Il termine coupé-cabriolet, il suo appellativo abbreviato coupé-cabrio, oppure le sigle CC o C+C, indicano una tipologia di carrozzeria per autovetture con caratteristiche sportive dotate di un tetto rigido ripiegabile che, in rapporto alla sua posizione, configura il veicolo come coupé (con il tetto mobile interamente sviluppato all'esterno) oppure come cabriolet (con il tetto mobile interamente ripiegato all'interno del bagagliaio).

Le coupé-cabriolet risolvono molti problemi di utilizzo tipici delle normali cabriolet, offrendo una migliore protezione agli agenti atmosferici durante i mesi invernali e un'assai maggiore resistenza ai raggi del sole nei mesi estivi. Le coupé-cabriolet, insieme alle cabriolet, le roadster, le berlinette, le berline sportive, le spider, le coupé, le targa, le trasformabili, le muscle car e le barchetta appartengono al gruppo delle autovetture sportive.

I tettucci rigidi retrattili sono in genere composti da due a cinque sezioni di metallo o plastica e spesso presentano un complesso portellone posteriore a doppia cerniera che consente di riporre il tetto rigido retrattile nella parte anteriore del bagagliaio, mentre pacchi o bagagli possono essere sistemati nella sua parte posteriore. Il bagagliaio include spesso anche un divisorio per evitare che i bagagli depositati interferiscano con il meccanismo di ripiegamento del tettuccio rigido.

Un articolo del New York Times del 2006 suggeriva che il tetto rigido retrattile delle coupé-cabriolet potesse preannunciare la fine delle cabriolet con tetto morbido in tessuto, mentre un articolo del Wall Street Journal del 2007 suggeriva che "sono vendute sempre meno cabriolet con tetti in tessuto morbido in tessuto a favore dei sofisticati tetti metallici pieghevoli delle coupé-cabriolet, visto che queste ultime sono pratiche in tutti i climi, tutto l'anno".

A lungo termine, le coupé-cabriolet si sono però rivelate una tendenza di breve durata, con la maggior parte dei produttori che le hanno abbandonate nella prima metà del secondo decennio del XXI secolo. Alcuni sono passati dalla coupé-cabriolet con tetto rigido per tornare alla tradizionale cabriolet con tetto morbido in tessuto oppure alla tipologia di carrozzeria roadster. Altri produttori, a causa della natura di nicchia delle coupé-cabriolet, si sono concentrati sulle autovetture rialzate per via della crescente domanda di crossover ad alto volume di carico. Nel 2022, da una classe di autovetture che contava una dozzina di rappresentanti poco più di un decennio prima, si è passati a un unico produttore di modelli coupé-cabriolet, che era la Ferrari con la Ferrari Portofino, unica vettura coupé-cabriolet in listino che poi è uscita di produzione nel 2025.

Storia

La diffusione della coupé-cabriolet ha preso piede nei primi anni del XXI secolo, dopo il grande successo di vendite ottenuto dal modello Mercedes-Benz Classe SLK, messo in commercio nel 1996. Tuttavia la vettura coupé-cabriolet non era una novità, essendo già stata concepita e realizzata negli anni 1920 con la statunitense Hudson Super Six, carrozzata da Ben Ellerbeck nel 1922, che consentiva lo smontaggio manuale del tettuccio rigido e la sua successiva sistemazione all'interno della vettura.

Il brevetto di questo sistema fu presentato nel 1922 da Ben Ellerbeck poco prima della sua applicazione pratica Ben Ellerbeck, prima di applicare il sistema da lui ideato sulla Hudson Super Six, sviluppò diversi modelli in scala che possedevano il medesimo meccanismo di ripiego del tetto rigido che presentò come prototipi all'Esposizione dei Carrozzieri Automobilistici del 1922 a New York.

L'invenzione del tetto ripiegabile con sistema a pantografo è da attribuire al parigino Georges Paulin, di professione dentista e disegnatore per passione, che progettò un tetto rigido a scomparsa, realizzando anche un prototipo sul telaio della Citroën AC4 nel 1932. Il brevetto di Paulin, denominato éclipsable, destò l'attenzione del carrozziere Pourtout, che applicò nel 1934 il nuovo sistema sulla Lancia Belna e sulle Peugeot 301, 401 e 601.

Per tutti questi modelli, il tetto era ripiegabile, ma non scomponibile, e veniva inserito integro da leveraggi basculanti all'interno del bagagliaio. La prima coupé-cabriolet moderna, ovvero con tetto rigido scomponibile e ripiegabile fu la Peugeot 402 Éclipse. Visti i buoni risultati di vendita della Lancia Belna e delle Peugeot 301, 401 e 601, la Peugeot decise di produrre in larga scala anche la 402 Éclipse adottando l'ormai perfezionato e consolidato sistema di Paulin.

Presentata nel 1935, la Peugeot 402 Éclipse incarnò il futurismo dell'epoca, con la sua linea aerodinamica e la possibilità di trasformarla in cabriolet spingendo semplicemente un bottone che azionava i vari servocomandi elettrici. Tale dispositivo venne sostituito, dal 1936, con il più affidabile azionamento manuale; infatti, per il livello tecnologico dell'epoca, il sistema servocomandato metteva spesso in crisi l'impianto elettrico e ciò comportava una frequente manutenzione.

Nel 1947 l'American Playboy Automobile Company commercializzò una delle prime coupé-cabriolet prodotte in serie con un tetto rigido retrattile composto da più sezioni. Furono prodotti novantasette modelli fino al fallimento dell'azienda nel 1951.

Nel 1955 i fratelli Ed e Jim Gaylord presentarono un prototipo di vettura con tetto rigido retrattile chiamato Gaylord Gladiator al salone dell'automobile di Parigi del 1955, ma il modello non entrò mai in produzione. Nel 1956 dopo aver lavorato per quattromila ore e aver investito 100 dollari, l'ingegnere statunitense Raymond Meyette costruì una decappottabile con tetto rigido retrattile ad azionamento elettrico utilizzando un telaio della Nash Ambassador.

Dopo l'uscita di scena della Peugeot 402 Éclipse nel 1939, le coupé-cabriolet furono sostanzialmente dimenticate dalla normale produzione venendo saltuariamente riprese per la realizzazione di alcune concept car o di vetture speciali prodotte in piccola serie, tra cui la Chrysler Thunderbolt, realizzata dalla carrozzeria LeBaron in sei esemplari nel 1941, e la Ford Fairlane 500 Skyliner del 1957.

Nel 1989 la Toyota presentò la versione coupé-cabriolet della Toyota Soarer, la MZ20 Soarer Aerocabin. Il modello era dotato di un tetto rigido ripiegabile elettricamente e veniva commercializzato come una biposto provvista di un vano di carico posizionato dietro i sedili anteriori. La sua produzione fu limitata a 500 esemplari.

Nel 1991 venne presentato il prototipo Alfa Romeo Proteo, disegnato da Walter de Silva, che anticipò alcuni dei temi stilistici e tecnici che verranno adottati dalle coupé-cabriolet di varie case automobilistiche negli anni successivi. Nonostante lo stadio progettuale definitivo e particolareggiato fosse stato raggiunto, il gruppo Fiat decise di non produrre in serie la Proteo, che concluse la propria carriera, l'anno successivo, con l'assegnazione del Car Design Award 1992Alfa Romeo 164 Proteo, Quattroruote, marzo 1991.

Nel 1995 la Mitsubishi GTO versione coupé-cabriolet iniziò a essere commercializzata negli Stati Uniti. Il suo design è stato reso popolare da autovetture successive come la Mercedes-Benz Classe SLK del 1996 e la Peugeot 206 CC del 2001, che si ispirarono alla sua linea.

Per la produzione in larga scala delle coupé-cabriolet ruppe definitivamente gli indugi nel 1996 la Mercedes-Benz presentando la già citata Mercedes-Benz Classe SLK, una due posti sportiva dotata di tetto scomponibile e retraibile nel vano bagagli. Il successo, come già accennato, fu immediato quanto inatteso – anche in considerazione del prezzo di listino – e duraturo, tant'è che nei primi dieci anni di produzione del modello ne vennero realizzati oltre 450.000 esemplari. Da questo momento in poi le coupé-cabriolet, vista la forte e crescente richiesta, si diffusero sempre di più, divenendo una tipologia di veicolo comune grazie alla produzione in larga scala effettuata da molteplici case automobilistiche.

Nel 1998 la Peugeot presentò la Peugeot 206 CC, una coupé-cabriolet ispirata alla Mercedes-Benz Classe SLK ma di ridotte dimensioni e con la configurazione dei posti della tipologia 2+2. Venne lanciata sui mercati nel 2000, ottenendo molto successo ed essendo una delle prime automobili del segmento B ad appartenere alla categoria delle coupé-cabriolet. Un'altra novità riguardò il mondo delle sportive di lusso; nel 2008 la Ferrari commercializzò la sua prima vettura con carrozzeria coupé-cabriolet, la Ferrari California.

Nel 2006 Peugeot presentò un concept di coupé-cabriolet quattro posti e quattro porte con tetto rigido retrattile, la Peugeot 407 Macarena. Prodotta dalla carrozzeria francese Heuliez, il tetto rigido retrattile della Macarena si ripiegava in circa 30 secondi. Aveva una trave di rinforzo dietro i sedili anteriori che incorporava nella traversa degli schermi LCD fruibili da parte dei passeggeri posteriori. Nei modelli più recenti delle coupé-cabriolet il tettuccio è realizzato in acciaio e plastica. A volte incorpora inserti in vetro (tipo sulla Renault Mégane CC o sulla Nissan Micra CC). Su richiesta, la porzione del tetto realizzata in vetro trasparente si oscura in pochi secondi.

Descrizione

Il termine coupé-cabriolet, il suo appellativo abbreviato coupé-cabrio, oppure le sigle CC o C+C, indicano una tipologia di carrozzeria per autovetture con caratteristiche sportive dotate di un tetto rigido ripiegabile che, in rapporto alla sua posizione, configura il veicolo come coupé (con il tetto mobile interamente sviluppato all'esterno) oppure come cabriolet (con il tetto mobile interamente ripiegato all'interno del bagagliaio).

Le coupé-cabriolet risolvono molti problemi di utilizzo tipici delle normali cabriolet, offrendo una migliore protezione agli agenti atmosferici durante i mesi invernali e un'assai maggiore resistenza ai raggi del sole nei mesi estivi. Le coupé-cabriolet, insieme alle cabriolet, le roadster, le berlinette, le berline sportive, le spider, le coupé, le targa, le trasformabili, le muscle car e le barchetta appartengono al gruppo delle autovetture sportive.

I tettucci rigidi retrattili sono in genere composti da due a cinque sezioni di metallo o plastica e spesso presentano un complesso portellone posteriore a doppia cerniera che consente di riporre il tetto rigido retrattile nella parte anteriore del bagagliaio, mentre pacchi o bagagli possono essere sistemati nella sua parte posteriore. Il bagagliaio include spesso anche un divisorio per evitare che i bagagli depositati interferiscano con il meccanismo di ripiegamento del tettuccio rigido.

Un articolo del New York Times del 2006 suggeriva che il tetto rigido retrattile delle coupé-cabriolet potesse preannunciare la fine delle cabriolet con tetto morbido in tessuto, mentre un articolo del Wall Street Journal del 2007 suggeriva che "sono vendute sempre meno cabriolet con tetti in tessuto morbido in tessuto a favore dei sofisticati tetti metallici pieghevoli delle coupé-cabriolet, visto che queste ultime sono pratiche in tutti i climi, tutto l'anno".

Esempi degni di nota di varianti dallo schema classico delle coupé-cabriolet sono: La Volkswagen Eos è dotata di un tetto retrattile a cinque sezioni, una delle quali è un tettuccio apribile trasparente scorrevole. Il tetto rigido della Mercedes SL è dotato di una sezione in vetro che ruota durante la retrazione per creare un "impilamento" più compatto. La Mazda MX-5 di terza generazione era disponibile con un tetto rigido retrattile elettricamente opzionale in luogo del tettuccio morbido in tessuto standard. Rispetto al tettuccio morbido in tessuto standard, il tettuccio rigido pesava 35 kg in più. Quest'ultimo però non riduceva la capacità di carico. Il tetto rigido era in policarbonato ed era prodotto dall'azienda tedesca Webasto.