LApple II (a volte trascritto come Apple ][ o Apple //) è un home computer prodotto da Apple, tra i primi realizzati su scala industriale a riscuotere un enorme successo commerciale: complessivamente si stima ne siano stati venduti quasi 5 milioni di esemplari. È considerato il computer che più di ogni altro ha influenzato il mondo degli home computer ed è anche il computer più longevo di tutti i tempi: presentato il 16 aprile 1977 durante la prima edizione della Fiera del computer della West Coast di San Francisco (Stati Uniti) e messo in commercio il 10 giugno 1977, è rimasto in vendita fino alla fine del 1993. Il modello più commercializzato è stato lApple IIe, prodotto da maggio 1983 a novembre 1993.
Storia
Nel 1976 i due fondatori della Apple, Steve Jobs e Steve Wozniak, costruiscono nel loro garage l'Apple I, un microcomputer appetibile ad un pubblico di appassionati di elettronica essendo composto unicamente dalla scheda madre principale. Chi lo acquista deve poi collegarci un alimentatore, una tastiera per inserire i programmi, un televisore per visualizzare l'immagine ed eventualmente un registratore a cassette per salvare i dati. Le vendite, nonostante tutto, vanno bene portando 50.000 dollari nelle casse di Jobs e Wozniak, ed il successo dell'Apple I attirò un investitore, Mike Markkula, che entra nella neonata azienda versando 250.000 dollari. Grazie a questi soldi è possibile trasformare quel computer in un prodotto molto più raffinato e commerciabile: Jobs, infatti, desidera rendere l'informatica accessibile a tutti, realizzando un computer utilizzabile da chiunque che funzioni appena tolto dalla scatola. Questo computer si chiama Apple II, probabilmente il primo computer veramente user-friendly.
Wozniak lavora quindi al progetto dell'Apple I aggiungendo le caratteristiche che servono per migliorarlo, come la visualizzazione delle immagini a colori ed il suono. Curiosamente, queste caratteristiche sono elaborate da Wozniak mentre cerca di capire cosa mancasse al primo computer per far funzionare il videogioco Breakout, al cui sviluppo, tempo prima, ha lavorato quando ha già collaborato con Atari. Per far sì che il computer sia veramente pronto all'uso si decide di racchiudere tutta l'elettronica in un unico contenitore. Per lavorare al progetto viene incaricato il progettista Jerry Manock che realizza il contenitore in modo da accogliere la scheda madre sotto alla tastiera: il corpo centrale del computer è più alto per lasciare lo spazio necessario all'alloggiamento delle schede di espansione, da inserirsi in slot interni. Per dare comunque un'idea di snellezza al computer, la parte su cui è posizionata la tastiera viene inclinata: in questo modo anche la digitazione risulta comoda, come su una macchina da scrivere. L'Apple II è inoltre il primo computer ad adottare un contenitore in plastica al posto di quelli in metallo in uso fino ad allora, per poter assecondare meglio le forme stilistiche del progetto. I primi modelli sono realizzati con plastica tinta di beige, ma dopo alcuni mesi inizia la produzione in ABS: ecco perché i primi modelli hanno nel corso degli anni perso la verniciatura e mostrano la plastica chiara sottostante. Viene anche scelto un nuovo logo per l'azienda al posto di quello precedente, raffigurante Isaac Newton sotto ad un albero di mele. È contattata la società pubblicitaria Regis McKenna Agency ed il grafico Rob Janoff disegna, sotto la supervisione di Jobs, una mela stilizzata con un "morso" mancante e 6 bande colorate orizzontali, aggiunte per richiamare la capacità dell'Apple II di renderizzare grafica a colori. Il nuovo logo è inserito sulla targhetta con il nome del computer.
Il computer è pubblicizzato sulle riviste con una illustrazione che mostra un uomo seduto in cucina al lavoro su un grafico azionario visualizzato dall'Apple II su uno schermo a colori ed una donna, in secondo piano, che gli sorride mentre sbriga alcuni lavori domestici: si tratta del primo personal computer al mondo fatto su scala industriale.
Hardware Caratteristiche tecniche CPU: MOS Technology 6502 Frequenza di clock: 1 MHz RAM: da 4 a 48 kB di RAM dinamica ROM: 12 kB Modalità video: testo: 40×24 caratteri a 16 colori grafica: 280×192 pixel a 4 colori Porte di espansione interne: 8 Porte di espansione esterne: uscita video, porta joystick, connettori IN/OUT per registratore a cassette Audio: altoparlante integrato Software integrato: monitor (assembler/disassembler e gestione del prompt dei comandi), Integer BASIC, SWEET 16 (un emulatore di una CPU a 16 bit) DOS disponibili: Apple DOS, ProDOS, Apple Pascal, CP/M (questi ultimi 2 mediante scheda di espansione)
L'Apple II è dotato di un microprocessore MOS 6502 funzionante alla frequenza di . La memoria RAM di serie ammonta a , espandibili fino a grazie a 3 zoccoli su cui è possibile installare chip da 4 o 16 kB l'uno. I primi 4 kB di RAM devono essere sempre presenti perché essi vengono utilizzati dal 6502, dalle routine presenti in ROM e per memorizzare il buffer video. Il prezzo di vendita varia a seconda del quantitativo di memoria acquistato: si va da 1.298 dollari per quello con soli 4 kB di RAM fino ad arrivare ai 2.638 dollari del modello con 48 kB, passando per modelli intermedi con 8/12/16/20/24/32/36 kB.
La ROM contiene le routine per gestire il video, un monitor per disassemblare il codice contenuto in memoria e l'Integer BASIC, un interprete BASIC così detto perché capace di effettuare calcoli solo con interi, disponibile fin dall'avvio della macchina.
L'Apple II può generare un'immagine testuale di 40×24 caratteri con 16 colori oppure un'immagine grafica con una risoluzione di 280×192 pixel a 4 colori. Il computer è dotato di serie solo dell'uscita video per il collegamento di un monitor: Jobs decise di non installare il modulatore RF che stavano sviluppando in Apple, e che era necessario per poter collegare l'Apple II direttamente ad un comune televisore domestico, a causa delle interferenze elettromagnetiche che l'apparecchio generava. Successivamente Jobs contattò la M&R Electronics affidandole lo sviluppo di un buon modulatore RF: questo modulatore, denominato "Sup'R'Mods", era acquistabile a parte per 30 dollari dagli utenti che volevano vedere la grafica a colori offerta dal computer sul proprio apparecchio TV.
Il gruppo di alimentazione è un altro punto di forza del computer. Esso è compatto e silenzioso perché non richiede nessuna ventola di raffreddamento. Jobs aveva pensato fin dall'inizio ad un computer silenzioso, che non disturbasse l'utente durante il suo funzionamento: l'adozione dei comuni alimentatori non poteva permettere di ottenere questo risultato per via della rumorosa ventola che era necessaria al loro raffreddamento. Contattò perciò Rod Holt, che realizzò un nuovo tipo di alimentatore, detto a commutazione, che non necessitava di nessuna ventola. Questo sistema di alimentazione fu così innovativo che fu poi adottato da molti computer costruiti in seguito.
L'Apple II è dotato nativamente di un'interfaccia per pilotare un registratore a cassette. Il supporto ai floppy disk da 5"1/4 arriva solo nel 1978 con la messa in vendita dell'unità floppy denominata Disk II: il prezzo è di 595 dollari al pubblico, anche se Apple offre l'unità in preordine a 495 dollari prima dell'inizio ufficiale della sua commercializzazione. Il primo disco rigido arriva solo nel 1985: è il ProFile, con capacità di (al costo di circa tremila dollari). Il primo lettore di floppy da 3,5" è invece l'Unidisk 3.5", con 800 kB di capacità.
Cloni Data la semplicità costruttiva dei primi modelli, in particolare II e II+, nel mondo furono costruiti diversi cloni, alcuni realizzati sotto licenza Apple, molti altri illegali. Non c'era necessità di ingegneria inversa e furono centinaia le società a produrre cloni; si conoscono oltre 200 modelli, molti dei quali di provenienza difficile da rintracciare. I cloni avevano nomi di ogni genere, che talvolta facevano il verso alla "mela" dell'originale con altri nomi di frutta in inglese. Talvolta si mantenevano anche nomi di 5 lettere per consentire una semplice sovrascittura del nome memorizzato in ROM e mostrato nella schermata iniziale.
Le società produttrici erano soprattutto di Taiwan e Hong Kong, ma si fecero notare anche il Brasile, dove il governo all'epoca vietava importazioni di tecnologia di questo tipo, rendendo la produzione di cloni una scelta obbligata; e l'Australia, che produsse un modello più potente dell'originale, il Medfly (non a caso, nome inglese della mosca della frutta che infesta tra l'altro i meli). In Bulgaria si produsse il Pravetz e in Bosnia il costoso IRIS, adottato dalla compagnia telefonica, dalle scuole e perfino dalle forze armate jugoslave. In Unione Sovietica si produsse il Lemz Agat, in uso nelle scuole; almeno nelle prime versioni l'Agat non era del tutto compatibile con l'Apple II, ma ci fu un fervido lavoro di adattamento del software esistente per farlo funzionare sull'Agat. In Italia uno dei cloni più diffusi nell'ambito casalingo fu il Lemon II, lanciato dalla Selcom di Ravenna nel 1981.
Molti cloni vennero migliorati rispetto all'originale, ad esempio con più memoria, tastiere più complete o schede aggiuntive. Tra i casi più famosi c'è la VTech hongkonghese, che produsse con successo prima il Laser 3000 e poi soprattutto il Laser 128, quest'ultimo basato sull'Apple IIc. Si sospetta che l'Apple IIc Plus migliorato fu lanciato dalla Apple proprio per contrastare la popolarità del Laser.
Apple provvide anche a citare in giudizio molte società contro la copia fraudolenta. Tra i casi più noti c'è quello della Franklin Computer Corp. statunitense, che nel 1982 lanciò il clone Franklin Ace 1000, i cui ROM e sistema operativo erano in gran parte una plateale copia; i tecnici Apple vi trovarono addirittura ancora nascosti nel codice i nomi di un proprio programmatore e della Applesoft. Il 12 maggio 1982 iniziò la causa, che nonostante le prove schiaccianti si trascinò a lungo, per via delle leggi sul copyright ancora non aggiornate per l'informatica (il diritto d'autore classico non era applicabile al codice binario, in quanto non leggibile da persone). Alla fine Apple vinse, ma quando riuscì a fermare la vendita dell'Ace 1000 era ormai il 1988, il modello era vecchio e la Franklin ne aveva già venduti in abbondanza. La causa probabilmente ha comunque una sua importanza storica in quanto contribuì a colmare una lacuna legislativa.
I cloni legali ed esplicitamente permessi in licenza dalla Apple furono pochi ed erano varianti rivolte a particolari applicazioni specifiche: l'ITT 2020 della ITT Consumer Products britannica è un modello adatto allo standard PAL dei televisori europei; il Bell & Howell è praticamente un Apple II Plus di colore nero, con delle porte audio-video aggiuntive, pensato per usi didattici.
Schede di espansione
Un punto di forza del computer rispetto ai concorrenti dell'epoca, come il TRS-80 o il Commodore PET, è l'espandibilità: l'Apple II possiede 8 porte grazie alle quali è possibile installare schede di espansione che aggiungono funzionalità alla macchina. Il numero di porte è stato oggetto di discussione all'interno di Apple: Jobs voleva solo 2 porte, una per il modem e una per la stampante, ma Wozniak insistette affinché le porte fossero 8, dato che la sua precedente esperienza lavorativa nel reparto computer di Hewlett-Packard gli aveva insegnato che gli utenti desiderano sempre qualcosa in più rispetto a quanto offerto di serie da una macchina.