Fratello maggiore di Corrado Fabi, anch'egli pilota automobilistico, era dotato di una guida tecnica e precisa, esaltandosi in particolare nei circuiti con curve veloci, ma aveva il suo principale limite nella gestione del duello quando si trovava in mezzo al gruppo..
Durante la sua carriera ha corso in diverse categorie. Campione italiano di Formula Super Ford 2000, ha disputato 71 Gran Premi di Formula 1, ottenendo due podi, tre pole position e un totale di 23 punti mondiali. Contemporaneamente ha gareggiato anche nel campionato americano CART, divenendo il secondo debuttante nella storia a qualificarsi in prima posizione alla 500 Miglia di Indianapolis (venendo poi costretto al ritiro per un guasto), e di cui è risultato vicecampione nel 1983. Ha poi partecipato a diverse edizioni del Campionato mondiale sport prototipi, in cui si è laureato campione del mondo alla guida della Jaguar XJR-14 nel 1991.
Carriera Gli inizi Teo Fabi nacque il 9 marzo 1955 a Milano in una famiglia benestante: i genitori gestivano una miniera di talco in Valtellina. In gioventù sviluppò la passione per le moto, che spesso si divertiva a guidare nel suo tempo libero. Nella prima metà degli anni settanta praticò lo sci alpino, disciplina in cui ottenne buoni risultati a livello giovanile; nel 1970 gareggiò ai campionati mondiali in Val Gardena rappresentando il Brasile, paese ove la famiglia Fabi aveva cospicui interessi imprenditoriali. Nel 1976 il fratello Corrado lo spinse a dedicarsi all'automobilismo; esordì, quindi, nel campionato di Formula Super 2000, che vinse nel 1977. L'anno seguente passò alla F3 europea, dove chiuse al quarto posto con tre vittorie ottenute.
Attirò quindi l'attenzione di diverse scuderie e nel 1979 la March lo assunse come pilota, permettendogli il debutto in Formula 2. Dopo un primo anno di apprendistato, nel 1980 era considerato uno dei possibili candidati alla vittoria del titolo. Dopo una prima corsa travagliata, dovuta al fatto di essere stato colpito da un sasso a un occhio che gli procurò una leggera lesione, ottenne due vittorie consecutive e avvicinò il leader del campionato Brian Henton. Una parte centrale di stagione difficile, però, fece sì che perdesse contatto con la testa della classifica e già dopo la gara nei Paesi Bassi si ritrovò, di fatto, fuori dalla lotta al titolo, non andando oltre il terzo a fine campionato. Pareva, però, imminente un suo debutto in Formula 1 alla guida di una March, ma la casa inglese assunse al suo posto Derek Daly e Fabi decise di continuare la sua carriera in America, nel Campionato CanAm. Nella serie si mise in evidenza con la vittoria di quattro gare e per essere uscito illeso da un incidente in cui si era schiantato contro gli alberi.
Formula 1 L'esordio (1982) A gennaio del 1982 la Toleman ingaggiò, grazie all'intercessione della Candy, Fabi come secondo pilota da affiancare a Derek Warwick. L'accordo prevedeva che il pilota avrebbe corso gratuitamente e con la vettura dell'anno precedente. Il milanese poté quindi esordire in Formula 1, ma durante la sua prima stagione non riuscì a ottenere alcun risultato. Alla prima gara stagionale, in Sudafrica, si rese protagonista di un episodio che non gli accattivò la simpatia dei suoi colleghi: durante lo sciopero dei piloti che protestavano contro la Federazione per le condizioni di rilascio della superlicenza lasciò l'albergo dove era rinchiuso in protesta con i colleghi per andare a trattare insieme a Jochen Mass con i dirigenti FISA. Fabi motivò il suo gesto come dovuto al fatto che, alla prima gara nella massima serie e sotto pressione dei dirigenti del suo team, temeva di bruciarsi fin da subito la carriera se avesse aderito allo sciopero e la gara non si fosse corsa..
Nel prosieguo della stagione, a causa della scarsa competitività della vettura e dei continui problemi di affidabilità, Fabi non riuscì a terminare un Gran Premio e per sette volte fallì la qualificazione. A fine campionato, anche in ragione del fatto che la Toleman necessitava di nuovi sponsor che il pilota non poteva garantire, abbandonò per un anno la massima serie automobilistica per dedicarsi alla CART americana..
Ritorno nella massima serie (1984)
Nel ritornò in Formula 1, firmando un contratto con la Brabham. L'accordo prevedeva che Fabi continuasse a correre nelle gare americane e che, in caso di impegni concomitanti, venisse sostituito dal fratello Corrado, anch'egli pilota. Affiancato al campione del mondo uscente Nelson Piquet, il milanese soffrì il confronto con il brasiliano, anche perché non era più abituato a guidare una macchina di Formula 1 e ciò condizionò le sue performance.
All'esordio stagionale, in Brasile, fu costretto al ritiro, così come nelle successive tre gare. Al Gran Premio del Sudafrica ottenne il suo migliore risultato in qualifica con un sesto posto. L'italiano, infatti, aveva subito un guasto alla sua monoposto e Gordon Murray, progettista del team, lo fece girare su quella di Piquet, con la quale riuscì a trovarsi maggiormente a suo agio. La sua gara terminò, però, dopo appena diciotto giri. Quello dell'affidabilità fu, infatti, il problema principale durante la stagione, con otto ritiri in dodici gare disputate. La prima gara che Fabi riuscì a terminare fu in Francia, concluso al nono posto. Successivamente lasciò il posto al fratello per le due gare seguenti. Tornato in occasione del Gran Premio degli Stati Uniti-Est, durante le prove fu protagonista di un incidente con Marc Surer in cui distrusse completamente la sua vettura, pur uscendo illeso. In gara, poi, nonostante fosse partito ventitreesimo riuscì a cogliere il quarto posto, poi tramutato in terzo per la squalifica delle Tyrrell dalla competizione. Ritornò poi a punti in Austria, con un quarto posto, e nella successiva corsa nei Paesi Bassi, con una gara regolare. Questi furono i suoi ultimi punti stagionali, dopodiché venne costretto al ritiro nei restanti appuntamenti mondiali; tra questi il più importante avvenne a Monza, in cui Fabi aveva a lungo occupato la seconda piazza, quando un guasto al motore lo costrinse prima a cedere la posizione a Lauda, poi al definitivo ritiro. In questa occasione staccò il secondo giro più veloce della corsa. Chiuse dunque la stagione con nove punti ottenuti e il dodicesimo posto in classifica piloti.
Il ritorno alla Toleman (1985)
Per il , inizialmente, Fabi, che aveva anche abbandonato momentaneamente le corse americane, si ritrovò senza un volante, in quanto Bernie Ecclestone aveva deciso di sostituirlo con François Hesnault, munito di una buona dote finanziaria di sponsor, poche settimane prima dell'inizio del mondiale. Solo a maggio riuscì a trovare un accordo con la Toleman; il team inglese era rimasto inizialmente escluso dalla competizione pur avendo depositato l'iscrizione, in quanto non era riuscito a trovare nessun fornitore di pneumatici e aveva liberato i propri piloti, John Watson e Stefan Johansson. A inizio maggio il gruppo italiano Benetton, già sponsor della Toleman, acquisì l'intera proprietà della scuderia e concluse un accordo con la Pirelli per la fornitura di gomme, rilevandola dalla . Il debutto stagionale era previsto per Monaco e come pilota venne assunto, per l'appunto, Teo Fabi.
L'italiano si ritrovò a guidare una monoposto dotata di un buon telaio, ma con un motore non eccessivamente potente e alquanto fragile. La stagione fu caratterizzata, infatti, da undici ritiri su tredici corse disputate e il miglior risultato fu un dodicesimo posto al Gran Premio d'Italia. Migliori furono i risultati in prova, con Fabi che riuscì, inaspettatamente, a conquistare la sua prima pole position in carriera in Germania. Proprio in quell'occasione riuscì a marcare il nuovo record del tracciato tedesco, abbassando di oltre un secondo quello precedente appartenente a Piquet. Nelle ultime gare della stagione gli venne poi affiancato Piercarlo Ghinzani, che non riuscì mai a terminare una corsa, in quanto afflitto dai medesimi problemi di affidabilità. Chiuse quindi la stagione senza alcun punto ottenuto, ma venne confermato in squadra anche per le stagioni successive.
Gli anni alla Benetton (1986-1987) 1986
Nel Fabi continuò, dunque, a correre per la ex Toleman, nel frattempo divenuta a seguito dell'acquisizione da parte dell'omonima famiglia trevigiana. La nuova vettura anglo-italiana venne totalmente ridisegnata e fu stretto un accordo di fornitura dei propulsori con la BMW, che favorì l'ingaggio di Gerhard Berger come secondo pilota della scuderia.
La prima gara stagionale vide il pilota italiano affrontare la corsa alla guida di una monoposto che denunciava problemi di tenuta di strada e non andò oltre il decimo posto in gara. In Spagna, invece, riuscì a cogliere i suoi unici punti dell'anno. Dopo essere partito in nona posizione, al via venne urtato da Jacques Laffite e perse l'alettone. Cominciò quindi una lunga rimonta che lo portò a cogliere la quinta piazza finale, proprio davanti al compagno di squadra. Il resto della stagione, si rivelò, invece, più travagliato, con una lunga serie di ritiri dovuti, soprattutto, all'inaffidabilità del motore.
L'italiano riuscì, comunque, a mettersi in evidenza conquistando la pole position al Gran Premio d'Austria, ripetendosi, tre settimane più tardi, anche a Monza. In entrambi i casi fu, però, costretto al ritiro. A Zeltweg, dopo essere stato superato al via dal compagno di squadra, lo seguì per oltre quindici giri e, al momento di impostare il sorpasso per riportarsi in testa, il cambio rimase bloccato in terza marcia, facendo andare su di giri il propulsore, che improvvisamente cedette. Ancora più sfortunata fu la sua prova sul tracciato brianzolo: dopo essere stato costretto a partire in ultima posizione per un guasto avvenuto alla centralina elettronica durante il giro di ricognizione, rimontò fino al quinto posto, quando un nuovo problema lo costrinse a una sosta ai box, prima di doversi ritirare definitivamente per una foratura. A ottobre, poi, venne confermato alla Benetton e, per la stagione seguente, gli fu affiancato Thierry Boutsen. Chiuse quindi la stagione quindicesimo in classifica piloti con due punti ottenuti; perse, però, il confronto con Berger, vincitore della penultima gara di campionato e ritenuto ormai un astro nascente della Formula 1, verso cui lamentava un miglior trattamento da parte della scuderia.
1987 La stagione 1987 si aprì con gli ottimi tempi fatti registrare da Fabi durante i test invernali sul circuito di Jacarepaguá: il pilota italiano si dichiarò molto soddisfatto e definì la monoposto come una delle migliori che avesse mai guidato. La vettura aveva infatti un buon telaio ma disponeva di un motore, il Ford, meno potente rispetto a quello delle scuderie di vertice, seppur più affidabile rispetto al precedente BMW. Nonostante le alte aspettative, viste le prestazioni invernali, i risultati furono inferiori alle attese.. Fabi, inoltre, soffrì la rivalità con il suo nuovo compagno di squadra Boutsen, dovuta soprattutto al fatto che si aspettava da parte della scuderia una maggiore attenzione visti gli anni passati a sviluppare la vettura..