La Repubblica dell'Ossola o Repubblica ossolana (più precisamente Zona liberata dell'Ossola) è stata una repubblica partigiana sorta nel Nord Italia il 10 settembre 1944 e riconquistata dai fascisti il 23 ottobre 1944. A differenza di altre Repubbliche partigiane, la Repubblica dell'Ossola fu in grado, in poco più di un mese di vita, di affrontare non solo le contingenze imposte dallo stato di guerra, ma anche di darsi un'organizzazione articolata, con l'istituzione della Giunta provvisoria di Governo di Domodossola e della zona liberata (G.P.G.). Durante i seppur brevi Quaranta giorni di libertàQuaranta giorni di libertà, regia di Leandro Castellani, Rai, 1974, personaggi illustri come Umberto Terracini, Piero Malvestiti e Gianfranco Contini collaborarono alla redazione di riforme ad orientamento democratico, che sarebbero poi state d'ispirazione per la stesura della Costituzione italiana.

La storia della Repubblica dell'Ossola è stata narrata nello sceneggiato di Leandro Castellani Quaranta giorni di libertà e dal libro di Giorgio Bocca Una repubblica partigiana (1964). Una narrazione molto particolareggiata si trova anche nel romanzo Il cavallo rosso di Eugenio Corti.

Valore storico e politico Nel corso della Resistenza furono molte le aree liberate dai nazifascisti, che si organizzarono in Repubbliche partigiane (tra le prime vi furono la Repubblica di Maschito, la Repubblica del Corniolo e la Repubblica di Montefiorino). Secondo Roberto Battaglia, tuttavia, le più grandi e significative furono la Repubblica dell'Ossola e la Repubblica della CarniaR.Battaglia, Storia della Resistenza italiana, pp. 378-384.. Giorgio Bocca, a queste due grandi repubbliche, aggiunge anche la Repubblica dell'Alto Monferrato..

Nella valutazione della maggior parte degli studiosi l'esperienza ossolana occupa un posto preminente per molteplici motivi. In primis per la vastità del territorio su cui il governo poté estendersi: il territorio conquistato dai partigiani comprendeva un'area di , sei vallate, 32 Comuni e più di .. Inoltre, se è indubbio che le diverse formazioni partigiane ossolane, attraverso molteplici e valorose azioni militari, sono state le artefici della nascita della Repubblica dell'Ossola, tale vicenda non può essere confinata ad un mero fatto d'armi. Aldo Moro scrisse in occasione del XV anniversario:

La notevole, concreta esperienza politica e amministrativa operò fin dall'inizio con un'ampiezza di prospettive straordinaria, proiettandosi verso un nuovo tipo di comunità nazionale e dunque di Stato. Come un autentico Governo, la Giunta provvisoria si dimostrò capace di organizzare, nel pur breve tempo concessole dalla vicenda bellica, i rifornimenti essenziali per la popolazione, l'assistenza, la difesa militare, la polizia, l'ordinamento degli impieghi, le finanze, la scuola, l'assistenza, la giustizia. Se è vero che nella sua breve esistenza la G.P.G. non ebbe modo, salvo che per il programma scolastico, di redigere documenti programmatici o Carte di principi da assimilarsi a tentativi di carte costituzionali, tuttavia, dalla lettura dei verbali e dei documenti emanati di volta in volta dalla Giunta, si scorgono indiscutibilmente i principi di vera legalità e di libertà a cui si ispirerà e su cui si assesterà la futura Repubblica Italiana. In molti ambiti si ha esempio di ciò: nel lavoro, con la giusta retribuzione e il rispetto della dignità di ognuno, nell'istruzione, nell'assistenza agli indigenti, nella giustizia e nell'amministrazione del territorio:

L'unicità dell'esperienza ossolana va dunque ricercata nella capacità di rispondere non solo ad esigenze di ordine militare, ma soprattutto nella volontà di credere in un assetto politico alternativo a quello nazifascista, prefigurando di fatto l'instaurazione in Italia di un regime democratico.

Storia Formazioni partigiane in Val d'Ossola nell'estate 1944

Nelle zone montuose ad Ovest del Lago Maggiore erano attive numerose formazioni partigiane. In Valsesia alcuni gruppi partigiani avevano istituito la Repubblica partigiana della Valsesia già a Giugno. Tra i gruppi attivi in Val d'Ossola c'erano la Valdossola di Dionigi Superti, la Cesare Battisti di Armando Calzavara (Arca), la Giovane Italia di Nino Chiovini (Peppo) e Guido il Monco e la X Brigata Garibaldi di Mario Flaim.

Dall'11 giugno al 1º luglio 1944 il comando SS di Monza coordinò un'operazione militare volta ad annientare le formazioni partigiane insediate in particolare nella zona selvaggia della Val Grande: per una ventina di giorni parecchie migliaia di nazifascisti braccarono 500 partigiani. Nonostante la presenza, fra i partigiani, dell'infermiera Maria Peron che salvò moltissime vite,. alla fine del rastrellamento si contarono circa 300 partigiani morti, 208 baite e stalle incendiate in Val Grande e in Val Pogallo, 50 case danneggiate o distrutte dai bombardamenti a Cicogna. Numerose in quei giorni le fucilazioni di partigiani catturati, la più consistente il 20 giugno con 42 vittime a Fondotoce, nel luogo in cui è stato in seguito eretto il Parco della Memoria e della Pace. Dopo la fine dell'azione il comandante Mario Muneghina costituì la brigata garibaldina Valgrande Martire. Vittime del rastrellamento furono anche civili, pastori ed alpigiani, che pagarono con la vita o con l'incendio delle stalle l'appoggio dato alla Resistenza.

Liberazione

La liberazione della regione è dovuta ai partigiani della Divisione Val Toce, che, sotto il comando del capitano Alfredo Di Dio, l'8 settembre 1944 attaccarono le truppe fasciste di stanza a Domodossola sconfiggendole e, dopo averle scacciate, parlarono di "territorio liberato". Solo in seguito, sull'esempio di zone come la Repubblica del Corniolo, la prima repubblica partigiana nell'Italia del nord, si cominciò a usare l'espressione "repubblica" dell'Ossola. Tutte le leggi e i corpi militari fascisti vennero sciolti in soli 2 giorni. Venne vietata l'esportazione di valuta e venne rinnovata la toponomastica della valle. Salò reagì tagliando i rifornimenti all'intera valle, ma, dopo alcune incertezze, la piccola repubblica ottenne l'appoggio della Svizzera.

Caduta Il 10 ottobre le truppe della Repubblica Sociale attaccarono con 5000 uomini e, dopo aspri scontri, il 23 ottobre riconquistarono tutto il territorio. La gran parte della popolazione abbandonò la Val d'Ossola per rifugiarsi in Svizzera, lasciando il territorio pressoché deserto, impedendo di fatto le forti rappresaglie che furono minacciate dai fascisti e dal capo della provincia in particolare. A tal proposito proprio il capo della Provincia Enrico Vezzalini scrisse il famoso comunicato a Mussolini che recitava: "Abbiamo riconquistato l'Ossola, dobbiamo riconquistare gli Ossolani".

Giunta provvisoria di Governo

La Giunta provvisoria di Governo si insediò l'11 settembre 1944. presso il Palazzo Civico della città di Domodossola, su ordine del maggiore Dionigi Superti, comandante della divisione Val d'Ossola e rappresentante delle altre formazioni Patriote della Val d'Ossola.. Aveva giurisdizione su tutti i territori liberati delle Valli dell'Ossola e della Val Cannobina con un bacino di più di 80.000 abitanti.. I confini della Repubblica partivano dal Lago Maggiore includendo, ai limiti di essa, Cannero, Oggebbio, Trarego, Ghiffa, Premeno, Aurano, Intragna, Caprezzo, Cambiasca, Miazzina, Cossogno, San Bernardino Verbano, Mergozzo e Ornavasso (era escluso Cannobio)Uffici e servizi postali nella Repubblica Partigiana dell'Ossola - Mostra filatelica Ossola 1979.

Membri della Giunta La G.P.G. si riunì dodici volte nella Sala storica del Municipio domese e una volta in Valle Antigorio (quando Domodossola era già stata evacuata). ed era così composta:

Prof. Ettore Tibaldi (socialista): Presidenza - Commissario per il collegamento con il Comitato di Liberazione Nazionale, per i Rapporti con l'Estero, Giustizia e Igiene Ing. Giorgio Ballarini (antifascista indipendente): Commissario per i Servizi Pubblici, Trasporti, Lavoro Dott. Mario Bandini (Bonfantini all'anagrafe, socialista): Commissario per il collegamento con l'Autorità Militare, Stampa

Ing. Severino Cristofoli (partito d'azione): Commissario per l'Organizzazione amministrativa della Zona e per il Controllo della produzione industriale Dott. Alberto Nobili (liberale): Commissario per le Finanze, Economia ed Alimentazione Giacomo Roberti (comunista): Commissario per la Polizia e per i Servizi del Personale Prof., sacerdote Luigi Zoppetti: Commissario per l'Istruzione, Culto e Assistenza Pubblica

Sono subentrati successivamente: Don Gaudenzio Cabalà (democristiano): Commissario per l'Istruzione, Culto e Assistenza Pubblica (in sostituzione di Luigi Zoppetti dal 16 settembre.) Oreste Filopanti (all'anagrafe Emilio Colombo, comunista): Commissario per la Polizia e per i Servizi del Personale (in sostituzione di Giacomo Roberti dal 22 settembre.) Luigi Mari (all'anagrafe Natale Menotti, democristiano): Commissario per gli Affari Tributari e Finanziari Amelia Valli (all'anagrafe Gisella Floreanini in Della Porta, comunista): Commissario per l'Assistenza e per i Rapporti con le Organizzazioni Popolari (insediatasi il 7 ottobre.).

Il Presidente della Giunta, Ettore Tibaldi, era un medico, professore di patologia medica dell'Università di Pavia, che a causa delle sue idee socialiste, aveva perso la cattedra universitaria e si era autoconfinato a Domodossola. Il 7 novembre 1943 aveva organizzato un'insurrezione operaia a Villadossola, repressa nel sangue dai nazifascisti. Fuggito in Svizzera, era poi rientrato nel capoluogo ossolano dopo la resa del comando tedesco, avvenuta la sera del 9 settembre 1944. Dopo la Liberazione, sarebbe diventato Vice Presidente del Senato nella IV Legislatura.

Da notare che Gisella Floreanini fu la prima donna a ricoprire un incarico governativo in Italia: il primo ministro donna della Repubblica Italiana sarebbe infatti stata successivamente Tina Anselmi nel Governo Andreotti III.

Membri del Comitato di Liberazione Nazionale di Zona Il Comitato di Liberazione Nazionale di Zona si affiancava alla Giunta, con compito di controllo politico e amministrativo. Risultava composto da: Tito Chiovenda (liberale), avvocato, diplomatico e fratello del celebre proceduralista Giuseppe Ugo Claudio Porzio-Giovanola, (socialista) Gianfranco Contini (partito d'azione), celebre storico, filologo e critico letterario, medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte Giuseppe Marchioni (comunista) Luigi Zoppetti (democristiano) Ermenegildo Sacco (socialista), rappresentante del C.N.L. di Novara

Collaboratori illustri

La Giunta, durante il suo mandato, si assicurò l'aiuto di vari collaboratori e consulenti, alcuni dei quali sarebbero diventati uomini di spicco della prima repubblica, ricordati anche nella storia per aver partecipato alla stesura della Costituzione italiana. Tra questi vi erano: Umberto Terracini, in veste di Segretario Generale, futuro presidente dell'Assemblea Costituente Ezio Vigorelli, in veste di Consulente Legale e Giudice Straordinario, anch'egli futuro membro dell'Assemblea Costituente, sottosegretario al tesoro nel V governo De Gasperi (I legislatura) e Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel Governo Segni I, Governo Scelba (II legislatura) e Governo Fanfani II (III legislatura) Gigino Battisti, come Intendente e Agente Commerciale, futuro Sindaco di Trento e membro dell'Assemblea Costituente Piero Malvestiti, in qualità di Consigliere Finanziario, futuro sottosegretario al Ministero delle Finanze nel Governo De Gasperi IV, sottosegretario al Ministero del Tesoro nei governi De Gasperi V e De Gasperi VI, ministro dei Trasporti nel Governo De Gasperi VII, ministro dell'Industria e del Commercio nel Governo Pella, commissario europeo per il Mercato Interno, vicepresidente della Comunità economica europea, presidente della CECA