Sotto di lui il Giappone visse un periodo di relativa pace, stabilità e prosperità economica. Fu un riformatore e promosse la diffusione del neoconfucianesimo, dottrina che ne influenzò molto la filosofia. Particolarmente sensibile al benessere degli esseri viventi, introdusse severe leggi a tutela degli animali, soprattutto dei cani. Da allora conosciuto come Inu-Kubō (犬公方, "re dei cani" o "shōgun cane"), fu il primo legislatore giapponese e moderno a introdurre norme a tutela dei diritti degli animali.

Biografia Nacque nel 1646 a Edo (futura Tokyo) col nome di Tsurumatsu, figlio minore del terzo shōgun Tokugawa Iemitsu e di Otama (nota poi come Keishōin), una delle sue numerose concubine. Rimase presto orfano di padre, morto nel 1651 e succeduto dal suo figlio maggiore Tokugawa Ietsuna, che conservò il potere fino alla propria morte nel 1680. Fin da giovanissimo mostrò un carattere vivace e attento, e prima di morire Iemitsu, temendo che da adulto avrebbe tentato di usurpare i diritti dei meno avveduti fratelli maggiori Ietsuna e Tsunashige, ordinò che gli fosse preclusa l'educazione da samurai e che fosse invece educato come un erudito. Cosa eccezionale per l'epoca, la sua educazione fu affidata alla madre, edotta dei classici della letteratura cinese. Durante l'infanzia e la prima parte della sua vita fu messo da parte dal fratello Ietsuna e non si distinse in alcun modo alla sua corte, tanto da comparire nelle fonti solo direttamente alla sua ascesa nel 1680. Nel 1653, raggiunti i sette anni d'età, come uso nell'aristocrazia giapponese cambiò il proprio nome di battesimo da Tsurumatsu a Tsunayoshi.

Il 12 agosto 1680 morì il fratello maggiore Ietsuna; non avendo egli eredi ed essendo l'altro fratello Tsunashige già deceduto alcuni anni prima, Tsunayoshi fu quindi proclamato nuovo shōgun con la benedizione dell'imperatore Reigen. Di fatto erano gli shōgun a governare il Giappone e non l'imperatore, ridotto a figura puramente cerimoniale e religiosa, e alcuni nobili come Sakai Tadakiyo non vedevano di buon occhio l'ascesa di Tsunayoshi, chiedendo che fosse eletto un altro candidato. Altri nobili invece, guidati da Hotta Masatoshi, rimasero fedeli alla linea principale dei Tokugawa e riuscirono a confermare la nomina di Tsunayoshi.

Durante il suo dominio quasi trentennale sul Giappone, Tsunayoshi si fece promotore di numerose riforme, soprattutto in campo religioso. Erudito di filosofia cinese, introdusse in Giappone i precetti del neoconfucianesimo, dottrina elaborata nel XII secolo dal filosofo Zhu Xi tesa ad armonizzare i vari movimenti religiosi dell'Asia Orientale, segnatamente confucianesimo, buddhismo e taoismo. Tra i precetti del neoconfucianesimo, c'era la fedeltà assoluta all'autorità di governo, così da garantire la stabilità dello Stato, dottrina che di certo beneficiava il dominio dello shōgun, nominalmente esercitato in nome dell'imperatore, a sua volta considerato una figura semi-divina. Convinto sostenitore del neoconfucianesimo, se ne fece attivo promotore e tenne personalmente numerose lezioni e prediche davanti alla nobiltà giapponese riunita, predisponendo anche l'insegnamento gratuito della dottrina per la popolazione nipponica. Fu inoltre mecenate e promosse l'arte e la letteratura, fondando anche l'Accademia di Shōeikō. Buona parte del suo dominio fu occupato dall'era Genroku (1688-1703), riconosciuta come una delle più prospere parentesi del periodo Edo e quindi del Giappone feudale, sia sotto il profilo economico (cercò di creare un unico fisco imperiale per controllare l'eccessiva diffusione della moneta battuta in autonomia dai vassalli) che sotto quello socioculturale. Meno isolazionista rispetto ai predecessori, permise a viaggiatori europei di entrare in Giappone, e il tedesco Engelbert Kaempfer, aggregato all'ambasciata olandese a Edo, ne fornì un vivido e generoso ritratto.

Col passare degli anni, Tsunayoshi introdusse anche riforme di stampo umanitario e, soprattutto, a tutela dei diritti degli animali. Già durante la giovinezza, aborrendo la pratica della caccia, nei suoi feudi aveva proibito la caccia col falcone e si era rifiutato di dare tributi in selvaggina al fratello Ietsuna. Influenzato dagli ideali confuciani e buddhisti e colpito profondamente dalla morte dell'unico figlio maschio ed erede Tokumatsu nel 1683, introdusse severe leggi a tutela degli esseri viventi considerati come indifesi, soprattutto dei cani, animali che lo shōgun prediligeva particolarmente. Tsunayoshi credeva nella reincarnazione ed era convinto di essere stato un cane nella sua vita precedente, considerando quindi l'animale come sacro e intoccabile. Nei suoi editti, gli Shōrui awaremi no rei (生類憐みの令, "Ordinanze di compassione verso gli esseri viventi"), predispose che i cani dovessero essere trattati con tutti i riguardi, che ci si dovesse rivolgere loro coi prenomi onorifici previsti nel parlato della lingua giapponese e che chiunque facesse del male a un cane dovesse essere punito con la morte. Tale passione per i cani lo fece divenire noto nel paese come Inu-Kubō, nomignolo irriverente traducibile come "re dei cani" o "shōgun cane".

Secondo le leggi di Tsunayoshi, inizialmente chi maltrattava un animale era condannato all'esilio. Il primo caso occorse nel 1687, due anni dopo la promulgazione delle leggi sugli animali, quando un samurai fu esiliato da Edo per aver ferito un cane a colpi di katana. Il gran numero di condanne emesse negli anni successivi e la percepita indifferenza del popolo verso i suoi editti spinsero Tsunayoshi a inasprire le pene contro i trasgressori, commutando l'esilio in pena di morte, tanto che poco dopo undici samurai vennero costretti a suicidarsi a Osaka per aver illegalmente partecipato a una battuta di caccia. La severità di Tsunayoshi era tesa anche a contrastare una pratica tristemente diffusa nella società giapponese del tempo, ovvero l'abbandono sistematico degli animali malati al loro destino.

Negli anni 1690 la situazione a Edo cominciò a sfuggire di mano: la città, già in precedenza afflitta da un importante randagismo, si era riempita di cani che i giapponesi erano troppo timorosi di toccare per paura di incorrere nell'ira dello shōgun. Per risolvere la situazione, Tsunayoshi ordinò la costruzione di numerosi canili pubblici dove gli animali potessero essere cibati e mantenuti; si stima che all'epoca nei canili di Edo risiedessero almeno cani, mantenuti a spese dello shogunato e nutriti giornalmente con riso e pesce secco. Oltre ai cani, le leggi volute dallo shōgun tutelavano anche gatti, cavalli, bovini, uccelli e scimmie. Tsunayoshi fu inoltre il primo governante a far istituire l'anagrafe animale, facendo catalogare accuratamente soprattutto gli esemplari di cane, bovino e cavallo.

Gli anni a partire dal 1700, gli ultimi del suo potere, furono segnati da continue catastrofi e prove. Tra il 1701 e il 1703, si svolse l'epopea dei quarantasette ronin, uno degli eventi più noti del Giappone feudale. Nonostante i ronin avessero agito secondo i dettami del bushido vendicando il loro padrone ingiustamente ucciso, lo shōgun li condannò comunque a morte per riaffermare il dominio del suo clan sul Giappone, concedendo comunque loro il diritto di commettere un onorevole seppuku. Nello stesso anno si verificò un devastante terremoto ad Edo, che la distrusse per larga parte e mieté numerose vittime, mentre Tsunayoshi vi sopravvisse fortuitamente. Nel 1704 l'unica figlia superstite dello shōgun, Tsuruhime, morì a causa di un aborto spontaneo, seguita poco dopo dal marito e dalla madre Keishōin, tutte perdite che lo stremarono. Rimasto senza più eredi diretti, Tsunayoshi nominò suo successore il nipote Tokugawa Ienobu, figlio del fratello Tsunashige. Nel 1706 Edo, a malapena ripresasi dal terremoto di tre anni prima, fu duramente colpita da un tifone, mentre nel 1707 il monte Fuji eruttò distruggendo buona parte dei raccolti di quella stagione. Affetto dalla rosolia, Tsunayoshi morì nel 1709 e fu succeduto dal nipote.

Tsunayoshi fu ricordato dai suoi detrattori come un folle e un fanatico, contribuendo a tramandarne un'immagine distorta e politicamente parziale. La filosofia dello shōgun, fondata su una profonda etica nonviolenta, fu fraintesa dai contemporanei e rimase invisa all'alta società giapponese militarista, facendolo passare alla storia come un governatore stravagante (se non proprio pazzo) nonostante sotto di lui il Giappone moderno abbia vissuto una delle sue ere più prospere e stabili.

Discendenza All'incirca a metà degli anni 1670 si sposò con la nobildonna Takatsukasa Nobuko, ma i due non ebbero figli. Come uso dell'alta società giapponese, Tsunayoshi ebbe anche numerose concubine, di cui tre furono ufficialmente riconosciute: Oden no Kata, la principale, e poi due minori, Osuke e Shinsuke.

Dal concubinaggio con Oden no Kata, Tsunayoshi ebbe gli unici due figli: Tsuruhime (1677-1704), moglie di Tokugawa Tsunanori, lontano cugino dello shōgun; Tokumatsu (1679-1683).

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