Segretario generale del Partito Comunista Rumeno dal 1965, è stato l'ultimo presidente della Repubblica Socialista di Romania come Presidente del Consiglio di Stato dal 9 dicembre 1967 al 29 aprile 1974 e Presidente della Repubblica dal 29 aprile 1974 al 22 dicembre 1989, instaurando un regime dittatoriale. Fu deposto nel 1989 e processatoJuan J. López, Democracy delayed, p 22, Johns Hopkins University PressHouchang Esfandiar Chehabi, Juan José Linz, Sultanistic Regimes, p 242, Johns Hopkins University Press, 1998Daniel Chirot, Modern Tyrants: the power and prevalence of evil in our age, p 258, Princeton University Press, 1996 con le accuse di crimini contro lo Stato, genocidio e "distruzione dell'economia nazionale".

Il 22 dicembre 1989, con decreto di Ion Iliescu (CFSN), fu istituito il Tribunale Militare Eccezionale: tre giorni dopo Ceaușescu e sua moglie Elena furono giudicati dopo un processo sommario e condannati a morte. La loro esecuzione fu eseguita alcuni minuti dopo la pronuncia della sentenza e rappresentò l'atto finale della rivoluzione rumena del 1989.

Biografia Gioventù e inizi della carriera

Nato in una numerosa famiglia contadina nel villaggio di Scornicești, nel distretto di Olt, Ceaușescu si trasferì a Bucarest nel 1929 per diventare apprendista calzolaio.Cătălin Gruia, Viata lui Nicolae Ceaușescu, in National Geographic Magazine (Romania), novembre 2007, pp. 42 Entrò nell'illegale Partito Comunista Romeno nel 1932 e fu arrestato nel 1933, a 15 anni, durante uno sciopero, con l'accusa di essere un istigatore.

Fu arrestato ancora nel 1934; prima per avere raccolto le firme per una petizione di protesta contro un processo ai lavoratori delle ferrovie e altre due volte per altre attività simili, che gli valsero la definizione di "pericoloso istigatore comunista" e "distributore attivo di propaganda comunista e antinazionale" sui documenti della polizia. A seguito di ciò si diede alla clandestinità, ma fu catturato e imprigionato nel 1936 con una condanna a due anni di carcere nella prigione di Doftana per attività sovversive.C. Gruia, op. cit., pag. 42

Nel 1939, mentre era fuori di prigione, incontrò Elena Petrescu, di due anni maggiore di lui: i due si sarebbero sposati il 23 dicembre 1947 ed ella avrebbe svolto un ruolo importante nella sua vita politica nel corso dei decenni. Venne arrestato e imprigionato nuovamente nel 1940. Nel 1943 fu trasferito nel campo di concentramento di Târgu Jiu, dove divise la cella con Gheorghe Gheorghiu-Dej, divenendone il protetto. Dopo la seconda guerra mondiale, mentre la Romania stava cominciando a cadere sotto l'influenza sovietica, fu segretario dell'Unione della Gioventù Comunista (1944-1945).

Dopo che i comunisti presero il potere in Romania nel 1947, fu a capo del Ministero dell'Agricoltura, quindi fu Vice Ministro delle Forze Armate sotto il regime stalinista di Gheorghiu-Dej. Nel 1952 Gheorghiu-Dej lo inserì nel Comitato centrale, alcuni mesi dopo che la "fazione moscovita" del partito, guidata da Ana Pauker, era stata epurata. Nel 1954 divenne membro a pieno titolo del Politburo e infine si trovò a occupare la seconda carica più importante all'interno della gerarchia del partito. I Ceaușescu ebbero tre figli: Valentin Ceaușescu (n. il 17 febbraio 1948), fisico nucleare, Zoia Ceaușescu (1º marzo 1949 - 21 novembre 2006), che è stata una matematica, e Nicu Ceaușescu (1º novembre 1951 - 25 settembre 1996).

Capo della Romania

Tre giorni dopo la morte di Gheorghiu-Dej, avvenuta nel marzo del 1965, Ceaușescu divenne primo segretario del Partito Romeno dei Lavoratori.Victor Sebetsyen (2009), Revolution 1989: The Fall of the Soviet Empire, New York City: Pantheon Books Uno dei primi atti fu quello di ribattezzare il movimento nuovamente in Partito Comunista Romeno e di dichiarare che il paese ora era la Repubblica Socialista della Romania e non più una repubblica popolare: a seguito di ciò, nel 1967, venne nominato Presidente del Consiglio di Stato.

Ceaușescu rifiutò di attuare misure di liberismo economico: l'evoluzione del suo regime seguì il percorso iniziato da Gheorghe Gheorghiu-Dej. Egli continuò il programma di industrializzazione intensiva volto all'autosufficienza economica del paese, che dal 1959 aveva già raddoppiato la produzione industriale e ridotto la popolazione contadina dal 78% alla fine degli anni quaranta al 61% nel 1966 e al 49% nel 1971. Tuttavia, per la Romania, come per altre repubbliche popolari orientali, l'industrializzazione non significò una completa rottura sociale con le campagne. I contadini tornavano periodicamente nei villaggi o vi risiedevano, facendo i pendolari ogni giorno verso la città in una pratica conosciuta come naveta. Questo permise ai rumeni di agire come contadini e lavoratori allo stesso tempo.The contradictions between domestic and foreign policies in the Cold War Romania (1956-1975), Ferrero, M.D, 2006, Historia Actual Online

Le università furono fondate anche nelle piccole città rumene per formare professionisti qualificati, come ingegneri, economisti, pianificatori e avvocati, che erano necessari per il progetto di industrializzazione e sviluppo del paese. L'assistenza sanitaria rumena ottenne anche miglioramenti e riconoscimenti da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nel maggio 1969, Marcolino Candau, direttore generale dell'OMS, visitò la Romania e dichiarò che le visite del personale dell'OMS in vari ospedali rumeni avevano fatto un'ottima impressione.

Le trasformazioni sociali ed economiche portarono a un miglioramento delle condizioni di vita dei rumeni. La crescita economica permetteva salari più alti che, combinati con i benefici offerti dallo stato (cure mediche gratuite, pensioni, istruzione universale gratuita a tutti i livelli, ecc.) erano un salto di qualità rispetto alla situazione precedente alla seconda guerra mondiale della popolazione rumena. Fu concessa una paga extra ai contadini, che iniziarono a produrre di più. Divenne ben presto una figura popolare grazie alla sua politica di rifiuto della sovranità limitata, che sfidava la supremazia dell'Unione Sovietica e condannava lo sfruttamento di tipo neocoloniale subito dalla Romania, attuato anche attraverso le famigerate SovRom. Dal 1966 non partecipò più attivamente al Patto di Varsavia (sebbene formalmente la Romania ne rimanesse membro) e nel 1968 si rifiutò di prendere parte all'invasione della Cecoslovacchia da parte delle forze del Blocco Orientale, dichiarando in un discorso pubblico che l'invasione di un paese membro del Patto di Varsavia da parte di un altro Stato membro costituiva un pericolo per la pace e per il già precario equilibrio politico in Europa.

La tolleranza accordata dall'Unione Sovietica al comportamento di Ceaușescu diede alla Romania uno status di paese anticonformista rispetto ai restanti paesi dell'Est europeo. Nel 1974 Ceaușescu si insignì del titolo di Presidente della Romania, consolidando così il proprio potere. Egli seguì una politica indipendente nelle relazioni estere; per esempio la Romania fu uno dei soli tre paesi comunisti (gli altri due erano la Repubblica popolare cinese e la Jugoslavia, che però non erano legati all'URSS) a prendere parte ai Giochi della XXIII Olimpiade, organizzati a Los Angeles, negli Stati Uniti, nell'estate del 1984.David Phinnemore (2006), The EU and Romania: accession and beyond, London, UK: Federal Trust for Education and Research, p. 13.

«Come è noto il Medio Oriente è stato teatro della guerra tra i paesi arabi e Israele, … Desideriamo ribadire agli amici arabi che non comprendiamo e non condividiamo la posizione di coloro che si pronunciano a favore della liquidazione dello Stato di Israele». Con queste parole il 24 luglio 1967 Ceaușescu si schierava in maniera contraria rispetto alle posizioni dell'intero blocco comunista, favorevole alla politica araba e avverso a quella di Israele.

Inoltre la Romania fu il primo dei paesi d'oltre cortina ad avere relazioni con la Comunità europea: nel 1974 fu sottoscritto un patto che includeva la Romania nel Sistema Generalizzato di Preferenze della Comunità e nel 1980 fu stipulato un accordo sui prodotti industriali.Martin Sajdik e Michaël Schwarzinger (2008), European Union enlargement: background, developments, facts, New Jersey, USA: Transaction Publishers, p. 10

In ogni caso, nonostante queste sue prese di distanza dalle posizioni sovietiche, Ceaușescu rifiutò qualsiasi ipotesi di riforma liberale: l'evoluzione del regime seguì il tracciato stalinista già delineato da Gheorghiu-Dej.

L'opposizione al controllo da parte sovietica fu dovuta alla determinazione di non procedere alla destalinizzazione. La polizia segreta (Securitate) mantenne un assoluto controllo sui media e su qualsiasi tipo di discorso e non tollerò nessun tipo di opposizione interna. A partire dal 1972, Ceaușescu istituì un programma di sistematizzazione della Romania. Presentato come un modo per costruire una "Società socialista sviluppata multilateralmente", il programma di demolizione, ristrutturazione e costruzione cominciò nelle campagne e culminò con un tentativo di completo rimodellamento della capitale del paese.

Oltre un quinto di Bucarest, incluse chiese e palazzi storici, venne demolito negli anni ottanta con l'intenzione di ricostruire la città nello stile voluto da Ceaușescu. La Casa del Popolo ("Casa Poporului") a Bucarest, adesso sede del Parlamento, è la seconda più grande costruzione al mondo dopo il Pentagono. Ceaușescu inoltre pianificò di distruggere molti villaggi con i bulldozer e di trasferirne gli abitanti in condomini cittadini, nell'ambito del suo programma di "urbanizzazione" e "industrializzazione". Il progetto di un'organizzazione non governativa, chiamato "Villaggi Fratelli", che creava dei collegamenti tra le comunità romene e quelle europee, potrebbe avere giocato un ruolo nel contrastare i piani governativi.

Il decreto del 1966 e il bando dell'aborto

Nel 1966 il regime decretò la messa al bando di qualsiasi forma di contraccezione o aborto e introdusse altre politiche a sostegno dell'incremento del tasso di natalità, inclusa una tassa tra il dieci e il venti per cento del reddito sia per gli uomini sia per le donne (sposati o celibi/nubili) che dopo i 25 anni fossero rimasti senza prole. L'aborto era ammesso solo per le donne sopra i quarantadue anni o già madri di quattro (successivamente cinque) bambini.

Le madri che avevano più di cinque figli ricevevano vari benefici, mentre le madri con più di dieci figli erano dichiarate madri-eroine, ricevevano una medaglia d'oro, un'automobile gratis, trasporto gratuito sui treni e altri bonus. Poche donne in ogni caso raggiunsero questi obiettivi: una famiglia rumena aveva mediamente tra i due e i tre bambini. Inoltre, un numero considerevole di donne morì o subì mutilazioni durante l'esecuzione di aborti clandestini.