Lelefante indiano (Elephas maximus indicus ) è la più comune delle quattro sottospecie di elefante asiatico. Deve il nome all'India, il Paese nel quale è maggiormente diffuso e dove si trova il 50% degli elefanti asiatici allo stato brado esistenti al mondo ed il 20% di quelli ammaestrati. Elephants in India, eleaid.com
Descrizione
Gli elefanti indiani misurano fino a 6,4 m di lunghezza, dagli 1,83 ai 3,60 m al garrese e pesano fino a 5 tonnellate. Indian Elephant, worldwildlife.org Gli esemplari thailandesi sono di solito leggermente più piccoli e più massicci di quelli delle altre zone dove la sottospecie vive. Gli elefanti della Malaysia tendono ad avere peluria più sviluppata e dimensioni ridotte, a volte vengono classificati in una sottospecie a parte (Elephas maximus hirsutus), ma tale suddivisione è discutibile.
I maschi sono tutti provvisti di zanne, mentre solo una parte delle femmine le ha, di dimensioni sensibilmente minori a quelle dei maschi.
Habitat Gli elefanti indiani preferiscono vivere nei pressi di aree boschive o cespugliose, anche se colonizzano una gamma piuttosto ampia di habitat, tra i quali i principali sono: Foresta subtropicale di latifoglie Foresta pluviale tropicale di latifoglie Foresta secca Prateria Tendono ad avere vita nomade ed a spostarsi periodicamente e non restano nello stesso posto per più di una decina di giorni. Quest'abitudine fa sì che spesso, durante il loro peregrinare, causino danni all'agricoltura o alle costruzioni dell'uomo, generando attriti con le popolazioni locali.
Ogni giorno possono arrivare a mangiare per 20 ore e produrre fino a 100 chili di escrementi, vagando in un'area che arriva fino a 320 km². Mangiano prevalentemente erbe, ma anche corteccia, radici, foglie ecc. Tra le colture che preferiscono vi sono le banane, il riso e la canna da zucchero. Bevono almeno una volta al giorno e sono sempre quindi nei pressi di un corso d'acqua dolce.
Distribuzione e conservazione Gli elefanti indiani allo stato brado si trovano esclusivamente in Asia meridionale, nel sud-est asiatico e, in misura minore, nella provincia cinese sud-occidentale dello Yunnan. Secondo una stima del WWF del 2013, sono in totale tra i 20.000 ed i 25.000 esemplari e rientrano nelle specie ad alto rischio di estinzione in natura.
L'aumento della popolazione mondiale umana comporta l'espansione delle aree abitate, dei terreni coltivati, della rete stradale e ferroviaria ecc, il tutto a discapito delle aree che costituiscono l'habitat degli elefanti, che soffrono quindi per la penuria di cibo e luoghi in cui rifugiarsi. Le aree rimaste a loro disposizione sono sempre più frammentate e isolate tra loro; le tradizionali vie di migrazione stagionale e la possibilità di incrociarsi con esemplari di altri gruppi familiari sono di conseguenza compromesse. Gli elefanti sono costretti a cercare cibo nelle zone agricole e negli insediamenti umani, che hanno loro sottratto l'habitat naturale, generando un conflitto con l'essere umano, il quale difende i propri territori o vendica i danni subiti eliminando gli animali.
Un'altra causa della riduzione del numero di elefanti è il bracconaggio, che alimenta il mercato dell'avorio. Le vittime sono i maschi, che hanno le zanne più grandi e redditizie, e ciò altera l'equilibrio della razza, con le femmine molto più numerose dei maschi. Nonostante che la compravendita di avorio sia stata messa al bando in tutto il mondo, il fenomeno persiste specialmente in Asia, dove la domanda di avorio da parte delle classi abbienti resta alta.
Bangladesh Circa 200 anni fa, nella zona dell'odierno Bangladesh vi erano molti elefanti, che sono invece attualmente in pericolo critico di estinzione. Si calcola che nel 2006 ne fossero rimasti circa 100 in cattività e 200 esemplari allo stato brado, di cui il 30% entra ed esce dal Paese nelle zone a cavallo della frontiera birmana e indiana. La maggior parte si trova in aree protette situate nelle montagne nei pressi di Chittagong. La drammatica crescita demografica dei cittadini bengalesi ha sottratto terreno e approvvigionamenti agli animali, situazione che si aggrava durante le periodiche inondazioni del Paese. I corridoi lungo i quali gli elefanti si muovono sono spesso disturbati.
La povertà del Paese rende difficoltoso per il governo predisporre un piano di protezione per la sottospecie e per la natura in genere; non vi sono quindi progetti statali di conservazione. I circa 100 elefanti addomesticati sono impiegati soprattutto nell'industria del legname e nei circhi; in entrambi i casi le condizioni di vita sono critiche. Elephants in Bangladesh, eleaid.com
Birmania Nonostante la sopravvivenza degli elefanti in Birmania sembri garantita da un buon numero di riserve naturali e dalla presenza di esperti di elefanti, la popolazione totale di quelli selvaggi è in declino. Nel 2006, ve ne erano tra i 4.000 e i 5.000 esemplari, mentre quelli addomesticati erano circa 5.000. Elephants in Burma, eleaid.com
Tra i motivi di tale declino vi è la cattura, illegale dal 1994, di quelli selvatici per addestrarli a lavorare nell'industria del legname, che ne occupa circa 4.000. L'impiego di elefanti permette di salvaguardare buona parte degli alberi non commerciabili, che altrimenti dovrebbero essere eliminati per facilitare il trasporto del legname pregiato. Dato l'importanza del ruolo che svolgono in questa attività, gli elefanti addomesticati birmani ricevono cure ed attenzioni particolari. Altri impieghi sono quelli nei villaggi isolati (in svariate attività), per trasporti in zone impervie dove altrimenti si può circolare solo a piedi, per cerimonie religiose, nell'industria del turismo e nell'agricoltura in presenza di terreni difficoltosi.
Anche in Birmania è in diminuzione l'habitat per gli elefanti, con la deforestazione (spesso illegale) e l'espansione di insediamenti abitativi umani. Un altro motivo di declino è il bracconaggio, grazie al quale si riforniscono i contrabbandieri di avorio e gli esportatori di cuccioli in Thailandia, dove vengono impiegati nell'industria del turismo.
Bhutan Il Bhutan è un piccolo Paese in prevalenza montuoso, nelle cui poche pianure diversi elefanti soggiornano nel periodo estivo, per poi passare l'inverno in India. Grazie alla tranquillità del territorio, il numero di animali selvaggi in quest'area era stabilizzato nel 2006 attorno ai 250 - 500 esemplari. Tale stima non fornisce dati sul numero degli elefanti addomesticati nel Paese. Le relative minacce rappresentate dai bracconieri e dalla deforestazione non impensieriscono i programmi ambientali del governo locale, ai quali collabora il WWF. Elephants in Bhutan, eleaid.com
Cambogia Le ricerche in Cambogia sulla popolazione degli elefanti sono iniziate in periodi recenti e le informazioni al riguardo sono quindi approssimative. Nel 2006, si stima che ci fossero 200 - 300 animali selvaggi e 211 ammaestrati. In precedenza si pensava che, grazie alle ideali condizioni ambientali, ce ne fossero molti di più e si ipotizza che ne possano essere stati uccisi molti per contrabbandare avorio e per consumarne la carne. Anche la deforestazione e la presenza di mine inesplose nelle foreste rimaste possono aver contribuito al declino. Le precarie condizioni economiche del Paese rendono possibile un intervento governativo solo con un eventuale finanziamento estero.
Gli elefanti addomesticati vivono in prevalenza nei villaggi della minoranza etnica phnong, i cui membri hanno una buona tradizione al riguardo, anche se negli ultimi tempi tale tradizione sta svanendo per la crescente difficoltà di catturare nuovi esemplari. Elephants in Cambodia, eleaid.com
Cina Nel 2006, gli elefanti che vivevano allo stato brado erano tra i 200 e i 250 e non vi era menzione di quanti fossero gli esemplari in cattività. Concentrati nel Xishuangbanna e nella riserva di Nangunhe, nella parte meridionale della Provincia dello Yunnan, erano un tempo molti di più, ma la tradizione cinese di collezionare oggetti in avorio ne ha decimato la popolazione. Negli ultimi anni, il governo cinese ha ovviato al problema predisponendo varie misure per impedirne la caccia, ed ora la zona è una delle poche al mondo dove la popolazione della sottospecie è in aumento. Elephants in China , eleaid.com Il commercio illegale di avorio nel Paese continua comunque ai danni degli elefanti di altre zone del mondo, in particolare di quelli africani.
Vi sono seri problemi legati all'espansione dei centri abitati e delle infrastrutture (strade, dighe ecc.), che si appropriano dei territori dove gli elefanti avevano campo libero, costringendoli sempre più spesso ad invadere i villaggi per nutrirsi. Tra le misure prese dal governo vi è anche il rimborso dei danneggiati dalle incursioni, che rimangono comunque insoddisfatti perché tali rimborsi non compensano i danni. Si pensa che una soluzione potrebbe essere la creazione di corridoi ad uso degli animali, che colleghino le aree protette. China's elephants feel the squeeze , aljazeera.com
India In India, gli elefanti sono per tradizione celebrati come animali sacri e quelli addomesticati sono tuttora largamenti utilizzati in diversi settori della vita locale (costruzioni, turismo, cerimonie religiose, pattugliamento aree protette ecc.). Nel 2006, gli elefanti che vivevano allo stato brado erano tra i 23.900 ed i 32.900, concentrati principalmente nel sud e nel nord-est del Paese, mentre quelli in cattività erano circa 3.500. Una piccola popolazione selvatica è presente anche nelle Isole Andamane.Sukumar, R. p.2
Nei secoli precedenti, la popolazione di elefanti indiani era molto superiore, si è stimato che nel XVII secolo fossero circa un milione. Tra le cause che hanno portato al ridimensionamento vi è la perdita di spazi vivibili per tali animali ed il conseguente conflitto con l'essere umano. Tuttora la continua espansione demografica indiana, che richiede nuovi insediamenti abitativi e terreni agricoli, costituisce la minaccia principale per la sopravvivenza della sottospecie.
Nel 1992, il governo ha promosso il "Progetto Elefante", volto a risolvere il conflitto tra uomini ed animali con il miglioramento delle condizioni di vita di questi ultimi. L'organizzazione incaricata di presiedere al progetto controlla un'area totale di 58.000 km² suddivisa in 25 riserve specifiche, dove la popolazione degli elefanti è in aumento; sta cercando inoltre di stabilire dei corridoi che mettano in comunicazione tali riserve e di proteggere le condizioni di vita degli elefanti addomesticati. Il Progetto Elefante si occupa anche del fenomeno del bracconaggio, legato al commercio di avorio, che ha ridotto enormemente la popolazione maschile (negli elefanti indiani, la femmina di solito non ha le zanne, e se le ha sono piccole). Shoshani, J.: Elephants: Majestic Creatures of the Wild. A p.171-174. Checkmark Books, 2000. ISBN 0-87596-143-6
Il governo ha anche introdotto severe pene per chi non rispetta le leggi a tutela degli elefanti; ciononostante, tali leggi vengono spesso ignorate, in particolar modo quelle tese a proteggere le condizioni di vita di quelli in cattività.
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