Verrà la morte e avrà i tuoi occhi è una raccolta di poesie di Cesare Pavese, scritta tra l'aprile e il marzo 1950 e pubblicata postuma nel 1951.
L'opera
Storia La raccolta comprende dieci poesie (otto in italiano e due in inglese) dedicate all'attrice statunitense Constance Dowling, l'ultimo amore - non corrisposto - di Cesare Pavese, conosciuta durante la seconda metà dell'anno 1949. Esse sono state composte tra l'undici marzo e l'undici aprile del 1950 e trovate in seguito alla morte dell'autore in una cartella della scrivania del suo ufficio presso la casa editrice Giulio Einaudi. Dittaloscritte, portavano titoli e date scritte di pugno da Pavese, come pure di pugno era il frontespizio "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi / 11 marzo - 11 aprile 1950". Seppur non vi fosse nella cartella alcuna indicazione di luogo, è stato possibile ricostruirla a partire dall'epistolario di Pavese (anch'esso pubblicato), dai suoi spostamenti durante il mese di marzo e dai chiari riferimenti contenuti nelle poesie stesse. Note al testo dal volume Poesie del disamore; Einaudi, 1968 (pp. 100-101) La raccolta pubblicata dall'editore Giulio Einaudi nel 1951 comprende anche i versi appartenenti al gruppo "La terra e la morte", composti nel 1945 a Roma e pubblicati precedentemente, nel 1947, sulla rivista Le tre Venezie.
Stile Si tratta di liriche d'amore permeate di una struggente nostalgia scritte con uno stile insolito per Pavese, privo del carattere narrativo e degli elementi mondani tipici delle raccolte precedenti. Con la raccolta Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, che "conclude l'arco pavesiano" Cesare Pavese, Gianni Venturi, La Nuova Italia, 1975, pag. 114, l'autore riprende i temi già sperimentati nei componimenti più tardi di Lavorare stanca e nella raccolta poetica del 1945 La terra e la morte. La donna, la cui lircizzazione avviene attraverso le metafore dei grandi temi dell'autore come la terra, la vigna, il vento, la vita e la morte, è il motivo unico e assoluto che pervade tutte le liriche dell'opera e "non è più e solo il termine di paragone della realtà simbolica, ma è la realtà, la speranza e la disperazione" op. cit., pag. 114.
Contenuto
La raccolta si apre con la poesia From C. to C. (da Cesare per Constance), in lingua inglese: Torino, 11 marzo 1950, probabilmente scritta dopo un viaggio a Cervinia con l'attrice. In the morning you always come back, che, malgrado il titolo, è in lingua italiana: Torino, 20 marzo 1950. Senza titolo ("Hai un sangue, un respiro"): Torino, 21 marzo 1950. La poesia che dà il nome alla raccolta è in realtà senza titolo (il primo verso è "Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-"): Torino, 22 marzo 1950. You, wind of march, che si apre col verso "Sei la vita e la morte", è la più lunga della raccolta: Torino, 25 marzo 1950. Passerò per Piazza di Spagna: Torino, 25 marzo 1950; è stata selezionata come traccia della maturità 2026. Senza titolo ("I mattini passano chiari"): Torino, 30 marzo 1950
The night you slept, in lingua italiana: Roma, 4 aprile 1950 The cats will know, in lingua italiana: Roma Roma, 10 aprile 1950 Last blues, to be read some day, in lingua inglese e unica scritta seguendo uno schema preciso, ovvero la rima alternata, in tre strofe di quattro versi ciascuna: Roma, 11 aprile 1950
Adattamenti Claudio Lolli, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, contenuta nell'album Nove pezzi facili, 1992. Carlo Deri, Due liriche di Pavese per canto e pianoforte – I Verrà la morte e avrà i tuoi occhi; II Hai viso di pietra scolpita [da La terra e la morte] – (1985); prima esecuzione: Firenze, Sala del Conservatorio “L. Cherubini”, 1985; prima esecuzione in forma sinfonica: Lucca, Santa Maria dei Servi, 2009
Edizioni
Note
Voci correlate Cesare Pavese Opere e poetica (Cesare Pavese)
Collegamenti esterni
Categoria:Raccolte poetiche di autori italiani Categoria:Opere di Cesare Pavese