Biografia Non si conosce il preciso luogo di nascita, nonostante si sappia che era nella Contea di Dorchester, nello stato del Maryland, né la data di nascita, che viene stimata tra il 1820 e il 1825, poiché neanche lei ne era certa. Secondo le ricerche della storica Kate Larson, la data più probabile sembra essere marzo 1822.. La sua bisnonna materna, Modesty, era giunta negli Stati Uniti su una nave di schiavi dall'Africa e durante la sua infanzia Tubman veniva considerata, per i suoi tratti fisici, una Ashanti, sebbene non ci siano prove al riguardo. Sua madre, Harriett Green, probabilmente mulatta, era una cuoca per Mary Pattison Brodess; mentre il padre, Ben Ross, era falegname per Anthony Thompson, che sarebbe poi diventato il secondo marito di Brodess. Harriett e Ben si sposarono nel 1808 e ebbero altri otto figli: Linah, Mariah Ritty, Soph, Robert, Ben, Rachel, Henry e Moses.

La madre dovette combattere per mantenere unita la famiglia, infatti Edward Brodess vendette tre dei suoi figli (Linah, Mariah Ritty, e Soph), separandoli per sempre dal resto della famiglia. Un giorno, uno schiavista georgiano si mostrò interessato al figlio più giovane Moses, e lei lo nascose per un mese. Quando i due lo trovarono, lei disse: "You are after my son; but the first man that comes into my house, I will split his head open." (Date la caccia a mio figlio ma spaccherò la testa a chiunque metterà piede in casa mia). Secondo molti suoi biografi, questo episodio alimentò la sua credenza nella possibilità di resistere alla schiavitù.

Primi anni La madre aveva poco tempo per il resto della famiglia e quindi Tubman doveva (come capitava spesso nelle grandi famiglie) prendersi cura dei fratelli più piccoli. A sei anni fu venduta da Brodess a una certa Miss Susan, per fare da tata al figlio della donna. Ogni volta che il bambino si svegliava piangendo, lei veniva frustata. Trovò anche modi di resistere, scappando, indossando vari strati di vestiti e difendendosi. In seguito lavorò anche nella piantagione di un certo James Cook, dove doveva controllare le trappole per i topi, e così contrasse il morbillo. Si ammalò a tal punto che Cook la restituì a Brodess e così la madre se ne prese cura fino alla guarigione. In seguito lei parlò della sua nostalgia di casa comparandosi al ragazzo dello Swanee River, citando la canzone folk Old Folks at Home di Stephen Foster.

L'incidente Nel 1833, quando era ancora adolescente, fu mandata a sbrigare delle commissioni in un negozio di tessuti. Lungo il tragitto si imbatté in uno schiavo in fuga; il padrone del fuggiasco le ordinò di trattenerlo, ma lei si rifiutò e scappò via. Il padrone, per fermare la fuga dello schiavo, gli lanciò un pezzo di metallo (quasi 1 kg) che però colpì lei in testa. Fortunatamente i suoi folti capelli attutirono il colpo salvandole la vita. Harriet passò due giorni di convalescenza, senza cure mediche, per poi tornare a lavorare nei campi. L'incidente le causò forti emicranie, vertigini, ipersonnia e delle visioni che lei reputava premonizioni divine. Inoltre si pensa che abbia sofferto di epilessia del lobo temporale, con continui attacchi epilettici e svenimenti improvvisi. Il proprietario la restituì a Brodess che cercò, senza riuscirci, di venderla nuovamente.

Famiglia Nel 1840 il padre venne affrancato e dichiarato un uomo libero, tuttavia continuò a lavorare per la famiglia Thompson. Diversi anni dopo Tubman pagò un avvocato per investigare sullo status della madre, che come il marito, doveva essere affrancata all'età di 45 anni, e così tutti i figli nati dopo i 45 anni di età dei genitori sarebbero stati liberi, ma i proprietari ignorarono la clausola che lo stabiliva e lei non poteva permettersi di intentare una causa contro di loro. Nel 1844 sposò un uomo nero libero, John Tubman. Non si sa molto su di lui o sulla loro vita privata, tuttavia la loro unione fu difficile per il fatto che a causa del Partus sequitur ventrem i figli di una madre schiava diventavano a loro volta schiavi del padrone della madre. Probabilmente dopo il matrimonio, Araminta modificò il suo nome in Harriet Tubman, anche se il motivo non è noto.

La fuga dalla schiavitù Nel 1849 si ammalò nuovamente, tuttavia Brodess continuò a tentare di venderla. Lei inizialmente pregò Dio per fargli cambiare idea, ma non vedendo il cambiamento sperato iniziò a pregare per la sua morte, che avvenne una settimana dopo. Dopo questo avvenimento Tubman si ritenne responsabile e mostrò un certo rimorso per ciò che aveva chiesto, infatti lei era una fervente cristiana e le sue visioni la spingevano a pensare di essere una protetta di Dio. La vedova, Eliza, iniziò a vendere gli schiavi dei Brodess e così Harriet decise di non lasciarle decidere il destino della sua famiglia. Il marito tentò di dissuaderla, ritenendo la fuga troppo pericolosa, ma lei rispose:

Harriet fuggì con i fratelli Henry e Ben il 17 settembre 1849. Inizialmente riuscirono a passare inosservati ma presto la Brodess li scoprì e pubblicò una taglia sul Democrat di Cambridge, offrendo 100 dollari per ogni schiavo (circa 3000 dollari odierni). La fuga ebbe breve durata, infatti Ben sarebbe presto divenuto padre e quindi i tre tornarono indietro. Successivamente Tubman fuggì di nuovo, senza i fratelli, e informò la madre dei suoi piani attraverso Mary, un'altra schiava, intonandole alcune parole in codice: "I'll meet you in the morning, I'm bound for the promised land".

Non si sa precisamente dove fosse diretta, tuttavia si è certi che transitò per la Contea di Caroline, dove c'era una cospicua comunità di Quaccheri, che la aiutarono a prendere una strada ben nota agli schiavi in fuga. Passò lungo il corso del fiume Choptank, attraversò il Delaware e in 26 giorni, orientandosi con l'aiuto della Stella Polare (come si usava fare non avendo una bussola) e utilizzando gli aiuti e gli itinerari degli Underground Railroad, arrivò al confine con lo stato della Pennsylvania.Gli Underground Railroad erano degli attivisti (abolizionisti e schiavi liberi) che aiutavano spesso gli schiavi neri che fuggivano dalle piantagioni, portandoli in stati sicuri come il Canada, il Messico o anche oltreoceano.

Ripensando a quel momento disse:

Con gli Underground Railroad Dopo la fuga iniziò ad aiutare l'organizzazione dell'Underground Railroad ("ferrovia sotterranea") e, per le sue imprese, l'abolizionista William Lloyd Garrison le affibbiò il nome di Mosè, un chiaro riferimento al profeta che condusse gli Ebrei fuori dalla schiavitù egiziana, secondo l'Antico Testamento. Mosè era anche il suo nome in codice, infatti la sua vera identità e le sue missioni erano un segreto custodito gelosamente dai suoi collaboratori. Inoltre, per guidare gli schiavi che aveva liberato, cantava la canzone "Go Down Moses", cambiando il ritmo in caso di pericolo, e utilizzandolo per comunicare agli eventuali Railroad che stava guidando degli schiavi liberati. In effetti non esisteva un codice universale nella loro organizzazione, ma in questo caso la canzone era cantata spesso dai reggimenti neri dell'esercito dell'Unione, e ciò la rendeva abbastanza appropriata e riconoscibile.

Filadelfia e la Fugitive Slave Law Successivamente si recò a Filadelfia, dove iniziò a pensare alla sua famiglia:

Nel frattempo il Congresso aveva approvato la Fugitive Slave Law, che rinforzava il preesistente Fugitive Slave Act del 1793. Questa legge prevedeva multe fino a 1000 dollari per chi non avesse riconsegnato gli schiavi ai padroni, infatti in alcuni stati abolizionisti (come il New Jersey) gli schiavi venivano resi automaticamente liberi. La sua approvazione rese dunque più difficile la fuga degli schiavi (che cercarono rifugio in Ontario, che essendo parte del Canada e di conseguenza parte dell'Impero Britannico, aveva abolito la schiavitù e non risentiva delle leggi promulgate dal Congresso statunitense).

La liberazione della famiglia Nel dicembre del 1850 Tubman venne a sapere che la nipote Kessiah e i suoi due figli, James Alfred e Araminta, sarebbero stati venduti all'asta a Cambridge. Decise quindi di recarsi a Baltimora dal cognato, Tom Tubman. Il marito di Kessiah, John Bowley, fece l'offerta più alta per sua moglie e mentre il banditore si era allontanato per cercare Kessiah e i figli ne approfittarono per scappare. Con l'aiuto di Tubman raggiunsero Filadelfia, dove poi si sarebbero riuniti. Nella primavera dell'anno successivo tornò in Maryland più volte per liberare alcuni membri della sua famiglia, tra cui il fratello Moses, con l'aiuto dell'abolizionista Thomas Garrett, che viveva a Wilmington, nel Delaware.

Verso la fine del 1851 tornò nella Contea di Dorchester per ritrovare suo marito, che nel frattempo aveva sposato un'altra donna, una certa Caroline. Inizialmente pensò di fare una scenata ma alla fine decise che non ne valeva la pena e tornò a Filadelfia, aiutando anche alcuni schiavi che stavano fuggendo e che portò con sé. John morirà 16 anni dopo, ucciso durante una discussione in strada da un bianco, Robert Vincent. Come già detto, l'approvazione della Fugitive Slave Law aveva reso gli stati del Nord un posto poco sicuro per gli schiavi in fuga, che ripiegarono verso l'Ontario. Nel 1851 Tubman condusse 11 fuggitivi (tra cui probabilmente anche Kessiah e la sua famiglia) verso Nord e sembra che abbia sostato a casa di Frederick Douglass, schiavo e abolizionista afroamericano. Douglass e Tubman si ammiravano reciprocamente, avendo entrambi combattuto duramente per l'abolizione della schiavitù.

In undici anni Tubman tornò più volte in Maryland, liberando circa 70 schiavi in 13 spedizioni; tra di loro c'erano anche tre dei suoi fratelli, Henry, Bene e Robert, con le loro famiglie. Riuscì ad aiutare anche tra i 50 e i 60 schiavi dando loro indicazioni per fuggire verso nord. Queste spedizioni avvenivano durante l'inverno, per la maggiore lunghezza delle notti che riduceva la possibilità di essere scoperti, e generalmente di sabato, in modo tale che le eventuali taglie e notizie sulla fuga si sarebbero trovate sui giornali solo il lunedì successivo.

Naturalmente il suo lavoro era molto pericoloso e ciò la obbligava a ricorrere a diversi stratagemmi per passare inosservata. Per esempio, una volta riconobbe uno schiavista e per evitare di farsi riconoscere finse di leggere un giornale, nonostante fosse analfabeta. Per proteggersi portava sempre con sé un revolver e non aveva certo paura di usarlo; solitamente era per difendersi dai cacciatori di taglie ma spesso e volentieri dovette usarlo per minacciare i fuggitivi che pensavano di tornare indietro, in quanto questo avrebbe messo in pericolo l'intero gruppo.

In una delle sue ultime missioni in Maryland venne a sapere che il padre, dopo aver comprato e liberato la madre (per 20 dollari), aveva guidato un gruppo di 8 schiavi fuggitivi e per questo poteva essere arrestato. Li aiutò conducendoli sani e salvi a St. Catharines, in Ontario. In tutta la sua carriera non fu mai catturata e tutti i fuggiaschi che condusse in salvo rimasero al sicuro, trovandosi in un paese senza schiavitù e integrandosi con la comunità; diversi anni dopo disse:

L'attacco di John Brown a Harpers Ferry

Nel 1858 conobbe John Brown, un abolizionista bianco che reputava l'insurrezione armata l'unico metodo possibile per abolire la schiavitù. Tubman non era d'accordo con questa dottrina e usava la violenza solo se strettamente necessario, ma entrambi avevano gli stessi obiettivi e condividevano una forte fede in Dio, rafforzata dal fatto che Harriet sosteneva di aver avuto un sogno premonitore sull'incontro con Brown. Lui iniziò a reclutare dei volontari per attaccare alcuni schiavisti e l'esperienza di Tubman in Pennsylvania, Maryland e Delaware si rivelò molto utile.