Biografia Nel 1759 Re Carlo lasciò il Regno di Napoli e di Sicilia per tornare sul trono di Spagna, non prima di aver affidato l'istruzione di suo figlio Ferdinando di 8 anni, troppo piccolo per governare il regno, a Domenico che ne venne nominato Aio nonché Maggiordomo Maggiore della Casa Reale delle Due SicilieCfr. Archivo General de Simancas, Estado, legajos 5866, folio 101. Il governo del Regno fu affidato ad un Consiglio di Reggenza, i cui membri di spicco furono il principe Domenico Cattaneo Della Volta e il marchese Bernardo Tanucci. Il Consiglio di reggenza napoletano dipendeva completamente dal monarca spagnolo, come più di una volta confessò Tanucci ai suoi corrispondenti: «Noi stiamo sottovento e riposiamo sulla saviezza e sull’amore di cotesto monarca [Carlo III] verso questo suo amabile figlio, e siamo unicamente occupati delle piccole cose interiori attenti alle istruzioni del re e a seguire in tutto e per tutto il suo pensare»Cfr. Archivo General de Simancas, Estado, libro 242, pp. 680-1. Il Cattaneo Della Volta, oltre a svolgere il ruolo di precettore di Ferdinando, ne gestì con somma soddisfazione del re, il patrimonio personaleCfr. Carteggio San Nicandro-Carlo III. Il periodo della Reggenza (1760-1767),Carlo Knight, Società Napoletana di Storia Patria, Napoli 2009. È superata l'idea sbagliata, circolata alla fine del 1800, che la formazione di Ferdinando sia stata triviale, poco attenta alle cose di Stato e molto incline al divertimento, perché Ludovico Antonio Muratori, suo contemporaneo, scrisse che l'eccellentissimo signor Principe di Sannicandro D. Domenico Cattaneo era un Cavaliere molto letterato, e che egli esercitò il Reggentato (Vicaria) con sommo zelo e rettitudineCfr. Raccolta delle vite e famiglie degli uomini illustri del Regno di Napoli - Ludovico Antonio Muratori, bibliotecario del duca di Modena - 1755.

Raggiunta la maggiore età del Re, il Consiglio di Reggenza fu sciolto e fu istituito un Consiglio di Stato, fra i cui membri vi fu anche Domenico.

Carlo di Borbone lo incaricò anche di assistere Domenico Cirillo nella compilazione del Codice Carolino.

Domenico Cattaneo fu uomo amante delle arti, amico di letterati e artisti come Giambattista Vico, Francesco De Mura, Francesco Solimena che, con una serie di ritratti, tracciò l'apoteosi della famiglia Cattaneo in una grandissima tela che si trova oggi a Parigi. Al Solimena Domenico affidò anche l'incarico di disegnare lo splendido pavimento in maioliche della Chiesa di San Michele in Anacapri.

Domenico sposò Giulia de Capua Principessa di Roccaromana, Duchessa di Termoli, Marchesa di Guglionesi, Marchesa di Torrefrancolise, Contessa di San Martino in Pensilis, Montagano, di Anversa, di Villalago, di Campo di Giove e di Canzano, cui dedicò la villa di Barra, Villa Giulia, dove morì e fu sepolto nella chiesa di Santa Maria della Stella a Napoli, nella cui cappella del Glorioso San Francesco di Paola, il figlio Francesco fece erigere il monumento funebre, commissionato a Giuseppe Sanmartino.

Onorificenze

Note

Voci correlate Cavalieri del Toson d'oro (fino alla Guerra di Successione Spagnola)

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