La storia dell'uomo è l'insieme delle vicende umane ed è parte della storia della Terra.
Come tutte le specie viventi, la specie umana ha seguito un processo evolutivo e l'inizio della storia dell'umanità può essere fatto risalire a diversi stadi di questo sviluppo, a seconda della convenzione adottata: la si può far iniziare dalla comparsa del primo manufatto tecnologico dellAustralopithecus garhi (2,5 milioni di anni fa), oppure a partire dalla comparsa della prima specie del genere Homo, ossia lHomo habilis (2,4 milioni di anni fa), o anche dalla comparsa dellHomo sapiens, il cosiddetto "uomo moderno" (tra i Le Scienze, , 7 giugno 2017. e i anni fa), dotato di caratteri anatomici identici all'uomo odierno e caratterizzato da una cultura artistica e spirituale. Un inizio universalmente riconosciuto della Storia, dunque, non esiste a priori, ma dipende dalla convenzione che si sceglie di adottare.
Il periodo precedente alla comparsa sulla Terra dellHomo sapiens è oggetto di studio specifico della paleoantropologia e non della storiografia. Qualsiasi inizio si voglia scegliere, in ogni caso la storia dell'umanità inizia in Africa orientale: i fossili dellAustralopithecus garhi sono stati trovati in Etiopia, nella regione degli Afar, quelli dellHomo abilis in Tanzania, nella Gola di Olduvai, e quelli dellHomo sapiens sempre in Etiopia, nella valle del fiume Omo.
Dall'Africa orientale, poi, attraverso diverse ondate migratorie, gli uomini hanno raggiunto e popolato prima l'intera Africa e poi gli altri continenti: secondo le teorie più diffuse, l'Asia fu raggiunta anni fa e il suo popolamento fu completato anni fa; l'Oceania fu raggiunta circa anni fa e il suo popolamento fu completato anni fa (con la colonizzazione della Polinesia); l'Europa fu popolata tra e anni fa; l'America fu popolata tra e anni fa; l'Antartide, raggiunta nel XIX secolo, non è stabilmente popolata.
Periodizzazione
Inizio della storia dell'uomo Esistono vari criteri per identificare l'inizio della Preistoria, e dunque l'inizio della Storia dell'uomo: la storia dell'uomo inizia con il primo manufatto tecnologico dellAustralopithecus garhi, antenato dell'uomo moderno (2,5 milioni di anni fa); la storia dell'uomo inizia con la comparsa della prima specie del genere Homo, ossia lHomo habilis (2,4 milioni di anni fa); la storia dell'uomo inizia con la comparsa dellHomo sapiens, il cosiddetto "uomo moderno", dotato di caratteri anatomici identici all'uomo odierno e caratterizzato da una cultura artistica e spirituale (tra i anni fa e i anni fa).
Un inizio universalmente riconosciuto della Storia, dunque, non esiste a priori, ma dipende dalla convenzione che si sceglie di adottare.
Le cinque età della Storia La periodizzazione della storia umana più comune presso la cultura occidentale suddivide la storia dell'umanità in cinque grandi età: Preistoria (che è a sua volta suddivisa in vari periodi), Età antica, Medioevo, Età moderna ed Età contemporanea. Mentre le vicende preistoriche trovano fatti comuni a tutte le attuali civiltà del mondo, a partire dall'Età antica tale periodizzazione riflette maggiormente le vicende del Vicino Oriente antico, del continente europeo e dell'Africa settentrionale. Lo schema della periodizzazione è riportato di seguito.
Preistoria (2,5 milioni di anni fa – IV millennio a.C.): è il primo periodo della storia umana. Inizia con le prime testimonianze della tecnologia, testimoniata soprattutto dall'industria litica, ossia la costruzione dei primi utensili in pietra da parte degli esseri umani; tipico esempio è la tecnologia della selce scheggiata. La Preistoria è suddivisa nei seguenti periodi: Paleolitico ("età antica della pietra", 2,5 m.a.f. - a.f.): la più antica e la più lunga era della storia dell'umanità (più del 99% della sua storia), inizia con la costruzione di utensili in vari materiali naturali e termina con la comparsa delle prime forme di agricoltura. Nel corso di quest'epoca si verifica il lento passaggio dalla specie Homo habilis all'essere umano moderno (sapiens). Gli uomini del Paleolitico sono nomadi e cacciatori-raccoglitori.Paleolitico, Mesolitico e Neolitico sono compresi nell'Età della pietra, espressione in disuso nella letteratura specialistica Mesolitico ("età di mezzo della pietra", - 10 000 a.C. circa): rappresenta la fase di transizione tra Paleolitico e Neolitico. Il concetto di Mesolitico è utilizzato solo in certe aree culturali e tende ad essere abbandonato negli studi più recentiSi tenga presente che il concetto di Mesolitico è oggi sempre meno utilizzato, in quanto le culture nel passato ritenute mesolitiche sono oggi attribuite al periodo finale del Paleolitico o all'inizio del Neolitico. Si veda: ; inoltre, anche quando è utilizzato, è riferito solo ad alcune aree geografiche, principalmente l'Europa centrale e settentrionale. Si veda: . Neolitico ("età nuova della pietra", 10 000 a.C. - 3 500 a.C. circa): inizia con la Rivoluzione neolitica, ovvero il passaggio da uno stile di vita nomade basato sulla caccia e sulla raccolta a una vita stanziale basata sull'agricoltura e sull'allevamento, con la costruzione dei primi villaggi. Età dei metalli: gli esseri umani cominciano a sviluppare la metallurgia e lavorare i metalli. Nelle società in cui la metallurgia è contemporanea alla Rivoluzione urbana, l'Età dei metalli è parte della Protostoria, fase di passaggio tra Preistoria ed Età antica e . Età del rame: dalle prime forme di metallurgia. Età del bronzo: dall'uso del bronzo. Età del ferro: dall'uso del ferro. Età antica: tra l'invenzione della scrittura (IV millennio a.C.) e la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.); è caratterizzata dal diffondersi della Rivoluzione urbana, dapprima nelle culle delle città e poi nei vari continenti, e successivamente dal formarsi dei primi imperi. Medioevo: dalla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476) all'arrivo di Cristoforo Colombo in America (1492). È caratterizzato dalla crisi del sistema imperiale sotto la spinta di popolazioni nomadi o semi-nomadi e poi dalla graduale ricomposizione di un equilibrio. Età moderna: dal primo viaggio di Cristoforo Colombo (1492) alla Rivoluzione francese (1789) e alla Rivoluzione industriale (fine XVIII secolo); è caratterizzata dalla Rivoluzione geografica, dalla colonizzazione europea del mondo e dalla Rivoluzione scientifica. Età contemporanea: dalla Rivoluzione francese (1789) e dalla Prima rivoluzione industriale (fine XVIII secolo) al presente; è caratterizzata dall'industrializzazione e dall'ascesa della borghesia.
Nelle storiografie di altre aree culturali esistono altri tipi di periodizzazione, che meglio descrivono contesti storici diversi da quello occidentale. La molteplicità di modelli di periodizzazione diversi nelle varie aree culturali del pianeta rappresenta un problema serio quando si vogliono descrivere processi storici di portata mondiale. La necessità di avere a disposizione schemi validi per tutte le aree culturali e per tutti i continenti ha portato alla formulazione di proposte di periodizzazione di tutta la Storia mondiale alternative a quella tradizionale attraverso criteri che si adattano non ad un solo contesto, ma che siano validi per tutte le civiltà del pianetaAntonio Brusa, Luigi Cajani (a cura di), La storia è di tutti, Carocci editore, Roma, 2008. ISBN 9788843048656; Luigi Cajani, .
L'archeologo australiano Vere Gordon Childe e l'etnologo statunitense Ernest Gellner, ciascuno indipendentemente dall'altro, hanno contribuito all'elaborazione di una periodizzazione della Storia valida per tutte le aree culturali. La periodizzazione e la divisione delle varie età è stata sviluppata in base ai concetti di Rivoluzione neolitica, Rivoluzione urbana, formazione di imperi, Rivoluzione scientifica, Rivoluzione industriale, Rivoluzione demografica, Rivoluzione francese.
Da questi concetti, si sono diffusi modelli alternativi a quello tradizionale, ma è comunque possibile stabilire delle precise corrispondenze col modello tradizionale (Preistoria, Età antica, Medioevo, Età moderna, Età contemporanea). Gli elementi fondamentali generalmente utilizzati per disegnare i nuovi modelli di periodizzazione sonoGli elementi riportati sono quelli proposti da Luigi Cajani (Università di Roma). Si veda: ;: rapporto con l'ambiente (modi di procurarsi cibo, materie prime, energia); organizzazione politica e sociale (divisione del lavoro, esercizio del potere); cultura (arte, letteratura, musica, religione); interazioni fra le varie società e vari continenti, pacifica o conflittuale (scambi culturali, commerci, guerre).
Comparsa dell'essere umano
La teoria attualmente riconosciuta e accettata da antropologi, paleontologi e biologi stima che la famiglia Hominidae si sia evoluta a partire da protoprimati, ramo comune dal quale discendono anche le scimmie africane circa 5-6 milioni di anni fa e che fra i 2,3 ed i 2,4 milioni di anni fa il genere Homo si sia differenziato dallAustralopithecus.
Circa sette milioni di anni fa l'assestamento della crosta terrestre produsse la formazione della Grande fossa tettonica, che da nord a sud comprende la valle del fiume Giordano, il Mar Morto, il Mar Rosso e poi attraversa i seguenti stati africani: Eritrea, Etiopia, Kenya e Tanzania, terminando nella regione dei Grandi laghi africani. La sezione centrale della Grande fossa tettonica, che interessa l'Etiopia e il Kenia, separò geograficamente la popolazione dei proto-ominidi africani in due ambienti ecologicamente differenti: il versante ovest rimase lussureggiante e i protoprimati su questo lato si evolvettero in un ambiente boscoso, differenziandosi verso la linea delle attuali scimmie antropomorfe non umane, mentre altre rimaste sull'altopiano orientale si adattarono a condizioni ambientali differenti quali la riduzione della foresta e la conseguenza presenza di habitat più vari, come l'estendersi geografico dalla savana africana. In questo ambiente avvenne l'evoluzione e l'affermazione della linea afferente agli Hominina, di cui Homo sapiens è l'unico sopravviventeAlcuni biologi, tra cui Jared Diamond, in Il terzo scimpanzé. Ascesa e caduta del primate Homo sapiens, sono del parere che la distinzione tra i generi Homo e Pan sia del tutto arbitraria e artificiosa, risolvibile riclassificando lo scimpanzé comune, il bonobo e l'uomo sotto lo stesso genere (Pan). Linneo stesso nelle prime edizioni del Systema Naturae, univa sotto lo stesso genere (Homo) le due specie, prima di distinguerle nelle successive. Questo ricollocherebbe diversamente tutti i generi della linea evolutiva umana..
L'appartenente al genere Homo progenitore della nostra specie, denominato Homo ergaster, si origina in Africa, evolvendosi dà origine a Homo erectus e investendo ad ondate successive l'Eurasia si differenzia nelle specie Homo heidelbergensis e successivamente in Homo neanderthalensis (processo di migrazione chiamato Out-of-Africa 1), gli appartenenti al genere Homo che rimasero in Africa diedero origine allHomo sapiens che successivamente migrò, dando origine ad un secondo processo di migrazione chiamato Out-of-Africa 2.