Il cimitero di Santa Maria del Pianto (o altrimenti detto cimitero del Pianto) è uno dei cimiteri presenti a Napoli, ubicato in via nuova del Campo, nel quartiere Poggioreale.
Storia e descrizione Nel 1656 lo scoppio di una violenta pestilenza portò nella fase culminante a oltre 1000 decessi al giorno.
Mentre la peste milanese (precedente di qualche anno) fu immortalata in letteratura dalle pagine manzoniane, quella napoletana ebbe una celebrazione pittorica grazie al pennello di Micco Spadaro che tratteggia una drammatica immagine del Lazzaretto al Largo del Mercatello (oggi Piazza Dante).
Per le sepolture si reputò, giustamente, opportuno destinare a tale scopo un'area non prossima al centro abitato già densamente popolato per effetto delle proibizioni spagnole a edificare oltre la cinta muraria.
Nella circostanza fu utilizzata una vasta area in una grotta (antica cava di tufo, numerosissime nella città) del colle di Poggioreale chiamata degli sportiglioni (pipistrelli) che fu letteralmente stipata dei morti di peste e sigillata da un muraglione.
A ricordo, nel 1662 fu consacrata una chiesa a Santa Maria del Pianto, su progetto di Francesco Antonio Picchiatti, Ingegnere Maggiore del Regno.
Solo però dal 1865 si rileva uno sviluppo intorno alla chiesa di un cimitero arrampicato sulle falde del Monte di Lotrecco (già sede del cimitero delle 366 Fosse), ma molto distante dall'area cimiteriale di Poggioreale e caratterizzato da una strada a tornanti, con scale per un percorso pedonale che la incrociano. Il cimitero era situato lungo la strada nuova del Campo, intendendo con quest'ultimo il Campo di Marte, località originariamente destinata alle esercitazioni delle truppe napoletane, attualmente sede dell'Aeroporto di Capodichino.
Nel 1987 si verificò un cedimento nel piazzale antistante la chiesa di Santa Maria del Pianto. Indagata la causa, si è scoperta un'immensa grotta sottostante corrispondente alla cava dalla quale i greci di Neapolis nel V-IV secolo a.C. estraevano i blocchi di tufo per la costruzione delle mura della loro città. La cava infatti, ostruita in epoca imprecisata da un franamento, presenta lungo le sue pareti già segnate le linee orizzontali corrispondenti all'altezza dei blocchi e, cosa ancor più sorprendente, i caratteristici segni alfabetici graffiti dalle diverse squadre di operai, gli stessi segni che si rinvengono sui blocchi delle mura greche di Napoli (per esempio su quelle di piazza Bellini o di piazza Cavour).
L'estensione del cimitero è di poco superiore ai 28.000 metri quadrati e, nell'aria cimiteriale, trova posto anche l'omonima chiesa.
Personalità illustri sepolte Deve la sua fama alla presenza delle tombe di:
Renato Caccioppoli (1904 - 1959), matematico Enrico Caruso (1873 - 1921), tenore Salvatore Di Giacomo (1860 - 1934), poeta, drammaturgo e saggista Emanuele Gianturco (1857 - 1907), giurista e politico Mario Mangini (1899 - 1971), commediografo, sceneggiatore e regista teatrale Ermete Novelli (1851 - 1919), attore Eduardo Scarpetta (1853 - 1925), attore e commediografo Vincenzo Scarpetta (1877 - 1952), attore, comico e commediografo Maria Scarpetta (1891 - 1949), commediografa e scrittrice Mario Scarpetta (1953 - 2004), attore Carlo Taranto (1921 - 1986), attore Nino Taranto (1907 - 1986), attore, comico e cantante Totò (1898 - 1967), attore, commediografo, poeta, paroliere e sceneggiatore
Va ricordato anche l'arcivescovo di Napoli cardinale Sisto Riario Sforza, sepolto nel 1877 (e le cui spoglie furono poi traslate, nel 1927 nella chiesa dei Santi Apostoli).
Bibliografia
Valeria Paniccia, Passeggiate nei prati dell'eternità, Mursia Editore, 2013
Voci correlate
Chiesa di Santa Maria del Pianto (Napoli) Cimitero di Poggioreale
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