Prestò servizio con la Regia Marina durante la seconda guerra mondiale e fu un "asso" dei sommergibilisti con 17 navi nemiche affondate. All'armistizio con gli Alleati, da comandante della torpediniera Aliseo, sconfisse i tedeschi nella battaglia a largo di Bastia. Gli fu conferita la medaglia d'oro al valor militare.
Biografia La carriera anteguerra Nacque a Roma da una nobile famiglia piemontese sostenitrice della monarchia sabauda. Completò gli studi al Regio collegio militare di Moncalieri e frequentò l'Accademia Navale di Livorno, dalla quale uscì nel 1928 con il grado di guardiamarina: fu subito imbarcato sul sommergibile Bausan.
Promosso sottotenente di vascello, nel 1929 fu destinato alla Cina e imbarcato sull'incrociatore Libia, da cui fu destinato al Distaccamento Marina di Pechino. Tornato in Italia nel 1933, frequentò il Corso superiore da tenente di vascello e a bordo dell'incrociatore Bari, posto alla difesa del porto di Massaua, prese parte alla Guerra d'Etiopia. Successivamente, imbarcato su unità sommergibile, partecipò a due missioni speciali nelle acque spagnole durante la guerra civile spagnola.
Nel 1939 frequentò la Scuola Sommergibili di Pola e a 32 anni fu nominato capitano di corvetta e comandante di sommergibile.
Scoppia la seconda guerra mondiale Allo scoppio della seconda guerra mondiale, fu assegnato alla XXXIII Squadriglia di stanza a Messina, e al comando del sommergibile Ciro Menotti operò in numerose missioni nel Mediterraneo. Nell'autunno 1940 fu trasferito alla Base Betasom di Bordeaux, da cui i sommergibili italiani operavano nel teatro atlantico: qui fu imbarcato come ufficiale in seconda sul sommergibile Enrico Tazzoli, al comando di Vittore Raccanelli.
Al comando dellEnrico Tazzoli Il 5 aprile 1941, Fecia di Cossato assunse il comando dellEnrico Tazzoli, in sostituzione di Vittore Raccanelli destinato al sommergibile Reginaldo Giuliani, e lo stesso giorno fu nominato come secondo ufficiale a bordo del Tazzoli il tenente di vascello Gianfranco Gazzana Priaroggia che si sarebbe successivamente distinto al comando del sommergibile Archimede e soprattutto del Leonardo Da Vinci. Fecia di Cossato volle un equipaggio composto da soli volontari:
I primi affondamenti
Il 7 aprile 1941 prese il mare diretto al largo dell'Africa Occidentale e il 12 aprile attaccò due incrociatori britannici. Subito dopo l'attacco si immerse per sfuggire all'altro incrociatore e quando riemerse sul luogo dell'attacco Cossato rinvenne una vasta macchia di nafta e vide la sagoma di un incrociatore allontanarsi... Sul libro di bordo annotò soltanto l'avvenuto attacco e da parte inglese anche dopo la guerra non arrivarono conferme. Il 15 aprile affondò il piroscafo da carico inglese (ex-francese) Aurillac (4733 tsl) cui diede poi il colpo di grazia con altri due siluri e col cannone.: si trattò della prima vittoria di Fecia Di Cossato in qualità di comandante. Il 7 maggio seguì il piroscafo norvegese Fernlane e il 9 la petroliera norvegese Alfred Olsen.: la Alfred Olsen fu un avversario particolarmente ostico e, dopo due giorni di inseguimento., riuscì ad affondarla solo dopo aver lanciato tutti i siluri ancora disponibili e sparato cento colpi di artiglieria, cosa che costrinse il Tazzoli a fare ritorno alla base. Lungo la strada, fu attaccato da un aereo nemico, ma la reazione delle mitragliatrici di bordo costrinse l'aereo ad allontanarsi in fiamme.
Il 25 maggio il Tazzoli rientrò a Bordeaux, dove Fecia di Cossato fu decorato con la medaglia d'argento al valor militare. Il 15 luglio 1941 Fecia di Cossato guidò il Tazzoli in una nuova missione, nel corso della quale, il 12 agosto, affondò il piroscafo inglese Sangara, già danneggiato da un precedente attacco di U-Boot., e il 19 la petroliera norvegese Sildra, per rientrare poi alla base l'11 settembre. A seguito di questa seconda missione Fecia di Cossato fu decorato con la medaglia di bronzo al valor militare, ricevendo anche la Croce di ferro di seconda classe tedesca.
Il salvataggio dei naufraghi dell'Atlantis e del Python
Nel dicembre del 1941, partì da Bordeaux per partecipare al salvataggio di oltre 400 naufraghi che erano a bordo della nave di rifornimento tedesca Python, affondata al largo delle isole di Capo Verde; il Python aveva a bordo anche i naufraghi della famosa nave corsara Atlantis che era stata affondata precedentemente. Gli U-Boot tedeschi risultarono insufficienti ad accogliere tutti i naufraghi, pertanto il comando tedesco si risolse a richiedere l'intervento anche dei sommergibili italiani, che avrebbero atteso i naufraghi al largo delle isole di Capo Verde.. I sommergibili che si trovavano a Betasom sbarcarono quindi gran parte dell'equipaggio e imbarcarono ingenti quantità di viveri e acqua. A bordo del Tazzoli furono imbarcati circa settanta naufraghi, tra cui il vice-comandante tedesco dellAtlantis Ulrich Mohr, autore dell'omonimo libro in cui dopo la guerra descrisse l'epopea della nave corsara tedesca, e che descrisse l'aiuto dato dal Tazzoli e rilevò il grande affiatamento tra l'equipaggio e il suo comandante..
La notte di Natale, il Tazzoli, che navigava in superficie approfittando del buio, fu costretto a una rapida immersione quando fu attaccato da un solitario aereo nemico.. I naufraghi furono sbarcati nella base tedesca di Saint-Nazaire, dove già li attendeva il Fregattenkapitän (Capitano di fregata) dellAtlantis Berhard Rogge che espresse grande ammirazione per il comandante italiano.. Al ritorno a Betasom, Fecia di Cossato fu insignito dall'ammiraglio Dönitz in persona dell'importante decorazione tedesca della Croce di ferro di 1ª Classe; la stessa decorazione fu assegnata ai comandanti degli altri tre sommergibili impiegati nell'operazione di recupero dei naufraghi dellAtlantis, il comandante De Giacomo del sommergibile Torelli, il comandante Olivieri del sommergibile Calvi, e il comandante Giudice del sommergibile Finzi.
Lungo le coste americane
L'11 febbraio 1942 Fecia Di Cossato partì per una nuova missione presso le coste americane: gli Stati Uniti erano nel frattempo entrati in guerra. Il 6 marzo affondò il piroscafo olandese Astrea e il giorno seguente la motonave norvegese Torsbergfjord. Il 9 fu la volta del piroscafo uruguaiano Montevideo, che era un'ex-nave italiana che non essendo riuscita a riparare in porto neutrale alla dichiarazione di guerra era stata requisita e immessa nella flotta uruguaiana. L'11 marzo fu invece affondato il piroscafo panamense Cygney. In quei giorni la propaganda americana aveva ironizzato sulla Regia Marina, accusando i marinai italiani di non aver coraggio di spingersi fino alle coste americane, così Cossato in torretta e mostrando un tricolore urlò all'indirizzo dei naufraghi sulla scialuppa: «E adesso andate a raccontare agli americani che non è vero che gli italiani vengono fin qui ad affondare le navi». Il 13 marzo fu la volta dell'inglese Daytoian, poi il 15 della petroliera inglese Athelqueen.
Nel corso del combattimento il Tazzoli fu danneggiato: pertanto Fecia di Cossato decise di rientrare alla base il 31 marzo. A seguito di questa fruttuosa missione fu decorato con una seconda medaglia d'argento al valor militare e da parte tedesca con la Croce di 2 classe con Spada dell'Ordine dell'Aquila. Il 18 giugno 1942 ripartì per i Caraibi per una nuova missione; qui il 2 agosto attaccò e affondò la greca Castor e il 6 la petroliera norvegese Havsten. Prima dell'affondamento diede il tempo ai marinai nemici di riparare su una nave argentina. Il 5 settembre il Tazzoli fece rientro alla base; per questa missione a Carlo Fecia di Cossato fu conferita la medaglia di bronzo al valor militare.
Il 14 novembre 1942 partì per la sua ultima missione a bordo del Tazzoli. Il 12 dicembre furono intercettati e affondati il piroscafo inglese Empire Hawk e l'olandese Ombilin. Il 21 fu il turno dell'inglese Queen City e il 25 della motonave americana Dona Aurora. Al rientro dalla missione, i mitraglieri del Tazzoli abbatterono un quadrimotore inglese che li aveva attaccati. Il sommergibile rientrò a Bordeaux il 2 febbraio.
Affondamenti avvenuti sotto il comando di Fecia di Cossato
Le vittorie ufficiali di Fecia al comando del sommergibile Enrico Tazzoli, confermate dalla documentazione delle nazioni nemiche, furono in tutto diciassettehttp://www.regiamarina.net/sub_actions.asp?nid=195&lid=2&captain=Fecia di Cossato. Molte fonti rivendicano anche l'affondamento di un incrociatore affondato il 12 aprile 1941, rimasto sconosciuto ma presumibilmente britannico.. Complessivamente sono attribuiti a Fecia di Cossato affondamenti per 86.535 tonnellate di naviglio nemico, il che lo rende (di poco, 4.066 tonnellate di differenza con Gazzana Priaroggia) il secondo miglior comandante italiano della seconda guerra mondiale e il 45 in generale (5° non tedesco) asso degli affondamenti.
DataNave affondataNazionalitàTonnellaggio (tsl)15 aprile 1941Aurillac47337 maggio 1941Fernlane43109 maggio 1941Alfred Olsen881712 agosto 1941Sangara544919 agosto 1941Sildra73136 marzo 1942Astrea14067 marzo 1942Tonsbergfjord31569 marzo 1942Montevideo578511 marzo 1942Cygnet362813 marzo 1942Daytonian643415 marzo 1942Athelqueen87801º agosto 1942Kastor18307 agosto 1942Havsten616112 dicembre 1942Empire Hawk503212 dicembre 1942Ombilin565821 dicembre 1942Queen City481425 dicembre 1942Dona Aurora5011
Al comando della torpediniera Aliseo Nel febbraio del 1943 Fecia di Cossato lasciò il comando del Tazzoli, per assumere con il grado di capitano di fregata il comando della IIIª Squadriglia Torpediniere, con insegna sulla torpediniera Aliseo; assunse il comando della nuova unità il 17 aprile 1943, avvicendando al comando della nave il capitano di corvetta Umberto Manacorda.
Il Tazzoli era ormai diventato obsoleto e, in seguito a un accordo con la Kriegsmarine, era stato disarmato e adibito al trasporto di materiale strategico tra l'Europa e il Giappone. In cambio la Kriegsmarine si sarebbe incaricata di procurare alla Regia Marina degli U-Boote tedeschi come rimpiazzo, e avrebbe addestrato gli equipaggi italiani. Il Tazzoli partì da Bordeaux il 16 maggio 1943, diretto a Singapore, al comando del capitano Giuseppe Caito, ma scomparve in mare portando con sé 70 uomini tra marinai e ufficiali: si trattava della prima missione dopo che Carlo Fecia di Cossato ne aveva lasciato il comando, e questa tragedia lo segnò profondamente.
Il 22 luglio 1943 l’, la torpediniera tedesca TA 11 e due cacciasommergibili lasciarono Pozzuoli per scortare a Civitavecchia i piroscafi Adernò e Colleville. Nella mattinata del 23 luglio il convoglio fu attaccato da un gruppo di aerei alleati; uno dei velivoli nemici fu abbattuto e uno della scorta italo-tedesca danneggiato e costretto all'ammaraggio, mentre l’Aliseo ebbe leggeri danni al ponte di coperta e al timone a causa del mitragliamento. Fecia di Cossato decise di far proseguire il convoglio, mentre con la propria nave rimorchiava verso la riva l'aereo ammarato e provvedeva alle riparazioni dei danni al timone. L’Aliseo si ricongiunse alle altre navi alle 17.30. Verso le 19.30, tuttavia, l’Adernò fu silurato dal sommergibile britannico Torbay e s'inabissò nel giro di alcuni minuti: l’Aliseo, dopo aver calato una motolancia per ripescare i naufraghi, effettuò per diverse ore infruttuosa caccia antisommergibile. Fecia di Cossato fu ancora insignito di una medaglia di bronzo al valor militare e di una Croce di guerra al valor militare tedesca..
L'Armistizio dell'8 settembre 1943