Place des Vosges () è una piazza di Parigi, situata nel quartiere Marais.
Costruita tra il 1605 e il 1612 per volere di Enrico IV, dal quale trasse il nome originale di place Royale, rappresenta uno dei primi esempi di pianificazione urbanistica razionale in Francia, con i suoi edifici in laterizio, ardesia e calcare che si affacciano sui quattro lati.
Toponomastica Il suo nome rende omaggio al dipartimento dei Vosgi (in lingua francese Vosges), una regione della Francia che si distinse per il suo impegno durante la Rivoluzione; fu, infatti, il primo dipartimento a versare il proprio tributo fiscale con il pagamento delle tasse alla neocostituita Prima Repubblica francese. I Vosgi si distinsero anche inviando, nel 1792, i primi volontari nazionali, provenienti in particolare dal distretto di Remiremont, a difendere la nazione minacciata dalle forze straniere e interne.
Nel corso dei secoli, tuttavia, la piazza ha conosciuto numerosi cambiamenti di denominazione. Intitolata inizialmente «place Royale» per la glorificazione della monarchia, durante la Rivoluzione francese, il 19 agosto 1792, fu ribattezzata «Place des Fédérés» (Piazza dei Federati), in onore dei volontari che avevano combattuto per la causa rivoluzionaria. Successivamente, il 4 luglio 1793, la Convenzione Nazionale adottò il nome «Place de l'Indivisibilité» (Piazza dell'Indivisibilità), in riferimento ai principi di unità e indivisibilità della Repubblica. La piazza era anche conosciuta, sebbene in modo non ufficiale, come "Place du Parc-d'Artillerie" (Piazza del Parco dell'Artiglieria) o "Place de la Fabrication-des-Armes" (Piazza della Fabbricazione delle Armi), a causa delle sue vicinanze con strutture militari e manifatturiere. Con la restaurazione della monarchia nel 1814 la piazza riprese il nome originario di «place Royale», denominazione che mantenne fino al 1830 e nuovamente dal 1852 al 1870, per poi assumere definitivamente il nome attuale.
Storia
Il 30 giugno 1559 nei pressi dell'odierna Place des Vosges si consumò un tragico episodio, che segnò la morte del re Enrico II di Francia. Durante una giostra celebrativa in occasione del matrimonio di sua figlia Elisabetta di Valois con Filippo II di Spagna, Enrico II fu ferito gravemente da Gabriele I di Montgomery, capitano della sua Guardia scozzese. Un colpo di lancia all'occhio del sovrano, nonostante gli interventi dei medici più esperti dell'epoca, tra cui Ambroise Paré e il fiammingo Vesalio, portò alla sua morte il 10 luglio dello stesso anno, dopo giorni di atroci sofferenze.
Nel periodo successivo il sito in cui si era consumato tale tragico evento restò in stato di abbandono per circa cinquant'anni. Fu solo sotto il regno di Enrico IV che, nel 1605, venne concepito il progetto di trasformare l'area in un centro industriale per la produzione della seta, con l'intento di rilanciare l'economia nazionale e sanare i debiti derivanti dalle guerre d'Italia. Ciò malgrado, questa proposta incontrò l'opposizione di figure come François Miron e Massimiliano di Béthune, i quali suggerirono piuttosto la creazione di un quartiere di lusso, destinato alla nobiltà, bisognosa di un luogo di passeggio e di incontro.
I lavori di costruzione della Place Royale ebbero inizio nel 1605 e, benché destinata a essere inaugurata in onore di Enrico IV, vennero completati solo nel 1612, due anni dopo l'assassinio del re, per mano stavolta di François Ravaillac. Enrico IV, in ogni caso, predispose che gli edifici fossero costruiti identici sui quattro lati, uno dei primi esempi di pianificazione urbanistica razionale in Francia. La piazza fu inaugurata in occasione del fidanzamento di Luigi XIII e Anna d'Asburgo con una grande festa, che includeva uno spettacolo equestre diretto da Antoine de Pluvinel.
Il centro della piazza, inizialmente pianeggiante e sabbioso, divenne un luogo di svago, dove si tenevano cavalcate, tornei, giochi con gli anelli e persino duelli. Successivamente, nel 1670, la piazza fu trasformata in un giardino recintato, con la piantumazione di un prato e la creazione di vialetti sabbiosi che seguivano le linee mediane e diagonali del quadrato. Furono imposti severi divieti, fra cui quello di calpestare i prati o di giocare a pallone, a birilli o a bocce nei viali. Nel 1687 venne installata una grata in ferro battuto con quattro accessi e l'ingresso ai giardini venne vietato a chi indossava abiti inadeguati, pur consentendo l'accesso alla piazza una volta all'anno, il 25 agosto, in occasione della festa di Saint-Louis.
Nel 1738 il Comune di Parigi istituì la figura di un guardiano del parco, con il compito di far rispettare il regolamento riguardante l'accesso e l'uso della piazza. Verso la fine del secolo, su richiesta degli abitanti, furono piantati degli alberi, completando così la trasformazione della piazza in uno spazio pubblico curato e ornamentale.
Descrizione
La Place des Vosges, configurata come un quadrato con lati di 140 metri, è caratterizzata da una spiccata uniformità architettonica. La piazza è circondata da edifici residenziali a due piani, costruiti in mattoni rossi, fasce verticali e cornici di conci in pietra calcarea bianca e tetti in ardesia blu a falde molto pendenti, con un effetto di raffinata tricromia. L'aspetto omogeneo degli edifici è il risultato di un editto reale del XVII secolo che imponeva l'uniformità nella composizione degli edifici e nell'altezza delle strutture. L'unica eccezione a questa regola riguarda i padiglioni reali: si tratta del padiglione del re, situato al centro del lato sud della piazza, e del padiglione della regina, che lo fronteggia sul lato nord, i quali sono volutamente più alti rispetto agli altri edifici circostanti.
La piazza è composta da trentasei padiglioni, nove per lato, che corrispondono ai trentasei palazzi signorili costruiti all'epoca. Ogni padiglione è largo quattro campate e si articola su un piano terra con arcate e quattro piani, dei quali due mansardati. I lavori per la costruzione della piazza furono commissionati da Enrico IV, tra gli altri, agli architetti Louis Métezeau e Claude Chastillon.
Per preservarne l'unità e l'integrità, dagli anni sessanta la Place des Vosges è tutelata dal piano di salvaguardia e valorizzazione del Marais, il che implica che nessun intervento sulle facciate degli edifici possa essere effettuato senza l'autorizzazione degli ABF (architectes des bâtiments de France).
Il cuore della piazza è occupato dal giardino Louis-XIII, un ampio spazio verde circondato da filari di alberi e ornato da quattro fontane progettate da Jean-Pierre Cortot, alimentate dalle acque del canale dell'Ourcq. Al centro del giardino si erge un monumento equestre dedicato a Luigi XIII, scolpito da Charles Dupaty, completato da Jean-Pierre Cortot e inaugurato nel 1825. La statua equestre originaria, realizzata nel 1639, è stata distrutta durante la Rivoluzione francese.
Cartografia nº 1 : pavillon du Roi nº 1 bis : hôtel Coulanges nº 3 : hôtel de Montmorin nº 5 : hôtel de la Salle nº 7 : hôtel de Sully nº 9 : hôtel de Chaulnes nº 11 : hôtel Pierrard nº 13 : hôtel Dyel des Hameaux nº 15 : hôtel Marchand nº 17 : hôtel de Chabannes nº 19 : hôtel de Montbrun nº 21 : hôtel du Cardinal-de-Richelieu nº 23 : hôtel de Bassompierre nº 25 : hôtel de l'Escalopier
nº 2 bis : hôtel du 2 bis place des Vosges nº 2 : hôtel Genou de Guiberville nº 4 : hôtel du 4 place des Vosges nº 6 : hôtel de Rohan-Guémené nº 6 bis : lycée professionnel Théophile-Gautier nº 8 : hôtel de Fourcy nº 10 : hôtel de Châtillon nº 12 : hôtel Lafont nº 14 : hôtel de Ribault nº 16 : hôtel d'Asfeldt nº 18 : hôtel de Clermont-Tonnerre nº 20 : hôtel d'Angennes de Rambouillet nº 22 : hôtel Laffemas nº 24 : hôtel de Vitry nº 26 : hôtel de Tresmes nº 28 : pavillon de la Reine et l’hôtel d'Espinoy
Residenti famosi
Francis Blanche (1921-1974), attore, cantante e umorista, al nº 28; Jacques-Bénigne Bossuet (1627-1704), uomo di chiesa, vescovo di Meaux, predicatore e scrittore francese; Pierre Bourdieu (1930-2002), sociologo; Jean-Claude Brialy (1933-2007), al nº 3 (albero nel cortile); Marc-Antoine Charpentier (1643-1704), compositore; Colette (1873-1954), scrittrice; François Couperin (1668-1733), compositore; Alphonse Daudet (1840-1897), scrittore; Georges Dufrénoy (1870-1943), pittore; Isadora Duncan (1877-1927), ballerina; Rachel Félix (1821-1858), attrice; Théophile Gautier (1811-1872), al nº 8 dal 1828 al 1834 (targa commemorativa); Annie Girardot (1931-2011) e Renato Salvatori hanno abitato un appartamento il cui ingresso era al nº 17 ma dava sulla rue de Turenne; Jean-Edern Hallier (1936-1997), scrittore, pamphlettista, giornalista e critico letterario, prima del nº 2 (ingresso dal 16 rue de Birague); Gilonne d'Harcourt (1619-1699), dama di compagniaCharles-Louis Livet, Portraits du Grand Siècle, Librairie académique Didier, 1885.; Victor Hugo (1802-1885), scrittore, ha soggiornato nell'attuale casa che porta il suo nome; Jack Lang (1939-), ex ministro della Cultura; Thomas de Mahy (1744-1790), marchese di Favras, militare realista, al nº 4; Juste Olivier (1807-1876), scrittore, poeta, romanziere, giornalista, e sua moglie Caroline Olivier-Ruchet (1803-1879), anche poetessa; Armand Jean du Plessis de Richelieu (1585-1642), ecclesiastico e uomo di stato francese; Madame de Sévigné (1626-1696), epistolarista, al nº 1 bis; Delphine Seyrig (1932-1990), attrice, al nº 21; Georges Simenon (1903-1989), scrittore, al nº 21; Anne Sinclair (1948-), giornalista, ex moglie di Dominique Strauss-Kahn; Dominique Strauss-Kahn (1949-), ex ministro dell'economia e delle finanze, ex direttore generale del FMI, ex marito di Anne Sinclair.
Note
Bibliografia Hilary Ballon, The Paris of Henry IV: Architecture and Urbanism, 1994 ISBN 0-262-52197-0
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Collegamenti esterni
Vosge Categoria:III arrondissement di Parigi Categoria:IV arrondissement di Parigi