Soprannominato Emmo ma anche O rato ("il topo") per la sua caratteristica dentatura, ha poi tentato senza fortuna di fondare una propria scuderia Fittipaldi insieme al fratello Wilson, anch'egli pilota. Successivamente si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha vinto un campionato CART e due 500 Miglia di Indianapolis a suo tempo unica gara del campionato USAC che assegnano al brasiliano anche 2 titoli statunitensi.
Carriera Gli inizi
È il secondogenito del giornalista e commentatore Wilson Fittipaldi Sr e di Józefa "Juzy" Wojciechowska.
Di origini italiane per parte di padre (il nonno paterno Pasquale emigrò da Trecchina, Basilicata, mentre la nonna paterna, Enrichetta Rignani, era nata in Brasile, da immigrati italiani, Innocenzo Rignani e Giuseppina Fontana, nativi di Ravenna) e russo-polacche per parte di madre, Emerson inizialmente si interessò al motociclismo, anche grazie alla passione del padre Wilson, giornalista sportivo e pilota dilettante, debuttando in una gara ufficiale all'età di quindici anni. Contemporaneamente aiutò come meccanico il fratello Wilson jr., che correva nei kart. Nel 1963 decise quindi di abbandonare le moto per passare all'automobilismo. Per finanziarsi la carriera, i due fratelli costituirono una propria impresa che produceva componenti per auto.
Dopo essersi laureato campione brasiliano nel 1965, passò alle monoposto, conquistando il titolo di Formula Vee brasiliana nel 1967, nella stagione inaugurale della stessa categoria, e divenendo un pilota molto noto a livello locale; decise quindi nel 1969 di abbandonare la terra natale per recarsi in Gran Bretagna. Qui comprò una vettura per gareggiare in Formula Ford e si impose subito all'attenzione degli addetti ai lavori, ottenendo quattro vittorie consecutive e guadagnandosi, in appena tre mesi, un contratto con il team di Jim Russell per gareggiare nella F3 inglese. A bordo di una Lotus, mostrò subito progressi evidenti che, uniti a uno stile di guida efficace e veloce, gli permisero di imporsi già alla terza gara disputata e di vincere il campionato, nonostante avesse esordito a stagione già iniziata.
Ciò attirò l'attenzione di Colin Chapman, patron della Lotus, che lo mise al volante di una sua Formula 2. Non vinse alcuna gara ma impressionò per l'abilità nella gestione del mezzo e il suo talento nello sviluppo della vettura.
Formula 1 I primi anni (1970-1971) 1970 Così alla fine dell'anno, Fittipaldi passò alla categoria regina dell'automobilismo: infatti, Chapman stava cercando un terzo pilota per supportare Jochen Rindt, ormai lanciato alla vittoria del mondiale, e scelse il suo pupillo. Fittipaldi fu così lanciato nel circo della Formula 1 a soli 23 anni, alla guida della vettura dell'anno precedente; la sua prima partecipazione risale al Gran Premio di Gran Bretagna, in cui ottenne in qualifica un ventunesimo posto. Terminò poi la gara in ottava posizione. Ma già alla sua seconda corsa, in Germania, si fece notare. Infatti dopo essere partito dalla tredicesima piazza riuscì a conquistare una quarta posizione, mentre il suo caposquadra Rindt otteneva la sua ultima vittoria nel mondiale.
Dopo la gara dell'Austria, in cui si ritrovò quindicesimo, giunse l'appuntamento di Monza. Il giorno prima della gara, Jochen Rindt perse il controllo della vettura per un problema ai freni, urtò un terrapieno e morì sul colpo. Il team Lotus e lo stesso Fittipaldi si ritirarono dall'evento. Alcuni giorni dopo, la seconda guida del team, John Miles, traumatizzato dalla morte dell'austriaco, annunciò il suo improvviso e immediato ritiro. Fittipaldi, con soli tre Gran Premi all'attivo si ritrovò a essere il pilota di punta della squadra. Dopo che la Lotus saltò anche il Gran Premio del Canada per lutto, Fittipaldi si mostrò il naturale successore del defunto Rindt nel cruciale Gran Premio degli Stati Uniti, a Watkins Glen, vincendo la sua prima gara in carriera e diventando così il primo pilota brasiliano a vincere una prova di Formula 1. Terzo in qualifica, dopo una brutta partenza, fece una rimonta al termine della quale, a nove giri dalla fine, superò Pedro Rodríguez, andando a vincere una gara alla sua quarta partecipazione ad un GP, e impedendo a Jacky Ickx di togliere il titolo a Jochen Rindt, grazie anche alla possibilità di usare la nuova Lotus 72. Anche il suo nuovo compagno di squadra, il debuttante Reine Wisell, effettuò una buona prestazione giungendo terzo. All'ultima gara della stagione, in Messico, Fittipaldi fu costretto al ritiro da un problema al motore.
1971
La stagione 1971 partì con alte aspettative per il brasiliano, che andarono però deluse. Innanzitutto, prima dell'inizio del campionato, Fittipaldi fu vittima assieme alla moglie di un incidente stradale, nel quale fu ferito dai vetri della vettura. Da un punto di vista tecnico, Chapman spese quest'anno a progettare una Formula 1 a turbina. Il progetto, per il quale furono spesi tempo ed energie, non si rivelò vantaggioso e fu abbandonato alla fine dell'anno. Fittipaldi dovette lottare per il campionato con una non perfetta Lotus 72D, e non poté fare meglio di due terzi posti, in Francia al Paul Ricard e in Gran Bretagna, a Silverstone, concludendo al sesto posto in campionato con 16 punti, mentre il compagno di squadra Wisell arrivò nono con 9 punti.
I duelli con Stewart e il primo titolo mondiale (1972-1973) 1972
Nel 1972 la Lotus strinse un accordo economico con la John Player Special, che divenne title sponsor del team: alle vetture venne pertanto applicata una livrea nero e oro (mutuata dal marchio JPS), che suscitò le ironie di Fittipaldi:
Il pilota brasiliano fu confermato come prima guida e gli fu affidata la migliorata monoposto 72D, con cui affrontò la concorrenza delle Tyrrell, campioni nel 1971. In realtà le vetture di Jackie Stewart e François Cevert avevano perso molto del loro potenziale durante l'inverno, ed Emerson beneficiò di questo fatto. Accanto a lui fu chiamato l'australiano Dave Walker, già collaudatore della Lotus a turbina dell'anno prima, al posto dello svedese Reine Wisell, passato alla BRM.
Prima dell'inizio della stagione, Fittipaldi riuscì a vincere la "Race of Champions", a Brands Hatch. Dopo un ritiro nella prima gara, in Argentina, sotto la pioggia, il brasiliano finì secondo a Kyalami, in Sudafrica, alle spalle di Denny Hulme; in seguito aprì la stagione europea con un'indiscutibile vittoria sul circuito bagnato di Jarama, al GP di Spagna, il 1º maggio. A Monaco, Emerson ottenne la sua prima pole position, ma in gara, sotto una pioggia battente, non poté nulla contro la BRM di Jean-Pierre Beltoise e giunse terzo, dietro anche alla Ferrari di Ickx. La gara successiva, in Belgio, sul tracciato di Nivelles segnò il weekend perfetto, con pole e vittoria facile su Cevert. In questo momento guida la classifica del mondiale con nove punti di vantaggio su Hulme.
Al GP di Francia corso sul tracciato di Clermont-Ferrand, che non conosceva, ottenne un tranquillo secondo posto. Al successivo GP di Gran Bretagna, a Brands Hatch, ottenne una facile vittoria grazie al ritiro della Ferrari di Ickx. Dopo un ritiro in Germania per problemi al cambio, Fittipaldi raccolse un altro successo, in Austria, che lo proiettò in testa al campionato con un vantaggio di 25 punti su Stewart e Hulme. L'incoronazione a campione era vicina. A Monza, gara che poteva essere facilmente vinta dalla Ferrari, costretta però ad abbandonare, vinse Fittipaldi e, a 25 anni, si laureò campione del mondo con due gare d'anticipo, dopo un duello con Jackie Stewart. Emerson diventò il più giovane campione della Formula 1 a poco più di venticinque anni. Il suo record ha resistito fino al 2005 quando è stato battuto dallo spagnolo Fernando Alonso e, successivamente, da Lewis Hamilton e Sebastian Vettel.
Proprio grazie a questo risultato, l'anno successivo, il regista brasiliano Roberto Farias girò un film biografico sul brasiliano, intitolandolo Il favoloso Fittipaldi (O fabuloso Fittipaldi), film documentario sulla vita e le imprese del pilota suo connazionale.
Le due gare finali, dominate dalle rinate Tyrrell, non portarono punti al brasiliano, che comunque, grazie al suo risultato, fece rinascere in Brasile la passione per i motori e aprì le porte alle carriere di Carlos Pace, Nelson Piquet e, ovviamente, Ayrton Senna
1973 Saltato un potenziale ingaggio in Ferrari al posto di Ickx, anche per via della scarsa competitività delle monoposto di Maranello dell'epoca, Fittipaldi preferì continuare a correre un ultimo anno in Lotus; per il 1973, la squadra di Chapman migliorò ulteriormente il modello 72, in configurazione "E", chiaramente sperando di ripetere il risultato dell'anno prima. Ma quell'anno il brasiliano si ritrovò a convivere con un compagno di squadra molto più forte di Wisell o Walker (che l'anno prima, con la vettura campione del mondo, non ottenne nemmeno un punto): lo svedese Ronnie Peterson. E i rapporti tra i due furono molto tesi. Eppure l'inizio di mondiale fu subito favorevole al brasiliano: vincitore in Argentina, riuscì nell'impresa di vincere nella sua corsa di casa, il GP del Brasile a Interlagos, per la prima volta valido per il mondiale. Terzo in Sudafrica, tornò alla vittoria in Spagna al Montjuïc, dove però beneficiò del ritiro del leader, che era proprio il suo compagno di squadra Peterson. In quel momento stava guidando il mondiale con 12 punti di vantaggio su Stewart.
Nelle due successive gare, in Belgio a Zolder e a Montecarlo, lo scozzese vinse ed Emmo non riuscì a far meglio di un terzo e un secondo posto, che furono comunque il male minore. Il peggio stava però per cominciare. In Svezia fu tradito dai freni mentre era secondo, in Francia si ritirò per un incidente, in Gran Bretagna si ruppe il giunto, in Olanda ebbe problemi fisici che lo costrinsero al ritiro dopo soli due giri. Riuscì poi a portare a casa un punto in Germania, prima di essere di nuovo costretto al ritiro in Austria.
Inutile dire che, dopo una tale serie negativa, Stewart riuscì a involarsi in testa al campionato, grazie anche alla ritrovata competitività della Tyrrell col modello 006. In verità, durante questo periodo, Peterson, approfittando dei guai del proprio compagno di squadra, riuscì a raccogliere molti punti. Furioso, Fittipaldi accusò Chapman di penalizzarlo a vantaggio dello svedese, mentre egli gli era ancora davanti in campionato. L'atmosfera in casa Lotus si fece sempre più pesante.
Il culmine fu raggiunto a Monza, quando Peterson vinse davanti a Fittipaldi, non lasciando passare il brasiliano che necessitava di una vittoria per poter rimanere in lotta per il campionato del mondo: ma lo svedese non si curò di ciò e Stewart vinse facilmente il suo terzo e ultimo mondiale. Quanto a Chapman, riuscì a ottenere la vittoria nel mondiale costruttori grazie all'ultima vittoria di Peterson, a Watkins Glen. Emerson, molto amareggiato e deluso dal comportamento della sua squadra, prese la decisione di abbandonare la Lotus a fine anno.
I duelli con la Ferrari e il secondo titolo (1974-1975) 1974
Fittipaldi si accordò col team McLaren Ford Cosworth, che aveva fatto una bella stagione 1973 e sembrava avere davanti a sé un ottimo futuro con la M23 progettata da Gordon Coppuck. Accanto a sé il brasiliano aveva il campione del mondo 1967 Denny Hulme. In sintesi fu la scelta giusta, in quanto la Lotus si trovò in grande difficoltà.