La Coppa internazionale delle città di fiere industriali, abbreviata in Coppa delle Fiere (; ), fu una competizione europea di club – inizialmente intesa per rappresentative cittadine – tenutasi tra il 1955 e il 1971. È l'antenata della Coppa UEFA, competizione oggi nota come UEFA Europa League.

Nata da un'idea dell'allora vicepresidente FIFA, Ernst Thommen,. il nome della competizione rifletteva il retaggio del suo criterio di nascita, ovvero l'ammissione a inviti a rappresentative di città sedi di fiere internazionali, sebbene tale discriminante decadde ben presto in favore dei piazzamenti dei club nei propri campionati nazionali.

La competizione si svolse per tredici edizioni, con diverse cadenze temporali: triennale per la prima edizione, biennale per la seconda e annuale a partire dal 1960. Nove squadre si alternarono nella vittoria del trofeo, conquistato in via definitiva dal , nella finalissima contro l'ultimo vincitore canonico della competizione, il . Le squadre spagnole e inglesi vantano il maggior numero di successi nella Coppa, rispettivamente con sei e quattro vittorie.

Nel 1971 l'UEFA prese in carico l'organizzazione del torneo,. trasformandolo nella Coppa UEFA, organizzata con nuovi regolamenti e rinnovati criteri d'accesso. La confederazione europea non riconosce una continuità de iure tra le due competizioni e non include i risultati della "Fiere" nelle sue statistiche ufficiali,. menzionandola comunque a scopo documentale e storico nei palmarès dei club. Il ruolo della Coppa delle Fiere nella storia del calcio internazionale è sottolineata tra gli altri dalla FIFA, che ne fa menzione tra i titoli più rilevanti nei palmarès dei club, oltreché dall'International Federation of Football History & Statistics e dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio, che la equiparano alla Coppa UEFA/Europa League nel calcolo dei migliori club del XX secolo e della tradizione sportiva.

Storia I primi anni

Teorizzata dall'allora membro della FIFA, Ernst Thommen, fin dal 1950, ma rimasta nei cassetti per il successivo lustro per la mancanza di un adeguato supporto organizzativo, l'idea della Inter-Cities Fairs Cup riprese vigore nel marzo del 1955, durante il primo congresso UEFA a Vienna – parallelamente alla nascita della Coppa dei Campioni –, per poi essere istituita ufficialmente il 18 aprile dello stesso anno a Basilea. Il proposito di Thommen, peraltro, era di fare della "Fiere" il trofeo confederale di riferimento, lasciando la Coppa dei Campioni all'iniziativa privata:. una opzione respinta dall'UEFA, non interessata a sobbarcarsi l'organizzazione di ulteriori manifestazioni.

Ciò fece sì che Thommen sfruttasse i suoi buoni uffici presso la FIFA. La neonata competizione venne organizzata da un comitato privato, pur avallato ufficiosamente dalla federazione internazionale. e composto da esponenti della stessa, tra i quali figuravano, oltre al summenzionato Thommen, nel frattempo divenuto vicepresidente FIFA, anche il segretario della Football Association e futuro presidente FIFA, Stanley Rous, e il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Ottorino Barassi, membro FIFA e ideatore dell'UEFA; a questi, negli anni successivi si aggiunse Hans Bangerter, segretario generale dell'UEFA.

Obiettivo della Coppa delle Fiere era, tra gli altri, contribuire al rilancio economico delle grandi città europee all'indomani della seconda guerra mondiale, inserendosi nel più generale meccanismo del piano Marshall che, dal 1947 al 1952, aveva ottemperato a ciò anche attraverso l'allestimento di fiere internazionali: ne conseguì che la prima edizione vide la partecipazione di squadre provenienti unicamente da città sedi di fiere – da cui il nome –, vedi Barcellona, Basilea, Birmingham, Copenaghen, Francoforte sul Meno, Losanna, Lipsia, Londra e Milano. L'accesso, inoltre, era basato inizialmente sulla regola di un solo rappresentante per comune, perciò non era possibile la contemporanea presenza in tabellone di più sodalizi della stessa località. Questo favorì, soprattutto nelle prime edizioni, la creazione di selezioni cittadine ad hoc per il torneo, nonostante queste fossero poi quasi tutte composte da giocatori provenienti da uno stesso club. A riprova di ciò, la prima edizione fu vinta dal Barcelona XI: formalmente una rappresentativa della città catalana, in pratica la rosa del sotto mentite spoglie – a cui a posteriori viene riconosciuta la legittimità del successo –, che sconfisse la selezione cittadina del London XI. L'idea delle rappresentative scomparve rapidamente lasciando il posto definitivamente ai club; anche la regola di un solo esponente per città venne gradualmente abbandonata insieme al vincolo fieristico, lasciando spazio alla qualificazione in base al merito sportivo.

Le prime due edizioni ebbero un riscontro interlocutorio, anche perché gravate da una cadenza pluriennale che portava a una eccessiva rarefazione delle gare: una formula dettata dal collegamento tra le partite e il calendario fieristico, ma che inficiava negativamente sull'interesse del pubblico verso la competizione. Dall'edizione 1960-1961, in coincidenza con l'adozione della cadenza annuale, la Coppa delle Fiere incominciò ad attrarre un seguito sempre maggiore; ciò a fronte di un calendario calcistico continentale ancora abbastanza snello, occupato a livello confederale solo dalla Coppa dei Campioni. Da qui in avanti il torneo divenne colloquialmente noto come Runners-up Cup ("Coppa dei secondi posti"), per via del piazzamento in campionato necessario alla qualificazione.

Dominio anglo-spagnolo

I primi anni del torneo videro numerosi successi di squadre spagnole. Tra le edizioni 1955-1958 e 1965-1966 il Barcellona trionfò per tre volte, di cui due consecutive, come accadde allo stesso e al in una, per un totale di sei vittorie in otto edizioni, con tre finali (1961-1962, 1963-1964, 1965-1966) disputate da due squadre spagnole. Le tre squadre iberiche vincitrici della competizione, precedentemente citate, furono protagoniste di due finali a testa tra loro (Valencia-Barcellona nel 1962, Real Saragozza-Valencia nel 1964 e Barcellona-Real Saragozza nel 1966).

Nel 1968 ci fu l'inizio di un nuovo ciclo, inaugurato dagli inglesi del , già battuti in finale dalla l'anno precedente (1966-1967). Il Leeds Utd fu la prima squadra dell'Europa Settentrionale a conquistare il trofeo internazionale, definito da Don Revie, allenatore del club dal 1961 al 1974 e icona del calcio inglese, come «difficile da vincere quasi quanto la Coppa dei Campioni». Da quell'anno ci furono in totale quattro successi consecutivi di squadre d'oltre Manica, appannaggio di , e ancora Leeds Utd, fino all'ultima edizione del 1970-1971.

Verso la Coppa UEFA

Dalla seconda metà degli anni sessanta, ormai scomparso il vincolo fieristico, il comitato organizzazione era alle prese con una Coppa ormai cresciuta sia come organizzazione sia come partecipazione, rendendo non più procrastinabile lo stilare criteri precisi per l'ammissione alla competizione. Ciò fece sì che, al termine dell'edizione 1970-1971, l'UEFA avocasse a sé l'organizzazione della "Fiere". Nel settembre del 1971, sotto l'egida della confederazione europea, fu disputata la finalissima per l'assegnazione definitiva del trofeo originale tra i vincitori della prima e dell'ultima edizione, rispettivamente Barcellona e Leeds Utd: questa venne vinta dai catalani, che così incamerarono definitivamente la "Fiere" prima della sua abolizione. Dalla stagione sportiva 1971-1972, il suo posto nel calendario calcistico europeo venne preso dalla nuova Coppa UEFA.

Nell'albo d'oro del torneo, gli unici trionfi al di fuori dell'asse anglo-spagnolo, uno a testa, furono a opera degli italiani della (nel 1960-1961), degli ungheresi del (nel 1964-1965) e degli jugoslavi della (nel 1966-1967); da notare, statisticamente, che anche le prime due edizioni dell'erede ufficiosa, ovvero la Coppa UEFA, furono vinte da squadre inglesi, il che portò de facto il totale di successi consecutivi a sei da parte dei club d'oltre Manica, tra "Fiere" e UEFA.

Dei nove club che hanno vinto la Coppa delle Fiere – tre inglesi, tre spagnoli, uno italiano, uno jugoslavo (poi croato) e uno ungherese – solo uno, il Valencia, è riuscito a vincere anche la successiva Coppa UEFA/Europa League. Oltre agli spagnoli, anche Arsenal e Roma hanno disputato una o più finali del secondo trofeo confederale per importanza, senza riuscire a vincerlo. L' e la sono invece le squadre che hanno perso una o più finali di Coppa delle Fiere e successivamente hanno vinto una o più volte la Coppa UEFA/Europa League.

Formula

L'idea iniziale per la Coppa delle Fiere prevedeva un torneo della durata di tre anni, riservato a squadre di calcio provenienti da grandi città europee che ospitavano importanti fiere commerciali internazionali. Una caratteristica distintiva era la possibilità per le squadre di schierare "rappresentative cittadine" ad hoc, composte da giocatori di club diversi della stessa città.Ciò permetteva a città come Londra e Barcellona di creare vere e proprie selezioni cittadine, mentre altre, come Milano, partecipavano con club esistenti, come l'. La formula del torneo ha visto delle modifiche nella seconda edizione (1958-1960), con la riduzione della durata a due anni e l'introduzione dello scontro a eliminazione diretta, eliminando i gironi che caratterizzavano la prima edizione: nonostante queste modifiche, la partecipazione rimaneva riservata a squadre di città ospitanti fiere, ma le selezioni cittadine cominciarono progressivamente a scomparire.

Dalla terza edizione (1960-1961) il torneo divenne annuale e il numero delle squadre partecipanti fu progressivamente aumentato, arrivando a oltre 60 club nell'edizione 1968-1969.In molti casi non cambiò la regola cittadina. La Grecia ad esempio fu sistematicamente rappresentata dal miglior club di Salonicco, aggiungendo una squadra di Atene solo per le ultime edizioni a 64 ingressi. Un identico sistema valse per Plovdiv in Bulgaria, aggiungendo poi una squadra di Sofia. La Romania mandò un club di Ploiești prima di virare su un puro invito. Anche l'Austria, nell'ambito di inviti, mandava sempre almeno un club di Vienna. Infine l'Inghilterra si basò dapprima sulla città di Birmingham e qualche eventuale invito, ma dal 1964 adottò anch'essa la classifica.

Con l'introduzione della Coppa UEFA – che sostituì ufficiosamente la Coppa delle Fiere nel calendario calcistico europeo –, la UEFA uniformò le regole disciplinari e organizzative; sparito già da tempo il vincolo fieristico, la confederazione europea abolì definitivamente la regola "una squadra una città" propria del torneo precedente, e rese impossibile la partecipazione simultanea ad altre competizioni continentali, come invece avveniva nelle prime edizioni della "Fiere".In diversi casi squadre di club disputarono nella stessa stagione sia la Coppa delle Fiere che la Coppa dei Campioni o la Coppa delle Coppe, come ad esempio il Manchester Utd nell'annata 1964-1965. In tutto ciò la federazione inglese, in autonomia, manterrà fino al 1975 il vincolo di ammettere un solo club per città. La UEFA abolirà ufficialmente la formula a inviti, retaggio della Coppa delle Fiere, solo nel 1980, sebbene già dal 1964 la partecipazione al torneo avvenisse de facto in base ai piazzamenti nei campionati nazionali.

Riconoscimento