantemente intrecciati e variati, tanto che è difficile, se non impossibile, tracciare un quadro d'insieme. Mutano continuamente situazioni, personaggi, luoghi e tempi; «emerge un mondo bizzarro di gusto popolare e fanciullesco, pieno di grazia e di geniale vanità». Ben rappresentato appare il piacere della variazione, della discontinuità: il lettore è provocato e stimolato; la conclusione del libro viene lasciata alla sua responsabilità. Questo aspetto troverà la sua più compiuta attuazione nel Dialogo di Plotino e Porfirio.

Gli abbozzi del '20-'21 riportano temi critici verso l'assolutismo e l'antropocentrismo. La forte coloritura politica, che sparirà successivamente per essere ripresa solo nelle ultime operette, costituirà uno spunto di riflessione talmente profondo da far mutare l'atteggiamento psicologico, filosofico-morale e letterario dell'autore, tanto da riconsiderare la forma stessa dell'espressione: è questo il passaggio dalla poesia alla verità, alla prosa:

Tra il '22 e il '23 il poeta trascrive in una pagina dello Zibaldone, indicata come progetti letterari, un indice approssimativo di 17 operette. Sono già presenti molti dialoghi e novelle, anche se con un titolo provvisorio: Salto di Leucade Egesia pisitànato Timone e Socrate Natura ed anima Principe del nuovo Cinosarge Seconda gioventù Misènore e Filènore Beppo Tiresia Astuzia e Forza Tasso e Genio Galantuomo e Mondo Asinaio ed Asino o l'Aponòsi I due topi Ippocrate e Democrito Il rosignuolo e la rosa Il sole e l'ora prima, o, Copernico

L'edizione definitiva

La versione definitiva delle Operette morali segue questo ordine: Storia del genere umano, 19 gennaio / 7 febbraio 1824 Dialogo di Ercole e di Atlante, 10 / 13 febbraio '24 Dialogo della Moda e della Morte, 15 / 18 febbraio '24 Proposta di premi fatta dall'Accademia dei Sillografi, 22 / 25 febbraio '24 Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo, 2 / 6 marzo '24 Dialogo di Malambruno e di Farfarello, 1 / 3 aprile '24 Dialogo della Natura e di un'Anima, 9 / 14 aprile '24 Dialogo della Terra e della Luna, 24 / 28 aprile '24 La scommessa di Prometeo, 30 aprile / 8 maggio '24 Dialogo di un fisico e di un metafisico, 14 / 19 maggio '24 Dialogo della Natura e di un Islandese, 21 / 30 maggio '24 Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare, 1 / 10 giugno '24 Dialogo di Timandro e di Eleandro, 14 / 24 giugno '24 Il Parini, ovvero Della Gloria, 6 luglio / 30 agosto '24 Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie, 16 / 23 agosto '24 Detti memorabili di Filippo Ottonieri, 29 agosto / 26 settembre '24 Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez, 19 ottobre / 5 novembre '24 Elogio degli uccelli, 29 ottobre / 5 novembre '24 Cantico del gallo silvestre, 10 / 16 novembre '24 Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco, autunno 1825 Il Copernico, 1827 Dialogo di Plotino e Porfirio, '27 Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere, 1832 Dialogo di Tristano e di un amico, '32.

Storia editoriale

Indice del '24 Nel 1888, al passaggio delle carte da Antonio Ranieri alla Biblioteca Nazionale di Napoli, emerse un autografo con un indice per le venti operette fino ad allora composte, diverso dalla prima e da ogni edizione a stampa nota.In un'altra pagina compare un indice corrispondente all'edizione Stella del 1827.

L'autografo è una bella copia abilmente predisposta con ampi margini per contenere note e appunti, soprattutto di carattere grammaticale e stilistico. In base ai diversi colori degli inchiostri usati è stato possibile distinguere tre fasi correttorie anteriori al maggio del 1826.Periodo della copia definitiva inviata a Milano all'editore Stella nel 1827. A differenza dei Canti, le Operette morali non hanno subito grandi cambiamenti.Quasi tutte furono composte tra il gennaio e il novembre del 1824 eccetto: Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco (autunno 1825); Il Copernico ovvero della gloria e Dialogo di Plotino e Porfirio (1827); Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere e Dialogo di Tristano e di un amico (1832).

Nella prima prova mai data alle stampe, è interessante la chiusura affidata al Cantico del gallo silvestre, che richiama la novella iniziale, Storia del genere umano: Leopardi affida a un essere soprannaturale un messaggio escatologico che integra il tema della morte, facendo prevalere nel libro l'aspetto più filosofico del suo pensiero. Questa immagine svanirà nelle successive edizioni, per poi essere recuperata nel dittico che il Cantico formerà con il Frammento apocrifo di Stratone da Lampsaco, introdotto da una piccola nota in calce nell'edizione del 1835.

Edizione del '27