La storia del campionato mondiale di calcio è iniziata nel 1928, quando il presidente della FIFA, Jules Rimet, decise di istituire un torneo per squadre nazionali.
La prima competizione di questo tipo ebbe luogo nel 1930 e consistette in un torneo avente solo la fase finale alla quale presero parte le 13 nazionali. La prima Coppa del Mondo fu l'unica senza qualificazioni, in quanto non raggiungendo il numero previsto di squadre partecipanti al torneo, non ve ne fu bisogno. Ogni paese affiliato alla FIFA fu invitato (come per i mondiali successivi) e la conferma della partecipazione scadeva il 28 febbraio 1930.
La competizione si è successivamente evoluta fino a comprendere circa 200 squadre nazionali affiliate alla FIFA che si sfidano in un lungo torneo di qualificazione che si tiene nei tre anni precedenti alla fase finale.
Le competizioni internazionali precedenti
La prima partita di calcio che vedeva affrontarsi due squadre nazionali avvenne nel 1872; in quell'occasione si sfidarono le compagini rappresentanti l' e la — all'epoca questo sport era ancora poco praticato fuori dai confini della Gran Bretagna —, incontro terminato col punteggio di 0-0.
La prima significativa espansione del calcio mondiale avvenne nel maggio 1904 quando venne fondata la FIFA, che però alla data della sua istituzione comprendeva solo sette nazioni dell'Europa. In quegli anni il calcio iniziò a diventare sempre più popolare e fu incluso come sport dimostrativo (cioè senza medaglie in palio) ai giochi olimpici del 1900, del 1904 e del 1906 (quest’ultima edizione non venne però mai ufficialmente riconosciuta) e venne parificato agli altri sport nel 1908. Organizzata dall'Inghilterra e dalla Football Association, la competizione venne limitata ai soli giocatori non professionisti (come di regola per l'epoca) però fu trattata più come un'esibizione piuttosto che come una competizione a tutti gli effetti. La nazionale amatoriale di calcio inglese vinse sia nel 1908 che nell'edizione successiva del 1912.
Nel contempo, la FIFA tentò di organizzare un torneo internazionale per nazionali al di fuori del contesto olimpico (e anche dilettantistico). Questo tentativo venne effettuato nel 1906 in Svizzera. Però erano ancora i primi anni di sviluppo per questo sport e la FIFA stessa definisce quest'esperimento come un fallimento.
Quindi solamente durante le olimpiadi le squadre nazionali avevano modo di affrontarsi ma si trattava di formazioni amatoriali e quindi non rappresentanti dell'effettiva forza del movimento calcistico degli stati. Un ulteriore tentativo di far uscire dai cinque cerchi il mondo del calcio fu effettuato da Sir Thomas Lipton, che organizzò il Sir Thomas Lipton Trophy a Torino nel 1909. Il trofeo Lipton era una competizione per squadre di club (quindi non nazionali) provenienti da stati diversi, quindi un solo club rappresentava una nazione intera. Per questa ragione questo trofeo non è considerato un vero antesignano della coppa del mondo (lo fu piuttosto della Coppa dei Campioni). Nonostante ciò, la competizione viene talvolta chiamata, erroneamente, la prima coppa del mondo,'The First World Cup'. The Sir Thomas Lipton Trophy . Shrewsbury and Atcham Borough Council e vide affrontarsi i più prestigiosi club di Italia, Germania e Svizzera. La prima edizione fu vinta dal West Auckland, una formazione dilettantistica inglese che fu invitata solo perché la Football Association si rifiutò di essere associata alla competizione. Il West Auckland si impose nuovamente nel 1911 mantenendo il titolo, e divenne la definitiva detentrice del trofeo, come stabilito dalle regole della competizione. Questo confermò lo strapotere inglese sul resto dell'Europa e sul resto del mondo.
Nel 1914, la FIFA acconsentì a riconoscere il torneo olimpico come un "campionato del mondo per dilettanti", e da allora prese parte attiva nell'organizzazione dell'evento. A questo punto si tenne la prima edizione delle olimpiadi riconosciute dalla FIFA, nel 1920, e ad imporsi fu il padrone di casaVII. Olympiad Antwerp 1920 Football Tournament Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation.. Nelle due edizioni successive (1924 e 1928) il successo arrise all'. Nel 1928 la FIFA disse che in quel momento si poteva organizzare una Coppa del Mondo.
Poiché l'Uruguay aveva conquistato per due volte il titolo olimpico "mondiale" (anche se per dilettanti), nel 1930 la FIFA lo scelse come paese ospitante della prima edizione per professionisti, in concomitanza con il centenario dell'indipendenza dello stato sudamericano.
Il primo campionato mondiale: Uruguay 1930
Il primo mondiale della storia si disputò nel 1930 in Uruguay, paese già detentore degli ultimi due titoli olimpici e in procinto di festeggiare il centenario della propria indipendenza. Questa edizione si caratterizzò per una massiccia opera di boicottaggio da parte delle federazioni europee, deluse dall'assegnazione del torneo a un paese sudamericano: molto scalpore suscitò nell'ambiente calcistico latino la rinuncia dell' di Vittorio Pozzo, da poco arrivata prima in Coppa Internazionale nonché medaglia di bronzo olimpica nel 1928, la cui presenza era praticamente data per ovvia. Solo grazie all'impegno di Jules Rimet, all'epoca presidente della FIFA, si riuscì a garantire la partecipazione di 13 squadre, di cui solo 4 europee (Francia, Belgio, Jugoslavia e Romania) e le altre in rappresentanza di paesi del Nuovo Continente (oltre all’Uruguay erano presenti Cile, Argentina, Bolivia, Paraguay, Brasile, Perù, Messico e Stati Uniti d'America). Non essendo raggiunto il numero minimo previsto, fissato a 16, per l’unica volta nella storia non si disputarono turni di qualificazione.
Tutte le gare di questa edizione si tennero in tre diversi impianti della capitale Montevideo, ma gran parte di esse ebbe per teatro il monumentale Estadio Centenario, fatto erigere appositamente e non ancora ultimato al momento del fischio d’inizio; peraltro, il mondiale ebbe luogo nel pieno dell'inverno australe, sicché molti incontri, incluse semifinali e finale, avvennero in condizioni climatiche proibitive.
Come edizione inaugurale del campionato, questo mondiale è ricordato soprattutto per il suo lungo elenco di "prime volte". Le due gare d’esordio Stati Uniti-Belgio e Francia-Messico, giocate in contemporanea alle ore 15.00 del 13 luglio, condividono il primato cronologico assoluto nel torneo iridato, e terminarono rispettivamente 3-0 e 4-1; la prima rete mai messa a segno in una partita dei mondiali fu quella del transalpino Lucien Laurent al 19º minuto, e nel corso dello stesso incontro si ebbe anche la prima doppietta ad opera di André Maschinot.
Nella fase a gruppi si segnalarono peraltro le "difficoltà ambientali" sofferte dai francesi nella seconda gara del loro girone – l'unico composto da 4 squadre – contro l’Argentina, partita vinta dai sudamericani per 1-0 dopo vari scontri ed infortuni e un pessimo arbitraggio (fu "erroneamente" fischiata la fine con 6 minuti d’anticipo interrompendo una chiara occasione di pareggio). In Argentina-Messico si ebbe invece il primo calcio di rigore (ma furono ben 5 quelli fischiati da Ulises Saucedo in corso di gara).
Del tutto inaspettato fu l’esito del Gruppo 2, nel quale il Brasile, favorito per la vittoria finale, venne clamorosamente battuto da una solida Jugoslavia nel suo esordio mondiale, con due reti segnate in 10 minuti nel primo tempo; già con la successiva vittoria dei balcanici sulla Bolivia, la Seleção si vide matematicamente eliminata. Tutto facile per l’Uruguay, nonostante le critiche mossegli dalla stampa di casa per il risicato 1-0 contro i peruviani nella prima gara, mitigato poi dal 4-0 inflitto ai rumeni; lo scontro diretto fra le due eliminate del girone registrò intanto la prima espulsione nella storia dei mondiali, ai danni del peruviano Plácido Galindo al 70º minuto. L’altro girone delle sorprese fu quello degli USA, impostisi con due rotondi 3-0 sia sul Belgio che sul Paraguay e autori, con Bert Patenaude proprio in quest’ultima gara, della prima storica tripletta iridata.
Il turno delle semifinali vide quindi gli schieramenti - e -; a tutt'oggi, si tratta dell’unico caso di ben tre squadre extraeuropee piazzatesi nel “quadrato” (non contando la Turchia del 2002, che era comunque un’affiliata UEFA), così come dell'unica presenza degli statunitensi fra le "prime 4" di un mondiale: una presenza alquanto notevole, se si considera che per le Olimpiadi di Los Angeles del 1932 il calcio era stato addirittura "depennato" dalla lista delle discipline in gara, in quanto pressoché sconosciuto in Nordamerica (scelta che aveva peraltro determinato la definitiva rottura tra la FIFA e il CIO, e l'istituzione di un nuovo torneo mondiale aperto ai professionisti). Entrambi gli incontri si conclusero sul 6-1 in favore delle sudamericane – risultato rimasto insuperato per oltre ottant'anni, fino a Brasile-Germania 1-7 del 2014 – e tra le aspre contestazioni delle perdenti per presunte irregolarità arbitrali: proprio tali favoritismi sarebbero, secondo alcuni, alla base della mancata disputa di una finale per il terzo posto (all'epoca non prevista dal regolamento, e sarebbe stata introdotta ufficialmente quattro anni dopo); dai ranking retroattivi della FIFA compilati nel 1986 si evince comunque il riconoscimento ufficiale del "bronzo" agli Stati Uniti per quest'edizione.
La finalissima del 30 luglio, disputata al Centenario nel pieno di una nevicata, fu quindi una riedizione della finale olimpica di Amsterdam 1928, che aveva visto l’Uruguay imporsi sugli argentini per 2-1. In una gara imperniata sull’attacco (ben cinque attaccanti per parte) e condotta quasi esclusivamente in avanti soprattutto dai Biancocelesti, questi ultimi chiusero il primo tempo sul 2-1 in rimonta, grazie ai goal di Peucelle e soprattutto Guillermo Stábile che arrivò così a quota 8 reti vincendo la classifica cannonieri; nella ripresa, però, gli uruguaiani furono più lucidi e lavorarono di rimessa, segnando altre tre volte e realizzando il definitivo 4-2 (con reti di Dorado, Cea, Iriarte e Castro). Gli anfitrioni confermarono così l'eccellente livello raggiunto sullo scacchiere internazionale, diventando al tempo stesso la prima compagine di sempre ad alzare la "Coppa della Vittoria" e la prima a farlo in casa propria.
La scelta di non partecipare alla successiva edizione italiana fece dell'Uruguay la prima e ad oggi unica nazionale campione a non difendere il titolo.
Il periodo 1934-1950 Italia 1934
Dopo un'iniziale ipotesi di sospensione del campionato per otto anni, nel 1934 la 2ª edizione venne affidata all'Italia, già propostasi quattro anni prima e capace ora di battere la concorrenza svedese come paese organizzatore. Sin dal principio fu chiaro l'intento del regime fascista di sfruttare la popolarità del calcio come collante sociale e identitario a fini propagandistici.
Quell'anno il torneo iridato conobbe la prima di numerose modifiche del proprio formato: eliminata la fase a gruppi, si optò per un tabellone di incontri a eliminazione diretta a partire dagli ottavi di finale, e venne regolamentata anche la gara per l'assegnazione del 3º posto. Non esistendo ancora i calci di rigore come metodo di spareggio (verranno introdotti solo nel 1978 e utilizzati per la prima volta nelle semifinali dell'82), era previsto che le gare terminate in parità dopo i supplementari venissero ripetute.