Il wrestling è uno sport da combattimento-spettacolo nel quale si combina l'esibizione atletica con quella teatrale, la cui origine risiede nelle fiere itineranti statunitensi di fine XIX secolo. Esso trae spunto dalla lotta libera e dal grappling, con l'aggiunta di prese e manovre che derivano per buona parte dalle arti marziali giapponesi.

I protagonisti della disciplina sono atleti professionisti che si affrontano in match predeterminati in cui vince colui il quale riesce a schienare o sottomettere per primo l'avversario. In qualunque federazione, i combattimenti sono simulati e programmati a tavolino al fine di esaltarne al massimo il lato spettacolare. I colpi, le mosse e le prese di sottomissione sono eseguite secondo schemi prestabiliti, finalizzati ad ammortizzare le cadute e a garantire la sicurezza sia dell'atleta che esegue la manovra, sia dell'atleta che subisce la mossa.

Lo sport è maggiormente praticato negli USA dove molti atleti provengono dalla lotta libera amatoriale, altri invece si formano nelle leghe di sviluppo delle leghe maggiori. Ha altresì larga pratica in Messico (lo stile nazionale è la lucha libre), in Giappone (dove è conosciuto come puroresu), in Canada (che condivide storia e tradizione con gli Stati Uniti), nel Regno Unito, e in misura minore nel resto del mondo.

Storia

Le origini del wrestling risalgono alle fiere itineranti statunitensi di fine XIX secolo, durante le quali erano spesso presenti delle esibizioni di lotta libera; all'epoca, però, la disciplina era diversa da quella attuale poiché i combattimenti erano reali, e non predeterminati, risultando quindi essere molto meno spettacolari. Gli impresari delle fiere cercavano di suscitare interesse nel pubblico vestendo gli atleti in modo stravagante e diffondendo leggende sul loro conto.

All'inizio del XX secolo, il wrestling conobbe la sua prima evoluzione moderna e nacquero le prime leghe con una struttura amministrativa simile a quelle già viste nel pugilato; tuttavia, questo tipo di competizione scomparve quasi completamente con l'avvento della televisione a metà anni cinquanta, a causa dell'eccessiva lunghezza e della mancanza di pàthos dei match. Ben presto si capì che, organizzando incontri predeterminati, la competizione diveniva molto più entusiasmante ed economicamente remunerativa; i match predeterminati sostituirono quindi quelli reali, ma per alcuni decenni gli organizzatori degli spettacoli mantennero la kayfabe, ossia negarono di svolgere incontri già decisi a tavolino.

Le prime crepe nella kayfabe iniziarono ad apparire a metà degli anni ottanta, quando Vince McMahon si riferì alla propria federazione, la World Wrestling Federation, come ad un prodotto di sport-spettacolo in modo da evadere le giurisdizioni delle commissioni atletiche di molti Stati federati e avere minori costi per assicurare gli eventi in pay-per-view. Con il passare del tempo, la kayfabe si indebolì sempre di più, fino al definitivo crollo avvenuto nel 1997, quando, durante un discorso trasmesso in diretta a Raw Is War, McMahon promise di "smettere di insultare l'intelligenza dei fan".

Diffusione e influenza

Derivato storicamente dal catch, il wrestling si è sviluppato in Gran Bretagna e in America del Nord sul finire dell'Ottocento e oggi, nel XXI secolo, è popolare non solo negli Stati Uniti, ma anche in altri Stati come Giappone (dove prende il nome di puroresu), Messico (lucha libre) e Canada. Da evento collaterale di fiere itineranti, il wrestling è diventato un genere autonomo di intrattenimento ed è oggi considerato un'industria di spettacolo multimilionaria. I ricavi sono tratti dalle vendite dei biglietti di eventi in diretta, dalle trasmissioni televisive, dalle trasmissioni in pay-per-view, dal merchandising e dalla vendita di home video. In particolare dal 1950 gli eventi di wrestling hanno spesso fatto registrare il tutto esaurito nelle grandi arene, tra cui il Madison Square Garden, così come negli stadi di football. Gli eventi di wrestling sono divisi in house show (nella maggior parte dei casi non ripresi dalle telecamere), programma televisivi ed eventi in pay-per-view.

L'house show è uno spettacolo che non viene trasmesso in televisione. Molte delle federazioni più piccole si esibiscono unicamente attraverso questa pratica. Nelle federazioni più grandi sono rarissimi i cambi di titolo, dettati nella maggior parte dei casi da situazioni contingenti, come infortunio al campione in carica o per dare al pubblico qualcosa di particolare.

Il TV show è il programma trasmesso in televisione, dove di solito lavorano mid carder, upper carder e main eventer. Lo scopo principale dei programmi televisivi nelle federazioni che tengono eventi in pay-per-view è creare le varie rivalità e storie (storyline) che sarebbero poi culminate a una resa dei conti durante un evento in pay-per-view, con il fine ultimo di spingere gli spettatori ad acquistare quegli eventi. La trasmissione dei programmi televisivi può avvenire in diretta, o in differita e nel corso di ogni programma televisivo è possibile che alcuni degli incontri non vengano trasmessi in televisione, limitando quindi la visione degli stessi ai soli spettatori presenti nell'arena; questo tipo di match viene chiamato dark match.

Gli eventi in pay-per-view sono gli show più importanti dell'anno, tanto che il wrestling è stato tra i fenomeni determinati nel rendere il pay-per-view un sistema diffuso. Eventi annuali come WrestleMania, SummerSlam, Royal Rumble, Double or Nothing, All Out (e in precedenza Bash at the Beach, Halloween Havoc e Starrcade) sono tra i pay-per-view più venduti in ogni anno. In questi spettacoli di solito si ha l'epilogo delle rivalità e delle storie e ci sono spesso incontri titolati.

Negli ultimi anni internet è stato utilizzato da numerose federazioni di wrestling per trasmettere "web show", iPPV o contenuti on demand, contribuendo a generare utili legati a internet grazie all'evoluzione del World Wide Web. Le vendite di home video domina le classifiche della Billboard di DVD sportivi, dove il wrestling occupa tra le tre e le nove posizioni della "top 10" ogni settimana.

Grazie alla sua presenza culturale persistente e per la sua novità nell'ambito delle arti dello spettacolo, il wrestling costituisce un tema ricorrente sia del mondo accademico sia in quello dei media. Diversi documentari sono stati prodotti, in particolare Beyond the Mat (diretto da Barry W. Blaustein) e Wrestling with Shadows (riguardante il wrestler Bret Hart e diretto da Paul Jay). Ci sono stati anche diversi film sul wrestling; il film del 2008 The Wrestler ha ricevuto due candidature agli Oscar .

Essendo uno spettacolo di intrattenimento paragonabile a una serie televisiva, nel wrestling, a differenza di quasi tutti gli sport, non esistono federazioni nazionali o internazionali che raccolgono al loro interno tutti i praticanti della disciplina; gli atleti infatti lavorano per federazioni tra loro non collegate e spesso in competizione. Oltre alle cosiddette major (WWE, All Elite Wrestling, Total Nonstop Action Wrestling, New Japan Pro-Wrestling, Consejo Mundial de Lucha Libre, Asistencia Asesoría y Administración e All Japan Pro Wrestling), esistono moltissime altre federazioni con fondi finanziari molto ristretti che sopravvivono organizzando eventi di fronte a poche centinaia di spettatori e sono genericamente indicate con l'espressione federazioni indipendenti o indies e fanno parte del cosiddetto circuito indipendente.

Le federazioni più grandi possono stringere accordi con le realtà più piccole (o addirittura acquistarle) per far sì che queste diventino le proprie federazioni satellite; questo tipo di federazioni fungono da vivaio per i giovani più promettenti o da collocazione momentanea per i lottatori per i quali la federazione non ha piani nel breve o medio termine; vengono anche indicate con l'espressione territori di sviluppo.

Ogni organizzazione ha un proprio booking team composto da un numero variabile di scrittori (detti writer) e booker, ossia persone preposte a decidere quanti e quali incontri, faide e segmenti devono essere disputati o eseguiti durante un determinato programma televisivo. Essi lavorano a stretto contatto con i wrestler (spesso essendoli), decidendo le scalette dei futuri show e sviluppando in base agli esiti dei loro incontri altri aspetti importanti. Ogni federazione ha a sua volta a sua disposizione un roster più o meno in esclusiva, cioè l'insieme di tutti i wrestler sotto contratto con essa.

Nel circuito delle federazioni indipendenti non è raro imbattersi in un wrestler che fa parte del roster di più federazioni; ciò accade perché spesso queste federazioni pagano i loro wrestler a gettone, rinunciando a stipulare contratti in esclusiva che possono risultare molto onerosi.

Regole

Non esiste un'autorità internazionale che regolamenta il wrestling, ma esistono regole più o meno standard che si sono sviluppate col tempo. Ogni federazione applica le proprie varianti delle regole, ma tutti i regolamenti sono molto simili. Le regole qui descritte sono regole standard e potrebbero non corrispondere esattamente con quelle che ogni federazione applica. Vi sono poi decine di tipi diversi di match che condividono però spesso queste regole standard.

Struttura generale La forma più semplice di un match è il one fall match, ma noto più semplicemente come single match, che vede contrapposti due wrestler. Vi sono poi match a squadre, match a handicap e match tutti contro tutti, nei quali si hanno più di due wrestler che combattono ognuno per sé. Ecco le modalità con cui un match può terminare: pinfall (schienamento): schienando l'avversario, cioè ponendosi sull'avversario facendo in modo che entrambe le spalle di quest'ultimo siano ben poggiate al tappeto e mantenendo questa posizione per la durata di un conto di tre da parte dell'arbitro; knockout o technical knockout (KO tecnico): mettendo l'avversario in condizioni fisiche tali da impedirgli di continuare a combattere, colpendolo ripetutamente, o facendolo svenire con una presa di sottomissione; submission (sottomissione): costringendo l'avversario a cedere attraverso una mossa di sottomissione. L'avversario comunica la propria resa per sottomissione battendo ripetutamente una mano al tappeto mentre è intrappolato in una presa di sottomissione; disqualification o DQ (squalifica): se l'avversario si macchia di azioni scorrette o se si subisce un'interferenza che favorisce uno dei contendenti; count out: se l'avversario rimane per troppo tempo fuori dal ring (solitamente dieci secondi, ma in Giappone i secondi aumentano fino a venti); no contest o draw (pareggio): la vittoria non è assegnata a nessuno dei contendenti poiché vi è stata una doppia squalifica, un doppio countout o un'interferenza a danno di entrambe le parti.