Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha (Francesco Augusto Carlo Alberto Emanuele) (Castello di Rosenau, 26 agosto 1819 – Castello di Windsor, 14 dicembre 1861), nato principe di Sassonia-Coburgo-Gotha, fu principe consorte del Regno Unito dal 1840 alla sua morte, in quanto marito della regina Vittoria.

Nato in Sassonia, membro della famiglia dei duchi di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, imparentata con la maggior parte dei monarchi europei, sposò a vent'anni la coetanea cugina Vittoria, con cui ebbe nove figli. Con il tempo prese posizione in molte cause pubbliche, come le riforme sull'educazione e l'abolizione della schiavitù nei territori dell'Impero britannico. Molto coinvolto nell'organizzazione della Great Exhibition del 1851, Alberto contribuì fortemente allo sviluppo della monarchia costituzionale britannica nell'Ottocento, persuadendo la moglie a divenire una figura tendenzialmente al di sopra delle parti nella scena politica nazionale. Morì di febbre tifoide a 42 anni, quarant'anni prima della consorte.

Biografia Primi anni

Alberto nacque al Castello di Rosenau, presso Coburgo, in Germania, secondogenito del duca Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Saalfeld e di sua moglie, la duchessa Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg.Hobhouse, p. 2; Weintraub, p. 20 e Weir, p. 305 La futura moglie di Alberto, la regina Vittoria (del casato di Hannover), nacque in quello stesso anno con l'aiuto della medesima levatrice, Charlotte von Siebold, considerata la prima ginecologa tedesca.. Alberto venne battezzato secondo il rito evangelico-luterano il 19 settembre 1819 nella Sala di Marmo del castello di Rosenau con l'acqua derivata dal fiume locale, l'Itz.

I suoi padrini furono la nonna paterna, Augusta di Reuss-Ebersdorf, il nonno materno Augusto di Sassonia-Gotha-Altenburg, l'imperatore Francesco II d'Asburgo-Lorena, il principe Alberto di Sassonia-Teschen e il conte Emmanuel von Mensdorff-Pouilly.Ames, p. 1 e Hobhouse, p. 2 Nel 1825 il prozio di Alberto, Federico IV di Sassonia-Gotha-Altenburg morì e la sua dipartita portò a una totale ristrutturazione nella suddivisione dei domini di famiglia. Il padre di Alberto si ritrovò così duca di Sassonia-Coburgo-Gotha.e.g. Montgomery-Massingberd, Hugh (ed.) (1977) Burke's Royal Families of the World1st edition. London: Burke's Peerage, London.

Alberto e suo fratello maggiore Ernesto trascorsero la loro giovinezza in un clima turbolento, a causa della difficile relazione dei due genitori, che presto divorziarono.. Dopo che la loro madre venne esiliata dalla corte nel 1824, ella sposò il suo amante, Alexander von Hanstein, conte di Polzig e Beiersdorf, perdendo così l'occasione di rivedere i suoi figli e morendo di cancro a soli 30 anni, nel 1831.Hobhouse, p. 4 e Weintraub, pp. 25–28 L'anno successivo, il padre di Alberto si risposò con sua nipote, la principessa Antonietta Maria di Württemberg..

I due fratelli, Ernesto e Alberto, vennero educati privatamente in casa da Christoph Florschütz e poi a Bruxelles dove Adolphe Quetelet fu uno dei loro tutori. Come altri principi, Alberto studiò all'Università di Bonn ove ebbe modo di frequentare i corsi di legge, economia politica, filosofia e storia dell'arte. Egli era un bravo musicista ed eccelleva nella ginnastica, in particolare nell'equitazione.. Tra i suoi insegnanti a Bonn ricordiamo il filosofo Immanuel Hermann Fichte e il poeta August Wilhelm Schlegel.Ames, p. 15 e Weintraub, pp. 56–60

Matrimonio

Dal 1836 l'idea del matrimonio tra Alberto e sua cugina Vittoria iniziò a balenare nella mente del loro ambizioso zio, Leopoldo, che dal 1831 era divenuto Re dei belgi.Hobhouse, pp. 15–16 e Weintraub, pp. 43–49 A quel tempo, infatti, Vittoria era a tutti gli effetti l'erede al trono britannico in quanto il padre di lei, Edoardo Augusto di Kent, figlio quartogenito del re Giorgio III, era morto quando ella era ancora piccola. A quel tempo nel Regno Unito regnava Guglielmo IV, fratello maggiore di Edoardo Augusto e quindi zio di Vittoria. La madre di Vittoria, la duchessa Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, era sorella del padre di Alberto e di Leopoldo del Belgio.

Fu dunque il sovrano belga a convincere la sorella Vittoria a organizzare l'incontro tra Vittoria e Alberto nel maggio del 1836. Il re Guglielmo IV si era mostrato da sempre riluttante nel creare legami con i duchi sassoni, proponendo invece il principe Alessandro dei Paesi Bassi, figlio secondogenito del re Guglielmo II dei Paesi Bassi. Vittoria scrisse sul proprio diario: "Alberto è molto carino; i suoi capelli sono dello stesso colore dei miei; i suoi occhi sono grandi e blu e ha un bel naso oltre a una bocca molto dolce con bei denti, ma è soprattutto il suo charme e il suo contegno nell'espressione a renderlo assolutamente delizioso."Vittoria citata in Weintraub, p. 49 Alessandro, d'altro canto, viene descritto come "piuttosto insignificante". Vittoria scrisse a suo zio Leopoldo per ringraziarlo "per la prospettiva di una grande felicità che avete contribuito a darmi nella persona del caro Egli possiede ogni qualità che io possa desiderare per essere completamente felice." Il fidanzamento non venne ancora ufficializzato, ma le due famiglie mantennero un tacito accordo vista anche la felicità dei due giovani.

Vittoria ascese al trono appena diciottenne il 20 giugno 1837. Le sue lettere di questo periodo spostarono l'attenzione sulla formazione di Alberto in previsione del ruolo che avrebbe dovuto ricoprire al suo fianco, resistendo alla tentazione di sposarsi immediatamente. Nell'inverno del 1838–39, Alberto si recò in visita in Italia accompagnato dall'amico e consigliere Barone von Stockmar.Hobhouse, pp. 17–18 e Weintraub, p. 67

Alberto fece poi ritorno in Inghilterra con il fratello Ernesto nell'ottobre del 1839 per recarsi in visita alla regina, con l'obiettivo di ufficializzare finalmente il matrimonio.Fulford, p. 42 e Weintraub, pp. 77–81 La proposta ufficiale da parte della regina (come era secondo la tradizione di un monarca di sesso femminile) avvenne il 15 ottobre 1839.Fulford, pp. 42–43; Hobhouse, p. 20 e Weintraub, pp. 77–81 La regina inoltre confermò tale proposta di matrimonio al proprio consiglio privato il 23 novembre di quello stesso anno,Fulford, p. 45; Hobhouse, p. 21 e Weintraub, p. 86 e la coppia si sposò il 10 febbraio 1840 nella Cappella Reale del palazzo di St. James.Fulford, p. 52 e Hobhouse, p. 24 Appena prima del matrimonio, Alberto venne naturalizzato inglese attraverso un atto parlamentare, e gli venne garantito il titolo di Altezza Reale per ordine del consiglio. In un primo tempo, Alberto non era molto popolare presso gli inglesi in quanto veniva percepito come uno straniero e ancora più come un provinciale, proveniente da una famiglia aristocratica secondaria.Fulford, p. 45

Fu il primo ministro William Lamb, II visconte Melbourne a consigliare alla regina di non conferire il titolo di "Re Consorte" al marito. Persino il parlamento si rifiutò di accogliere Alberto nella parìa inglese a causa di un comune sentimento antitedesco tendente a escludere Alberto da ogni ruolo politico. Il governo di Melbourne si trovò presto in minoranza e l'opposizione trasse vantaggio da questa situazione per indebolire ulteriormente le sue posizioni. Il parlamento si oppose alla nobilitazione di Alberto e gli garantì una pensione annua inferiore rispetto a quanto concesso ai precedenti consorti di monarchi inglesi, sterline anziché l'usuale cifra di sterline.Fulford, p. 47 e Hobhouse, pp. 23–24 Alberto reagì duramente a queste critiche asserendo di non necessitare di entrare a far parte della parìa inglese; egli scriveva: "Sarebbe per me quasi un passo indietro, per me che sono un duca di Sassonia, mi sento più alto io di un duca di York o di Kent."Citato in Jagow, Kurt (ed.) The Letters of the Prince Consort, 1831–61 (London, 1938). Per i successivi diciassette anni, Alberto ottenne formalmente il solo titolo di "Sua Altezza Reale il Principe Alberto" sino a quando, il 25 giugno 1857, Vittoria non prese in mano la situazione garantendogli il titolo di "Principe consorte".

Principe consorte

La posizione in cui il principe Alberto si era trovato con il suo matrimonio, oltre a molte distinzioni, gli contrapponeva anche non poche difficoltà, come si evince dalle sue stesse parole: "Sono molto felice e contento, ma le difficoltà maggiori che attentano alla mia dignità si concentrano nel farmi sentire solo un marito e non un vero e proprio padrone di casa."Alberto a William von Lowenstein, maggio 1840, citato in La casa della regina era mandata avanti di fatto dalla sua corte, capeggiata dalla baronessa Louise Lehzen. Alberto la ricorda nelle sue lettere come il "Dragone di Casa" e fece di tutto per privarla del suo "potere" all'interno della casa e prendere personalmente le redini della direzione della corte.Fulford, pp. 59–74

A due mesi dal matrimonio, Vittoria rimase incinta. Alberto iniziò dunque a ricoprire ruoli pubblici; egli divenne Presidente della Società per l'Estinzione della Schiavitù (la schiavitù era già stata abolita nei territori dell'Impero britannico, ma era praticata ancora in alcune colonie oltre che negli Stati Uniti e in alcune colonie francesi). A giugno del 1840, durante una passeggiata pubblica in carrozza, Alberto e Vittoria subirono un attentato da parte di Edward Oxford, poi dichiarato pazzo, il quale esplose contro la reale coppia alcuni colpi di pistola andati a vuoto. Malgrado Alberto non fosse stato ferito, i giornali diedero grande risalto al suo coraggio di padre di famiglia nel difendere la moglie incinta e nel contempo la sua freddezza nell'attacco.

Alberto iniziò così non solo a ottenere supporto da parte del pubblico, ma anche a ottenere influenza politica a tal punto che nell'agosto di quello stesso anno il parlamento inglese varò il Regency Act 1840 con il quale egli veniva designato reggente al trono in caso che Vittoria fosse morta prima del raggiungimento della maggiore età del nascituro. Il loro primo figlio fu Vittoria, che prese il nome della madre, nata nel novembre di quello stesso anno. Nel corso dei successivi diciassette anni nacquero altri otto figli, tutti sopravvissuti all'età adulta, un fatto che la biografa Hermione Hobhouse accreditò all'assoluta influenza benevola di Alberto sulla cura dei figli. All'inizio del 1841 Alberto riuscì a ottenere la rimozione della baronessa Lehzen dai suoi incarichi e nel settembre del 1842 ella venne costretta a lasciare l'Inghilterra in maniera permanente, il che contribuì ancora una volta a mettere in risalto la figura di Alberto.Fulford, pp. 73–74

Dopo l'elezione generale del 1841 Melbourne venne rimpiazzato come primo ministro da Sir Robert Peel, il quale nominò il principe Alberto presidente della Commissione Reale incaricata di ridecorare il nuovo Palazzo di Westminster. Il Palazzo era infatti bruciato in un incendio sette anni prima e doveva essere ricostruito. Il lavoro della commissione era molto lento e l'architetto Charles Barry prese molte decisioni esterne al lavoro della commissione circa la decorazione degli interni e del mobilio.Ames, pp. 48–55; Fulford, pp. 212–213 e Hobhouse, pp. 82–88 Alberto rimase in disparte ma si occupò invece privatamente di collezionismo e arte aumentando la sua collezione di dipinti tedeschi e italiani (tra i quali ricordiamo Apollo e Diana di Lucas Cranach il Vecchio e San Pietro Martire del Beato Angelico) oltre a pezzi contemporanei di Franz Xaver Winterhalter ed Edwin Landseer.Ames, pp. 132–146, 200–222 e Hobhouse, pp. 70–78. Nel 1863 la National Gallery di Londra ricevette in dono dal principe 25 dipinti ( "Presented by Queen Victoria at the Prince Consort's wish". Il dottor Ludwig Gruner, di Dresda, assistette il principe Alberto nel comprare i quadri della migliore qualità.