La Macedonia del Nord, ufficialmente Repubblica della Macedonia del Nord (; ), comunemente indicata come Macedonia, è uno Stato della penisola balcanica, nell'Europa sud-orientale, senza sbocco sul mare. La capitale è Skopje.

Fino al 2019 il nome ufficiale dello Stato era "Repubblica di Macedonia": a causa di ciò, il Paese è stato coinvolto in un'annosa disputa sul proprio nome con la Grecia, conclusasi nel giugno 2018 con l'accordo di Prespa. Nonostante il mancato raggiungimento del quorum nel referendum confermativo del 30 settembre, il Parlamento macedone ha approvato nel gennaio del 2019 una riforma costituzionale per adottare il nome di Macedonia del Nord, divenuto ufficiale il successivo 12 febbraio, potendo così aderire con la nuova denominazione il 27 marzo 2020 alla NATO e aprendo la strada all'ingresso nell'Unione europea, essendo il Paese tra quelli formalmente candidati all'adesione alla UE.L'entrata della Repubblica della Macedonia del Nord nella UE permetterebbe al paese di migliorare la situazione interna: attualmente il paese è dilaniato dalla crescente polarizzazione fra europeisti e irredentisti (albanesi) e nazionalisti (slavo-macedoni), questi ultimi appiattiti su posizioni anti-Nato, filo-russe e anti-greche. Tutto questo sullo sfondo dell’agenda neo-ottomana e pan-islamista che la Turchia sta perseguendo da alcuni anni nella regione a maggioranza musulmana, finanziando centri culturali, moschee e scuole. La Cina e soprattutto la Russia influiscono, inoltre, per acquisire maggiore peso e ostacolare i piani dell’asse Washington-Bruxelles, nella pericolosa influenza giocata per radicalizzare la regione balcanica.

Da alcuni Stati, tra cui quelli dell'Unione europea, nonché dall'Unione medesima e da altre entità sovranazionali, era riconosciuta come "Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia" (abbreviato ERJM o ERIM; in inglese Former Yugoslav Republic of Macedonia, FYROM; in macedone Πоранешна Југословенска Република Македонија, Poranešna Jugoslovenska Republika Makedonija) a seguito dell'adesione del Paese all'ONU (1993) con tale "denominazione provvisoria".

Stato senza sbocco al mare, la Macedonia del Nord confina a sud-ovest con l'Albania, a nord-est con la Bulgaria, a nord con la Serbia e il Kosovo e a sud-est con la Grecia. Il territorio governato dalla Macedonia era in precedenza la parte meridionale estrema della Jugoslavia. I confini odierni vennero fissati poco dopo la seconda guerra mondiale, quando la Jugoslavia socialista stabilì nella zona la Repubblica Popolare di Macedonia, riconoscendo i macedoni come una nazione separata all'interno della Jugoslavia. Rinominatasi Repubblica di Macedonia l'8 settembre 1991, si separò pacificamente dalla Jugoslavia senza ulteriori modificazioni territoriali.

Costituita principalmente da una popolazione macedone e una corposa minoranza albanese, la convivenza è sfociata spesso in annose dispute etniche, politiche e anche territoriali.La popolazione albanese nella parte di confine con Albania, Kosovo e Grecia si sente discriminata e non rappresentata dalla classe politica macedone di lingua slava e spera ancora in un ricongiungimento nazionale con la Repubblica d’Albania, formando così la cosiddetta Albania etnica, ovvero l'Albania comprendente tutti i territori di lingua albanese lasciati fuori dalla nazione dal Trattato di Londra (1913). Esistono inoltre piccole minoranze rom, turche e serbo-bulgare.

Le lingue ufficiali parlate in Macedonia del Nord sono il macedone (che adotta l'alfabeto cirillico) e l'albanese.

Geografia Morfologia

La Macedonia del Nord comprende solo una parte della regione geografica della Macedonia: il rimanente è diviso tra la vicina Grecia (con poco più della metà del totale), la Bulgaria (con meno di un decimo), l'Albania e la Serbia.

Il terreno è montuoso per la maggior parte, aspro con valli e bacini profondi, dislocato tra il Šar e il Rhodope intorno alla valle del Vardar. Tre grandi laghi, il lago di Ocrida, il lago Prespa e il lago Dojran si trovano sui confini meridionali della Repubblica, tagliati dalle frontiere con l'Albania e la Grecia. Il fiume più importante è il Vardar, che prosegue in Grecia con il nome Axios.

Il clima è temperato caldo, con estati e autunni secchi, e inverni relativamente freddi con pesanti nevicate. La regione è sismicamente molto attiva e ha subito terremoti distruttivi in passato, il più recente avvenuto nel 1963, quando Skopje fu pesantemente danneggiata da un sisma molto violento.

Suddivisione amministrativa

Il paese è suddiviso in 85 comuni (in lingua macedone: oпштини, opštini; singolare: oпштина, opština), dieci dei quali raggruppati nella Grande Skopje, una città metropolitana.

Ambiente Oltre il 7% del territorio è totalmente/parzialmente protetto. Nella Macedonia del Nord vi sono: 3 parchi nazionali (Pelister dal 1948, Mavrovo dal 1949, Galičica dal 1958) 4 riserve naturali integrali 3 paesaggi protetti 14 aree con flora o fauna particolari 33 aree dichiarate monumenti naturali

Società Città

Nella Macedonia del Nord vi sono 34 città, di cui solo cinque hanno una popolazione che supera i 50 000 abitanti. La capitale Skopje da sola raggruppa il 25% circa del totale della popolazione nazionale.

Etnie Lo Stato nordmacedone è composto da due principali gruppi etnici. Secondo gli ultimi sondaggi della CIA del 2016 sono così suddivisi: il gruppo principale (66,5% della popolazione) sono i macedoni, la cui madrelingua, il macedone, una lingua slava meridionale, è parlata da circa 1,5 milioni di abitanti. il secondo gruppo etnico (25,1%) sono gli albanesi, la cui lingua viene parlata da circa ; per legge, l'albanese è lingua ufficiale a livello comunale nei comuni in cui vi è presenza etnica albanese superiore al 20% della popolazione. Vi sono poi alcune minoranze, fra le quali le più importanti sono: bulgari, turchi, serbi, aromuni, rom.

Demografia

Come in tutte le repubbliche della ex Jugoslavia, la caduta causò una significativa emigrazione, motivata dalla crisi economica e accentuata dalle tensioni etniche. Più di 4000 cittadini macedoni provenienti dal nord-ovest dell'allora Repubblica di Macedonia - in particolare dai villaggi di Skudrinje, Žirovnica, Trebište, Rostuša, Golem Papradnik, Centar Zupa e dalla città di Gostivar - sono emigrati in Italia a partire dalla metà degli anni novanta insediandosi in città come Roma, Ancona, Treviso.

La città più grande è la capitale Skopje, che ha circa 500 000 abitanti. Dopo di essa, le città più grandi sono Tetovo, Kumanovo, Bitola, Prilep, Struga, Gostivar, Ocrida, Strumica e Veles, con una popolazione compresa tra 50 000 e 100 000 persone.

Diritti civili

Lingue Le lingue ufficiali del Paese sono il macedone, lingua slava meridionale scritta nell'alfabeto cirillico, e l'albanese.

Sono riconosciute localmente le lingue dei gruppi etnici minoritari, tra i quali il turco, il romaní parlata dai romA Šuto Orizari, frazione della capitale Skopje, è ufficiale la lingua romaní., il serbo, l'arumeno e la variante di quest'ultimo, il meglenorumeno parlata dai meglenorumeni.

Lo Stato macedone è l'unico a riconoscere ufficialmente la lingua arumena, lingua autoctona della regione, parlata come madrelingua da 9 695 arumeni (censimento 2002), ma conosciuta da altre migliaia di cittadini macedoni di discendenza arumena che si sono urbanizzati.

Religioni

Secondo il censimento del 2002 la maggioranza della popolazione è composta da membri della Chiesa ortodossa macedone (64,8%), seguita in buona parte dagli slavo-macedoni.

La seconda fede più diffusa del Paese è l'islam (33,3%), praticato in maggioranza dalla popolazione albanese e dalle minoranze torbesca (ovvero gli slavo-macedoni di fede musulmana) e turca. L'1,5% è rappresentato da altri culti non specificati. Il cattolicesimo di rito romano, meno dell'1%, è osservato in alcuni territori popolati da albanesi.

Cristiani ~65% Ortodossi 64,8% Cattolici <1% Musulmani 33,3% Culti non specificati 1,5%

Storia

Il territorio dell'attuale Macedonia del Nord ha fatto parte, durante i secoli, di numerosi Stati e imperi antichi. La Peonia, l'antica Macedonia, l'Impero romano e l'Impero bizantino; nel VI-VII secolo d.C. arrivarono i primi Slavi e in seguito si formarono gli Stati medioevali di Bulgaria e di Serbia. Nel XV secolo la regione venne conquistata dall'Impero ottomano.

In seguito alle due guerre balcaniche del 1912 e del 1913 e la dissoluzione dell'Impero ottomano, diventò parte della Serbia e fu riconosciuta come Јужна Србија (Južna Srbija, "Serbia meridionale"). Dopo la prima guerra mondiale la Serbia si unì al neo-formato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Nel 1929 il regno fu rinominato Jugoslavia e diviso in province, chiamate "banovina". Il territorio della moderna Macedonia del Nord divenne la banovina del Vardar (Vardarska Banovina).

Nel 1941 il Regno di Jugoslavia venne occupato dalle Potenze dell'Asse. La banovina del Vardar venne spartita tra la Bulgaria e l'Italia, che al momento occupava l'Albania. Il rigido governo che le forze occupanti stabilirono nella zona incoraggiò molti slavi macedoni ad appoggiare il movimento di resistenza di Josip Broz Tito, che divenne il presidente della Jugoslavia alla fine della guerra. Dopo la conclusione della seconda guerra mondiale, la Repubblica Popolare di Macedonia in Jugoslavia diventò una delle sei repubbliche della Repubblica Popolare Federale di Jugoslavia. In seguito alla ridenominazione della Federazione Jugoslava in Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia nel 1963, la Repubblica Federale di Macedonia fu ridenominata allo stesso modo Repubblica Socialista di Macedonia. La repubblica si rinominò Repubblica di Macedonia nel 1991, quando si separò pacificamente dalla Jugoslavia; sin da allora entrò in conflitto formale con la Grecia a proposito del nome ufficiale dello Stato dopo la sua dichiarazione d'indipendenza e solo nel 2018 venne esperito un serio tentativo di risolvere la disputa.

La Repubblica di Macedonia rimase in pace durante la guerra civile jugoslava nei primi anni novanta, ma fu parzialmente coinvolta nella guerra del Kosovo nel 1999, quando circa 360 000 albanesi si rifugiarono dal Kosovo nel paese. I profughi ritornarono velocemente nella loro regione alla fine della guerra, ma, poco dopo, i radicali albanesi di entrambi i lati del confine presero le armi per rivendicare l'autonomia o l'indipendenza per le aree a maggioranza albanese della Repubblica. Venne combattuta una piccola guerra civile e le etnie albanesi si ribellarono, soprattutto nel Nord e nell'Est del paese, nel marzo/giugno del 2001. Si arrivò a una conclusione del conflitto con l'intervento di un piccolo contingente di monitoraggio della NATO e con l'impegno del governo a riconoscere culturalmente la minoranza albanese.

Secondo l'accordo di Prespa del giugno 2018 la Repubblica di Macedonia ha cambiato nome, dopo un referendum confermativo non vincolante avvenuto il 30 settembre 2018, in Repubblica della Macedonia del Nord; il referendum ebbe un risultato inaspettato: il 94,18% dei votanti votò per il Sì al cambiamento, ma non fu raggiunto il quorum necessario del 50% più uno (i partecipanti furono solo il 36,91%). Il primo ministro macedone Zoran Zaev decise comunque di andare avanti nelle procedure per il cambio del nome e riuscì a far approvare in Parlamento la revisione costituzionale a gennaio 2019; anche la Grecia approvò l'accordo pochi giorni dopo.

Il 27 marzo 2020 il Paese è ufficialmente entrato nella NATO e si prospetta anche un'entrata nell'UE negli anni a venire.

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