Il 15º Stormo è un Reparto operativo dell'Aeronautica Militare su elicotteri, alle dipendenze del Comando Forze per la Mobilità e il Supporto.

Fu costituito il 1º giugno 1931 dalla Regia Aeronautica come Stormo aeroplani da bombardamento e ricostituito nel 1965 dall'AMI come Stormo Search and Rescue. Il 15º Stormo è oggi il più grande stormo dell’Aeronautica Militare, con oltre 1 400 militari e ben sette gruppi/centri volo sparsi sul territorio nazionale.

Il suo compito principale è quello di assicurare la ricerca e soccorso degli equipaggi di volo, concorrendo, inoltre, ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d'urgenza di ammalati in pericolo di vita, nonché il soccorso di traumatizzati gravi.

Storia La nascita Il 15º Stormo nasce all'Aeroporto di Roma-Ciampino (campo di Ciampino Sud) il 1º giugno del 1931 come "15º Stormo Aeroplani Bombardamento Diurno"poi Stormo Bombardamento Terrestre (B.T.). sui Fiat B.R.3, composto dal 46º Gruppo, già parte del 13º Stormo e formato dalla 20ª Squadriglia e 21ª Squadriglia, più il neocostituito 47º Gruppo (53ª e 54ª Squadriglia). Alla data di costituzione la forza effettiva del reparto era di 95 uomini, compresi 21 piloti (10 ufficiali e 11 sottufficiali).Paride Sacchi, Memorie storiche per l'anno 1931 (X), p. 1, Regia Aeronautica, 1931.

Lo Stormo nasce inizialmente con l'obiettivo di partecipare alle manovre aeree del 1931, svoltesi tra il 23 agosto e il 3 settembre; la sua costituzione è sancita in forma definitiva dal Ministero dell'aeronautica il 2 ottobre 1931.

Tra il 31 ottobre e il 21 novembre 1931 lo Stormo, al comando del Tenente Colonnello Paride Sacchi fino al luglio 1932, fu trasferito all'Aeroporto di Ferrara-San Luca, da dove volò fino al settembre 1935 su velivoli B.R.3 e, almeno in un periodo iniziale, anche su velivoli da turismo Caproni Ca.100,Paride Sacchi, Memorie storiche per l'anno 1931 (X), p. 3, Regia Aeronautica, 1931. che furono poi ceduti allo stormo gemello, il 15º Stormo 'bis', costituito 15 ottobre del 1935, poi scissosi definitivamente il 1º dicembre 1935 e riconvertito in 11º Stormo B.T. in data 1º gennaio 1936. I reparti dipendenti del 15º Stormo B.T. "bis" erano gli stessi del 15º Stormo B.T. ma denominati "bis". La sede del comando fu stabilita presso lo stesso Aeroporto di Ferrara-San Luca, già all'epoca intitolato all'aviatore Michele Allasia. Il primo comandante dello stormo "bis" fu il tenente colonnello Marziale Cerutti. Al momento della definitiva scissione dal 15º Stormo B.T. la forza del gemello "bis" contava 71 piloti tra ufficiali e sottufficiali otre ad altri 150 uomini tra sottufficiali e truppa. Il 15º Stormo B.T. fornì al 15º "bis" sei B.R.3 (quattro monoposto; due biposto per istruzione) oltre a quattro Ca.100, tutti in ogni caso in precarie condizioni di efficienza.Marziale Cerutti, Memorie storiche per l'anno 1935 (XIV), Regia Aeronautica, 1935.

I primi anni Nel settembre del 1935 il 15º Stormo B.T. fu trasferito a Guidonia Montecelio (Aeroporto di Guidonia) dove ebbe sede al completo delle sue squadriglie fino al febbraio del 1936. In questo periodo venne riequipaggiato con i trimotori S.M.81 di produzione SIAI (su licenza) e con motorizzazione Gnome-Rhône 14K. Nel febbraio del 1936 il 47º Gruppo venne trasferito sul campo di Ciampino Sud mentre il 46º Gruppo rimaneva a Guidonia Montecelio.

Il 7 gennaio 1936 veniva costituita la VI Brigata Aerea, formata da 11º Stormo e 15º Stormo, con sede provvisoria a Ciampino.Giuseppe Valle, Ordinamento dei Reparti della Regia Aeronautica - Supplemento al foglio d'ordini, Ministero dell'aeronautica, 1936. Il 15º Stormo uscirà dalla VI Brigata Aerea il 5 giugno 1936.Giuseppe Valle, Varianti all'Ordinamento dei Reparti della Regia Aeronautica - Supplemento al foglio d'ordini, Ministero dell'aeronautica, 2 giugno 1936.

Il 28 marzo del 1936, in occasione delle celebrazioni per la fondazione della Regia Aeronautica, lo Stormo è passato in rivista dal Duce, Benito Mussolini presso l'Aeroporto del Littorio.Stefano Cagna, Memorie storiche per l'anno 1936 (XV), Regia Aeronautica, 1936.

Nel giugno del 1936 il reparto venne inviato nella Libia italiana, all'aeroporto di Castel Benito (Aeroporto di Tripoli). Il 16 giugno si trasferì per primo il 46º Gruppo, ai comandi del nuovo comandante colonnello Stefano Cagna. Il trasferimento marcò un record per la Regia Aeronautica all'essere il primo effettuato in volo senza scalo da un reparto che si schierava oltremare. All'arrivo a Castel Benito il reparto venne ricevuto dal governatore della Libia, Italo Balbo. Questi, tra il 4 e il 6 luglio comandò personalmente l'intero 46º Gruppo durante un'esercitazione aerea nei cieli della Cirenaica meridionale. Pochi giorni dopo, il 20 luglio si trasferiva su Castel Benito anche il 47º Gruppo, anche in questo caso con un volo in formazione senza scalo.

I motori 14K degli apparecchi vennero dotati di nuove speciali prese d'aria tropicalizzate per consentire le operazioni in ambiente desertico; per superare la cronica penuria di pezzi di ricambio per i 14K di fabbricazione francese venne avviata una produzione su licenza da parte della Isotta-Fraschini.Giorgio Apostolo, Profile Publications - The Savoia Marchetti S.M.81, numero 146, Profile Publications Ltd., 1967.

Il 3 aprile 1937, in una cerimonia a Roma, sul Vittoriano, alla presenza di Benito Mussolini e delle più alte autorità civili e militari, il re imperatore Vittorio Emanuele III consegnò al comandante dello Stormo, colonnello Stefano Cagna, la Bandiera di Guerra. Questi rientrò a Castel Benito il giorno 9 aprile, scortato dal comandante del 47º Gruppo e da tre equipaggi al completo. Il 21 aprile, in occasione del Natale di Roma, venne ufficialmente presentata la Bandiera dello Stormo ai suoi equipaggi schierati dinanzi agli apparecchi e alla presenza di Balbo.Stefano Cagna, Memorie storiche per l'anno 1937 (XVI), Regia Aeronautica, 1937.

Nel periodo in cui il 15º Stormo operò da Castel Benito fu compito dello Stormo l'addestramento in volo dei Fanti dell'aria, unità costituita dal governatore della Libia, Maresciallo dell'Aria Balbo, il 24 marzo 1938, precursori del reparto paracadutisti Folgore.Atto Costitutivo della Scuola dei Paracadutisti della Libia del 24.03.1938. Il 16 aprile 1938, alla presenza di Balbo, 24 S.M.81 del 15º Stormo lanciarono su Castel Benito i primi trecento paracadutisti italiani, appartenenti al 1º Battaglione Fanti dell'Aria Paracadutisti Libici, comandato dal magg. Goffredo Tonini, MOVM. Sempre nello stesso anno, tra il 18 e il 24 maggio, lo Stormo partecipò nelle grandi manovre alla presenza del re Vittorio Emanuele III.Stefano Cagna, Memorie storiche per l'anno 1938 (XVI-XVII), Regia Aeronautica, 1938.

Durante il biennio 1938-1939 lo Stormo continuò a operare nei cieli della Libia con i suoi S.M.81 in livrea bianco-avorio.

Lo Stormo non venne coinvolto direttamente nelle operazioni legate alla guerra civile spagnola; lo furono invece alcuni suoi piloti, tra i quali va ricordato il capitano Tommaso Parini, insignito nel 1938 della medaglia d'oro al valor militare alla memoria, proprio per la sua attività in Spagna.

Nel maggio 1940 il reparto venne equipaggiato con gli S.M.79.

Insieme al 2º Stormo il 15º è stato il reparto della Regia Aeronautica con più lunga permanenza in Libia prima dell'inizio della guerra.

Le operazioni belliche nella seconda guerra mondiale Giugno 1940 La prima missione di guerra del 15º Stormo inquadrato nel Comando settore ovest durante la Campagna del Nordafrica fu effettuata il giorno 11 giugno 1940, appena un giorno dopo la dichiarazione di guerra dell'Italia. In quella occasione tre S.M.79 dello Stormo furono impegnati in una missione di ricognizione fotografica nelle zone di Sfax, Ben Gardane e del confine libico-tunisino.Håkan Gustavsson, Ludovico Slongo, Desert Prelude, Early Clashes June - November 1940, Stratus s.c., 2010. Lo Stormo tornò in azione la mattina del 13 giugno quando dodici S.M.79 del 15º Stormo, alla guida del colonnello Silvio Napoli attaccarono Sollum, in Egitto. Dopo il raid gli apparecchi attaccarono colonne militari inglesi avvistate nella zona di Sidi Azeiz e Ridotta Capuzzo (Amseat). All'attacco parteciparono anche i cacciatorpediniere Turbine, Nembo e Aquilone, della 1ª Squadriglia Cacciatorpediniere di base a Tobruk, che cannoneggiarono l'obiettivo dal mare. Sempre il 13 giugno del 1940 le quattro squadriglie del 15º Stormo (per una forza totale di trentacinque trimotori S.M. 79 e otto S.M.81 divisi in undici alla 20ª, sette alla 21ª che aveva anche quattro SM 81, undici alla 53ª e sei alla 54ª Squadriglia che aveva anche quattro SM 81) vennero spostate dal campo di manovra di Tarhuna all'Aeroporto di Benina. Di qui, nella prima settimana di luglio, venne spostato a ridosso del fronte, presso la base di Marawa, nella Cirenaica italiana, 65 km a sud di Beida.

Il 22 giugno dodici S.M.79 del 15º Stormo eseguirono il primo raid notturno della Regia Aeronautica contro la postazione di Marsa Matrouh. L'intenso fuoco di sbarramento antiaereo sopra l'obiettivo colpì uno dei velivoli della 21ª Squadriglia, 46º Gruppo del maggiore Bruno Cerne (equipaggio maresciallo pilota Giovanni Lampugnani, sergente maggiore pilota Francesco Carlone, aviere scelto motorista Umberto Costa, primo aviere radiotelegrafista Ottorino Bruschi, primo aviere armiere Bruno Lovato). Il velivolo pilotato da Lampugnani collise in volo con un altro velivolo dello Stormo, quello del leader della formazione, capitano Zelè (equipaggio: capitano pilota Zelè, tenente pilota Regoli, primo aviere Bradde, primo aviere Fallavena, primo aviere Capellini) che fu costretto a un atterraggio di fortuna lungo la costa egiziana. L'equipaggio di Lampugnani perì nell'azione, quello del capitano Zelè venne catturato dagli inglesi.

Il 28 giugno 20 apparecchi dello Stormo, 5 da ciascuna delle quattro squadriglie, al comando del comandante, colonnello Silvio Napoli, eseguirono un'intensa azione di bombardamento su Marsa Matrouh. Vennero sganciate 200 bombe da 50 kg che trovarono tutte il loro obiettivo. Vennero distrutti il deposito carburanti, le vie di accesso al campo di volo, magazzini, l'aviorimessa e circa una ventina di apparecchi nemici, essendo stati sorpresi al suolo, vennero distrutti o seriamente danneggiati. L'esito favorevole della missione venne comunicato intorno alle ore 14:00 direttamente dal comandante al comando della 5ª Squadra aerea a Derna e a Italo Balbo. che incaricò il comandante di esprimere il suo più vivo plauso a tutti gli equipaggi Poche ore dopo Balbo e il suo equipaggio sarebbero morti nella baia di Tobruk. Durante la missione del 28 giugno venne anche adottato per la prima volta dallo Stormo un tanto innovativo quanto semplice sistema di segnalazione convenzionale tra gli apparecchi della formazione, basato sull'uso di bandierine di vari colori (rosse, significanti "Attenzione, caccia nemica!"; bianche, significanti "Cessato allarme!"; verdi, significanti "Prepararsi a sganciare!") esposte dal posto della mitragliatrice dorsale. L'efficacia del sistema suggerì di introdurre nella prassi del reparto questo tipo di segnalamento.

Il 30 giugno lo Stormo completava i preparativi per il trasferimento sul campo di Marawa. Il trasferimento venne però posposto al successivo 2 luglio per dar modo a una pattuglia di apparecchi della 54ª squadriglia di partecipare con un passaggio in volo alle esequie di Italo Balbo e degli altri otto componenti dell'equipaggio con lui periti nell'incidente di volo del giorno 28 giugno.

Luglio Il 15 luglio 1940 venne costituita la Vª Squadra Aerea che aveva alle sue dipendenze tutti i reparti di impiego, raggruppati nella 13ª Divisione Drago per il bombardamento e nella 14ª Brigata Mista Rex per caccia e assalto. Il 15º Stormo era tra i reparti che confluirono nella nuova struttura.