Il Governo Spadolini II è stato il quarantesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il quinto dell'VIII legislatura.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 23 agosto al 1º dicembre 1982 (sebbene già dimissionario dal precedente 13 novembre), per un totale di 100 giorni, ovvero 3 mesi e 8 giorni. Si tratta quindi del governo di più breve durata tra quelli che hanno inizialmente ricevuto il voto di fiducia nella storia della Repubblica.
Il governo ottenne la fiducia dalla Camera dei Deputati il 2 settembre 1982, con 357 voti favorevoli e 245 contrari.
Il governo ottenne la fiducia dal Senato della Repubblica il 4 settembre 1982, con 176 voti favorevoli e 115 contrari.
L'esecutivo cadde a causa della cosiddetta "lite delle comari", ossia uno scontro politico tra i ministri Andreatta e Formica, che coinvolse anche i rispettivi partiti. Spadolini si dimise, il 13 novembre 1982.
Storia
Il secondo governo di Giovanni Spadolini si presenta con una lista dei ministri e dei sottosegretari identica a quella del governo uscente. È la prima volta nella storia della repubblica e sui giornali l'esecutivo è subito battezzato "governo fotocopia". E dell'esecutivo uscente mantiene i medesimi problemi, che anzi vanno progressivamente ad acutizzarsi per lo scontro tra il ministro democristiano del tesoro, Nino Andreatta, e quello socialista alle finanze, Rino Formica, che sfocia nella cosiddetta lite delle comari. Minato da una forte instabilità della maggioranza, indebolita a sua volta dalla conflittualità tra DC e PSI, dall'insidia dei franchi tiratori (che costringono Spadolini a continue richieste di fiducia) e da una situazione economica compromessa e priva di valide soluzioni, l'esecutivo getta la spugna dopo soli 3 mesi e 8 giorni, caratterizzandosi ad oggi come il più breve tra quelli che hanno ottenuto la fiducia.
Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Governo, al momento dell'insediamento, si può così riassumere:
Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 1 3 5 - 15 31 46 - 7 15 22 - 3 5 8 - 1 3 4Totale 1 27 57 85
Provenienza geografica RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale11 -2 -4812 -279 -358 -257 -246 -235 -145 -224 -134 - -44 -123 - -33 - -33 -112 -112 -112 -112 -1 -1
Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Pentapartito (369): DC (262), PSI (62), PSDI (20), PRI (16), PLI (9) Appoggio esterno Misto (5) Opposizione PCI (201), MSI-DN (30), PR (18), PdUP-PIC (6), Misto (1)Senato della Repubblica Maggioranza Pentapartito (187): DC (138), PSI (32), PSDI (9), PRI (6), Misto (2) Appoggio esterno Misto (8) Opposizione PCI (109), MSI-DN (13), Misto (2)
Il Governo godeva dell'appoggio dei seguenti partiti o gruppi presenti in Parlamento:
Democrazia Cristiana; Partito Socialista Italiano; Partito Socialista Democratico Italiano; Partito Repubblicano Italiano; Partito Liberale Italiano; Südtiroler Volkspartei (appoggio esterno); Union Valdôtaine (appoggio esterno).
Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Giovanni Spadolini (PRI) Vittorio Olcese (PRI)Segretario del Consiglio dei ministri Francesco Quattrone (DC)Sottosegretario con delega alla Funzione pubblica Salvatore Urso (DC)Sottosegretario con delega agli Interventi nel MezzogiornoMinistri senza portafoglio Sottosegretari di Stato Affari regionali Aldo Aniasi (PSI) Carica non assegnata Coordinamento delle iniziativeper la ricerca scientifica e tecnologica Giancarlo Tesini (DC) Carica non assegnata Coordinamento delle Politiche comunitarie Lucio Gustavo Abis (DC) Carica non assegnata Coordinamento della Protezione civile Giuseppe Zamberletti (DC) Carica non assegnata Funzione pubblica Dante Schietroma (PSDI) Carica non assegnata Interventi straordinari nel Mezzogiorno Claudio Signorile (PSI) Carica non assegnata Rapporti con il Parlamento Luciano Radi (DC) Carica non assegnata MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Emilio Colombo (DC) Bruno Corti (PSDI) Raffaele Costa (PLI) Mario Fioret (DC) Roberto Palleschi (PSI) Interno Virginio Rognoni (DC) Marino Corder (DC) Angelo Maria Sanza (DC) Francesco Spinelli (PSI) Grazia e Giustizia Clelio Darida (DC) Giuseppe Gargani (DC) Domenico Raffaello Lombardi (DC) Gaetano Scamarcio (PSI) Bilancio e Programmazione economica Giorgio La Malfa (PRI) Emilio Rubbi (DC) Finanze Rino Formica (PSI) Giuseppe Amadei (PSDI) Francesco Colucci (PSI) Paolo Enrico Moro (DC) Rodolfo Tambroni Armaroli (DC) Tesoro Beniamino Andreatta (DC) Carlo Fracanzani (DC) Giuseppe Pisanu (DC) Eugenio Tarabini (DC) Angelo Tiraboschi (PSI) Claudio Venanzetti (PRI) Difesa Lelio Lagorio (PSI) Bartolomeo Ciccardini (DC) Amerigo Petrucci (DC) Martino Scovacricchi (PSDI) Pubblica istruzione Guido Bodrato (DC) Antonino Drago (DC) Franca Falcucci (DC) Giuseppe Fassino (PLI) Sisinio Zito (PSI) Lavori Pubblici Franco Nicolazzi (PSDI) Mario Casalinuovo (PSI) Giorgio Santuz (DC) Agricoltura e Foreste Giuseppe Bartolomei (DC) Mario Campagnoli (DC) Fabio Fabbri (PSI) Trasporti Vincenzo Balzamo (PSI) Antonio Caldoro (PSI) Dino Riva (PSDI) Elio Tiriolo (DC) Poste e Telecomunicazioni Remo Gaspari (DC) Giorgio Bogi (PRI) Pino Leccisi (DC) Gaspare Saladino (PSI) Industria, Commercio ed Artigianato Giovanni Marcora (DC) Giovanni Angelo Fontana (DC) Enrico Novellini (PSI) Francesco Rebecchini (DC) Sanità Renato Altissimo (PLI) Maria Magnani Noya (PSI) Bruno Orsini (DC) Commercio con l'Estero Nicola Capria (PSI) Baldassare Armato (DC) Enrico Rizzi (PSDI) Marina mercantile Calogero Mannino (DC) Giovanni Nonne (PSI) Francesco Patriarca (DC) Partecipazioni statali Gianni De Michelis (PSI) Silvestro Ferrari (DC) Delio Giacometti (DC) Lavoro e Previdenza sociale Michele Di Giesi (PSDI) Mario Costa (DC) Angelo Gaetano Cresco (PSI) Mario Gargano (DC) Piergiovanni Malvestio (DC) Beni culturali ed ambientali Vincenzo Scotti (DC) Pietro Mezzapesa (DC) Turismo e Spettacolo Nicola Signorello (DC) Enrico Quaranta (PSI)
Cronologia 1982 Agosto 8-11 agosto: il capo dello Stato inizia le consultazioni. A favore di elezioni anticipate si schierano soltanto radicali e missini. Il PDUP chiede un rinvio dell'esecutivo alle Camere, in modo che i partiti della maggioranza si assumano la responsabilità della caduta dell'esecutivo. I partiti della maggioranza si oppongono alle elezioni anticipate, che rinvierebbero al lungo periodo la risoluzione di numerosi problemi, e si dichiarano disponibili alla ricostituzione del pentapartito sotto la presidenza di Spadolini. Il messaggero, 9-12 agosto 1982 17 agosto: Spadolini stende un documento programmatico in dieci punti, da sottoporre ai partiti e alle parti sociali e incentrato su economia, autonomie locali, rapporti istituzionali e giustizia.Il messaggero, 18 agosto 1982 23-25 agosto: con una decisione senza precedenti Spadolini comunica una lista dei ministri identica a quella del governo uscente.Con un editoriale che appare su l’Unità il PCI si rivolge al PSI commentando criticamente la scelta di tornare ad un'alleanza conflittuale con la DC e sottolinea la necessità di un diverso rapporto fra i due partiti di sinistra per superare il «sistema di potere» democristiano. I liberali si dichiarano delusi per non aver ottenuto un secondo ministero e viene ventilata la possibilità di un appoggio esterno col ritiro di Renato Altissimo. 26 agosto: Carlo Donat Cattin afferma in una intervista al Globo che nel corso della crisi del I governo Spadolini il segretario democristiano, Ciriaco De Mita, lo ha consultato per conoscere la sua opinione su un governo formato da DC, PRI, PSDI e PLI, senza il PSI e con una forma di appoggio esterno del PCI, ottenendo una risposta negativa. Le sue dichiarazioni sono viste come una conferma dell’accusa di un complotto DC ai danni del PSI mossa da Claudio Martelli nei giorni delle trattative per il governo. Immediata la smentita della segreteria DC.Il messaggero, 27 agosto 1982 30 agosto-2 settembre: il governo si presenta in parlamento. Spadolini parla della crisi del suo governo come di un malessere istituzionale e ritiene di primaria importanza fronteggiare una situazione economica allarmante con rigore fiscale e lotta agli sprechi. Alla Camera la fiducia è approvata con 357 voti favorevoli e 247 contrari. Al Senato con 176 voti favorevoli e 115 contrari.Il messaggero, 31 agosto-3 settembre 1982
Settembre
3 settembre: la mafia uccide il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Dalla Chiesa si era insediato prefetto di Palermo il 30 aprile 1982, giorno dell’assassinio di Pio La Torre. Il 10 agosto, in una polemica intervista a la Repubblica, aveva lamentato che il governo non ha mai messo all'ordine del giorno i poteri speciali promessi per combattere Cosa nostra.Il messaggero, 4 settembre 1982 6 settembre: il ministro degli interni, Virginio Rognoni, riferisce sul delitto Dalla Chiesa alle commissioni interni e giustizia della Camera, riunite in seduta congiunta per approvare la proposta di legge di Pio La Torre che introduce nel codice penale i reati di associazione mafiosa e di concorrenza violenta e introduce severi controlli patrimoniali sui sospetti criminali. Il ministro non chiarisce il motivo che ha spinto il governo a lasciare solo il generale per poi affrettarsi a concedere i poteri speciali al nuovo prefetto, Emanuele De Francesco, già capo del SISDE.Il ministro Rognoni mette a disposizione il proprio incarico: Spadolini rigetta le dimissioni.Anche se non sono ancora definiti i poteri De Francesco assume la carica di Alto commissario per la lotta alla mafia.Il messaggero, 7 settembre 1982 8 settembre: Nando dalla Chiesa, figlio del generale ucciso, accusa la DC siciliana di essere mandante dell'omicidio del padre, in particolare il sindaco di Palermo Nello Martellucci e il presidente della regione Mario D'Acquisto, che reagiscono negando qualsiasi coinvolgimento. A Viareggio, dove partecipa alla locale festa di amicizia, Ciriaco De Mita non nega che la politica siciliana sia inquinata dal potere mafioso ma respinge il coinvolgimento del partito come vile, ingiusto e ingeneroso. Il PCI siciliano chiede le dimissioni di D'Acquisto e Martellucci.Il direttivo nazionale di Confindustria chiede al governo un deciso intervento sul costo del lavoro e del denaro e sulle tariffe dei servizi bancari.Il messaggero, 9 settembre 1982 13 settembre: Licio Gelli viene arrestato a Ginevra mentre sta sbloccando un conto di circa 170 miliardi di lire in una filiale dell'Unione banche svizzere. Viene subito ipotizzato che è costituito dai fondi del Banco Ambrosiano passati per diversi paradisi fiscali. Nella perquisizione dei suoi bagagli sono trovati carteggi con numeri di conto corrente e annotazioni di operazioni condotte da Roberto Calvi nel suo soggiorno a Londra, dove è stato ucciso. Il governo è subito pressato perché si attivino le pratiche dell'estradizione in Italia.Il messaggero, 14 settembre 1982
17-18 settembre: al convegno della corrente democristiana Forze nuove, a Saint-Vincent, i responsabili economici della DC, Giovanni Goria, e del PSI, Mario Lizzero, accusano l'esecutivo di tamponare la situazione dell'economia senza frenare l'aumento della spesa pubblica, del costo del lavoro e il tasso di sconto. Viene contestato anche il sistema delle partecipazioni statali, che accorre in soccorso di siderurgia, chimica, metallurgia senza preoccuparsi di investire nell'energia nucleare. Si forma una nuova tendenza denominata Nuova alleanza democratica, che raggruppa i dorotei di Bisaglia e Rumor, i forzanovisti di Donat Cattin e le tendenze di Forlani e Gerardo Bianco.Il messaggero, 18-19 settembre 1982