Costante II riuscì a fermare, pur patendo gravi perdite, l'espansione araba in Oriente e lasciò alla sua morte i suoi eserciti in condizioni migliori di come li aveva trovati.. Pose inoltre fine alle razzie degli Slavi nei Balcani e fu uno degli ultimi imperatori bizantini a tentare la riconquista dell'Italia; inoltre potrebbe essere stato lui a istituire i themataTreadgold, Byzantium and its Army, p. 24. (suddivisione amministrativa delle province imperiali attribuita generalmente ad Eraclio I).
Tuttavia la sua poderosa riorganizzazione dell'esercito lo costrinse ad un aumento vertiginoso della tassazione imperiale che, assieme al "tipo" (decreto religioso che proibiva tassativamente di discutere ulteriormente sul monotelismo e che non fu ben accolto da molti bizantini), al brutale assassinio di suo fratello Teodosio, al saccheggio del Pantheon e di altri monumenti e chiese in Italia, contribuì notevolmente alla sua impopolarità presso i propri sudditi,. causando pertanto il suo assassinio.
Biografia Primi anni di regno (641-648)
Figlio di Costantino III e dell'Imperatrice Gregoria, nacque il 7 novembre 630; il suo nome di battesimo era Eraclio. Alla morte del padre, che regnò solo per alcuni mesi (641), divenne Imperatore suo zio Eracleona (o Eraclio II). Tuttavia ben presto si diffuse il sospetto che Eracleona e sua madre Martina avessero avvelenato Costantino III e tale sospetto generò malcontento nel popolo che insorse. Il generale Valentino costrinse Eracleona a nominare co-imperatore il futuro Costante II. In quest'occasione il giovane co-imperatore assunse il nome di Costantino, in onore del padre. Tale nome, seppur utilizzato nei documenti ufficiali, cadde però in disuso in favore di Costante II. Poco dopo Valentino, non soddisfatto del risultato raggiunto, si rivoltò di nuovo contro Eracleona e, dopo aver rinchiuso lui e Martina in prigione e averli mutilati, li esiliò. Costante II a soli undici anni venne proclamato unico imperatore dall'esercito ribelle.
Appena incoronato Imperatore, fece un discorso al senato in cui, dopo aver ringraziato il senato per aver rovesciato Martina e Eracleona, giungeva alla conclusione che il basileus, pur essendo in teoria un monarca assoluto, era in realtà controllato e influenzato dai suoi ministri e che l'aristocrazia esercitava una forte influenza sull'Imperatore. Fino al 648 era sotto la tutela del senato, essendo ancora minorenne.
La prima parte del suo regno fu segnata dalla perdita di alcune province. I longobardi infatti si espansero ulteriormente in Italia conquistando tutta la vasta area che va dalle Alpi Marittime alla Toscana e inflissero una schiacciante sconfitta all'esarca di Ravenna presso Modena, mentre l'Armenia e Cipro vennero costretti a pagare un tributo agli Arabi.
Costante II tentò di recuperare Alessandria e l'Egitto, che erano cadute in mano araba alla fine del regno di suo nonno Eraclio. Dopo aver chiesto aiuti all'Imperatore cinese Taisum, anche lui minacciato dagli Arabi in Turkistan,. inviò Manuele, comandante dell'esercito imperiale, a riconquistare questa città: quando Manuele arrivò a Alessandria la popolazione locale insorse contro il governatore arabo ʿOthman e, con l'aiuto di Manuele e delle sue truppe, cacciò gli Arabi dalla città (646). Dopo la conquista della città Manuele riconquistò tutto il delta. Tuttavia il califfo arabo decise di inviare contro le forze bizantine ʿAmr ibn al-ʿĀṣ, che nel 641 aveva strappato l'Egitto ai Bizantini; ʿAmr inflisse una schiacciante sconfitta all'esercito romeo a Nikiu, costringendo i bizantini a rifugiarsi ad Alessandria. ʿAmr alla fine riuscì a riportare Alessandria in mano araba grazie a un provvidenziale intervento dei monofisiti che aprirono le porte della città agli Arabi, preferendo l'indifferenza islamica nei loro confronti alle vessatorie misure dei melkiti costantinopolitani.
Incoraggiati dal successo, gli Arabi invasero la Libia e sconfissero l'Esarca d'Africa Gregorio nel 648; l'Esarcato d'Africa fu costretto a cedere agli Arabi la Tripolitania e a pagare un tributo annuale. Questo trattato di pace venne però firmato senza il consenso dell'Imperatore, che si adirò e punì i suoi ufficiali. Mu'awiya ibn Abi Sufyan, allora governatore della Siria e futuro califfo omayyade, capì che finché i Bizantini avessero predominato sui mari avrebbero potuto riconquistare i territori perduti e decise di allestire una potente flotta per prevenire ciò;. in questo modo i Bizantini persero il controllo dei mari a vantaggio degli Arabi, che inflissero loro numerose sconfitte in mare, facendo definitivamente tramontare il sogno di una riconquista bizantina della Siria e dell'Egitto.
Costante II non dovette affrontare solo minacce esterne ma anche rivolte interne. Fu dapprima il generale Valentino a ribellarsi (643), poi nel 647 fu la volta dell'Esarca d'Africa Gregorio, che si rese indipendente da Bisanzio. Quest'ultimo cadde in battaglia contro gli Arabi nel 648 e l'Esarcato divenne vassallo dei musulmani.
Politica interna: il "tipo" e i "themata" Quando Costante II crebbe abbastanza per poter gestire da solo gli affari interni e esteri, si prefissò due obiettivi: il primo era quello di controllare la chiesa ortodossa e il secondo era quello di riconquistare le province perdute.
Politica religiosa: il Tipo Con i suoi primi provvedimenti Costante tentò di restaurare l'ordine interno. Poiché la controversia sul Monotelismo era causa di disordini interni, nel 648 promulgò un editto (Tipo) con cui vietava ai suoi sudditi di discutere ulteriormente sul monotelismo, dottrina che sosteneva che in Cristo ci fossero due nature (umana e divina) e una sola volontà. Questo provvedimento non fu ben accolto dalla Chiesa Romana in quanto favoriva l'eresia monotelitica. Costante II punì severamente gli oppositori. In un primo momento impose a tutti di firmare il Tipo; quando però l'apocrisario pontificio Anastasio si rifiutò, il basileus per punirlo lo deportò a Trebisonda.
Nel frattempo Papa Teodoro morì e venne scelto come successore Martino; allora l'elezione a Papa doveva essere ratificata dall'Imperatore. Consapevole che se non avesse firmato il Tipo l'Imperatore non avrebbe mai ratificato la sua elezione a Papa, Martino si fece eleggere Pontefice senza il beneplacito imperiale il 5 luglio 649.. Subito dopo la sua elezione Martino convocò in Laterano un concilio generale, a cui parteciparono numerosi vescovi tra cui Massimo il Confessore, che era stato costretto all'esilio per non aver voluto firmare il Tipo. Il Concilio condannò il Monotelismo oltre al Tipo. Il Papa scrisse a Costante, invitandolo ad abrogare il Tipo, ma l'Imperatore non aveva intenzione di cedere.
Nel 651 Costante ordinò all'esarca Olimpio di assassinare il Papa Martino, reo di essersi opposto al Tipo; l'esarca, di conseguenza, recatosi a Roma, affidò il compito a una delle sue guardie di uccidere il pontefice; la guardia avrebbe dovuto agire mentre il Papa porgeva la comunione a Olimpio; per "miracolo divino" tuttavia il sicario non vide quando Olimpio ricevette la comunione del Papa e l'Esarca. Avendo compreso che il Signore non avrebbe permesso tale delitto, confessò i suoi piani al Pontefice. Olimpio si ribellò all'autorità imperiale staccando temporaneamente l'Italia dell'Impero; dapprima l'Imperatore non poté intervenire contro l'usurpatore perché impegnato a respingere gli Arabi, ma nel 652 la rivolta finì con la morte di Olimpio.
Il suo successore Teodoro Calliope, nominato nel 652, ricevette l'ordine di arrestare Papa Martino. Giunto a Roma il 15 giugno, l'esarca inviò dal Pontefice alcuni ecclesiastici, non potendo egli stesso muoversi perché infermo dall'ottobre dell'anno precedente.Martino, PP Epist. 15 concilior tom. 6. Alcuni giorni dopo si recò dal Papa con un grosso esercito, e gli comunicò che per decreto imperiale era stato deposto e arrestato; il clero avrebbe potuto opporsi ma il Papa, che non voleva spargimenti di sangue, ordinò che nessuno si muovesse. Il Papa venne condotto segretamente sull'isola di Nasso (Mar Egeo), dove restò prigioniero per alcuni mesi. In seguito venne condotto a Costantinopoli dove fu processato con l'accusa di aver tradito l'Impero in quanto aveva congiurato con l'esarca Olimpio contro l'Imperatore e si era schierato dalla parte dei Saraceni. Il Pontefice rischiò la condanna a morte e fu solo per intercessione del Patriarca Paolo II che la pena capitale gli venne commutata in esilio.
Nello stesso anno venne deportato come prigioniero Massimo il Confessore, con l'accusa di aver causato la perdita delle province africane, cedute agli Arabi. Il processo fu molto lungo e alla fine, nel 659, Massimo venne condannato al taglio della lingua e delle mani.
Nel frattempo il successore di Martino, Papa Eugenio I, tentò la riconciliazione con l'Imperatore, inviando dei legati a Costantinopoli; essi incontrarono il Patriarca Pietro, che tentò di giungere a un compromesso con i nestoriani sostenendo che nel Cristo ci fossero due volontà per ciascuna natura, più una relativa all'ipostasi, trasformando quindi il monotelismo in un tritelismo. Anche questa nuova dottrina, che tentava di conciliare monotelismo e cattolicesimo, venne però rigettata dal Papa, a causa dell'aperta contestazione del clero e del popolo romano. Costante II era pronto a rovesciare il Papa per punirlo, ma la morte improvvisa di quest'ultimo precedette la sua vendetta. Il nuovo Papa, Vitaliano, tentò ancora la riconciliazione. L'Imperatore rispose ai suoi tentativi rinnovando i privilegi concessi da Giustiniano e Foca alla Chiesa Romana, in modo da ingraziarsi il clero romano e recuperare consenso in Occidente.
Il 1º marzo del 666 Costante promulgò un decreto che concedeva a Ravenna l'autocefalia ecclesiastica, cioè consentiva al vescovo ravennate di venire eletto senza la ratifica papale.
Riforma militare e provinciale: i themata Alcuni storici (come Treadgold) attribuiscono l'importante riforma dei temi, in passato attribuita a Eraclio, a Costante II. Essi ritengono che non possa essere stato Eraclio l'artefice di questa importante riforma per tre motivi:Treadgold, Byzantium and its Army, p. 23. nessuna fonte antica menziona l'esistenza dei temi ai tempi di Eraclio, a parte una di dubbia attendibilità; se i temi hanno aiutato Eraclio a sconfiggere i Sasanidi, appare strano che poi non siano serviti a nulla contro gli Arabi, che hanno conquistato Siria e Egitto in poco meno di un decennio; inoltre i primi temi furono istituiti in Asia minore, mal collocati per fronteggiare un'invasione della Persia. Al contrario, il fatto che siano stati istituiti in Asia Minore indica che vennero istituiti dopo la conquista araba di Siria e Egitto.
Alcuni indizi suggeriscono invece che i temi vennero istituiti da Costante II negli anni della tregua con gli Arabi, tra il 659 e il 662. Tali indizi sono: il fatto che Costantino VII a p. 60 della sua opera De thematibus scrivesse che il fondatore dei temi era "l'uomo dopo Eraclio" (il successore di Eraclio), quindi Costante II; il fatto che in Anatolia (uno dei primi temi istituiti) le monete rinvenute risalenti a dopo il 658 siano più rare di quelle rinvenute datate a prima del 658, un fenomeno spiegabile con l'istituzione dei temi, dato che i soldati non venivano più pagati con i soldi ma con l'assegnazione di terre da coltivare; di conseguenza circolava meno denaro in Anatolia; infine le fonti antiche menzionano i temi solo a partire dal 662, anno in cui Costante II raggiunse il tema Opsician da dove salpò per l'Italia.