LAssociazione Sportiva Dilettantistica Fanfulla, meglio nota come Fanfulla, è una società calcistica italiana con sede nella città di Lodi. Il sodalizio deve il suo nome a Fanfulla da Lodi, uno dei tredici cavalieri italiani che sconfissero i francesi nella disfida di Barletta del 1503. Milita in Promozione, sesta divisione del campionato italiano.
Costituita nel 2015 come Associazione Sportiva Dilettantistica Cavenago Fanfulla (previa ridenominazione della Polisportiva Cavenago d'Adda), è erede della tradizione sportiva iniziata nel 1908 con la nascita della sezione calcistica dell'Associazione Sportiva Ginnastica Fanfulla 1874 (a sua volta fondata il 15 agosto 1874 con la denominazione di Società Lodigiana di Ginnastica e Scherma) divenuta in seguito club autonomo come Associazione Calcio Fanfulla 1874 e dichiarata fallita nel 2016.
A livello storico, il Fanfulla vanta quale maggior successo diciassette partecipazioni al campionato di seconda divisione nazionale (nelle sue varie formule della Lega Nord, della Lega Alta Italia e della Serie B), cui ha preso parte da ultimo nel 1954; ha inoltre vinto per due volte la terza serie e conquistato una Coppa Italia Serie C.
Il club si trova al 65º posto nella classifica perpetua della Serie B e al 96º nel ranking della tradizione sportiva in Italia. È inoltre la squadra lombarda (seconda in Italia) che vanta il maggior numero di partecipazioni al campionato di Serie D.
Storia Dalla nascita alla promozione in Serie B (1908-1937)
Il gioco del calcio, era arrivato a Lodi nei primi anni del XX secolo, praticato sui campi improvvisati di periferia e nei collegi. Sul finire del 1907 il Circolo Pallavicino aveva riconvertito in campo da calcio il vecchio sferisterio cittadino in via OspedaleEsistente tuttora, l'attuale campo Pallavicino in via Serravalle.. Su iniziativa di alcuni giovani lodigiani (tra cui il diciassettenne Marcello Ghisio, che a dispetto della giovane età ricopriva già da un anno la carica di segretario della Società Fanfulla di Ginnastica e Scherma), venne costituita una squadra per la pratica della nuova disciplina all'interno della storica società sportiva lodigiana, che per l'occasione mutò il nome in Associazione Sportiva Fanfulla. L'inizio dell'attività calcistica del club lodigiano si fa risalire al 28 giugno 1908, data in cui la sezione calcio dell'Associazione Sportiva Fanfulla, organizzò e disputò a Lodi, in occasione dell'inaugurazione del campo sportivo Due Chiavi, un torneo amichevole denominato "Coppa Pro Lodi". Oltre al club lodigiano, parteciparono il , la Trevigliese, l'Ausonia, l'Unitas e la Libertas. Proprio contro la Libertas il Fanfulla giocò nelle gare eliminatorie, venendo sconfitto per 9-0, ma consegnando alla storia la sua prima formazione: Pizzamiglio; Ghisio, Milani; Valdameri, Caccialanza, Granata E.; Granata V., Manzoni, Bona, Dossena, Favari. Per la cronaca la coppa venne vinta dal Milan, che in finale sconfisse 3-0 la Libertas.Amichevoli del Milan stagione 1908.
Iscrittosi alla Federazione Italiana Football nel giugno del 1908, partecipò al primo campionato regionale nel 1913-1914 guadagnando immediatamente l'accesso alla Promozione, ma la sua ascesa fu troncata dall'inizio della prima guerra mondiale. Non iscritto all'inizio della stagione sportiva 1919-1920 poiché il campo delle Due Chiavi, dove venivano disputate le sue gare era divenuto impraticabile causa esigenze belliche, utilizzato come parco buoi..
Nella stagione 1920-1921, in virtù della fusione con l'EderaIl Fanfulla: giornale liberale di Lodi e circondario, 3 luglio 1920, p. 2.Avvenuta il 26 giugno 1920. ritornò a disputare il campionato di Promozione chiudendo al 3º posto nelle finali di Promozione Lombarda. Gli incontri vennero disputati nel nuovo impianto della Dossenina, inaugurato nell'ottobre del 1920. In virtù del 3º posto finale i lodigiani si erano illusi di essere stati promossi in Prima Categoria, perché a loro dire il regolamento prevedeva la promozione per le prime tre classificate, ma la FIGC non fu d'accordo, ammettendo in Prima Categoria solo la vincente del campionato lombardo di Promozione.La cronaca sportiva del Lodigiano e cremasco, 7 ottobre 1921, p. 1. Dopo una lunga diatriba con la FIGC, i lodigiani si rassegnarono alla mancata promozione che era stata a loro dire ingiustamente revocata, e si prepararono al successivo campionato di Promozione lombarda 1921-1922, che vinsero, venendo finalmente promossi in Prima Categoria ricevendo persino una lettera di congratulazioni dalla FIGC.La cronaca sportiva, 30 giugno 1922, pp. 1-2. A causa della scissione della Prima Categoria in due serie, Prima e Seconda Divisione, tuttavia, il Fanfulla non fu ammesso alla massima serie, bensì al campionato cadetto (Seconda Divisione).
Al debutto in cadetteria, il Fanfulla si comportò molto bene nel girone di andata, sembrando addirittura in grado di vincere il proprio raggruppamento, ma nel girone di ritorno il suo rendimento calò e chiuse al quarto posto. Nella stagione successiva il Fanfulla migliorò ulteriormente, chiudendo al secondo posto, mentre nel campionato 1925-1926, invece, complice il terzultimo posto nel girone, venne declassato nel campionato di terzo livello (la Seconda Divisione Nord, secondo la nuova riforma stabilita nella Carta di Viareggio). In tale categoria rimase due stagioni, fino al 1928, anno in cui il terzo posto finale nel girone valse al Guerriero il ritorno in Prima Divisione, proprio nell'ultimo campionato in cui la categoria fungeva da secondo livello del calcio italiano, dato il riassetto che poi sarebbe divenuto definitivo un anno dopo, con la creazione di Serie A e Serie B a girone unico. Dal 1929-1930 il Fanfulla disputò così sei stagioni in terza serie, con risultati in calando: nel 1932-1933 giunse penultimo e venne retrocesso, ma fu riammesso in sostituzione della disciolta Clarense; nel 1936 invece la salvezza arrivò grazie a uno spareggio, vinto 3-1 allo Stadium di Brescia contro il .
La Serie B e il campionato dell'Alta Italia (1937-1953)
Il Fanfulla raggiunse il momento più alto della sua storia tra il 1938 e il 1954, periodo durante il quale vinse due volte il Campionato Nazionale di Serie C e disputò 12 stagioni in Serie B, 10 delle quali a girone unico. La prima storica promozione in Serie B avvenne al termine di un drammatico spareggio giocato sul campo neutro di Pavia contro il , il 22 maggio 1938. La partita fu occasione di quello che all'epoca fu considerato un vero e proprio esodo: tremila lodigiani giunsero a Pavia, un migliaio di tifosi avversari arrivarono dalla città emiliana. Al termine dell'incontro, vinto dai bianconeri per 2-1 in rimonta, si segnalarono tafferugli tra sostenitori. Nelle successive cinque stagioni in seconda serie, il Fanfulla si consolidò ottenendo piazzamenti a centro classifica culminati nell'8º posto del 1942-1943, nel contesto di confronti anche con realtà blasonate quali, tra le altre, , , , , e .
La squadra lodigiana conseguì risultati di notevole prestigio anche durante il Torneo Misto di Guerra del 1943-1944, riservato alle compagini di Serie A e B del Nord Italia: in quella stagione, il Fanfulla sconfisse sia il Milan sia l'Ambrosiana-Inter. Retrocesso in Serie C nel 1947-1948 complice il ripristino della Serie B a girone unico, ritornò nella serie cadetta l'anno seguente al termine di un appassionante testa a testa con il , risoltosi a favore dei bianconeri per un solo punto proprio all'ultima giornata, che vide il Fanfulla battere in trasferta l' mentre i liguri non andarono oltre il pareggio sul terreno della . Nel corso del successivo quinquennio il Guerriero conquistò il miglior piazzamento di tutta la propria storia, il 6º posto nella Serie B 1950-1951 a pari merito con e . Della stagione seguente degni di nota furono la vittoria a Lodi sul , all'epoca ancora la squadra più titolata d'Italia, e soprattutto il doppio confronto con la , che nel suo unico anno tra i cadetti esordì in campionato proprio contro i bianconeri, battendoli per 2-1 allo Stadio Nazionale, ma nella sfida di ritorno del 3 febbraio 1952 non andò oltre l'1-1 in rimonta davanti agli oltre 7000 spettatori della Dossenina, record storico di presenze per l'impianto lodigiano.
Il caso Gaggiotti e gli anni dell'oblio (1954-1982) Il Fanfulla abbandonò definitivamente la Serie B al termine della stagione 1953-1954, a causa di una penalizzazione di 5 punti subita per via del suo coinvolgimento nel cosiddetto Caso Gaggiotti: il 4 dicembre 1953, due giorni prima di Fanfulla-Alessandria (2-1), Emanuele Dalla Fontana, portiere dell'Alessandria, si fece consegnare la somma di 350.000 lire, da Eugenio Gaggiotti, con il quale aveva pattuito l'accordo di aiutare gli avversari nella gara che doveva disputarsi due giorni dopo, ma il calciatore avvertì i suoi dirigenti, i quali denunciarono l'accaduto alla Lega Nazionale, che a sua volta sequestrò il denaro. In seguito a un'inchiesta della Lega, si scoprì che i mandanti dell'illecito erano i massimi dirigenti del Fanfulla, i quali diedero a Gaggiotti mezzo milione di lire per avvalersi della sua collaborazione. Il consiglio direttivo del Fanfulla aveva messo a disposizione un fondo di 15 milioni di lire per raggiungere — attraverso un numero adeguato di partite pilotate — la quota salvezza di 28 punti, considerato il margine di sicurezza per la permanenza in Serie B. Il 25 marzo 1954 venne emesso il primo verdetto, che deliberò che al Fanfulla fossero tolti i cinque punti conquistati fino all'undicesima giornata, cioè prima della partita incriminata; a causa della penalità di cinque punti il Fanfulla non riuscì a evitare la retrocessione in Serie C. Nel giugno 1954, infine, Francesco Minojetti e il dott. Rinaldo Briocchi, rispettivamente presidente e dirigente del Fanfulla, furono puniti con l'interdizione di tre anni e la squalifica a vita.
Nella stagione seguente, la terza delle sei edizioni della Serie C a disputarsi a girone unico, il Fanfulla retrocesse ulteriormente in IV Serie perdendo 2-0 lo spareggio contro l'ex aequo sul neutro di Modena. Per riguadagnare la terza serie fu propizio, nel 1959, il riassetto della categoria voluto da Bruno Zauli che vi ammetteva d'ufficio, tra gli altri, anche i bianconeri. La permanenza in Serie C durò fino alla stagione 1964-1965, quando l'arrivo all'ultimo posto in classifica costò una nuova retrocessione. Per tredici stagioni, fino al 1977-1978, il Guerriero rimase quindi relegato in Serie D: fu grazie alla nuova riforma che istituiva il campionato di Serie C2 che il Fanfulla venne promosso in virtù del terzo posto alle spalle di e . Nell'estate 1981 viene ingaggiato come tecnico Giorgio Veneri, ex giocatore del "Piccolo Brasile". Alla sua seconda stagione sulla panchina bianconera, la quinta del Guerriero in C2, il Fanfulla 1982-1983 guidato dai "gemelli del gol" Emilio Rossi e Cristiano Masuero, e dalla classe di Beppe Sannino, conquistò la seconda posizione alle spalle del , ottenendo la promozione in C1. Fu in questa stagione la storica vittoria per 6-0 nel derby contro il Pergocrema.
La Coppa Italia di Serie C e la discesa nei dilettanti (1983-2006)
La stagione 1983-84 in Serie C1 iniziò con la sconfitta casalinga (2-3) contro il , e terminò con la retrocessione frutto del penultimo posto, a 4 punti dalla salvezza. La stagione resterà comunque nella storia bianconera, grazie alla vittoria nella finale della Coppa Italia di Serie C contro l': dopo il pareggio casalingo a reti inviolate, i lodigiani espugnarono ai supplementari lo Stadio Dorico con i gol di Sannino e Cappelletti. Fu l'unica edizione vinta da una squadra che, nella stessa stagione, retrocesse dalla Serie C1 alla C2.. Due anni più tardi, il 1º giugno 1986, sul campo della Centese in festa promozione, il Fanfulla giocò la sua ultima partita nei professionisti: il terzultimo posto, a -1 dalla , costò la retrocessione in Interregionale.