La parola Shekhinah (leggi: sce-chi-nà – ; ) è una traslitterazione del sostantivo ebraico femminile singolare שכינה , reso talvolta dagli omofoni Shechinah, Shekina, Shechina, Schechinah. La sua etimologia è connessa al verbo שכן (sciakhàn, «dimorare»), e può essere resa letteralmente come «dimora», «abitazione», a indicare quindi la presenza divina, ovvero la sua gloria, detta anche kavod.
All'interno della tradizione biblica e teologica ebraica indica la presenza fisica di Dio (il Signore, appellativo con cui ci si riferisce alla divinità, altrimenti impronunciabile).
Di Shekhinah si parla, in particolare, relativamente a: il tabernacolo costruito sotto la direzione di Mosè dagli Israeliti durante il loro soggiorno nel deserto del Sinai (XIII secolo a.C.), narrato nel Libro dell'Esodo; il Tempio di Gerusalemme, costruito da Salomone nel X secolo a.C.; le manifestazioni epifaniche di Dio ai suoi fedeli, in forma di gloria.
Etimologia
Shekhinah deriva dal verbo ebraico שכן. La radice semitica letteralmente significa stabilirsi, abitare, o dimorare. Il nome astratto non ricorre nel Tanakh (Bibbia ebraica) e lo si incontra per la prima volta nella letteratura rabbinica.Martin McNamara, Targum and Testament Revisited: Aramaic Paraphrases of the Hebrew Bible, Wm. B. Eerdmans Publishing, 2ª ed. 2010 pp. 148-149. L'etimo viene spesso usato per riferirsi ai nidi d'uccello e alle nidificazioni.Cit. "Ciascun uccello nidifica [shekinot] con la sua specie, e l'essere umano col suo simile", Talmud Baba Kammah 92b. e può anche significare "vicino/prossimo"."Se [devi scegliere tra] un vicino e uno studioso, preferisci lo studioso" Talmud Ketubot 85b.
La parola usata per "Tabernacolo", mishkan, è un derivato della stessa radice ed è usato nel senso di "dimora" nella Bibbia, per esempio in ("finché non trovi una sede [mishkanot] per il Signore, una dimora per il Potente di Israele.") e ("Come sono belle le tue dimore, Israele" in cui la parola corrispondente a "tue dimore", traslitterata, è mishkenotecha). Di conseguenza, secondo il pensiero ebraico classico, la Shekhinah si riferisce ad una dimora o sede in senso speciale, una dimora o sede della presenza divina,Unterman, Alan, Rivka G. Horwitz, Joseph Dan, & Sharon Faye Koren, "Shekhinah", in M. Berenbaum & F. Skolnik (curatori), Encyclopaedia Judaica, 2ª ed., Vol. 18, Macmillan Reference, 2007, pp. 440-444. per cui, mentre si è in prossimità della Shekhinah, la connessione con Dio è più facilmente percepibile.
Il concetto è simile a quello del Vangelo secondo Matteo :
Alcuni teologi cristiani collegano il concetto di Shekhinah al termine greco "Parousia", "presenza" o "arrivo", che viene usato nel Nuovo Testamento in modo simile a "presenza divina".Neal DeRoo, John Panteleimon Manoussakis, Phenomenology and Eschatology: Not Yet in the Now By, Ashgate, 2009, p.27.
Significato nell'ebraismo Alcuni considerano la Shekhinah come rappresentazione degli attributi femminili della presenza divina (dato che Shekhinah è un sostantivo di genere femminile in ebraico), basandosi specialmente su letture del Talmud.Ronald L. Eisenberg, The JPS Guide to Jewish Traditions, Jewish Publication Society, 2004. ISBN 0-8276-0760-1
Manifestazione
La Shekhinah viene citata in tutta la letteratura rabbinica come manifesta nel Tabernacolo e nel Tempio di Gerusalemme. La si considera presente in atti di preghiera pubblica. Nella Mishnah il nome viene usato due volte: una volta da Rabbi Haninah ben Teradion (ca. 135): "Se due sono assisi insieme e si scambiano parole della Tōrāh, allora la Shekinah è tra loro"; e da Rabbi Halafta ben Dosa: "Se dieci uomini si siedono insieme e si occupano della Legge, la Shekinah dimora tra loro." Anche nel Talmud Sanhedrin 39a si legge: "Ogniqualvolta dieci [persone] si riuniscono a pregare, allora la Shekinah si manifesta"; connota inoltre un retto giudizio ("quando tre siedono in qualità di giudici, la Shekinah è tra loro", Talmud Trattato Berachot 6a), ed una necessità personale ("La Shekinah dimora al capezzale dell'uomo infermo", Talmud Trattato Shabbat 12b; "Ovunque vennero esiliati, la Shekinah andò con loro", Talmud Trattato Megillah 29a).
Assenza del Tempio Il Talmud espone una Baraita (tradizione orale) il Kohen Gadol (Sommo sacerdote) deve aspergere il sangue dell'offerta del toro sul parochet (Velo del Tempio) che separa l'Echal (santuario) dal Kodesh Hakodashim (Santo dei Santi):Talmud Trattato Yoma 56b.
Fonti ebraiche Bibbia ebraica Il nome shekhina non ricorre nella Bibbia ebraica, sebbene vi si trovi il verbo shakan e altri termini dalla radice škn. Il sostantivo non compare neanche nella letteratura pre-rabbinica, come per esempio nei Rotoli del Mar Morto. Solo in seguito, nei targum e nella letteratura rabbinica, appare il termine ebraico shekinah, o l'equivalente aramaico shekinta, diventando poi estremamente comune.Martin McNamara, Targum and Testament Revisited: Aramaic Paraphrases of the Hebrew Bible, Wm. B. Eerdmans, 2010, p. 148: "Sebbene il verbo shakan e termini dalla radice škn appaiano nelle Scritture ebraiche, e sebbene il termine shekinah/shekinta sia estremamente comune nella letteratura rabbinica e nei targum, non ricorre mai nella letteratura pre-rabbinica." Il biblista Martin McNamara ritiene che l'assenza porti alla conclusione che il termine si sia originato solo dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70, ma cita : "Tu, Signore... Ti sei compiaciuto di porre il tempio della Tua abitazione in mezzo a noi", in cui il testo greco (naon tes skenoseos) implica una possibile interpretazione parallela, e dove il sostantivo greco skenosis potrebbe collegarsi all'aramaico shekinta.McNamara, Targum and Testament Revisited, cit., 2010, p. 148.
Targum Nel Targum l'aggiunta del termine sostantivo Shekhinah parafrasa espressioni verbali in ebraico come : "venga il Signore in mezzo a noi" (espressione verbale di presenza) che il Targum parafrasa con la "shekhinah" di Dio (forma sostantiva).Paul V.M. Flesher, Bruce D. Chilton The Targums: A Critical Introduction, BRILL, 2011, p. 45: "Il primo comprende l'uso del termine Shekinah (.....) che viene solitamente utilizzato per parlare della presenza di Dio nel culto di Israele. Il testo ebraico di Esodo 34:9, per esempio, ha Mosè che prega: «venga il Signore in mezzo a noi» che il Targum ecc ..." Nell'era post-templare l'uso del termine Shekhinah potrebbe fornire una soluzione al problema di Dio onnipresente e quindi non dimorante in nessun luogo specifico.Carol A. Dray, Translation and Interpretation in the Targum to the Books of Kings , BRILL, 2006, p. 153: "L'uso del termine Shekinah, come è stato notato precedentemente, sembra fornire una soluzione al problema dell'onnipresenza di Dio e pertanto non dimorante in un solo luogo. Questa non è la sola occasione in cui i targumisti ci si riferiscono ecc..."
Talmud
Il Talmud dice anche che "la Shekinah scende sull'uomo non attraverso la tristezza, né nella pigrizia, né in frivolezza, né per parlare, né tra futili chiacchiere, ma solo tramite questioni di gioia in relazione ad un precetto, poiché è detto, Ma ora conducetemi un suonatore. E avvenne che, mentre il suonatore arpeggiava, la mano dell'Eterno fu sopra di lui." ( Shabbat (Talmud) 30b)Gershom Scholem, La figura mistica della divinità: Studi sui concetti fondamentali della Qabbalah, cur. Elisabetta Zevi, Adelphi (ediz. digitale), 2015, Cap. 3.
Nella cabala l'opposto della Shekhinah e il Kaddosh Barouch Uh.
La Shekhinah è associata allo spirito trasformativo di Dio considerato come fonte di profezia:
I profeti fecero molti riferimenti a visioni della presenza di Dio, particolarmente nel contesto del Tabernacolo o del Tempio, con figure come troni o tuniche che riempivano il Santuario, tradizionalmente attribuiti alla presenza della Shekhinah. Isaia scrisse: "Io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il Tempio" (). Geremia implorò: "Non disonorare il trono della tua gloria" () e si riferì a "Trono di gloria, eccelso fin dal principio, è il luogo del nostro santuario" (). Il Libro di Ezechiele parla della "gloria del Dio d'Israele era là [nel Santuario], simile alla visione che avevo visto nella pianura" ().Si veda anche la voce merkavah.
Significato nell'ebraismo chassidico
L'ebraismo chassidico considera la Cabala, in cui la Shekhinah ha un'importanza speciale, come una Scrittura autorevole e da studiare con attenzione. La parola Matronit (lat. Matronita, matrona) viene usata per rappresentare tale considerazione: il mito centrale della Cabala, e parte integrante dello Chassidismo, narra che Adamo, quando divenne un essere senziente dopo la sua creazione, "iniziò a contemplare i mondi fisici e spirituali in cui si trovava, commettendo poi quel grave peccato che ha segnato ineluttabilmente l'esistenza dell'essere umano....
La Sposa dello Shabbat
Questo tema ricorrente è meglio conosciuto tramite gli scritti e le canzoni del leggendario mistico del XVI secolo, Rabbi Yiṣḥāq Luria. Qui appresso una citazione stralciata dall'inizio di un suo famoso inno allo Shabbat:Libera traduzione dalla versione – cfr. anche Abraham Joshua Heschel, The Sabbath, Shambhala Library, 2003, Cap. 2.6.
Canto in inni per accedere alle porte del Campo delle mele sacre.
Una nuova tavola per Lei prepariamo, un bel candelabro la sua luce su di noi riverbera.
Tra destra e sinistra la Sposa si avvicina, in santi gioielli ed abiti festivi...
Un paragrafo dello Zohar riporta: "Si deve preparare un comodo seggio con molti cuscini e coperte ricamate, da tutto ciò che si trova in casa, come si preparasse un baldacchino per la sposa. Poiché Shabbat è regina e sposa. Ecco perché i maestri della Mishnah solevano uscire alla vigilia dello Shabbat per riceverla in strada, e usavano dire: Vieni, O sposa, vieni, O sposa! E si deve quindi cantare e rallegrarsi alla tavola in suo onore... Si deve ricevere la Signora accendendo molte candele, con molta gioia, bei vestiti, e la casa abbellita da tanti ornamenti..."Sullo Shabbat e la relativa preparazione a riceverlo, si veda "Shabbat" e "Shabbat - Heaven on Earth", su Aish.com; per le canzoni dello Shabat qui
La tradizione della Shekhinah quale Sposa dello Shabbat, la Shabbat Kallah, continua a tutt'oggi."Here Comes the Bride, No Stress in Sight", su Aish.comAl di fuori dell'ebraismo, il poeta americano Gustav Davidson (1895–1971) riporta la voce "Shekinah" nella sua opera enciclopedica A Dictionary of Angels, Including the Fallen Angels, Free Press 1967, affermando che è l'incarnazione femminile di Metatron.
Preghiere ebraiche
La diciassettesima benedizione della preghiera quotidiana Amidah , recitata durante i servizi liturgici ortodossi, conservatori e riformati è "Benedetto sei Tu, O Dio, che fai ritornare la Tua Presenza (shekinato) a Sion."
Il libro di preghiere (Siddur) dell'ebraismo liberale nel Regno Unito, durante Rosh Hashanah e Yom Kippur (Machzor Ruach Chadashah) contiene una preghiera speciale basata su Avinu Malkeinu (Padre Nostro, Nostro Re), in cui il sostantivo femminile Shekhinah è usato per evidenziare la neutralità di genere.Lois Roden, che la setta religiosa avventista dei Davidiani (Branch Davidians in inglese), riconosce come loro insegnante e profeta dal 1978 al 1986, pose molta enfasi sulla spiritualità delle donne e l'aspetto femminile di Dio. Pubblicò una rivista intitolata Shekinah, in cui esplorò il concetto della Shekinah come Spirito Santo. I suoi articoli estratti da Shekinah sono ripubblicati sul sito ufficiale dei Davidiani .
Canzone yiddish Il concetto della Shekhinah viene anche associato al concetto dello Spirito Santo (Ruach haQodesh) nella tradizione ebraica, come si constata nella canzone yiddish: Vel ich, sh'chine tsu dir kummen – "Da te io, Shekinah, verrò".
Cristianesimo