L'olio di ricino è un olio vegetale che in condizioni standard si presenta come un liquido viscoso trasparente di colore giallo pallido o quasi incolore, con un odore delicato e un sapore nauseante.
Caratteristiche strutturali e fisiche Si tratta di una miscela di gliceridi, prevalentemente ricinoleina, il gliceride dell’acido ricinoleico, che rappresenta quasi il 90% della miscela. Contiene inoltre: acido linoleico (fino al 4%), acido oleico (fino al 3%), acido stearico (fino all'1%) e meno dell'1% di acidi grassi linoleici. Non contiene ricina e la lectina tossica rimane nella polpa del seme dopo l'estrazione dell'olio.
La miscela non si essicca, è combustibile e ha eccellenti proprietà di conservazione, infatti non irrancidisce a meno che non venga sottoposto a temperature eccessive. Si dissolve nel proprio volume di etere di petrolio o in alcol al 95%. Non si dissolve in alcuna misura nell’olio minerale, a meno che non venga miscelato con un altro olio vegetale. Se riscaldato a 300 °C per diverse ore, polimerizza e diventa miscibile.
Infine risulta:
solubile in etanolo assoluto, metanolo, etere, cloroformio, acido acetico glaciale, benzene e solfuro di carbonio insolubile in acqua
+Caratteristiche del compostoDensità relativa0,96Viscosità6 - 8 poise a 25°CTensione superficiale39 dynes/cm a 20°C 35,2 dynes/cm a 80°CTemperatura di solidificazione - 40°CPotere rotatoriodestrorotatorioIndice di saponificazione300Valore di iodio76Valore acido< 4Numero di Reichert-Meissl< 5Valore di Polenske< 0,5Valore dell'acetile144 - 150Valore dell'ossidrile161 - 169
Sintesi Viene estratto dai semi della pianta del ricino (R. communis).
Reattività e caratteristiche chimiche Può sviluppare spontaneamente calore a contatto con l'aria. Reagisce con acidi, basi e alcoli liberando calore. La reazione con acidi forti e agenti ossidanti forti può essere sufficientemente esotermica da incendiare i prodotti della reazione stessa. Se mescolato con metalli alcalini o idruri forma idrogeno infiammabile.
Farmacologia e tossicologia Farmacocinetica Dopo l’ingestione dell’olio di ricino, l’acido ricinoleico viene rilasciato dalle lipasi nel lume intestinale e assorbito nell’intestino. I risultati dello studio sui ratti suggeriscono che l’assorbimento dell’olio di ricino è inversamente proporzionale alla dose somministrata, ma è praticamente completo a dosi ridotte (4 g). Il recupero fecale dell’olio di ricino marcato radioattivamente varia dall’11,4% per una dose di 10 g, all’86,0% per una dose di 44,4 g.
Farmacodinamica Il ricinoleato, come altri tensioattivi anionici, riduce l’assorbimento netto di fluidi ed elettroliti e stimola la peristalsi intestinale.
Effetti del composto e usi clinici Se ingerito causa una forte diarrea. L’olio di ricino viene usato come farmaco da banco come lassativo stimolante ed è comunemente incluso in prodotti cosmetici per capelli e per la cura della pelle. L'olio di ricino e i suoi derivati vengono utilizzati come eccipienti in diversi medicinali e rimedi naturali, tra cui:
Miconazolo, un agente antimicotico; See page 1, Methods and Materials. See page 6, /192, Clinical studies Paclitaxel, un inibitore mitotico usato in chemioterapia del cancro; Sandimmun (iniezione di ciclosporina, USP), un farmaco immunosoppressore ampiamente usato durante il trapianto di organi per ridurre l'attività del sistema immunitario del paziente; Nelfinavir mesilato, un inibitore della proteasi dell'HIV; l'unguento Xenaderm, un trattamento topico per le ulcere cutanee, è un composto contenente balsamo del Perù, olio di ricino e tripsina; Aci-Jel (un composto contenente acido ricinoleico, acido acetico, oxiquinolina) è usato per mantenere l'acidità vaginale. Optive Plus (carbossimetilcellulosa, olio di ricino) e Refresh Ultra (glicerina, olio di ricino), sono lacrime artificiali usate per trattare la sindrome dell'occhio secco. unguento Vishnevsky.
Controindicazioni ed effetti collaterali Grandi quantità possono causare nausea, vomito, coliche e una purga intensa. Non deve essere somministrato in caso di ostruzione intestinale.
Applicazioni Grazie alla sua rinnovabilità e all’elevata versatilità, oltre a essere l’unica fonte commerciale di un acido grasso idrossilato, l’olio di ricino è impiegato come:
materia prima essenziale nell’industria chimica (es. rivestimenti, derivati uretanici, tensioattivi e disperdenti) additivo alimentare approvato dalla FDA, direttamente aggiunto a prodotti alimentari destinati al consumo umano; agente distaccante e antiaderente nelle caramelle dure; negli integratori vitaminici; nelle compresse orali di minerali come ingrediente per i rivestimenti protettivi; materia prima per la produzione di acido sebacico; ingrediente base nella produzione di resine e fibre sintetiche; lubrificante nella trafilatura dei metalli e nella lubrificazione dei macchinari; lubrificanti nei carburanti per motori a due tempi; lubrificante nei fluidi idraulici; lubrificante per stampi; conservante per gomma; componente dei fluidi di imbalsamazione; "olio rosso di Turchia" per la tintura e il finissaggio dei tessuti; come olio di ricino disidratato in alchidi, copolimeri resinosi, vernici, pitture a base di olio, smalti, sigillanti e stucchi; come olio soffiato per plasticizzare la tela cerata, la pelle artificiale, i tessuti rivestiti e le lacche; come olio soffiato per plasticizzare la colofonia nella produzione di carta moschicida, per sistemi di rivestimento a base di nitrocellulosa e simili, adesivi a caldo, inchiostri da duplicazione e stencil, adesivi e laminati.
Decine di derivati dell'olio di ricino sono tuttora utilizzati nel settore cosmetico: hydrogenated castor oil: viscosizzante sistemi oleosi, stabilizzante emulsioni acqua in olio, zinc ricinoleate: deodorante, lubrificante, condizionante, stabilizzante emulsioni acqua in olio, potassium ricinoleate, sodium ricinoleate: sapone, emulsionante, ethyl ricinoleate, glyceryl ricinoleate, isopropyl ricinoleate: emolliente, co-emulsionante nelle emulsioni olio in acqua.
Utilizzo in Italia durante il fascismo In Italia, durante il regime fascista e il suo avvento, l'olio di ricino è stato utilizzato dagli squadristi e dalle camicie nere. Le squadre fasciste sequestravano gli avversari politici e li costringevano a bere una grande quantità di olio di ricino, in quella che veniva chiamata la "purga del sovversivo", causando al malcapitato una violenta scarica di diarrea: la vittima veniva costretta a defecarsi addosso, imbrattando in modo evidente i suoi pantaloni (spesso veniva legata una corda ai calzoni delle vittime affinché non potessero tentare di sfilarseli durante gli attacchi di diarrea). Successivamente veniva costretta a girare in pubblico in quelle umilianti condizioni, con le camicie nere che lo schernivano. E molto spesso, se era sposato, il malcapitato veniva mostrato in quelle condizioni indignitose di fronte alla propria moglie, rendendo l'esperienza ancora più degradante e umiliante. Il messaggio simbolico di questo gesto, legato a quell'epoca storica, era chiaro: "l'avversario se la fa addosso, quindi non è un vero uomo". All'epoca inoltre non era facile lavare quotidianamente i vestiti, e ciò rendeva ancora più traumatica la vicenda. Il fine ultimo di questa azione era quindi quello di umiliare l'avversario e di ridicolizzarlo. Sembrerebbe che l'idea dell'utilizzo dell'olio di ricino come strumento di tortura sia stata di Gabriele D'AnnunzioSecondo storici anglosassoni, anche l'uso dell'olio di ricino come strumento di tortura e punizione, impiegato successivamente dal fascismo, sarebbe stato ideato da D'Annunzio durante l'occupazione di Fiume. Vedi:
, ma si trovano riferimenti anche nella corrispondenza dal fronte degli ufficiali italiani, i quali utilizzavano questo sistema come punizione per la truppa poco disciplinata.
Note
Voci correlate Lassativo Grassi vegetali
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Ricino Categoria:Strumenti di tortura Categoria:Cosmetici