La California era abitata da più di tredicimila anni da numerose tribù di nativi americani, prima che gli esploratori europei la raggiungessero nel XVI secolo. Dimenticata durante il XVII secolo dagli spagnoli, non fu colonizzata che a partire dal 1765 sotto la spinta di Carlo III di Spagna. Questa colonizzazione poggiava su tre pilastri: le missioni, per convertire i nativi americani, i presidios, che assicuravano la difesa del territorio, e i pueblos, dove risiedevano i coloni. Fu in quest'epoca che i britannici e i francesi cominciarono a interessarsi alla California, seguiti dai russi all'inizio del XIX secolo.
In seguito all'indipendenza messicana, l'Alta California divenne uno Stato messicano, ma gli Stati Uniti si interessarono molto presto alla regione, tanto da annetterla dopo la guerra messico-statunitense, nel 1848, dando ai territori acquisiti il nome cessione messicana. La corsa all'oro portò più di duecentomila coloni nel nuovo territorio, e la parte occidentale divenne, a partire dal 1850, il 31º Stato dell'Unione. La California fu alleata dei nordisti durante la guerra di secessione e si sviluppò rapidamente grazie alle ferrovie. Questo sviluppo continuò ininterrotto per tutto il XX secolo, nonostante i problemi dell'approvvigionamento idrico e dell'inquinamento, che restano anche oggi di attualità, insieme ai problemi legati all'immigrazione e alle tensioni razziali.
La dominazione amerinda
La geografia della California, ricca e varia, e il suo clima, di tipo mediterraneo, hanno permesso agli uomini di installarvisi a partire dalla Preistoria. Infatti, le risorse idriche sono abbondanti (l'Oceano Pacifico e i numerosi fiumi della regione) e il clima è temperato (estati secche, inverni miti). Tuttavia, gran parte della California è montagnosa, poiché confina con la Sierra Nevada, di cui il punto culminante è il Monte Whitney; essa possiede anche deserti molto caldi come la valle della Morte.
Poche cose si conoscono della preistoria californiana. I resti dellArlington Springs ManI resti sono stati considerati dapprima quelli di un uomo, in seguito di una donna, ed infine, teoria attualmente prevalente, come quelli di un uomo. Los Angeles Times, settembre 2006., ritrovati sull'isola di Santa Rosa (all'epoca isola Santa Rosae), situata a sud della California, indicano che la regione sia stata abitata almeno a partire dall'ultima glaciazione (glaciazione Würm), cioè da circa anni (fine del paleolitico superiore). Si tratta del più antico scheletro umano ritrovato in tutto il Nord America.
Secondo gli antropologi, questa popolazione aborigena, discenderebbe dalle popolazioni più antiche provenienti dall'Asia attraverso la Siberia in Nord America quando i due continenti erano ancora uniti, verso la fine del Pleistocene attraverso un braccio di terra.
Gli amerindi erano divisi in numerose tribù sparse sul territorio, tra le quali i Chumash, i Maidu, i Miwok, i Modoc, i Mohave, gli Ohlone e i Tongva, oltre a un altro centinaio. Questi gruppi parlavano differenti lingue, come chimariko, esselen, karok, salinan, washo o yana. Il loro stile di vita era differente a seconda della posizione: sulla costa, per esempio, i Chumash vivevano di pesca e di raccolta di conchiglie a partire dal III millennio a.C.Si veda ., mentre nell'entroterra, gli Amerindi utilizzavano l'irrigazione e utilizzavano l'acqua per coltivare meloni, mais, fagioli e zucche.
Il periodo della scoperta Alla ricerca dell'Eldorado
Il XVI secolo è quello delle prime esplorazioni effettuate dagli europei sulla costa californiana. Intorno all'anno 1530, giunse all'orecchio di Nuño Beltrán de Guzmán, amministratore coloniale della Nuova Spagna, la notizia che le Sette Città di Cibola avevano delle strade lastricate d'oro e d'argento. Nello stesso periodo Hernán Cortés fu attirato da storie simili che descrivevano Ciguatan, una contrada meravigliosa, situata lontano a nord-ovest, che sarebbe stata popolata da Amazzoni e avrebbe posseduto una grande abbondanza d'oro, di perle e di pietre preziose. Poiché le due leggende erano simili e designavano uno stesso luogo, fu inviata una spedizione con la speranza di scoprire tale paese.
Questa, nel 1533, scopre una baia, probabilmente quella dell'attuale La Paz, ma è costretta a ripartire a causa delle difficoltà che si sarebbero presentate durante un'esplorazione di terre più lontane. Nel 1534 e 1535, Cortés condusse un'altra spedizione, senza tuttavia trovare il paese cercato. Il 3 maggio 1535 decide di nominare la regione scoperta e fonda la città che sarebbe divenuta La Paz.
Nel luglio 1539, le storie che avevano spinto l'esploratore all'avventura risorgono. Cortés invia Francisco de Ulloa con tre piccole navi a effettuare una nuova spedizione, che raggiunge l'estuario del fiume Colorado, gira intorno alla penisola e naviga fino all'Isla Cedros. È dopo questo viaggio che appare per la prima volta il nome "California", utilizzato per designare il nuovo territorio.
In cerca di un passaggio per le Indie
Altri esploratori, invece, cercarono in questa regione un mezzo per accedere più rapidamente all'Asia (era il motivo del viaggio di Cristoforo Colombo). A partire dal XVI secolo, galeoni spagnoli provenienti dalle Filippine seguivano le coste californiane per scendere poi verso AcapulcoAngie Debo, Histoire des Indiens des États-Unis, Paris, Albin Michel, 1994, p. 93. Il portoghese João Rodrigues Cabrilho desiderava anche trovarci il mitico stretto di Anián: operando per la corona di Spagna, egli organizzò una spedizione di due imbarcazioni, il Victoria e il San Salvador che partirono dalla costa occidentale dell'odierno Messico, nel giugno 1542. Egli sbarcò il 28 settembre sulla baia di San Diego, rivendicando in nome della Spagna quella che credeva essere l'Isola di California
Seguendo la sua rotta, egli scoprì l'isola di San Miguel, una delle Channel Islands della California. Cercò inoltre di risalire più a nord per cercare di scoprire l'ipotetico passaggio, ma morì durante il viaggio, e il resto della spedizione fu guidata da Bartolomé Ferrelo, pilota della spedizione, che arrivò fino all'odierna frontiera tra la California e l'Oregon, nel tentativo esaudire l'ultimo desiderio di Cabrilho, di sapere che la costa sarebbe stata esplorata fino alla fine. Ferrelo dovette tuttavia tornare indietro quando una violenta tempesta danneggiò la nave e costò la vita a diversi membri dell'equipaggio. È durante questo viaggio, tuttavia, che furono descritti per la prima volta gli amerindi della California dagli europei e che l'Alta California fu scoperta.
In seguito, nel 1579, l'esploratore inglese Francis Drake, navigando lungo la costa californiana, scoprì il 17 giugno quello che descrisse come un meraviglioso porto naturale, dove sia la riparazione sia il riapprovvigionamento delle sue navi sarebbe stato possibile. Drake rivendica questa terra e la chiama Nova Albion in onore della regina Elisabetta I d'Inghilterra. A oggi, tuttavia, non è noto quale fosse tale porto, né l'estensione esatta delle terre rivendicate.
Il XVII secolo
Nel 1602, Sebastián Vizcaíno proseguì l'esplorazione della costa fino alla baia di Monterey, in cui arrivò il 16 dicembre, e tracciò uno schema dettagliato delle acque costiere californiane, che sarebbe stato utilizzato fino all'inizio del XIX secolo.. Egli rinominò numerosi luoghi già esplorati dagli Spagnoli nel secolo precedente. Altre spedizioni di minore importanza si succedettero: quelle di Tomás Cardova nel 1610 e 1636, di Francisco Ortega nel 1632 e 1636, di Luis Cestin de Cañas nel 1642, di Porter y Casanate nel 1644, di Bernal de Pinadero nel 1667, e quella d'Ysidro Otondo nel 1683.
Fino al XVIII secolo nessuna colonia fu stabilita in California. La Spagna preferiva concentrare la sua attenzione sul Messico, il Perù e le Filippine e se avesse preteso di controllare tutte le terre sulla costa dell'Oceano Pacifico, non ne avrebbe tratto realmente profitto, se non al livello delle diverse esplorazioni citate. Neanche le altre potenze coloniali considerarono la California un territorio interessante: ella era percepita come una regione selvaggia che a prima vista non possedeva che poche risorse, che non interessavano ai coloni. Inoltre, il suo accesso, sia per via terrestre sia per via marina era difficile per i mezzi dell'epoca. Si sarebbe dovuto attendere il secolo seguente affinché la California potesse apparire più attraente e accessibile.
La dominazione spagnola
La colonizzazione
La minaccia di una incursione dei russi dall'Alaska e di una possibile concorrenza della Gran Bretagna spinse Carlo III di Spagna a organizzare una colonizzazione della California nel 1765. Tuttavia, l'impero coloniale spagnolo non aveva più i mezzi per procedere a uno sforzo così importante: furono quindi i monaci francescani, protetti da alcune truppe, a essere gli alfieri di questa colonizzazione. Tra il 1774 e il 1791, numerose spedizioni furono condotte per esplorare la regione nord-occidentale del Pacifico, ma il re decise di limitare l'azione spagnola non superando la California del Nord, a causa del costo troppo imponente di un progetto simile.
Nel maggio 1768, l'ispettore generale José de Gálvez organizzò una grande spedizione. il capitano Gaspar de Portolá si dichiarò volontario di dirigerla. La spedizione terrestre arrivò sul luogo dell'attuale San Diego il 29 giugno 1769Si veda . e vi stabilì il Presidio di San Diego. Desideroso di raggiungere la baia di Monterey, il gruppo avanzò verso nord il 14 luglio, muovendosi rapidamente, e arrivando all'attuale Los Angeles il 2 agosto, a Santa Barbara il 19 agosto, e all'estuario del fiume Salinas il 1º ottobre. Il 31 ottobre il gruppo raggiunse, per la prima volta, la baia di San Francisco, nonostante le navi spagnole avessero navigato lungo la costa per circa duecento anni, senza scoprirla. Il gruppo ritornò a San Diego nel 1770 e in seguito, dopo aver lasciato il capitano Pedro Fages responsabile del presidio, ritornò da Portolà al Messico verso San Blas il 19 giugno.
In seguito a questa spedizione, la colonizzazione sarebbe cominciata attraverso tre elementi: l'installazione delle missioni, dei "presidios" e dei "pueblos".
Le missioni
Junípero Serra, un francescano spagnolo d'origine maiorcana, fondò la catena delle missioni dellAlta California con la Mission San Diego de Alcalá nel 1769 di cui la chiesa fu consacrata il 16 luglio. In seguito, durante lo stesso anno, egli proseguì da Portolà verso nord e raggiunse Monterey nel 1770, dove fondò una seconda missione, quella di San Carlos Borromeo.
Il 17 settembre 1776 una spedizione spagnola fondò un presidio (fortino) a San Francisco e il 9 ottobre la missione nuovamente costruita fu dedicata a San Francesco d'Assisi. Nel 1794 le nove missioni in California raggruppavano 4650 Indiani e 38 francescaniSi veda .. Il numero di missioni raggiunse quota 20 nel 1821.
Le missioni in California comprendevano una serie di avamposti religiosi stabiliti dai gesuiti, francescani e domenicani spagnoli, con lo scopo di estendere la dottrina cattolica tra gli amerindi locali, ma anche per fornire alla Spagna delle colonie e delle risorse. Le missioni introdussero nella regione l'industria e l'alimentazione europea. Esse erano solitamente piccole, con due preti e sei o otto soldati; erano costruite e mantenute dal lavoro degli Amerindi senza retribuzione; comprendevano dei quartieri per gli Amerindi, degli edifici agricoli, delle officine e una chiesa. Oltre al "presidio" (fortino reale) e al "pueblo" (città), la missione era uno dei tre pilastri della Spagna per ingrandire e consolidare le sue colonie.