I Tiroler Schützen (bersaglieri tirolesi o tiratori in italiano, scizzeri o sizzeri nei dialetti trentini.) erano una milizia, in parte formata da coscritti in servizio attivo e in parte da una riserva di volontari da mobilitare all'occorrenza. Avevano compiti di difesa territoriale e operavano nel dominio asburgico della Contea del Tirolo.Lorenzo Dalponte, Uomini e genti trentine durante le invasioni Napoleoniche 1796-1815, Edizioni Bernardo Clesio, Trento, 1983. Nel 1871 vennero integrati nell'esercito regolare.
Allo scoppio del primo conflitto mondiale gli iscritti ai poligoni di tiro al bersaglio, che venivano chiamati dalla popolazione trentina i bersaglieri (ossia i bersaglieri immatricolati, Standschützen in tedesco), furono mobilitati (combatterono con la divisa dei Kaiserjäger)...
Sciolti in conseguenza allo smembramento dell'Impero austro-ungarico, sono oggi ricordati da svariate associazioni folcloristiche che si ispirano alla loro tradizione mantenendone il nome (Schützen, invece di Tiroler Schützen).
Antefatti
Anche nella Contea del Tirolo è dimostrata la presenza, almeno dal XVI secolo, di una milizia chiamata Landesverteidigung Tirols ("difesa territoriale tirolese"). Come tutte le (numerose) milizie del periodo era formata da personale non professionista, reclutato in luogo, e che era organizzato, almeno nei maggiori centri, in apposite associazione di tiro a segnoUn caso significativo è Bolzano, dove una tale associazione è presente, con ampio archivio, sin dal 1488, cfr. Hannes Obermair, Schriftlichkeit und urkundliche Überlieferung der Stadt Bozen bis 1500 - Muster, Verlaufsformen, Typologien, in »cristallîn wort«. Hartmann-Studien, vol. 1, LIT Verlag, Münster, 2008, ISBN 978-3-8258-1097-9, pp. 33-58, qui p. 48, doi:10.13140/RG.2.1.1126.1204..
Il Landlibell Una codifica di questa milizia si ha in un trattato fra la Contea del Tirolo, il principato vescovile di Trento e quello di Bressanone tutti territori del Sacro Romano Impero. Il trattato era conseguente alla politica di violenta usurpazione da parte dei conti del Tirolo, delle prerogative dei principati, cosa che aveva portato anche a conflitti armati. Col Landlibell (o anche "Libello dell'Undici") nel 1511, garante l'imperatore Massimiliano I, furono definite le questioni di carattere militare. Venne istituita una milizia organizzata sul modello delle Landsturm, tipiche dell'area tedesca, costituite da truppe di "qualità" inferiore, adibite esclusivamente alla difesa del territorio.
La milizia era composta da due gruppi:Gianni Faustini, Trentino e Tirolo dal 1000 al 1900, Breviario Storico dell'Autonomia, Casa Editrice Publilux, Trento, 1985. Aufgebot (una sorta di milizia quasi permanente): era suddivisa in unità di entità variabile. Dovevano essere disponibili in qualsiasi momento, attraverso una chiamata alla leva suddivisa su 5 livelli, venivano chiamati progressivamente 5.000, 10.000, 15.000, 20.000 uomini; Landsturm (milizia di riserva): in caso di un'invasione tutti gli uomini validi sopra i 18 fino all'età di 60 anni dovevano essere richiamati alle armi attraverso il suono delle campane o l'accensione di fuochi di segnalazione. Le cinque chiamate vennero poi ridotte a tre.
Il Landlibell prevedeva che le milizie fossero impiegate solo all'interno della Contea del Tirolo e dei due principati, e che nessuna guerra potesse essere iniziata senza l'approvazione dei contraenti. Tale norma era tuttavia mal formulata, in quanto avrebbe potuto creare importanti problemi di tipo logistico e tattico per la stabilità dell'impero. Inoltre poteva rappresentare un pericoloso precedente dato che l'Impero austro-ungarico era costituito da soldati provenienti da diverse nazioni. I problemi si verificarono effettivamente a seguito dell'introduzione del servizio di leva obbligatorio nel 1807, che fu una delle cause dell'insorgenza tirolese.
Le armi in generale dovevano essere procurate dall'armeria di Innsbruck, che forniva armi e attrezzi vari. Ciò comportò quindi anche il diritto ad ognuno di portare un'arma con sé per protezione. Originariamente solo un terzo dei membri era dotato di armi da fuoco, il resto doveva armarsi con lance, pale, assi e zappe.
L'arciduchessa austriaca Claudia de' Medici, nel 1636, introdusse una riforma al sistema difensivo territoriale previsto dal Landlibell, sostituendo le tre chiamate alla leva con una "milizia territoriale" di 4 reggimenti di circa 2.000 uomini tra i 24 e i 45 anni. Ogni reggimento era formato da 6 compagnie.
Nascita degli Schützen (1704) Durante il regno dell'imperatore Leopoldo I, nel 1704, il Landlibell venne emendato. Furono costituite 12 compagnie di tiratori scelti o tiratori al bersaglio (gli equivalenti dei bersaglieri): gli Schützen, che avevano la caratteristica di essere obbligati ad allenarsi costantemente presso i poligoni di tiro o casini di bersaglio presenti sul territorio.
Il corpo degli Schützen venne quindi fondato ufficialmente durante il regno dell'imperatore Leopoldo I d'Asburgo nel XVII secolo, mentre quella che prima era la milizia territoriale (Landsturm) veniva sostituita con gli "Schützen territoriali" o Scharfschützen, un corpo che si poneva accanto agli Schützen sopra descritti e che veniva chiamata in servizio attivo solo in caso di necessità.
La milizia fu mobilitata per la prima volta nel 1705 a causa della guerra di successione spagnola. Nell'occasione respinse truppe francesi e bavaresi a Pontlatzer Brücke nei pressi di Landeck. A seguito di questo successo, la milizia fu incrementata: gli uomini fra i 18 e i 40 anni erano mobilitati nelle compagnie di tiratori (Schützen), quelli fra i 40 e i 60 di riserva, nella milizia territoriale (Landsturm). Erano tenuti ad esercitarsi al tiro tutte le domeniche, eleggevano i loro capitani e non potevano essere impiegati al di fuori del Tirolo.
Epoca napoleonica Il corpo degli Schützen fu impegnato in combattimento durante l'epoca napoleonica.L'epopea degli Schützen nelle guerre napoleoniche, su ilmondodeglischuetzen.it Le vicende di questo periodo sono state riviste nel corso del XIX secolo, in chiave idealizzata e celebrativa, secondo i canoni del nazionalismo romantico, venendo presentate come una rivolta di carattere eminentemente patriottico, e sottacendone la natura controrivoluzionaria e anti-illuminista.
Le compagnie erano aumentate a 46 nel 1796 e a 94 nel 1797.
Poiché le milizie tirolesi non portavano uniforme, gli uomini fatti prigionieri dai francesi venivano fucilati. I francesi li ritenevano "non al pari di una vera e propria milizia bensì come gruppi di partigiani, insomma una specie di franchi tiratori volontari, che si permettevano di sparare al di fuori di regole di combattimento codificate".
I tirolesi adottarono allora una sorta di uniforme a partire dal 1799: pur rimanendo di fogge differenti, le uniformi da questo momento in avanti, adottarono in comune un colletto verde, polsini e coccarda verdi e bianche.
La campagna d'Italia Il 2 marzo 1796 Napoleone Bonaparte assumeva il comando dellArmée d'Italie ed iniziava così la Campagna d'Italia del 1796-1797.
Sconfitto il Regno del Piemonte, con l'armistizio di Cherasco Napoleone si garantiva il libero accesso verso il Ducato di Milano, che era all'epoca un possedimento degli Asburgo, dal quale gli asburgici furono rapidamente estromessi. Per rallentare l'avanzata napoleonica violarono la neutralità della Repubblica di Venezia e si attestarono nelle fortezze del Quadrilatero. A fine maggio tuttavia, detenevano solo Mantova, che fu posta sotto assedio.
Fu sul controllo di quest'ultima piazzaforte che dipesero le sorti di tutta la campagna d'Italia. La campagna di von Wurmser (agosto 1796)
Temendo di esser cacciato fuori dall'Italia, il Sacro Romano Impero inviò rinforzi in Trentino, al comando del feldmaresciallo Dagobert von Wurmser, per sferrare un'offensiva contro l'Armata d'Italia e rompere l'assedio alla fortezza di Mantova. A fine luglio gli imperiali passarono all'attacco scendendo, divisi in varie colonne, lungo i due lati del lago di Garda; il generale Bonaparte resosi conto del pericolo, tolse l'assedio da Mantova, e con tutte le sue forze andò incontro al nemico, che sconfisse separatamente; il 3 agosto nella battaglia di Lonato (Peter von Quosdanovich) e il 5 agosto nella battaglia di Castiglione (von Wurmser).
Von Wurmser, duramente sconfitto, si ritirò a Trento, dove riorganizzò le sue forze. Fece quindi un nuovo tentativo di raggiungere Mantova, questa volta attraverso la Valsugana.
Nel 1796 gli Schützen erano nel Corpo Tirolese ai comandi del generale Paul Davidovich, che fu impegnato in battaglie con alterne fortune.
La guerra in Trentino Al generale Paul Davidovich fu assegnato il compito di difendere Trento e la Valle dell'Adige, ma il 4 settembre fu sconfitto da Napoleone e De Vabois nella battaglia di Rovereto e dovette ritirarsi a nord permettendo ai francesi di occupare Trento e di insediarsi a Lavis (allo sbocco della Val di Cembra). Qui fu lasciato un distaccamento al comando di De Vabois: nel mentre Napoleone col grosso delle forze si lanciava all'inseguimento do von Wursmer che l'8 settembre fu sconfitto nella battaglia di Bassano. Gli austriaci furono così tagliati fuori dalle proprie linee di rifornimento, von Wurmser riuscì a raggiungere Mantova dove il 15 settembre venne accerchiato; i francesi ripresero l'assedio della fortezza. La sua presenza aggravò la situazione degli assediati a cui difettavano i rifornimenti.
La campagna di von Berberek (ottobre, novembre 1796)
Dopo gli sviluppi di settembre, si aprì un limitato periodo di tregua rotto dalle vittorie austriache sul fronte del Reno che permisero al consiglio aulico, dopo il 2 ottobre 1796, di inviare nuove truppe in Italia..
L'armata francese intanto, con 14.000 malati e 9.000 uomini acquartierati attorno a Mantova su un totale di 41.400 effettivi, venne posizionata da Napoleone in modo tale da prevenire nuovi attacchi austriaci: la divisione di de Vaubois (circa 10.000 uomini) si schierò a Lavis nella valle dell'Adige, allo sbocco della Val di Cembra per bloccare gli accessi al lago di Garda. Masséna occupò Bassano del Grappa; a capo della guarnigione assediante Mantova fu messo Kilmaine, essendo Sérurier ancora ammalato, mentre il quartier generale si insediò a Verona, affiancato dalla divisione di Augereau in qualità di riserva. Ad ottobre i francesi dovettero occuparsi anche degli stati italiani, capeggiati dal papa, che cospiravano per una loro cacciata dalla penisola italiana. Per tutta risposta il Ducato di Modena e Reggio venne occupato, a Genova fu installata una base militare, e il 10 ottobre il papa venne isolato con la firma di un trattato franco-siculo-napoletano.Il trattato sanciva la neutralità del Regno di Napoli e il suo impegno a liberare i francesi rinchiusi nelle carceri per motivi politici e a versare all'erario francese una forte somma in denaro. In cambio, il Direttorio prometteva di non intraprendere azioni politiche e militari nell'Italia meridionale. Vedi . Il 15 ottobre nacque inoltre a Milano la Repubblica Transpadana, subito seguita dalla Repubblica Cispadana con cui si fuse nel giugno 1797 per dar vita alla Repubblica Cisalpina..
Con 46.000 soldati, il nuovo comandante in capo austriaco, Joseph Alvinczy von Berberek, e Paul Davidovich erano, verso la fine di ottobre, pronti per passare all'offensiva. I loro obiettivi erano innanzitutto Trento e Bassano del Grappa, quindi l'esercito, diviso inizialmente in due colonne, si sarebbe riunito a Verona, da dove avrebbe proseguito per Mantova. Vennero messi in moto meccanismi per illudere Napoleone che l'unica minaccia fosse stata rappresentata dai 28.000 uomini di von Berberek marcianti su Bassano, sperando che al momento opportuno un attacco di Davidovich su Trento avrebbe mandato in panico l'armata d'Italia..