La democrazia ateniese è la prima forma di governo democratica attestata nella storia. Imitato da altre città, il sistema ateniese prevedeva che un limitato numero di cittadini, adulti e di sesso maschile, dai 30.000 ai 50.000 su una popolazione di 250/300.000Thorley, J., Athenian Democracy, Routledge, 2005, p.74., potesse proporre disegni di legge e votare quelle di iniziativa di un organo esecutivo, anch'esso selezionato tra la popolazione. Non è da sottovalutare, inoltre, il ruolo del teatro e della satira politica come strumento di propaganda di influenza della pubblica opinioneHenderson, J. (1993) Comic Hero versus Political Elite pp. 307–19 in .

Tra i principali esponenti che contribuirono allo sviluppo della democrazia ateniese si annoverano: Solone (594 a.C.), Clìstene (508/7 a.C.), Temistocle (490 a.C.) ed Efialte (461 a.C.).

Il politico democratico più influente fu, tuttavia, Pericle, con cui la democrazia raggiunse la sua forma più compiuta. Dopo la sua morte, la democrazia ateniese fu interrotta due volte da brevi parentesi oligarchiche, verso la fine della guerra del Peloponneso. Nel corso del IV secolo, pur con alcune riforme, il sistema fu sostanzialmente mantenuto fino alla sua soppressione, nel 322 a.C., ad opera dei Macedoni. Alcune istituzioni rimasero fino alla conquista romana ma, in ogni caso, è discusso quanto fossero vicini ad una vera democrazia.

Storia e sviluppo La parola "democrazia"(in greco: δημοκρατία) combina gli elementi demos (δῆμος, "popolo") e krátos (κράτος, "potere") ed è attestata in Erodoto, la cui opera è datata tra il 440 ed il 430 a.C.; non è, invece, noto se lo storico di Alicarnasso abbia ripreso un termine già in uso in precedenzaRaaflaub, Kurt A. (2007): The Breakthrough of Demokratia in Mid-Fifth-Century Athens, p. 112, in: . È, infine, attestata da Senofonte l'esistenza del nome Democrate, forse coniato per lealtà alla democraziaSenofonte, Anabasi , IV, 4.15. Sulla travagliata storia del termine demokratia vedi Centanni, M., La nascita della politica e la costituzione di Atene, edizioni engramma, Venezia 2024, pp. 117-ss..

Origini Atene, naturalmente, non fu l'unica polis nella Grecia antica ad istituire un regime democratico: lo stesso Aristotele, infatti, citò diverse altre città ma solo con riferimento ad Atene si possono riscontrare alcuni specifici eventi che, nel corso del VI secolo, hanno portato alla istituzione della democraziaClarke, PB. and Foweraker, Encyclopedia of Democratic ThoughtRoutledge, 2003, p. 196..

Prima del primo tentativo di governo democratico, Atene era governata da una serie di arconti o sommi magistrati, e dall'Areopago, composto da ex-arconti i quali, generalmente, erano espressione del ceto aristocratico. Nel 621 a.C., Dracone codificò un primo corpus di norme penali che, al di là della durezza e del favore verso la aristocrazia, segnò il primo, tenue, limite all'arbitrio dei giudici; in ogni caso, si dimostrarono insufficienti a prevenire le lotte per il potere tra le diverse fazioni aristocraticheThorley, J., Athenian Democracy, Routledge, 2005, p.10..

Pertanto, nel VI secolo, gli ateniesi, indeboliti dalla lotta tra le diverse fazioni ed esasperati dalla protervia dell'aristocrazia, chiamarono al potere Solone, all'epoca arconte, affinché garantisse un compromesso. Solone ebbe il merito di ridimensionare il peso sociale ed economico dell'aristocrazia e di garantire una maggiore partecipazione popolare alla vita pubblica sebbene l'affrancamento delle classi lavoratrici comportò, quale conseguenza, lo sviluppo di un sistema economico schiavistaFarrar, C., The Origins of Democratic Thinking: The Invention of Politics in Classical Athens, CUP Archive, 25 Aug 1989, p.7..

In ogni caso, mediando tra le opposte fazioni, Solone riuscì ad assorbire l'aristocrazia tradizionale all'interno della cittadinanza che, composta da soggetti dotati di determinati requisiti di censo, poteva partecipare alle riunioni dell'assemblea ed essere selezionato come arconte. Accanto all'Areopago, le cui funzioni di supremo organo giudicante rimasero inalterate, fu istituita un'assemblea, l'Ecclesia, aperta a tutti i cittadini di sesso maschile il cui ordine del giorno era determinato dal consiglio dei 400, composto da 100 membri per ciascuna delle quattro tribù in cui pose i singoli cittadini a seconda del reddito e del patrimonio posseduto.

Dopo Solone, tuttavia, ripresero le lotte tra aristocrazia e classi medie ed il regime democratico fu rovesciato dalla tirannide di Pisistrato e dei suoi figli, Ippia ed Ipparco. Nel 510 a.C., la tirannide fu abbattuta dalla famiglia degli Alcmeonidi, il cui capo, Clistene, restaurò la costituzione di Solone.

Dopo una fase di assestamento, nel 508/507 a.C., Clistene attuò una serie di riforme avendo come obiettivo il consolidamento delle istituzioni cittadine secondo un criterio politico e non più geograficoFarrar, C., The Origins of Democratic Thinking: The Invention of Politics in Classical Athens, CUP Archive, 25 Aug 1989, p.21.: in primo luogo, sostituì le quattro tribù tradizionali con dieci nuove tribù, ognuna delle quali fu composta da tre trittie, a loro volta costituite da tre demi presso i quali venivano registrati tutti i cittadini ateniesi, di sesso maschile, che avessero compiuto i 18 anniThorley, J., Athenian Democracy, Routledge, 2005, p.25.. In secondo luogo fu istituita la Boulé, assemblea legislativa di 500 membri, 50 per ogni tribù, che deteneva competenze in materia di politica estera, sicurezza, tesoreria e che, infine, deteneva l'iniziativa legislativa insieme all'Ecclesia.

L'ultima grande riforma fu quella di Efialte di Atene, datata al 462/461 a.C., che sottrasse all'Areopago quasi tutte le sue funzioni di controllo (lasciò solo le funzioni di giudice per i casi di omicidio volontario e sacrilegio) e poi aprì la sua composizione alle classi medie, riducendo non poco l'influenza dell'aristocrazia.Thorley, J., Athenian Democracy, Routledge, 2005, pp. 55–56

Partecipazione Stime del corpo elettorale Sebbene le stime della popolazione di Atene varino a seconda delle fonti, è assai probabile che nel corso del V secolo a.C., al tempo di Pericle, l'Attica ospitasse una popolazione di 250.000-300.000 persone: di queste, solo 100.000 avrebbero avuto la cittadinanza e solo 30.000 avrebbero posseduto, oltre alla cittadinanza, il requisito del sesso maschile e dell'età adulta. Bisogna tuttavia ricordare che il numero di cittadini votanti nel corso del V secolo a.C. era certamente più alto, stimabile attorno alle 60.000 persone, che si ridussero sia per via dell'introduzione, ad opera di Pericle, di leggi più restrittive in materia di cittadinanza, sia per le perdite umane nel corso della Guerra del Peloponneso

Inoltre, se da un punto di vista moderno, tali cifre possono sembrare di poco conto occorre notare, a titolo di confronto, che gran parte delle poleis avrebbe potuto radunare solo 1.000-1.500 cittadini adulti e che Corinto, una delle più popolose città dell'epoca, poteva annoverare non più di 15.000 cittadiniDixon, MD., Late Classical and Early Hellenistic Corinth: 338-196 BC, Routledge, 2014, p. 44..

Quanto alla componente esclusa dalla cittadinanza, essa era costituita da stranieri residenti, i meteci e dalla rilevante popolazione servile: intorno al 338 a.C., l'oratore Iperide affermò che il numero degli schiavi era pari a 150.000, anche se tale dato è ritenuto un'impressioneKamen, D., Status in Classical Athens, Princeton University Press, 2013 p. 9..

Cittadinanza Benché l'Atene classica sia considerata il primo esempio compiuto di democrazia, non bisogna dimenticare che solo i cittadini ateniesi adulti di sesso maschile che avevano completato l'addestramento militare (efebia) godevano del diritto di voto. In sintesi, alla vita politica partecipava una percentuale che andava tra il 10 ed il 20% della intera popolazione presente.

Questo escludeva dalla partecipazione politica gran parte della popolazione: minori, donne (anche quelle discendenti da cittadini ateniesi), schiavi (compresi coloro che avessero ricevuto la libertà) ed infine i residenti stranieri.

Le donne, infatti, anche se erano titolari della cittadinanza e di limitati diritti patrimoniali, rimasero sempre escluse dalla vita pubblica e spesso erano relegate in apposite sezioni delle abitazioni.

Erano altresì esclusi dal diritto di voto i cittadini i cui diritti erano posti in sospensione (era il caso tipico del mancato pagamento di un debito nei confronti della città) e potevano anche non essere reintegrati, con effetti permanenti (anche sui discendenti).

Naturalmente, ad Atene alcuni cittadini erano assai più attivi di altri ma il vasto numero di disegni di legge e proposte dimostrano una larghezza di partecipazione diretta tra gli aventi diritto assai più forte rispetto anche alle democrazie odierne.

Il diritto di cittadinanza, inoltre, seguiva il modello dello ius sanguinis, ovvero bisognava discendere da un genitore in possesso della stessa cittadinanza; in seguito, nel 450 a.C., una riforma di Pericle e Cimone sancì che i cittadini ateniesi sarebbero dovuti discendere in linea paterna e materna da altrettanti cittadini ateniesiThorley, J., Athenian Democracy, Routledge, 2005, p.59..

Va aggiunto, poi, che, sebbene tale legge non avesse efficacia retroattiva, nel 455 a.C., quando il faraone inviò un carico di grano in dono, da ripartirsi tra i cittadini, furono effettuate indagini e rimossi dai registri numerosi soggetti che non godevano del requisito della cittadinanza di entrambi i genitoriCohen D. and Gagarin, M., The Cambridge Companion to Ancient Greek Law Cambridge University Press, 2005, p. 278..

L'assemblea cittadina, infine, poteva conferire la cittadinanza ateniese non solo agli individui ma anche ad interi gruppi di persone (ad esempio, per i cittadini di Platea e di Samo, rispettivamente nel 427 e nel 405 a.C.) purché si fossero resi benemeriti nei confronti degli Ateniesi; tale deliberazione, tuttavia, doveva essere attuata con un quorum speciale di almeno 6.000 voti favorevoliSinclair, RK.,Democracy and Participation in Athens, Cambridge University Press, 30 Aug 1991, pp. 25–26..

Sistema istituzionale

Il sistema istituzionale ateniese si imponeva su tre pilastri: l'assemblea o Ecclesia, composta da tutti i cittadini dotati del diritto di voto, il Consiglio dei 500 o Bulè ed infine le corti (i cui magistrati erano sorteggiati tra i cittadini aventi un'età superiore ai trent'anni). Va, inoltre, aggiunto che in taluni casi la stessa assemblea cittadina poteva ricoprire funzioni giudiziarie anche se in forma eccezionale.

Infine, oltre a tali organi, non va sottovalutato il ruolo degli Arconti e dell'Areopago che, specialmente nei primi tempi, ricoprivano importanti funzioni di natura esecutiva e di controllo sull'operato dell'assemblea e del consiglio.

Ecclesia

A differenza di un parlamento odierno, i cui membri sono elettivi in base ad uno specifico sistema elettorale, Atene può essere considerata come una democrazia diretta dal momento che erano gli stessi cittadini, purché efebi e titolari dei diritti politici, a partecipare alle riunioni dell'assemblea o Ecclesia (, ekklesia); tale partecipazione, peraltro, non veniva considerata come una mera facoltà, bensì come un dovereThorley, J., Athenian Democracy, Routledge, 2005, p.32..

L'assemblea deteneva quattro funzioni principali: legiferava mediante lo strumento dei decreti, sovrintendeva alla politica estera (dichiarava guerra, ratificava trattati di pace, accreditava gli ambasciatori), eleggeva alcuni funzionari (gli strategoi) ed infine aveva funzioni giurisdizionali con particolare riferimento per i reati politici (che, comunque, furono in seguito demandati ai tribunali ordinari).