In ambito teologico e religioso la Sofia, dal greco antico Σοφία, Sophia, è una personificazione della sapienza divina.Roger Haight, Gesù simbolo di Dio, trad. it. di Gianluigi Gugliermetto, Fazi Editore, 2013.

Mentre nella filosofia greca indicava un sapere certo e assoluto, nella teologia ebraica e cristiana essa diventa un attributo di Dio, anteriore alla creazione, manifestandosi in questa come governo retto e saggio dell'universo.Helmer Ringgren, Israele. I padri. L'epoca dei Re, il giudaismo (1963), pag. 346, trad. it. di Maria Rosa Limiroli, introduzione di Gianfranco Ravasi, Milano, Jaca Book, 1987.

Si tratta di un'ipostatizzazione, cioè di un'entità emanata da Dio di cui si serve Lui stesso per dare ordine al cosmo, declinata al femminile come una sorta di madre divina,Nel libro dei Proverbi è infatti invocata come sorella, vergine, sposa e madre, cfr. Helmer Ringgren, Israele. I padri. L'epoca dei Re, il giudaismo, pag. 346, op. cit. che funge da mediatrice tra il mondo terreno e il Padre celeste.Vladimir Sergeevic Solov'ëv, La sofia. L'eterna sapienza mediatrice tra Dio e il mondo, San Paolo Edizioni, 1997.

Sophia nell'ebraismo

Sophia come «Sapienza di Dio» (Chokmah in ebraico)O hokhmah, nome femminile, appare nella Bibbia (nel libro dei in cui Sophia parla come se fosse un'entità a sé stante), così come in alcuni Salmi, nei libri deuterocanonici del Siracide e della Sapienza di Salomone e nel Nuovo Testamento. Nel giudaismo Sophia corrisponde alla Shekinah, «la Gloria di Dio», una figura che ha un ruolo chiave nella cosmologia cabalistica come espressione dell'aspetto femminile di Dio. Come la Sophia gnostica, la Shekinah riveste un duplice ruolo, siede a fianco di Dio, ma viene anche esiliata nel mondo della materia, il Malkuth.

Ne consegue che il sapiente, nella spiritualità ebraica, è il saggio che sa comportarsi adeguatamente nelle più diverse occasioni della vita, poiché conosce la Legge e vive conformandosi ad essa. Esempio di questa sapienza è il Re Salomone.

Sophia nello gnosticismo cristiano Per gli gnostici cristiani, Sophia è un elemento centrale per la comprensione cosmologica dell'Universo. Sophia è la componente femminile di Dio, e coincide con lo Spirito Santo della Trinità. Ella è, pertanto, al tempo stesso Sorella e Sposa di Cristo poiché, così come Cristo, Ella viene da Dio.Dio è inteso dunque come Padre e come Madre al tempo stesso, poiché Origine e Generatore dei due principi, maschile (Cristo) e femminile (appunto Sophia). Sophia risiede in tutti gli uomini sotto forma di Scintilla Divina, e Cristo fu inviato sulla terra per accendere tale scintilla (pneuma o gnosi) che è nell'uomo, risvegliandolo dagli inganni del mondo e del Demiurgo.

Nella tradizione gnostica, il nome Sophia è, assieme a quello di Cristo, attribuito all'ultima emanazione di Dio. Nella maggior parte, se non in tutte le versioni della religione gnostica, Sophia provoca un'instabilità nel Pleroma, contribuendo alla creazione della materia. Il dramma della redenzione di Sophia attraverso Cristo (o il Logos) è il dramma centrale dell'universo.

Pressoché tutti i sistemi gnostici del tipo siriano o egizio insegnavano che l'universo ebbe inizio da un Dio originario, inconoscibile, definito come Padre o Bythos o Monade. Esso può essere associato anche al concetto di Logos dello stoicismo, o dell'esoterismo, o a termini teosofici come Ein Sof nella Qabbalah o Brahman nell'induismo. Nello gnosticismo cristiano era noto come il Primo Eone. Da questo inizio unitario, l'Uno emanò spontaneamente altri Eoni, come entità accoppiate (sizigie), in una sequenza di potenza progressivamente inferiore. L'ultima di queste coppie fu quella formata da Sophia e Cristo. Gli Eoni, tutti insieme, costituivano il Pleroma, o la pienezza, di Dio, e perciò non dovrebbero essere visti come entità diverse da Lui, ma come espressioni simboliche della natura divina.

Nel Vangelo apocrifo di Filippo, la Sophia viene identificata con la Maria Maddalena, tanto da aver fatto ipotizzare come il Giovanni dellUltima cena di Leonardo possa alludere a costei intesa come personificazione gnostica di Sophia e dello Spirito Santo.

Sophia nei codici di Nag Hammadi Nei codici di Nag Hammadi, Sophia è la sizigia di Cristo (con cui forma un'unità essendo stata coemanata con lui), ed è identificata nello Spirito Santo della Trinità. Nel testo Sull'Origine del Mondo, Sophia è dipinta come Colei che generò senza la sua controparte maschile. In questo modo venne originato il Demiurgo (Satana), identificato col Dio ebraico Yahweh (anche noto come Yaldabaoth), creatore di tutto l'universo materiale e dio minore malvagio, poiché appunto Sophia lo generò senza la sua controparte Cristo, tentando di aprire una breccia nella barriera tra lei e l'inconoscibile Bythos.

Nella creazione del mondo materiale ad opera del Demiurgo, però, Sophia riuscì ad infondere la sua Scintilla Divina (pneuma) nella materia, permeando dunque il creato della sua Divinità (presente dunque nel cosmo e quindi in tutte le forme di vita sotto forma di anima), e rovinando i piani del Demiurgo. Riaccendendo la scintilla divina che è in lui infatti, l'uomo si risveglia dagli inganni del Demiurgo e del mondo materiale, e accede alla Verità oltre la realtà materiale. Cristo giunse sulla terra proprio al fine di risvegliare negli uomini la loro divinità (la Sophia che è in loro).

Sophia è inoltre dipinta anche come Colei che distruggerà Satana/Yaldabaoth/Yahweh e questo universo di materia con tutti i suoi Cieli. In seguito in Sull'Origine del Mondo, si dice:

Caduta e redenzione di Sophia Da alcuni passi di Ireneo (Adversus Haereses) si può dedurre uno sdoppiamento di Sophia in due unità, una superiore e l'altra inferiore, da attribuire presumibilmente alla scuola italica di Valentino.I primi maestri gnostici invece avevano probabilmente insegnato una sola Sophia risiedente nel Pleroma, e poi espulsa al di fuori. In tal modo si distingueva l'Eone Sophia, accolto nel Pleroma, dalla sua stessa Brama o Passione, rimasta invece esclusa dal consesso divino, e denominata col termine ebraico Achamoth, che significa «sapienza», sebbene di natura inferiore.

L'angoscia e la paura di Sophia di perdere la vita (proprio come perse la luce dell'Uno), le provocarono confusione e brama di tornare a Lui. A causa di questa brama, la materia (in greco ὕλη, hýlē) e l'anima (in greco ψυχή, psȳkhḕ) accidentalmente ebbero esistenza attraverso i quattro elementi: fuoco, acqua, terra, ed aria. Anche la creazione del Demiurgo dalla testa leonina fu un errore perpetrato durante questo esilio. Secondo alcune fonti gnostiche, esso fu il prodotto di Sophia che tentò di emanare da sola, senza la sua controparte maschile. Il Demiurgo procedette, poi, nella creazione del mondo fisico nel quale viviamo, ignorante di Sophia, che, comunque, riuscì ad infondere alcune scintille spirituali (πνεῦμα, pnèuma) nella creazione del Demiurgo.

Dopo questi avvenimenti, il Redentore (Cristo) ritornò e le permise di vedere nuovamente la luce, riportandola a conoscenza dello spirito. Cristo fu poi inviato sulla terra nella forma dell'uomo Gesù, per dare agli uomini la gnosi (γνῶσις gnṑsis) di cui avevano bisogno per liberarsi dal mondo materiale e ritornare a quello spirituale. Si noti che, nello gnosticismo, la storia evangelica di Gesù è spesso allegorica: egli non opera in un contesto storico, ma le sue vicende assurgono a simboli di un mistero esterno usato come introduzione alla gnosi.

Sophia nel cristianesimo ortodosso

Riferimenti a Sophia, risalenti ad Origene e Clemente Alessandrino, sono presenti da molti secoli nell'Oriente cristiano, che proprio in suo onore fece erigere a Costantinopoli la basilica chiamata Santa Sophia nel IV secolo.

In tempi più recenti, nella Chiesa Ortodossa russa, Sophia fu individuata da alcuni teologi come una figura chiave per la comprensione della Divinità. Tra questi i più famosi furono Vladimir Solov'ëv, Pavel Aleksandrovič Florenskij, Nikolaj Berdjaev e Sergej Nikolajevič Bulgakov, il cui libro Sophia: La Saggezza di Dio rappresenta l'apoteosi della Sophiologia. La sua opera fu, però, denunciata dalle autorità ortodosse russe come eretica.

Per Bulgakov, Sophia era sullo stesso piano della Trinità, operando come parte Femminile di Dio di concerto con i tre principi Maschili del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il punto di vista ufficiale della Chiesa Ortodossa Orientale affermava invece che Sophia fosse la stessa persona del Figlio (declinato al femminile nel Vecchio Testamento, perché Sophia in greco è un nome femminile) incarnatosi in Gesù Cristo.

Sophia nel cristianesimo occidentale Nel cristianesimo medievale la figura di Sophia come personificazione della Sapienza venne dimenticata finché Santa Ildegarda di Bingen non raccontò di averne avuto una visione e la celebrò come figura cosmica sia nei suoi scritti che nella sua arte, raffigurandola con indosso una tunica dorata ornata di gemme preziose.

Nella confraternita dei Fedeli d'Amore di cui avrebbe fatto parte Dante Alighieri, oltre a Guido Cavalcanti ed altri poeti, dietro alle donne celebrate da costoro, come ad esempio Beatrice, si è intravisto un riferimento non tanto a personaggi femminili storicamente esistenti, quanto a un'entità metafisica quale appunto la Madonna Sofia, celata da un «gergo» o linguaggio convenzionale segreto.Cfr. l'opera di

Nell'ambito della tradizione protestante inglese del XVII secolo, la mistica e teosofa fondatrice della Società di Filadelfia, Jane Leade, scrisse copiose descrizioni delle sue visioni e dei suoi dialoghi con la Vergine Sophia che, sostenne, le rivelò il lavorio spirituale dell'Universo. Leade era smisuratamente influenzata dagli scritti teosofici di Jakob Böhme, che, al pari di lei, parlò di Sophia in opere come La via per Cristo (Christosophia).The Way to Christ è il titolo di una raccolta di opere di Böhme, tradotte in inglese e pubblicate da William Law nel XVIII secolo.

Alcuni commentatori ritengono che Colei che viene identificata dai cattolici come la Vergine Maria sia la stessa Sophia,G. Cardillo Azzaro, Pierluca Azzaro, Sophia: La Sapienza Di Dio, pag. 37, Mondadori Electa, 1999. come recita esplicitamente un'iscrizione latina della chiesa romana di Santa Maria in Cosmedin, o come lascia intendere l'accostamento delle feste mariane medievali alla lettura dei Proverbi .G. Cardillo Azzaro, Pierluca Azzaro, Sophia: La Sapienza Di Dio, op. cit., pag. 5.

Sebbene identificata con l'aspetto sofianico di Dio, la Madre storica di Gesù restava tuttavia operante nella dimensione terrena, essendo di origine pur sempre umana, a differenza di una Sophia intesa come Dea Madre, ovvero la manifestazione materna di Dio.

Nelle correnti dell'esoterismo cristiano come i Rosacroce, il martinismo, e più recentemente la teosofia e l'antroposofia, Sophia torna ad essere una figura centrale di portata cosmica, da cui talora trae ispirazione la loro stessa denominazione, connotata dal suffisso -sofia.

Sapienza come personificazione dello Spirito Santo

L'interpretazione che molti teologi cristiani hanno dato di molti passi dell'antico testamento aveva portato ad identificare la personificazione della Sapienza anche con lo Spirito Santo.Mircea Eliade, Dizionario delle religioni mediterranee, Milano, Jaca Book, 2019. Tra essi si può ricordare Teofilo di Antiochia.

Sapienza di Dio è d'altronde un modo con cui viene chiamato lo stesso Gesù,Gesù è chiamato Sapienza in, ad esempio, , , e la sua identificazione con la Sapienza dell'antico testamento ha trovato un largo consenso tra i Padri della Chiesa. Anche oggi, essa viene perlomeno collegata all'aspetto primordiale del Logos.

Sapienza come dono dello Spirito Santo