Le elezioni presidenziali in Romania del 2004 si tennero il 28 novembre (primo turno) e il 12 dicembre (ballottaggio).

Si trattò della prima tornata elettorale successiva alla riforma costituzionale del 2003, che aveva modificato la durata dell'incarico di presidente della Romania da quattro a cinque anni. Il voto decretò la vittoria di Traian Băsescu, che assunse il primo dei suoi due mandati alla presidenza della Repubblica.

Il primo turno vide il vantaggio del leader del Partito Social Democratico, sostenuto anche dai partner del Partito Umanista Rumeno, il premier Adrian Năstase, che superò di circa 7 punti percentuali Traian Băsescu, candidato della coalizione di centro-destra Alleanza Giustizia e Verità, costituita da Partito Democratico e Partito Nazionale Liberale.

Al ballottaggio, complice anche la mobilitazione dell'elettorato di centro-destra che fece seguito alle accuse di frode lanciate da Băsescu all'indirizzo dei socialdemocratici, l'esponente della coalizione riuscì a recuperare lo svantaggio e a vincere le elezioni di stretta misura, con il 51% contro il 49% di Năstase.

Tra gli altri candidati Corneliu Vadim Tudor e Petre Roman si presentavano alla corsa presidenziale per la terza volta consecutiva. Nel caso di Năstase si trattava della seconda volta nella storia della Romania in cui un primo ministro in carica si candidava alla funzione di presidente della repubblica, seguendo l'esempio di Mugur Isărescu del 2000.

Il primo turno si tenne in concomitanza con le elezioni parlamentari.

Sistema elettorale La riforma costituzionale approvata dal referendum del 2003 obbligò il legislatore a rivedere vari aspetti legati all'elezione dei due rami del parlamento e del presidente della repubblica. Pur riprendendo numerosi elementi dalle precedenti leggi 68/1992 e 69/1992, furono apportate modifiche importanti, regolamentate dalle due nuove leggi elettorali, la 370 del 20 settembre 2004 per il presidente della repubblica e la 373 del 24 settembre 2004 per la camera dei deputati e il senato.

Per il capo di Stato l'introduzione più importante riguardava la durata del mandato presidenziale, che passava da quattro a cinque anni, mentre quello parlamentare era confermato a quattro anni, impedendo, a partire dalla tornata elettorale seguente, la celebrazione di contemporanee elezioni parlamentari e presidenziali. Le successive elezioni per il rinnovo del parlamento avrebbero avuto luogo nel 2008, mentre quelle per capo di Stato nel 2009. La separazione delle due tornate avrebbe avuto la conseguenza di ridurre l'effetto trainante della campagna elettorale condotta dal candidato alla presidenza della repubblica per il partito che lo sosteneva.

L'elezione del presidente della repubblica si svolgeva su due turni. Il ballottaggio tra i due candidati più votati era previsto solamente nel caso in cui nessuno dei due avesse ottenuto il 50% + 1 dei voti degli iscritti alle liste elettorali al primo turno. Per candidarsi alla funzione di presidente della repubblica era necessario possedere la cittadinanza romena, aver compiuto 35 anni d'età (art. 37 della costituzione) e presentare all'Ufficio elettorale centrale le firme di almeno 200.000 sostenitori (nella precedente legislazione erano richieste 100.000 sottoscrizioni).

Avevano diritto al voto i cittadini di almeno 18 anni di età, mentre secondo l'art. 37 della costituzione per candidarsi alle camere erano necessari 23 anni (deputati) e 33 anni (senatori), abbassando il limite di età rispetto al precedente art. 35 della costituzione, che richiedeva 35 anni per i candidati al senato.

La legge 373/2004 prevedeva un sistema di voto su base proporzionale, con l'elezione di un deputato ogni 70.000 abitanti e di un senatore ogni 160.000 abitanti. Rispetto al 2000 fu confermata la disposizione che prevedeva una soglia di sbarramento al 5% nel caso dei singoli partiti e ad una tra l'8% e il 10% nel caso delle coalizioni, variabile in funzione del numero dei partiti che le costituivano. Ad ognuno dei partiti delle minoranze etniche era garantito un rappresentante alla camera dei deputati a prescindere dalla soglia di sbarramento, a condizione che ottenessero un numero di voti pari o superiore al 10% del numero medio di voti per l'elezione di un deputato (nella precedente legge era necessario il 5%). In base alle nuove previsioni costituzionali riguardanti le pari opportunità, i partiti inserirono nelle proprie liste un numero di donne (27,2% alla camera e 26,3% al senato) tale da garantire rappresentanza ad entrambi i sessi.

Il voto era previsto nell'intervallo orario tra le 7:00 e le 21:00. L'organizzazione delle elezioni del 2004 ebbe un costo di 84,5 miliardi di lei, pari a 20 milioni di euro.

Quadro politico Le elezioni presidenziali del 2000 furono vinte da Ion Iliescu, mentre il suo Partito Social Democratico (PSD) riuscì a costituire una maggioranza parlamentare che permise l'insediamento di un governo con a capo Adrian Năstase, che rimase in carica fino al termine della legislatura nel dicembre 2004. I quattro anni di governo furono caratterizzati da una certa stabilità politica, da una ripresa economica e dalla normalizzazione delle relazioni internazionali della Romania. Nel marzo 2004 il paese fu ammesso alla NATO, mentre fu accettato nell'Unione europea a decorrere dal gennaio 2007. Il periodo al potere del PSD, tuttavia, fu caratterizzato dai tentativi del partito di reprimere le voci di dissenso, controllando la stampa e riducendo al silenzio l'opposizione, mentre pochi freni venivano posti alla corruzione dilagante.

Politiche economiche con ripercussioni a livello sociale e continui scandali di corruzione in seno al governo favorirono il rilancio delle forze di opposizione, principalmente il Partito Democratico (PD) di Traian Băsescu e il Partito Nazionale Liberale (PNL) di Theodor Stolojan, che nell'autunno del 2003 si unirono in una coalizione chiamata Alleanza Giustizia e Verità (DA). Alle elezioni locali del giugno 2004 il PSD fu il partito più votato e conseguì la maggioranza dei sindaci, dei consiglieri locali e distrettuali. La sconfitta subita dal PSD a Bucarest e Cluj-Napoca, singole località in cui DA presentava un'unica lista e non due separate, tuttavia, diede la percezione di un calo di popolarità per il partito di governo. La somma dei voti ottenuti individualmente da PD e PNL per l'elezione dei consiglieri di distretto, inoltre, era superiore rispetto a quella ottenuta dal solo PSD.

Poiché giunto al limite del secondo mandato stabilito dalla costituzione, il PSD non poté riproporre la candidatura di Iliescu alla presidenza della repubblica e indicò come suo successore Adrian Năstase, premier e presidente del partito. La coalizione di centro-destra, invece, mentre in un primo momento avanzò il nome di Theodor Stolojan, a causa dei problemi di salute rivelati da quest'ultimo, nell'ottobre 2004 cambiò il proprio candidato, proponendo Traian Băsescu, leader del PD e sindaco di Bucarest.

Campagna elettorale La campagna elettorale si aprì il 28 ottobre e si concluse il 26 novembre 2004.

Tutti i concorrenti presentarono la propria registrazione presso l'Ufficio elettorale centrale (BEC) il 17 ottobre, primo giorno disponibile, poiché la legge prevedeva che il posizionamento dei candidati sul bollettino di voto sarebbe stato stabilito in base all'ordine d'iscrizione.

Alleanza Giustizia e Verità

La sigla dell'alleanza derivava da un gioco di parole che si rifaceva ad un valore positivo. DA (acronimo di "Dreptate și adevăr", cioè "Giustizia e verità"), infatti, in lingua romena significa "sì". In estate la coalizione partecipò alle elezioni locali solamente in alcuni distretti, mentre fu estesa a livello nazionale in vista delle generali in programma in autunno. Presentandosi come i principali promotori della lotta alla corruzione nel paese, i due contraenti, Partito Democratico e Partito Nazionale Liberale, applicarono alle candidature parlamentari dei filtri che prevedevano l'estromissione di figure coinvolte in scandali pubblici. In nome di tale regola tra gli esclusi illustri vi fu anche il vicepresidente del PNL Viorel Cataramă. Il 23 settembre 2004 si tenne l'assemblea congiunta che approvò il protocollo di collaborazione tra le due forze a livello nazionale. Il candidato alla presidenza della repubblica, già rivelato in estate, sarebbe stato il leader del PNL Theodor Stolojan, mentre Traian Băsescu sarebbe stato a capo della campagna elettorale.

Il 2 ottobre 2004, però, nel corso di una conferenza stampa Stolojan rese noto che, accusando gravi problemi di salute, avrebbe rinunciato alla candidatura e alla leadership del PNL. Durante la riunione, annunciando la notizia e ringraziandolo per il suo lavoro, Băsescu scoppiò in lacrime in pubblico e si rivolse a Stolojan con le parole «caro Stolo», gesti che secondo gli osservatori ebbero un forte impatto emotivo sull'elettorato e che segnarono un momento fondamentale della campagna elettorale. Stolojan lasciò il teste a Băsescu, che divenne il nuovo candidato di DA alla presidenza del paese, mentre il PNL indicò Călin Popescu Tăriceanu come presidente ad interim del partito. Il giorno seguente, il 3 ottobre, in un nuovo incontro con la stampa Băsescu rivelò che lo stato di salute di Stolojan non era grave, ma che la sua rinuncia derivava da una condizione di forte stress dovuto ad un costante clima di pressione e di ricatti politici da parte del PSD e delle istituzioni in mano alla maggioranza. Il premier Adrian Năstase rigettò ogni accusa, denunciando la sfrontatezza di Băsescu nel volgere la situazione a proprio favore. Il candidato del PSD ribadì che il suo partito non aveva alcun ruolo, mentre le tensioni che avevano spinto Stolojan a farsi da parte venivano dall'interno della coalizione di centro-destra. Secondo alcuni analisti, infatti, si trattò di una strategia politica preparata da DA che, visti i sondaggi, si era resa conto delle scarse probabilità di successo di Stolojan contro Năstase. Stolojan rappresentava un personaggio troppo equilibrato, lontano dalla figura di leader trainante necessario per vincere le elezioni, per poter competere contro il capo del PSD. DA, quindi, si affidò al carisma e alla comunicatività dell'allora sindaco di Bucarest Traian Băsescu. Il 6 ottobre il consiglio nazionale di coordinamento del PD convalidò la candidatura di Băsescu, mentre il consiglio dei rappresentanti nazionali del PNL adottò una risoluzione in cui riconosceva il proprio supporto a quest'ultimo. Il nuovo capo della campagna elettorale della coalizione divenne il vicepresidente del PD Vasile Blaga, mentre tra i curatori della campagna presidenziale di Băsescu vi fu anche l'ex segretario generale del PSD Cozmin Gușă.

Il 6 ottobre, nel suo primo discorso in veste ufficiale di candidato, Băsescu enumerò gli obiettivi di un suo eventuale mandato. Dichiarò che riceveva un'eredità politica e morale da Stolojan, elemento che lo obbligava al rispetto dell'obiettivo della coalizione di instaurare una vera democrazia in Romania, sostenendo i diritti e le libertà dei cittadini. Affermò che avrebbe rivoluzionato l'istituzione presidenziale, profilandosi come un "presidente-giocatore", con la finalità di cambiare il classico paradigma di presidente della repubblica. Con tale affermazione Băsescu si diceva pronto ad intervenire attivamente e direttamente sulle questioni politiche ed istituzionali, utilizzando al massimo le prerogative costituzionali e lavorando al fianco del governo.