Il Circuit des 24 Heures du Mans, detto anche Circuit de la Sarthe, situato in prossimità della città di Le Mans nel dipartimento della Sarthe in Francia, è un tracciato non permanente sul quale si disputa una delle gare più importanti e famose del mondo: la 24 Ore di Le Mans.
Descrizione Dal 2017 la lunghezza totale è di metri, e ciò lo porta a essere uno dei tracciati più lunghi del mondo. La particolarità del circuito è di utilizzare sia alcune porzioni di strade dipartimentali (la D338 e la D139) aperte alla circolazione dei veicoli, sia una parte del circuito Bugatti. Le parti più celebri del tracciato sono le curve Dunlop, Esse de la forêt, Tertre Rouge, Mulsanne, Indianapolis, Arnage e Porsche e soprattutto il rettilineo delle Hunaudières.
Modifiche Il tracciato ha subito varie modifiche nel corso degli anni, più o meno nette, per adeguarsi allo sviluppo tecnologico delle vetture e soprattutto ai criteri di sicurezza sempre più rigorosi. Già dalla fine degli anni 1960 vennero ridotti i tratti più veloci e pericolosi con l'inserimento di chicane, addolcimenti e rallentamenti.
I cambiamenti più significativi sono stati i seguenti: 1968, creazione della prima chicane Ford prima del traguardo 1972, abbandono della sezione della D139 di Maison Blanche, sostituita da un percorso più interno con le curve Porsche e il raddoppio della chicane Ford 1987, riduzione della lunghezza della curva Dunlop con l'introduzione di una chicane 1990, inserimento di due chicane sul rettifilo delle Hunaudières 2001, abbassamento del dosso di Mulsanne e rifacimento della Esse de la forêt 2007, modifica della curva di Tertre Rouge, resa più veloce spostandola all'interno per aumentarne la via di fuga 2017, leggera modifica alla prima delle curve Porsche spostata verso l'interno per allargare la via di fuga, anche grazie all'abbattimento di alcuni alberi all'esterno.
Differenti configurazioni
Dalla sua creazione nel 1923, in seguito a continue modifiche, la lunghezza del circuito non smette di cambiare. Anni di utilizzo Anno record Distanza record Media record Record sul giro in corsa Pilota-Vettura Record sul giro in prova Pilota-VetturaCircuito N°1 di 17,262 km 1923-1928 1928 2 669,27 kmBentley 111,219 km/h 8'07"(127,604 km/h)nel 1928 Henry BirkinBentleyCircuito N°2 di 16,340 km 1929-1931 1931 3 015,65 kmAlfa-Romeo 125,735 km/h 6'48"(144,362 km/h)nel 1930 Henry BirkinBentleyCircuito N°3 di 13,492 km 1932-1955 1955 4 135,38 kmJaguar D 172,308 km/h 4'06"6(196,963 km/h)nel 1955 Mike HawthornJaguar DCircuito N°4 di 13,461 km 1956-1967 1967 5 232,90 kmFord GT40 Mk IV 218,038 km/h 3'23"6(238,014 km/h)nel 1967 Mario Andretti e Dennis HulmeFord MK IV 3'24"04 (236,082 km/h)nel 1967 Bruce McLarenFord MK IVCircuito N°5 di 13,469 km 1968-1971 1971 5 335,31 kmPorsche 917K 222,304 km/h 3'18"4(244,387 km/h)nel 1971 Jackie OliverPorsche 917K 3'13"6(250,457 km/h)nel 1971 Jackie OliverPorsche 917Circuito N°6 di 13,640 km 1972-1978 1978 5 044,53 kmRenault Alpine A442B 210,189 km/h 3'34"2(229,24 km/h)nel 1978 J.P.JabouilleRenault Alpine A443 3'27"6(236,531 km/h)nel 1978 Jacky IckxPorsche 936Circuito N°7 di 13,626 km 1979-1985 1985 5 088,51 kmPorsche 956 212,021 km/h 3'25"1(239,169 km/h)nel 1985 Jacky IckxPorsche 962 3'14"80 (251,815 km/h)nel 1985 Hans StuckPorsche 962Circuito N°8 di 13,528 km 1986 1986 4 972,73,51 kmPorsche 962 C 207,197 km/h 3'23"3(239,551 km/h)nel 1986 Klaus LudwigPorsche 956 3'15"99 (243,486 km/h)nel 1986 Jochen MassPorsche 962 CCircuito N°9 di 13,535 km 1987-1989 1988 5 332,79 kmJaguar XJR-9 221,665 km/h 3'21"27(242,093 km/h)nel 1989 Alain FertéJaguar XJR-9 3'15"04 (249,826 km/h)nel 1989 J.L.SchlesserSauber Mercedes C9Circuito N°10 di 13,600 km 1990-1996 1993 5 100,00 kmPeugeot 905 213,358 km/h 3'27"47(235,986 km/h)nel 1993 Eddie IrvineToyota TS010 3'21"209 (243,329 km/h)nel 1992 Philippe AlliotPeugeot 905Circuito N°11 di 13,605 km 1997-2001 2000 5 007,98 kmAudi R8 208,666 km/h 3'35"032(227,771 km/h)nel 1999 Ukyo KatayamaToyota GT-One 3'29"930 (233,306 km/h)nel 1999 Martin BrundleToyota GT-OneCircuito N°12 di 13,650 km 2002-2005 2004 5 169,97 kmAudi R8 215,415 km/h 3'33"483(230,182 km/h)nel 2002 Tom KristensenAudi R8 3'29"905 (234,106 km/h)nel 2002 Rinaldo CapelloAudi R8Circuito N°13 di 13,650 km 2006 2006 5 187,00 kmAudi R10 TDI 215,409 km/h 3'31"211(232,658 km/h)nel 2006 Tom KristensenAudi R10 TDI 3'30"466 (233,482 km/h)nel 2006 Rinaldo CapelloAudi R10 TDICircuito N°14 di 13,629 km 2007-2017 2010 5 410,713 kmAudi R15 TDI 225,228 km/h 3'17"475(248,459 km/h)nel 2015 A. LottererAudi R18 e-tron quattro 3'14"791 (255,822 km/h)nel 2017 K. KobayashiToyota TS050 HybridCircuito N°15 di 13,626 km 2018-... 2018 5 286,888 kmToyota TS050 Hybrid 220,015 km/h 3'17"658(248,174 km/h)nel 2018 Sébastien BuemiToyota TS050 Hybrid 3'15"377(251,072 km/h)nel 2018 Kazuki NakajimaToyota TS050 Hybrid Anni di utilizzo Anno record Distanza record Media record Record sul giro in corsa Pilota-Vettura Record sul giro in prova Pilota-Vettura
Storia
Dopo il successo di pubblico riscosso dal primo Gran Premio della storia dell'Automobilismo disputato proprio a Le Mans nel 1906, si pensò di istituire una corsa annuale, la 24 Ore di Le Mans, da disputare in un circuito che raccordava alcune strade attorno alla città. Il primo tracciato venne realizzato nel 1923.
È famoso soprattutto per il suo lungo rettilineo, un tratto della RN138 (Route Nationale 138 - Strada nazionale 138), noto tra i locali come Ligne Droite des Hunaudières, o in italiano come Rettilineo di Mulsanne. Contrariamente a molte altre gare in cui la velocità nelle curve è più importante della velocità di punta, quest'ultima è stata un parametro critico per essere competitivi a Le Mans. Questo ha portato a sviluppare progetti speciali per la carrozzeria, come la "coda lunga" introdotta da Charles Deutsch e Robert Choulet. Anche la frenata alla fine del rettilineo è critica; il primo impiego dei freni a disco fu da parte di una Jaguar che correva a Le Mans. Per non parlare del consumo di carburante, altro parametro fondamentale per essere vincenti: il sistema cut-off, che taglia l'alimentazione del motore in frenata, utile nel parzializzare il consumo di benzina, è stato sviluppato proprio qui.
Il circuito è sempre stato sinonimo di grande affaticamento meccanico, dato dai lunghi rettifili in cui l'acceleratore è aperto al massimo per oltre il 70% del tempo sul giro, dai continui cambi marcia, alle inevitabili violente frenate. Il lunghissimo rettilineo delle Hunaudières è uno dei tratti più caratteristici, in cui le vetture, anno dopo anno, sono riuscite a raggiungere velocità di punta sempre più elevate: se nel 1954 la Jaguar D arrivava a 278 km/h, nel 1971 la Porsche 917 viaggiava già a 362 km/h.
Durante gli anni settanta le velocità massime diminuirono, dopo che nuove regole ridussero le dimensioni e la potenza dei motori, mentre l'evoluzione dell'aerodinamica permise agli ingegneri di aumentare la velocità nelle curve e ridurre quella massima. Quest'evoluzione venne favorita anche dai piloti, perché rendeva le auto più facili da guidare, divenendo meno violente in accelerazione e in frenata e richiedendo meno attenzione in rettilineo; inoltre portava meno stress alle auto. Nell'arco di 24 ore questi risultano benefici importanti.
Per la fine degli anni ottanta le auto più veloci raggiungevano nuovamente delle velocità massime notevoli. Nel 1988 una WM P88, spinta da un motore V6 Peugeot turbo e guidata da Roger Dorchy, raggiunse la velocità di 405 km/h durante la gara. Questa performance non viene generalmente considerata importante, perché si trattò di una mossa pubblicitaria da parte di una scuderia in cerca di sponsor: l'auto venne assettata per la velocità massima, con prese d'aria parzializzate. Ma l'anno successivo una Sauber C9 raggiunse una velocità di punta di 400 km/h durante le prove, e la FISA decise che la situazione era diventata troppo pericolosa. Due chicane vennero quindi aggiunte in tempo per la gara del 1990, allo scopo di abbassare le velocità massime. Verso la fine del rettilineo era presente un dosso, detto "di Mulsanne", sul quale nel 1999 la Mercedes-Benz CLR di Mark Webber decollò, ribaltandosi. Il dosso venne abbassato nell'inverno precedente alla gara del 2001, sempre a scopo di sicurezza; anche se il dosso è ancora presente, risulta molto più basso di quanto non fosse in precedenza. Nei lunghi rettilinei immersi nei boschi si nota in modo rilevante la differenza di velocità tra le vetture prototipo più veloci e le meno esasperate Gran Turismo; i piloti devono prestare molta attenzione anche di notte nell'oscurità o peggio in caso di pioggia (molto frequente) per i rischi di aquaplaning. Sono diverse le tragedie verificatesi sul circuito e innumerevoli quelle sfiorate.
Note
Voci correlate 24 Ore di Le Mans Circuito Bugatti Museo della 24 Ore di Le Mans
Altri progetti
Collegamenti esterni
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