Il castello di Chantilly si trova nell'omonima località del Nord della Francia. Di proprietà della potente famiglia dei Montmorency, il castello divenne particolarmente famoso all'epoca del regno di Luigi XIV di Francia per essere stato la residenza ufficiale dei principi di Condé, capeggiati da Luigi, il Grand Condé, uno dei personaggi chiave del periodo della Fronda. Con l'eccezione del Petit Château costruito nel XVI secolo da Jean Bullant, il castello attuale è una ricostruzione del XIX secolo su progetto dell'architetto Honoré Daumet per l'ultimo dei figli del re Luigi Filippo, Enrico d'Orléans, duca d'Aumale (1822-1897), il quale aveva ereditato il castello semidistrutto dopo la Rivoluzione francese e l'aveva riportato all'antico splendore per accogliervi il Musée Condé, un museo pubblico con importanti collezioni di pittura e manoscritti ancora oggi presente.
Al suo interno sono ospitate numerose opere di vari pittori, tra cui Raffaello, Botticelli, Filippino Lippi, Fra Angelico, Hans Memling, Van Dyck, Poussin, Veronese, Watteau ma anche Delacroix o Théodore Géricault; si può affermare con relativa certezza che in Francia il museo sia secondo soltanto al celeberrimo Museo del Louvre di Parigi. Contiene anche una ricca biblioteca con circa 30.000 libri, di cui 12.000 originali del passato, e 1.500 manoscritti tra cui le famose Très riches heures du Duc de Berry e il Libro d'Ore di Étienne Chevalier.
Il castello ospita, dal 1982, il museo vivente del cavallo.
Intorno al castello si gode della visuale di un immenso giardino alla francese, in parte di stile francese e in parte all'inglese. Non manca un fossato pieno d'acqua frequentato da numerosi volatili.
Storia Origini Chantilly era originariamente una fortezza medievale con sette torri e circondata da fossati, costruito su terreno paludoso della valle del fiume Nonette, in posizione dominante sulla strada che da Parigi conduceva a Senlis. Il castello originariamente apparteneva a Guy de Senlis, "maggiordomo" di re Luigi VI alla fine dell'XI secolo, al punto che la sua famiglia aggiunse tale professione al proprio cognome (Bouteiller de Senlis), e mantenne tale proprietà sino al XIV secolo.
Saccheggiata nel 1358 durante la Jacquerie, la rocca venne venduta nel 1386 da Guy de Laval, erede dei Bouteiller, a Pierre d'Orgemont, ex cancelliere di Carlo V. Questi iniziò la costruzione del castello vero e proprio in quello stesso anno coi lavori terminati nel 1394, dopo la sua morte, dal figlio Amaury. Tale famiglia rimase proprietaria della costruzione per tre generazioni tra XIV e XV secolo. Nel 1484, Pierre III d'Orgemont, rimasto senza eredi, lasciò il castello di Chantilly al nipote Guillaume de Montmorency († 1531).
Castello sotto i Montmorency
La potente famiglia di Montmorency fiorì tra il XV ed il XVII secolo ed effettuò sostanziali cambiamenti al castello, modernizzandolo. Il membro più famoso questa famiglia, il conestabile Anne de Montmorency (1492-1567), fece rinnovare la fortezza dall'architetto francese Pierre Chambiges tra il 1528 ed il 1551, e fece quindi realizzare anche un piccolo porto ai piedi della fortezza dall'architetto Jean Bullant, che aveva lavorato anche nel suo castello di Écouen. Nel 1538 fece realizzare in loco la terrazza dove attualmente campeggia la sua statua equestre e fece costruire sette cappelle di cui due sono state mantenute intatte all'interno del parco. Fece inoltre realizzare i primi giardini del castello col chiaro intento di farne non più un fortilizio medievale, ma una vera e propria residenza nobiliare.
Enrico I di Montmorency fece costruire nella parte alta del parco "La Chaumière" (Casa nel bosco) che rimane tutt'oggi, benché modificata nel corso dei secoli. Realizzata per il ricevimento di Enrico IV, questa piccola casa divenne il rifugio del poeta Théophile de Viau quando venne condannato al rogo. Questi ricevette in asilo anche Maria Felicia Orsini che scrisse sotto lo pseudonimo di Silvia (Sylvie) da cui appunto il nome della casa. Il poeta qui trascorse gli ultimi mesi della sua vita (morendovi nel 1626), sotto il patrocinio del maresciallo Enrico II di Montmorency. In rivolta contro l'autorità reale, Enrico II di Montmorency venne giustiziato a Tolosa nel 1632; la sua vedova, Maria Orsini, entrò in convento e le sue proprietà vennero confiscate da Luigi XIII che le ripristinò in gran parte alle sorelle del defunto duca, ma conservò per sé Chantilly. Nel 1643, Anna d'Austria decise di restituire il castello, con apposite lettere patenti, all'ultima sorella di Enrico II, Charlotte de Montmorency, la quale era divenuta nel frattempo moglie di Enrico II di Borbone-Condé, il cui figlio Luigi, il Grand Condé aveva appena vinto la Battaglia di Rocroi contro i protestanti francesi. Chantilly passò quindi alla casata dei Condé, ramo minore della Casa di Borbone.
Castello sotto i Condé Chantilly al tempo del Grand Condé
Luigi, il Grand Condé (1621 - 1686), è noto al grande pubblico per essersi schierato apertamente contro il cardinale Mazzarino durante la Fronda e tra le prime azioni che dovette subire vi fu la confisca della sua residenza di Chantilly nel 1652, sequestro che perdurò sino al 1659 con la firma della Pace dei Pirenei e l'ottenimento del perdono reale, data dopo la quale prese probabilmente residenza stabile presso il castello. Lontano da Versailles, Luigi dedicò tutta la sua attenzione ai suoi domini; fece progettare il parco da André Le Nôtre che già aveva lavorato ai giardini di Versailles, facendo derivare l'acqua necessaria dal fiume Nonette per la creazione di un "Grand Canal" (1671 - 1673) oltre a disegnare i parterres nord del castello.
Qui il Grand Condé ricevette scrittori come La Fontaine, La Bruyère, Bossuet, Madame de La Fayette, Madame de Sévigné e proprio in loro onore, i viali che circondano le aiuole realizzate da Le Nôtre prendendo il nome da filosofi e personaggi noti che visitarono il castello. Madeleine de Scudéry, autrice di Clélie, ebbe a dedicare dei versi in francese al castello di Chantilly ed ai suoi rinomati garofani, fiori prediletti del principe di Condé:
La Bruyère prese a modello i visitatori di Chantilly per i personaggi ideali per il proprio saggio, I caratteri, e qui il filosofo Nicolas Malebranche si incontrò con Bossuet per pronunciare l'orazione funebre del suo ospite. Durante due soggiorni a Chantilly, Molière avrà modo di comporre e far rappresentare Le preziose ridicole nel 1659 e poi Il Tartuffo. Il Grand Condé aveva alle proprie dipendenze il famoso maggiordomo e pasticcere François Vatel il quale, in occasione della visita di Luigi XIV al castello nel 1671, realizzò quella che oggi è nota come crema Chantilly, così chiamata proprio in onore al castello ed al suo padrone. Fu qui che nell'aprile del 1671, durante la medesima visita, il Gran Condé suggellò la sua riconciliazione con Luigi XIV ricevendolo nella sua "piccola corte" e proprio secondo Madame de Sévigné fu in questa occasione che Vatel si suicidò vedendo che per il venerdì non era giunta come prevista la consegna attesa di pesce (l'autenticità dell'aneddoto è generalmente ritenuta molto dubbia).
Condé inoltre si dedicò particolarmente ad investire la propria grande fortuna nell'acquisto di dipinti, oggetti d'arte e mobili per arricchire il castello assieme a collezioni di manoscritti e libri rari, andando ad ampliare il già ricco fondo istituito dal conestabile di Montmorency.
Abbellimenti del XVIII secolo
Verso la fine della sua vita, il Gran Condé incaricò l'architetto Jules Hardouin-Mansart di rinnovare il castello e suo figlio, Enrico III Giulio di Borbone-Condé (1643 - 1709) lo fece ulteriormente modernizzare spendendo somme considerevoli per rimuovere qualsiasi carattere medievale del vecchio edificio. Nel 1721 l'opera venne portata a compimento dall'architetto Jean Aubert. Dal 1723 a 1726, egli lavorò nuovamente per Luigi Enrico di Borbone-Condé (1692 - 1740) per la realizzazione delle Grandi Scuderie del castello. Ministro di Luigi XV dal 1723 al 1725, Luigi Enrico amò particolarmente Chantilly (dove decise di esiliarsi definitivamente dal 1726) e per questo avviò anch'egli una serie di lavori in questo senso per restaurare il castello: fece ridecorare gli appartamenti del Petit Chateau da pittori del calibro di Oudry, Desportes, Huet e Nattier, con paesaggi naturali, e creò inoltre la manifattura di porcellana di Chantilly.
Dal 1720 il duca fece inoltre realizzare nella zona boschiva ad est del castello il cosiddetto Petit Parc o Parc Caboutière in onore di un edificio qui edificato all'epoca di Luigi XIII per far acclimatare i tulipani olandesi importati in Francia dall'avvocato francese Antoine Caboud. Il giardino venne dotato anche di un grande gioco da tavolo al naturale con diverse stazioni (un ponte, un pozzo, una prigione, ecc.) che fu una delle maggiori attrazioni del castello.
Nel 1773 venne disegnato un giardino "anglo-cinese" che venne inaugurato ufficialmente il giorno di Pasqua del 1775 con la costruzione anche di un villaggio fittizio comprensivo di sette casette, il quale servirà poi da ispirazione per quello del Petit Trianon di Maria Antonietta a Versailles.
Distruzione al tempo della Rivoluzione
Con l'inizio della Rivoluzione francese, Louis V Giuseppe di Borbone-Condé decise di emigrare all'estero dopo la Presa della Bastiglia del 17 luglio 1789. Il castello di Chantilly gli venne sequestrato il 13 giugno 1792 sulla base della "Legge dei migranti" emessa quell'anno che appunto poneva sotto sequestro come bene della nazione ogni proprietà in Francia di quanti avessero abbandonato il suolo, scegliendo l'esilio anziché sottostare alle regole della repubblica francese. Il castello venne invaso da un gruppo di guardie nazionali, svuotato dei suoi arredi ed il Petit Chateau venne trasformato in una prigione durante il periodo del Terrore, mentre i giardini di Le Nôtre vennero danneggiati a causa della scarsa manutenzione. La prima parte del terreno del castello venne venduto in lotti tra il 1793 ed il 1795, mentre il restante venne venduto in vasti appezzamenti nel 1798.
Nel 1799, coloro che avevano acquistato l'edificio del castello, si impegnarono a demolirlo completamente di modo da ricavarne dei materiali da costruzione. Del complesso vennero risparmiati solo il Petit Chateau e le Grandes Écuries, ritirate dal mercato prima di poter essere distrutte.
Durante il periodo napoleonico, Chantilly divenne appannaggio di Hortense de Beauharnais che possedeva anche il vicino Castello di Saint-Leu. Col crollo del dominio di Napoleone e la Restaurazione borbonica in Francia nel 1814, Luigi Giuseppe rientrò in possesso della propria tenuta e poté fare ritorno dal proprio esilio, ma ormai anziano di 78 anni, non poté fare altro che riprendere possesso del castello che fece sommariamente riparare, non riuscendo comunque a ripristinare il parco che ora appariva tagliato in due dal passaggio della strada che collegava Chantilly con Vineuil-Saint-Firmin, creata all'epoca della Rivoluzione. Per nascondere la presenza di questa strada e meglio amalgamarla al resto del parco che venne ricostruito attorno ad essa, il figlio Luigi Enrico, principe di Condé, vi fece realizzare un parco all'inglese creato tra il 1817 e il 1820 dall'architetto Victor Dubois.
Tenuta del duca di Aumale
Nell'agosto del 1830, con la morte del IX e ultimo principe di Condé, Luigi VI Enrico di Borbone-Condé, uno dei principali proprietari terrieri in Francia, nominò suo erede Enrico d'Orléans, duca d'Aumale, penultimo figlio di re Luigi Filippo, dal momento che il suo stesso figlio, il duca di Enghien, era stato fucilato a suo tempo nel fossato di Vincennes per ordine di Napoleone Bonaparte.