I Ducati longobardi furono le principali organizzazioni politiche create dai Longobardi in Italia.
Storia
Dopo l'invasione guidata da Alboino nel 568-569, il territorio conquistato fu ripartito secondo criteri principalmente militari e assegnato a quanti, tra i nobili longobardi, si erano distinti in combattimento: i duchi, appunto. La carica non era nuova ed era legata all'istituzione della fara, unità base della struttura sociale e militare dei Longobardi, ma dopo l'insediamento in Italia assunse nuove caratteristiche.
Il primo ducato a essere costituito fu, già all'indomani della conquista (569), quello del Friuli, affidato da Alboino a Gisulfo. Particolare rilievo storico ebbero i due ducati eretti nell'Italia centro-meridionale (la Langobardia Minor), Spoleto e Benevento, che godettero spesso di ampia autonomia all'interno del regno longobardo.
Nei primi anni del dominio longobardo in Italia, i ducati si ressero autonomamente per un decennio, senza che ci fosse un re centrale (Periodo dei Duchi, 574-584). In seguito, di fronte all'inefficienza e alla pericolosa debolezza militare di una simile frammentazione, i duchi tornarono a eleggere un re (Autari), ma i rapporti tra il potere centrale e i ducati rimasero deboli. Soltanto con il tempo l'accentramento del potere regio, almeno nella Langobardia Maior (Italia centro-settentrionale), ebbe la meglio sui particolarismi dei ducati.
Il ducato rappresentò per diversi nobili longobardi una sorta di "trampolino di lancio" verso il trono di Pavia (tra i tanti esempi, spiccano molti tra i più grandi tra i sovrani longobardi: Autari, Agilulfo, Rotari, Grimoaldo, Rachis, Astolfo, Desiderio). Non sempre però il colpo andava a buon fine, e il tentativo di usurpazione culminava con la morte del duca ribelle (Alachis, Rotarit).
I ducati longobardi, tanto nella Langobardia Maior quanto nella Langobardia Minor, non furono soppressi alla caduta nel regno (774), ma furono inglobati nell'Impero carolingio. Unica eccezione, il Ducato di Benevento: presto elevato al rango di Principato (ma poi anche indebolito da secessioni), conservò la sua autonomia e anzi rivestì un importante ruolo politico fino all'arrivo dei Normanni (XI secolo).
Elenco dei ducati longobardi Nella Historia Langobardorum, Paolo Diacono cita espressamente i nomi di 5 duchi e sostiene l'esistenza di 30 ulteriori ducati, per un totale di 35.
I ducati attestati nella storiografia sono i seguenti: Ducato di Asti Ducato di Ivrea Ducato di San Giulio Ducato di Torino Ducato di Bergamo Ducato di Brescia Ducato di Milano Ducato di Pavia Ducato di Trento Ducato di Ceneda Ducato di Treviso Ducato di Verona Ducato di Vicenza Ducato del Friuli Ducato di Genova Ducato di Ferrara Ducato di Modena Ducato di Parma Ducato di Persiceto Ducato di Piacenza Ducato di Reggio Ducato di Tuscia, dapprima Ducato di Lucca Ducato di Spoleto Ducato di Benevento, poi Principato di Benevento, Principato di Salerno e Principato di Capua
Bibliografia Fonti primarie Paolo Diacono, Historia Langobardorum (Storia dei Longobardi, Lorenzo Valla/Mondadori, Milano 1992)
Fonti secondarie
Voci correlate Duca (Longobardi) Gastaldati longobardi Longobardi Regno longobardo