Venezia (AFI: , ; in venezianoPoiché manca una grafia standardizzata per il veneto, per trascrivere la pronuncia locale ci limitiamo a mostrare le grafie utilizzate storicamente: Venetia, Venexia, Venecia e Venezia. In tempi recenti vengono pure utilizzate le grafie alternative: Venesia, Venessia e Venezsia. In antico diffuse anche le grafie Vinegia e Venethia. In latino il nome della città è Venetiae e si tratta di un plurale tantum, cfr. a questo proposito il paragrafo Origini del nome.) è un comune italiano di abitanti, capoluogo dell'omonima città metropolitana e della regione del Veneto. Per le peculiarità urbanistiche e per il suo patrimonio artistico è stata dichiarata, assieme alla sua laguna, patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, il che ha contribuito a farne la seconda città italiana dopo Roma con il più alto flusso turistico.

Primo comune della regione per superficie, è il secondo per popolazione dopo Verona (fatto che lo rende uno dei tre capoluoghi di regione italiani a non essere il più popoloso della regione, assieme a L'Aquila per l'Abruzzo e Catanzaro in Calabria) e comprende sia territori insulari sia di terraferma, siccome è articolato attorno ai due principali centri di Venezia (al centro dell'omonima laguna) e di Mestre (nella terraferma). Fa parte della rete Eurocities delle più grandi città europee.

Tra il X e il XVI secolo fu tra le più grandi potenze navali e mercantili del mediterraneo, con interessi in particolare verso l'oriente. La città è stata per anni la capitale della Serenissima Repubblica di Venezia ed è conosciuta a questo riguardo come la Serenissima e la Dominante.

Insieme a Cannes e Berlino, è considerata una delle capitali del cinema europeo, grazie alla Mostra internazionale d'arte cinematografica.

Geografia fisica Territorio

Dal punto di vista geografico, il comune di Venezia è diviso in due parti: la zona insulare e la zona di terraferma. Per quanto riguarda il rischio sismico, Venezia è classificata nella zona 4, ovvero a sismicità molto bassa.

Clima

Venezia ha un clima temperato caldo, stabilmente umido, con estate molto calda (classificazione Köppen-Geiger Cfa) (temperature invernali di circa in media) e nelle massime estive (28 °C in media). Secondo Köppen, rientra nella classe Csb. La piovosità raggiunge i suoi picchi in primavera e in autunno, mentre sono frequenti i temporali estivi. In inverno non sono infrequenti le nevicate, anche se di norma la neve tende a sciogliersi rapidamente; tuttavia, la notte brina spesso, cosa che coinvolge anche le acque lagunari delle zone più interne. L'elevata umidità può provocare nebbie nei mesi freddi e afa in quelli caldi.

I venti principali sono la bora (NE), dominante nei mesi invernali, lo scirocco (SE) in estate e, meno frequente, il libeccio (SW, detto localmente garbìn). Dal punto di vista legislativo, il comune di Venezia ricade nella "fascia climatica E" con 2 345 gradi giorno, dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile.

Le maree La marea osservata a Venezia può essere pensata come la somma di tre componenti: la marea astronomica, correlata al moto dei corpi celesti, principalmente Luna e Sole, il contributo meteorologico dovuto allo stato dell'atmosfera e le oscillazioni di sessa del mare Adriatico. In condizioni normali il contributo meteorologico è piccolo e il livello che si osserva coincide approssimativamente con la marea astronomica. In alcuni casi la somma degli effetti di pressione atmosferica e vento può determinare un contributo meteorologico importante che unita alle variazioni della sessa porta a notevoli basse maree oppure, al contrario, produrre il fenomeno dellacqua alta.

Fenomeno dellacqua alta

Con il termine di acqua alta sono indicati nella laguna di Venezia picchi di marea particolarmente pronunciati, tali da provocare allagamenti nell'area urbana. Il fenomeno è frequente soprattutto nel periodo compreso tra l'autunno e la primavera, quando l'alta marea può arrivare ad allagare buona parte della città rendendo difficili gli spostamenti per calli e campi. La marea che supera a Venezia la soglia di attenzione di +80 cm viene comunemente indicata come acqua alta; a questa quota sorgono problemi di trasporto e di viabilità pedonale nei punti più bassi della città. Quando la marea supera i 100 cm (5% del suolo pubblico allagato), il fenomeno inizia a interessare tratti più consistenti dei percorsi cittadini. A quota +110 cm, circa il 12% della città è interessata dagli allagamenti. Quando invece si raggiungono i +140 cm, viene allagato il 59% della città.

Il fenomeno dell'acqua alta è generato dalla combinazione di due fattori principali: l'alternarsi regolare delle maree unita a una causa meteorologica composta dalla combinazione di pioggia, vento e pressione atmosferica sulla massa marina; l'alta marea da sola non genera l'acqua alta: è la sovrapposizione di questi fattori che, combinandosi con la marea astronomica, porta il livello dell'acqua a raggiungere quote superiori in modo meno prevedibile. Il rialzo dell'acqua oltre il livello di marea è un fenomeno normale in un bacino chiuso come il mare Adriatico e il vento che lo favorisce non è tanto la bora, comune a Venezia, ma lo scirocco che agisce in senso longitudinale su tutta la massa d'acqua dell'Adriatico.

Alla variazione della frequenza degli eventi di acqua alta a Venezia contribuiscono l'eustatismo (innalzamento del livello del mare) e la subsidenza (abbassamento del suolo per cause naturali o antropiche). Un tempo si pensava che l'escavo del canale dei Petroli e l'approfondimento delle bocche di porto (che ha aumentato la sezione di scambio d'acqua tra laguna e mare) avessero amplificato il fenomeno, visto che nel passato era un evento straordinario per la città. È stato poi dimostrato che questo specifico contributo esiste ma è del tutto trascurabile se confrontato con gli altri.

Allo scopo di proteggere la laguna di Venezia da acque alte eccezionali, dal 2003 è in corso di realizzazione il progetto MOSE, che consiste in una serie di barriere mobili costituite da un numero variabile di paratoie ancorate sul fondo delle bocche di porto della laguna, che si alzano in caso di superamento del livello predefinito di marea bloccando l'afflusso di acqua dal mare.

Origini del nome

Il toponimo "Venezia" (e le sue antiche varianti: Venetia, Venethia, Venedia) era utilizzato inizialmente per indicare tutta la terra delle popolazioni venete preromane.

Venetia compare così nella suddivisione amministrativa augustea dell'Italia (6 d.C.) e, accanto all'antica Istria, faceva parte della X Regio. Il toponimo continuò a essere utilizzato sotto i Bizantini che chiamavano Venetikà, o Venetia maritima in latino, la fascia costiera da Chioggia a Grado. Di conseguenza, il nome è passato poi a indicare il Ducato di Venezia e solo più tardi la sua capitale: è noto infatti che il centro è sorto in epoca tarda riunendo gli abitati sorti sulle sue isole.

Storia

Evo antico e Medioevo

La laguna veneziana si è formata nell'VIII secolo a.C. da un precedente ambiente fluvio-palustre; si suppone che vi fossero insediamenti umani sin dall'epoca preistorica, consentiti dalla ricchezza di risorse che potevano favorire caccia e pesca. In età pre-romana, vale a dire nel periodo paleoveneto, la civiltà era ben radicata nella zona, con popolazioni dedite alla pesca, alla produzione del sale, ai trasporti marittimi e alle altre attività mercantili connesse. Snodo di intensi traffici commerciali che collegavano l'Adriatico con il centro e il nord Europa, in questo periodo si svilupparono nella zona alcuni insediamenti, fra i quali spiccava, ormai con una fisionomia protourbana, il centro di Altino.

La venuta dei Romani rafforzò questa situazione: il sistema dei porti venne potenziato (a questo periodo risale Chioggia), mentre l'entroterra venne bonificato e centuriato, come ancora visibile nella disposizione di strade e fossi. La laguna divenne probabilmente luogo di villeggiatura per la nobiltà, come testimoniano alcuni ritrovamenti.

Secondo il Chronicon Altinate dell'XI secolo, il primo mitico insediamento a Venezia sulla Riva Alta (Rialto) risalirebbe al 25 marzo del 421, con la consacrazione della chiesa di San Giacometo sulle rive del Canal Grande: nonostante studi recenti abbiano però dimostrato che San Giacomo di Rialto è assai più tarda, risalendo alla metà del XII secolo, il V secolo è comunque il probabile periodo di inurbazione stabile sulla laguna e, dunque, della fondazione della futura città di Venezia, poiché in quel tempo gli abitanti della terraferma cercarono rifugio nelle lagune a seguito delle varie ondate di invasioni barbariche, in particolare quella degli Unni (452) e dei Longobardi (568). Parallelamente, si trasferirono in laguna le maggiori istituzioni religiose, come il vescovo di Altino a Torcello. Tuttavia, l'area lagunare si presentava allora come un insieme ancora molto eterogeneo di piccoli insediamenti distinti, mentre maggiore importanza avevano alcuni centri limitrofi come Torcello, Ammiana e Metamauco.

Riuniti assieme con tutta l'Italia all'Impero romano d'Oriente con la Prammatica Sanzione di Giustiniano I del 554, il Triveneto è nuovamente travolto dalla calata dei Longobardi del 568. I Bizantini perdono gran parte della zona, mantenendo solamente la fascia costiera: è da questo momento che il termine Venetia, un tempo riferito a tutto il Veneto, viene a indicare solo la zona delle lagune.

Venetia maritima viene eretta nel 697 a ducato dipendente dall'Esarcato di Ravenna, con capitale prima a Eracliana e quindi a Metamauco. A seguito della tentata invasione franca di Pipino (Carlomanno), nell'821 la più sicura Rialto diviene capitale del Ducato di Venezia, assumendo nel tempo il nome stesso del territorio e dello Stato e diventando definitivamente Venezia. La vicinanza con il Sacro Romano Impero dei Franchi, il rapporto privilegiato con l'Oriente bizantino e contemporaneamente la distanza da Costantinopoli ne fece uno dei principali porti di scambio tra l'Occidente e l'Oriente, permettendo lo sviluppo di una classe mercantile dinamica e intraprendente che, nel corso di quattro secoli circa, trasformò la città da remoto insediamento e avamposto imperiale a potenza padrona dei mari, ormai totalmente indipendente.

Durante il Basso Medioevo, Venezia è annoverata fra le Repubbliche marinare e, a ricordo di ciò, il leone di San Marco, emblema della Serenissima, appare nelle insegne marine della bandiera italiana unitamente ai simboli di Genova, Pisa e Amalfi. Il capo del governo era il Doge (dal latino dux), il quale vide, con il passare del tempo, il suo potere sempre più vincolato da nuovi organi istituzionali. Molti Dogi, soprattutto prima dell'anno mille, si videro costretti a prendere i voti perché i cittadini li reputavano troppo bramosi di potere: alcuni vennero anche uccisi o abbacinati.

All'apice della sua potenza, nel XIII secolo, Venezia dominava gran parte delle coste dell'Adriatico, regioni quali la Dalmazia, l'Istria, molte delle isole dell'Egeo, Creta, Cipro, Corfù, ed era la più importante potenza militare e fra le principali forze mercantili nel Medio Oriente. Nel XV secolo il territorio della Repubblica si estendeva dall'Adda all'Istria, e da parte della provincia di Belluno, al Polesine veneto. Dal XV secolo il primato veneziano cominciò a decadere in seguito a eventi storici come l'accrescimento della potenza ottomana e lo spostamento dei commerci verso le Americhe, che colpirono duramente la vocazione marittima della città, che finì per volgere i suoi interessi economici verso l'entroterra.

Evo moderno e contemporaneo