thumb|upright=0.8|Uno shaduf a Kôm Ombo, Egitto Lo shaduf (; plurale , shawādīf) è uno strumento semplice e ingegnoso adottato a partire dal II millennio a.C. dalle popolazioni egiziane per pescare dei tipi di pesci e per prendere acqua da fiumi e laghi e alimentare canali a un livello più alto o innaffiare campi coltivati (palmeti, viti, orti). Secondo alcune fonti, lo shaduf era già raffigurato in rilievi accadici del 2500 a.C."Ingegneria meccanica nel Vicino oriente medievale", di Donald R. Hill, pubbl. su "Le Scienze (Scientific American)", num. 275, luglio 1991, pp. 92-98.

L'attrezzo è composto da due pali, uniti in alto da un'asse su cui poggia una lunga pertica. Ai due estremi della pertica vi sono un peso (un masso) e un secchio. Un uomo da solo, manovrando la pertica, può raccogliere e sollevare circa litri d'acqua al giorno. Quando i dislivelli da risalire sono sensibili, gli shawadif vengono messi in fila in serie lungo il declivio.

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