Fu costantemente ai vertici del tennis mondiale negli anni settanta e ottanta e numero 1 del ranking WTA in due riprese tra il 1974 e il 1981.
Tra le prime tenniste ad adottare il rovescio bimane, si era messa in luce già come dilettante per avere battuto colleghe della caratura di Margaret Court, Virginia Wade e Billie Jean King; dopo l'ingresso nel professionismo, vinse a 19 anni l'Open di Francia 1974, primo Grande Slam di una serie di 18 e più in generale di 154 tornei complessivi.
Nell'arco della sua quasi ventennale carriera, Evert vanta una percentuale di oltre il 90% di vittorie negli incontri disputati ( su ), record sia a livello femminile che maschile. Ineguagliato è anche il suo primato di 125 incontri consecutivi vinti sulla terra rossa, superficie sulla quale rimase imbattuta dal 1973 al 1979. Limitatamente all'ambito femminile, altresì, è suo il record di almeno un torneo dello Slam vinto per 13 stagioni consecutive dal 1974 al 1986 incluse.
Grazie a tali risultati, Chris Evert è considerata tra le maggiori campionesse dello sport di ogni epoca e disciplina; la sua rivalità con un'altra plurivincitrice tennista di quel periodo, Martina Navrátilová, fa parte della storia e della cultura del tennis.
Dal 1995 Evert figura nell'International Tennis Hall of Fame.
Biografia All'età di cinque anni inizia a giocare sui campi in terra, quella che rimarrà la sua superficie preferita e sulla quale diventerà praticamente imbattibile, guidata dal padre Jimmy Evert (ex tennista): "Mio padre mi raccomandava ‘Porta la racchetta indietro, girati lateralmente, entra in campo quando colpisci la palla’: ho ricordato quegli insegnamenti fondamentali, sempre".
Iniziò giovanissima a giocare i tornei giovanili raggiungendo in breve tempo la vetta delle graduatorie juniores. Nel 1970, a quindici anni, nelle semifinali del torneo di Charlotte sconfisse tra lo stupore generale Margaret Smith Court, la plurititolata campionessa australiana, indiscussa numero uno del mondo. Entrò nel circuito professionistico a diciotto anni, pur partecipando a diversi tornei open già in età minore (nel 1971 raggiunse le semifinali degli US Open) senza ritirare i premi vinti.
Carriera
Chris Evert è stata, tra il 1972 e il 1989, costantemente ai vertici del tennis mondiale, vincendo tutto: complessivamente 154 tornei in singolare, tra i quali 18 titoli del Grand Slam. In particolare, tra il 1974 e il 1982, la Evert è stata quasi ininterrottamente al primo posto delle graduatorie mondiali, salvo brevi parentesi in cui è stata preceduta da giocatrici del valore di Evonne Goolagong, Tracy Austin e Martina Navrátilová: un dominio pressoché assoluto durato quasi un decennio.
1972 A diciassette anni fu protagonista di quello che, all'epoca, fu definito "l'incontro del secolo": la semifinale di Wimbledon nella quale, in vantaggio per 6-4, 3-0, subì una clamorosa rimonta dalla campionessa in carica Evonne Goolagong che, giocandole soventi smorzate sul rovescio bimane, vinse con il punteggio finale di 4-6, 6-3, 6-4. Raggiunse, nello stesso anno, anche le semifinali degli US Open, dove fu sconfitta da Kerry Melville 6-4, 6-2. Vinse quattro tornei e 47 incontri sui 54 disputati (87%).
I risultati più importanti furono la vittoria a Fort Lauderdale in finale su Billie Jean King (6-1, 6-0) e a Indianapolis, dove vinse la semifinale contro Margaret Smith Court (6-3, 7-6) e si impose in finale sulla Goolagong (7-6, 6-1). Fece parte della selezione statunitense nella Bonnie Belle Cup e sconfisse, nell'incontro con l'Australia, sia la Court (6-3, 6-3) che la Goolagong (6-3, 4-6, 6-0).
1973
A soli diciotto anni fu protagonista della finale degli Open di Francia, sconfitta dall'allora numero uno del mondo Margaret Court con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-4. Nello stesso anno sconfisse proprio la Court nelle semifinali di Wimbledon (6-1, 1-6, 6-1) e raggiunse così la finale, dove venne sconfitta da Billie Jean King (6-0, 7-5). Vinse dieci tornei e ottantotto incontri sui novantotto disputati (90%).
Si impose nel torneo di Fort Lauderdale in finale su Virginia Wade (6-1, 6-2), nel torneo di Sarasota in finale sulla Goolagong (6-3, 6-2), nel torneo di Miami di nuovo in finale sulla Goolagong (3-6, 6-3, 6-2), a St. Petersburg in semifinale sulla Navrátilová (7-5, 6-3) e in finale sulla Goolagong (6-2, 0-6, 6-4), a Johannesburg in semifinale sulla Wade (7-6, 6-0) e in finale sulla Goolagong (6-3, 6-3). Nel torneo di Hilton Head, dopo avere sconfitto Billie Jean King in semifinale (4-6, 7-6, 6-1), perse la finale da Margaret Court (6-4, 6-7, 6-2). A Roma, nella finale degli Internazionali d'Italia, fu sconfitta dalla Goolagong 7-6, 6-0.
1974 Stabilì il nuovo record assoluto di 56 vittorie consecutive vincendo dieci tornei di fila. Vinse sedici tornei e 103 incontri sui 110 disputati (94%). Si impose agli Open di Francia senza perdere un set (battendo in finale Ol'ga Morozova 6-1, 6-2). Si impose anche a Wimbledon, sempre in finale sulla Morozova per 6-0, 6-4. Raggiunse la finale agli Australian Open, dove fu sconfitta da Evonne Goolagong per 7-6, 4-6, 6-0. Agli US Open fu sconfitta in semifinale ancora dalla Goolagong (6-0, 6-7, 6-3).
Da sottolineare la vittoria di Mission Viejo in finale sulla King (6-3, 6-1); a Roma, nella finale degli Internazionali d'Italia sulla Navrátilová (6-3, 6-3); a Dallas in finale sulla Wade (7-5, 6-2); a Sarasota in finale sulla Goolagong (6-4, 6-0); a St. Petersburg in finale sulla Melville (6-0, 6-1); a Houston in finale sulla Wade (6-3, 5-7, 6-1); a Hilton Head in semifinale sulla Goolagong (6-2, 6-1) e in finale sulla Wade (6-1, 6-3); a Eastbourne di nuovo in finale sulla Wade (7-5, 6-4).
1975
Si impose in due dei tre tornei del Grande Slam cui partecipò: agli Open di Francia, in finale sulla Navrátilová con il punteggio di 2-6, 6-2, 6-1, e agli US Open, dove si impose in semifinale sulla Navrátilová (6-4, 6-4) e in finale sulla Goolagong (5-7, 6-4, 6-2). A Wimbledon perse la semifinale dalla King (2-6, 6-2, 6-3). Vinse sedici tornei e 94 incontri sui cento disputati (94%). Da sottolineare la vittoria a Roma in finale sulla Navrátilová (6-1, 6-0); la vittoria a San Francisco in semifinale sulla Navrátilová (6-4, 6-3) e in finale sulla King (6-1, 6-1); ad Akron in semifinale sulla Wade (7-5, 6-2) e in finale sulla Court (6-4, 3-6, 6-3); a Houston in semifinale sulla Goolagong (4-6, 6-4, 7-6) e in finale sulla Court (6-3, 6-2); a Los Angeles nei quarti sulla Goolagong (6-1, 6-4), in semifinale sulla Morozova (6-2, 6-0) e in finale sulla Navrátilová (6-4, 6-2).
Trionfò anche ad Amelia Island in semifinale sulla Goolagong (6-1, 6-1) e in finale sulla Navrátilová (7-5, 6-4); a Austin in finale sulla King (4-6, 6-3, 7-5); a Rye in semifinale sulla Court (6-3, 6-3) e in finale sulla Wade (6-0, 6-1); ad Atlanta in finale sulla Navrátilová (2-6, 6-2, 6-0); a Hilton Head in finale sulla Goolagong (6-1, 6-1). Il 1975 fu l'anno in cui venne creata la classifica ufficiale della WTA (Women Tennis Association) e la Evert risultò subito essere la prima davanti alla sua più grande rivale dell'epoca: l'australiana Evonne Goolagong.
1976 Non partecipò agli Open di Francia né agli Australian Open e si impose in entrambe le prove del Grande Slam cui partecipò: sia a Wimbledon, dove si impose in semifinale sulla Navrátilová (6-3, 4-6, 6-4) e in finale sulla Goolagong (6-3, 4-6, 8-6), sia agli US Open dove si impose ancora in finale sulla Goolagong (6-3, 6-0). Vinse dodici tornei e 75 degli ottanta incontri disputati (94%). I risultati più rilevanti furono la vittoria a Austin in semifinale sulla Navrátilová (6-0, 6-3) e in finale sulla Goolagong (7-5, 6-1); a Washington in finale sulla Wade (6-2, 6-1); a Sarasota in finale sulla Goolagong (6-3, 6-0); a San Francisco di nuovo in finale sulla Goolagong (7-5, 7-6); a Eastbourne in finale sulla Wade (8-6, 6-3).
1977 Disertò ancora sia gli Open di Francia che gli Australian Open, imponendosi in una delle due prove dello Slam cui partecipò: di nuovo agli US Open, cedendo soltanto 27 game e nessun set in tutto il torneo, battendo in finale l'australiana Wendy Turnbull 7-6, 6-2. A Wimbledon, dopo avere sconfitto nei quarti Billie Jean King 6-1, 6-2, fu sconfitta in semifinale dalla vincitrice del torneo Virginia Wade con il punteggio di 6-1, 4-6, 6-2. Vinse undici tornei e settanta dei settantatré incontri disputati (96%).
I più importanti tornei vinti furono Hollywood in finale sulla Court (6-3, 6-4); Seattle in finale sulla Navrátilová (6-2, 6-4); Chicago in finale su Margaret Court (6-1, 6-3); Los Angeles in finale su Martina Navrátilová (6-2, 2-6, 6-1); Philadelphia ancora in finale sulla Navrátilová (6-4, 4-6, 6-3); Tucson in semifinale sulla Wade (6-3, 6-4) e in finale sulla Navrátilová (6-3, 7-6); Hilton Head in finale su Billie Jean King (6-0, 6-1); Mission Viejo su Martina Navrátilová (6-4, 6-1), poi sulla Wade (1-6, 6-4, 6-4) e in finale su Billie Jean King (6-2, 6-2). Da notare che la sua principale rivale, Evonne Goolagong, fu assente per buona parte dell'anno (divenne mamma a maggio) e che la Evert conobbe in tutto l'anno soltanto tre sconfitte: una dalla Navrátilová e due dalla Wade.
1978 Vinse una delle due prove dello Slam cui partecipò: si impose agli US Open per la quarta volta consecutiva, senza cedere un set e battendo in finale la connazionale Pam Shriver 7-5, 6-4; perse la finale a Wimbledon dalla Navrátilová (2-6, 6-4, 7-5). Vinse in tutto sette tornei e cinquantasei dei cinquantanove incontri disputati (95%).
Vinse a Philadelphia in semifinale sulla Wade (6-3, 6-2) e in finale sulla King (6-0, 6-4); a Hilton Head in semifinale su Tracy Austin (6-3, 6-1) e in finale sulla Melville (6-2, 6-0); ad Atlanta in finale sulla Navrátilová (7-6, 0-6, 6-3); a Bloomington in finale sulla Wade (6-7, 6-2, 6-4); a Mission Hills in semifinale sulla Wade (6-2, 6-2) e in finale sulla Navrátilová (6-3, 6-3); a Tokyo in semifinale sulla Wade (6-1, 6-3) e in finale sulla Navrátilová (7-5, 6-2). Da sottolineare la finale persa a Eastbourne dalla Navrátilová in un match avvincente (6-4, 4-6, 9-7).
1979 Tornò dopo tre anni di assenza agli Open di Francia e vinse in finale su Wendy Turnbull (6-2, 6-0); a Wimbledon si impose in semifinale sulla Goolagong (6-3, 6-2) ma fu sconfitta in finale dalla Navrátilová (6-4, 6-4); agli US Open sconfisse nei quarti la Goolagong (7-5, 6-2), in semifinale Billie Jean King (6-1, 6-0) ma trovò in finale la connazionale Tracy Austin che, imponendosi per 6-4, 6-3, impedì alla Evert di vincere il quinto titolo consecutivo.
Da notare che la Austin, nello stesso anno, vinse su Evert anche a Roma, interrompendo la serie di 125 successi consecutivi sulla terra iniziata nel 1973 (6-2, 4-6, 7-6 il punteggio della semifinale). Il 1979 è un anno in cui la Evert, dopo cinque anni di dominio assoluto, mostra segni di stanchezza ("Non mi diverto più come un tempo, vorrei fare anche altre cose"): è l'anno in cui convola a nozze con il tennista inglese John Lloyd e in cui iniziano a circolare voci su un suo possibile ritiro. In effetti i risultati conseguiti sembrano confermare la "stanchezza" della Evert, che perde la prima posizione mondiale e viene sconfitta anche dalla Stevens, la Barker, la Turnbull, giocatrici alle quali, abitualmente, concedeva soltanto pochi game.