La Società Sportiva Alba, conosciuta semplicemente come Alba, è stata una società calcistica di Roma fondata nel 1907.

La divisa era di colore verde, interrotta da una grande banda bianca orizzontale. Umberto Farneti, proprietario del club, era titolare di un'osteria del centro di Roma, nei pressi del quartiere Flaminio, utilizzata anche come "sede sociale" della squadra e come ritrovo per i sostenitori del club.

Storia Gli inizi L'Alba fu fondata nel 1907 all'Esquilino, per iniziativa di alcuni studenti e giovani artigiani appassionati di podismo, il primo presidente fu Palumbo e come prima sede si arrangiò in uno scantinato in via Domenichino, mentre gli allenamenti serali si svolgevano nella sopraelevata e curvilinea di via delle Sette Sale. Nel 1909 la sede si trasferì in via Principe Eugenio, nel retrobottega di un forno. La società ebbe un forte sviluppo quando alla presidenza salì Rubens Rossi. La squadra di calcio era composta quasi esclusivamente dai granatieri che si esercitavano nel poligono d'artiglieria attiguo a Castro Pretorio, il campo era situato lungo via Porta San Lorenzo. Dopo alcuni campionati di Promozione, nel 1912, gli albini furono ammessi alla Terza Categoria FIGC. Nel 1913 i dirigenti furono costretti a ritirare la squadra dal campionato, a causa degli impedimenti mossi dalle autorità militari, e venne sciolta la sezione. L'anno dopo fu rifondata da Umberto Farneti, il quale comprò dei terreni nel quartiere Flaminio per avere un campo dove la squadra potesse giocare. Il pubblico che seguiva la squadra veniva principalmente da tale quartiere ed era di estrazione popolare. L'Alba si fuse nel 1926 con l'Audace Roma, per partecipare con maggior forza al nuovo campionato di Divisione Nazionale, e assunse il nome di Unione Sportiva Alba Audace.

La fusione nell'A.S. Roma

Nel primo dopoguerra il calcio iniziò a volgere verso il professionismo e lAlba preferì seguire tale corrente.Alba e Fortitudo vengono descritte da Fulvio Bernardini come le società Romane che avevano maggiormente orientato la propria politica verso il professionismo. Le trattative per la creazione del nuovo club coinvolsero, in un primo momento, solo le tre maggiori società capitoline: Alba, Fortitudo e Lazio.In merito alla difficoltà della trattativa, agli attori coinvolti, al ruolo del FBC di Roma e ad altre questioni inerenti alla fusione che diede origine all'A.S. Roma, si vedano gli articoli dell'epoca Numero di catalogo MF.P. 74 per Il Messaggero e MF.P. 168 per Il Tevere, entrambi disponibili su microfilm nella sala emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Scansioni di alcuni articoli riportanti le lettere che si scambiarono Italo Foschi e Giorgio Vaccaro sono consultabili qui:

La trattativa però si arenò sulle percentuali di debito dei vari club che il nuovo sodalizio avrebbe dovuto ereditare e sul nome che avrebbe assunto. Il Roman aveva la disponibilità per far fronte alle necessità economiche ed una solida organizzazione societaria e per questo entrò nella trattativa. Il contributo di questo fu, infatti, determinante più sul piano amministrativo che su quello prettamente sportivo.

La quasi totalità dei calciatori della neonata società vennero forniti da Alba e Fortitudo, mentre il Roman diede la sede sociale e diversi dirigenti. Italo Foschi (presidente della Fortitudo) presiedette, insieme all'onorevole Ulisse Igliori (membro del direttorio nazionale del PNF e presidente dell'Alba), al percorso che portò alla fusione Fortitudo-Pro Roma, Alba-Audace e Roman nell'Associazione Sportiva Roma. Tra i giocatori che la squadra diede all'A.S. Roma vengono ricordati in particolare il portiere Bruno Ballanti, i difensori Angelo Bianchi, Giovanni Degni e Attilio Mattei, i centrocampisti Cesare Augusto Fasanelli, Pierino Rovida e Luigi Ziroli e l'attaccante Arturo Chini Ludueña.

Rifondazione Un tentativo di rifondazione vi fu nel maggio 1928 allorquando la Virtus Goliarda, finalista di Seconda Divisione Sud, tentò di cambiare denominazione in Alba: il tentativo fu fermato sul nascere dall'ufficio sportivo del Partito Nazionale Fascista in quanto, per disposizione della FIGC, nessuna squadra con il nome di Alba poteva sorgere a Roma.Il Tevere del 26 maggio 1928, p. 5.

Rifondata nell'ottobre 1930 come Associazione Sportiva AlbaIl Littoriale, 9 novembre 1938, pag. 4, ripartì dai campionati regionali laziali, ottenendo nel 1938-39 la promozione in Serie C. Nel dopoguerra, cercando di porsi come terza forza della capitale, assorbì la Ala Italiana (1945) diventando lAssociazione Sportiva Albala, e sia la Trastevere che lItalia Libera nel 1946, allorquando la rediviva società fu addirittura promossa come Albalatrastevere in Serie B Bassitalia, torneo nel quale non andò tuttavia oltre il quattordicesimo posto retrocedendo in Serie C ed andando, poi, progressivamente a spegnersi.

Il 28 aprile 1946 termina il campionato di Serie C Centro Sud: al primo posto si classifica l'Albala e al quarto il Trastevere, che subito inoltra domanda per il ripescaggio, mentre l'Albala non ha le condizioni economiche per affrontare un eventuale campionato nella serie cadetta.Corriere dello Sport del 27 settembre 1946, p. 2.

La società Albala era nata il 27 agosto 1945 dalla fusione tra l'Ala Italiana (già Ala Littoria) e la AlbaerotecnicaCorriere dello Sport del 9 Agosto 1945, p. 2., quest'ultima nata a sua volta nel novembre 1944, dalla fusione tra l'Alba e l'AerotecnicaCorriere dello Sport del 17 novembre 1944, p. 2.

La società Trastevere, invece, gode di una buona solidità finanziaria, avendo dimostrato, sin dall'ottobre del 1944, una forte vivacità economica con gli ingaggi di Aldo Donati e Renato Cappellini prima, Giorgio Barsanti e Gipo Viani poi.

Nel settembre del 1945, il consiglio d'amministrazione del club si era potenziato con l'ingresso di figure del calibro del marchese Domenico Sili, del leggendario Ercole Ercoli (più volte presidente, sin dal 1935) e con la presidenza di Guidi Ferretti, facoltoso commerciante pronto a investire somme rilevanti per far ben figurare la squadra.

Sono gli anni in cui il Trastevere si fa carico delle spese per la ristrutturazione del campo Buozzi (poi detto Ercoli), con lavori terminati nell'ottobre del 1945.Corriere dello Sport del 3 novembre 1945.

Nel giugno del 1946 iniziano le trattative per la fusione tra i due club. In realtà, inizialmente nell'accordo doveva rientrare pure l'Italia Libera, ma quest'ultima si tirò poi indietro, provando un infruttuoso tentativo di fusione con il Trionfale.Il Corriere dello Sport del 3 novembre 1945, p. 2.

L'organigramma della neonata Alba Trastevere è formata quasi interamente da dirigenti del Trastevere: il marchese Domenico Sili, già presidente e membro del consiglio d'amministrazione trasteverino, è il nuovo presidente; il nuovo vicepresidente è Ercole Ercoli, già più volte presidente del Trastevere tra il 1935 e 1945 nonché il finanziatore dei lavori di adeguamento del campo Buozzi; il nuovo direttore sportivo è Giuseppe Mattioli, per anni dirigente dell'A.S. Trastevere. Inoltre, la sede della Società è proprio nel cuore di Trastevere in Piazza Giuseppe Gioachino Belli n. 2.

L’Albatrastevere fu iscritta al campionato di serie B e assegnata al girone C (vinto dalla Salernitana); arrivata quartultima, a un solo punto dal Siracusa, retrocedette in Serie C.

L'articolo del Corriere dello Sport del 18 ottobre 1947 a firma del giornalista Vittorio Finizio “L’Alba è stata acquisita in blocco per 23.000 lire tre stagioni orsono [n.d.r. 27 agosto 1945]” ripercorre la storia dell’assorbimento dell’Albala da parte della A.S. Trastevere, che prenderà poi il nome di Albatrastevere e illustra le vicende del campionato da questa disputato in serie B. Continua Finizio: “[L'Alba n.d.r.] era rimasta sola, senza dirigenti. Avrebbe potuto spegnersi sin da allora: invece si tenne in vita con delle fusioni non tutte felici, ma necessarie. Il bel nome augurale di Alba si trasformò in quelli, via via più complicati di Albala, Albaerotecnica e Albatrastevere. Questa ultima fusione tra Alba e Trastevere diede modo alla Società di affrontare il duro cimento della Serie B… …Oggi [n.d.r. 18 ottobre 1947]" — aggiunge il giornalista Vittorio Finizio nel suo articolo — "all’Albatrastevere non sono rimasti che due dirigenti, Sili e Mattioli, entrambi, è bene sottolinearlo, di provenienza trasteverina" in quanto "[...] i dirigenti di provenienza albina, Marcellini e Antuoni, non ne hanno più voluto sapere sin dalla fine della passata stagione [n.d.r. 1946-47, con la retrocessione dalla serie B alla serie C]".

Tuttavia, conclude nel suo articolo Finizio: "E l’Alba, l’Albatrastevere è ancora in piedi, ha dovuto subire larghe falcidie nel ruolino giocatori. Per sanare dei crediti vantati dai dirigenti uscenti [n.d.r. Marcellini e Antuoni, ex-Alba] i dirigenti rimasti [n.d.r. i trasteverini Sili e Mattioli) hanno dovuto cedere 7 giocatori… … inoltre hanno dovuto mettere mano alla tasca. Ma i creditori [dell'ex-Alba] al 31 luglio secondo gli accordi sono stati soddisfatti."

La frenetica corsa al 31 luglio per evitare il fallimento, ebbe esito positivo per merito del presidente trasteverino Domenico Sili, il quale rimase presidente della società rionale fino alla stagione 1965-66.

L’Albatrastevere venne iscritta al campionato di serie B e assegnata al girone C vinto dalla Salernitana dove l’Albatrastevere, arrivata quartultima, benché a un solo punto dal Siracusa, venne retrocessa in Serie C.Almanacco illustrato del calcio, 1948, pag. 153.)

La prima stagione cadetta dell'Alba Trastevere, allenata da Tognotti, inizia con tre sconfitte contro Perugia, Siracusa e Palermo; poi arriva un pareggio (2-2) con la Salernitana (che poi vincerà il campionato). Dopo alcune vittorie contro Catanzaro, Brindisi, Torrese e Cosenza dal dicembre 1946 si susseguono una serie di sconfitte, l'ultima delle quali a Rieti il 18 gennaio 1947, che porta l'allenatore Tognotti alle dimissioni.

Seguiranno alcune vittorie con il Siracusa, il Catanzaro e la Torrese, quest’ultima partita riportata nella schedina Sisal n.29 del 13 aprile 1947, che tuttavia non furono sufficienti ad evitare la retrocessione.

Gli succederà una leggenda del calcio romano e non solo, Fulvio Bernardini, detto Fuffo, già giocatore di Lazio, Inter e soprattutto dell'A.S. Roma, con ben 286 presenze e 47 gol realizzati; inoltre, già giocatore-allenatore della MATER tra il 1939 e il 1945.

Il suo debutto come allenatore avviene il 2 febbraio 1947 in una partita amichevole tra l'Alba Trastevere e il Trionfale, come ricorda un articolo del Corriere dello Sport di quel giorno.

Nella rosa della squadra di quell'anno va segnalato Gianfranco Dell'Innocenti, mediano e terzino di grande vaglia nel panorama calcistico italiano dell'immediato dopoguerra. Cresciuto nell'Alba Trastevere, vanterà poi ben 86 presenze con la maglia della A.S. Roma e 287 complessive in Serie A.

L'anno successivo, nel campionato di Serie C, girone P, il club trasteverino deve riorganizzarsi: cede pedine importanti, tra cui lo stesso Dell'Innocenti e, affidata a Vettraino, allenatore-giocatore, fa registrare una serie di successi fino a raggiungere come massimo risultato il secondo posto a gennaio, dietro il Tivoli, per poi chiudere la stagione settima.

La squadra, benché militante in serie C, ha uno straordinario seguito di tifosi. Il 6 maggio 1948 Fulvio Bernardini, in quell’occasione in veste di inviato del Corriere dello Sport per seguire la gara dei trasteverini contro il San Lorenzo, scriverà “la partita ha richiamato tanta e tanta folla che per entrare nelle due uniche e compresse porte c’è voluta una grande resistenza allo sforzo”. Annuario del Trastevere calcio, pag. 121.