La missione dell'Unione africana in Somalia (in lingua inglese African Union Mission in Somalia, in acronimo AMISOM) è stata autorizzata il 19 gennaio 2007 per assicurare la sicurezza e la pace dopo la guerra in Somalia in atto dal 2006. La missione è stata approvata dalle Nazioni Unite il 20 febbraio 2007 per assicurare la protezione dei membri del congresso per la riconciliazione nazionale somalo e la messa in sicurezza delle infrastrutture chiave.
La durata del mandato è stata estesa di volta in volta, fino a quando l'AMISOM non è stato sostituito il 1º aprile 2022 dalla Missione di Transizione dell'Unione Africana in Somalia (in lingua inglese African Union Transition Mission in Somalia, in acronimo ATMIS).
Missione
La missione fu creata dal Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione Africana il 19 gennaio 2007 con un mandato di sei mesi ed autorizzata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 21 febbraio 2007, con la Risoluzione 1744. Con la Risoluzione 1772 del 20 agosto 2007, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite incoraggia l'AMISOM a sostenere il governo federale di transizione, mettere in opera una strategia di sicurezza nazionale, formare le forze di sicurezza somale, e contribuire a creare un ambiente sicuro per la distribuzione degli aiuti umanitari.
Il mandato dell'AMISOM è stato successivamente prolungato ogni sei o dodici mesi. L'8 gennaio 2010, il Consiglio di pace e sicurezza dell'Unione Africana lo ha prorogato per un nuovo periodo di dodici mesi. Con la Risoluzione 1910 del 28 gennaio 2010, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha autorizzato il mantenimento dell'AMISOM fino al 31 gennaio 2011. In un incontro a porte chiuse svoltosi a Kampala il 22 luglio 2010, i ministri dell'UA avevano concordato di espandere il mandato della missione da un ruolo di peacekeeping a quello di peace-enforcement che avrebbe affrontato più direttamente la lotta contro Al-Shabaab. La decisione venne subito dopo attacchi bomba mortali nella capitale ugandese nel luglio 2010. Pochi giorni dopo in risposta a pressione dell'ONU l'UA concordò di non espandere il mandato ma consentì comunque bombardamenti preventivi contro Al-Shabaab e promise più truppe da altri Paesi africani. Il 23 luglio 2010, anche il Gibuti e la Guinea hanno impegnato truppe nell'AMISOM. Inoltre il numero di effettivi è cresciuto negli anni seguenti.
Effettivi
Nel 2010 la missione contava soldati, di cui forniti dal Burundi e dall'Uganda.
Il 17 settembre 2010, un inviato dell'UA ha detto a Nairobi che l'ampiezza della AMISOM era cresciuta da a soldati dopo che un altro battaglione dall'Uganda si era unito alla forza.PANA, Nairobi, 17/9/2010, via Africa Research Bulletin-PSC, September 1–31, 2010, Vol. 47, No. 9, p.18561C.
A dicembre 2010, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU con la Risoluzione 1964 del 22 dicembre 2010 appoggiò la AMISOM ad aumentare la dimensione autorizzata della missione a truppe ed allo stesso tempo informative dicono che l'Uganda aveva promesso altri militari e il Burundi altri 850.Africa Research Bulletin Dec 1-31, 2010, p.18664-5, reporting PANA New York 23/12/2010, New Vision Kampala 23/12/2010, and RFI in Paris. Nel marzo 2011 il Burundi ha inviato altri soldati all'AMISOM, portando il numero totale di soldati burundesi dispiegati a .
I suoi effettivi sono passati a il 25 febbraio 2011, a nel novembre 2011, erano attesi per il 2012 di cui 850 militari del Gibuti a fine 2011 e un contingente della Sierra Leone per l'estate 2012 e richiesti.
Inoltre da ottobre 2011 anche il Kenya ha inviato delle forze coordinate con l'esercito somalo nell'operazione Linda nchi contro gli Al-Shabaab nel sud della Somalia, con una missione parallela ufficialmente guidata dall'esercito somalo, con le forze keniane con un ruolo di supporto. Il 12 novembre il governo keniano concordò di sottomettere le proprie forze al comando dell'AMISOM,.
Nel febbraio 2012, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU acconsentì nuovamente ad incrementare il numero di truppe dispiegate dell'AMISOM, da a , dopo una serie di successi contro combattenti di al-Shabaab che avevano in precedenza posizioni nelle aree centrali e meridionali del Paese. Nello stesso mese il Comandante dell'UA Fred Mugisha suggerì che Al-Shabaab era "al suo punto di minimo" e sarebbe "implosa in un prossimo futuro" dovuto a successive sconfitte militari così come all'esodo verso la Penisola Arabica di centinaia di combattenti del gruppo. Pertanto a marzo 2012 il Kenya indicò che avrebbe mandato soldati per unirsi alla coalizione. Analisti ritenevano che i rinforzi delle truppe dell'UA avrebbero aiutato il governo somalo ad espandere gradualmente il proprio controllo del territorio. I successi militari contro gli islamisti indussero anche gli Stati Uniti a intensificare gli sforzi per allenare ed equipaggiare le truppe AMISOM per eliminare gli insorti Al-Shabaab e limitarne l'influenza. A inizio giugno 2012, il contingente keniano, ufficialmente di soldati, è stato integrato nella Missione dell'Unione africana in Somalia.
Nel novembre 2013, anche l'Etiopia ha annunciato che avrebbe integrato le proprie truppe dispiegate in Somalia nella forza multinazionale AMISOM. Il Ministro degli Esteri della Somalia Fowzia Haji Yussuf approvò la decisione dichiarando che ciò avrebbe galvanizzato la campagna della AMISOM contro gli insorti. L'annuncio dell'Etiopia venne un mese dopo un fallito attacco bomba di Al-Shabaab nella capitale etiope Addis Ababa, e una settimana dopo che l'Etiopia ricevette una nuova minaccia terroristica da parte del gruppo. Secondo il portavoce del Ministero degli Affari Esteri etiope, l'ambasciatrice Dina Mufti, la decisione di unirsi all'AMISOM è volta a rendere più sicura l'operazione di peacekeeping. Analisti hanno suggerito che la mossa fosse motivata soprattutto da considerazioni finanziarie, mettendo i costi operativi nel budget della missione AMISOM. La lunga esperienza dell'Etiopia nel territorio somalo, il suo equipaggiamento, gli elicotteri, e la possibilità di un migliore coordinamento, avrebbero aiutato l'avanzata della missione. D'altra parte vi era un certo disagio per l'ingresso dell'Etiopia nell'AMISOM a causa del pesante intervento dell'Etiopia nel 2006 e vi erano timori che Al Shabaab potesse usare il risentimento dei somali verso l'Etiopia come un grido di battaglia e per attirare nuovi membri.
Nel dicembre 2013, il governo statunitense ha stabilito una cellula di coordinamento militare a Mogadiscio su richiesta dell'AMISOM e del governo somalo. L'unità consiste di una piccola squadra di meno di cinque consiglieri, inclusi pianificatori e comunicatori tra AMISOM e autorità somale. Essa deve fornire supporto di consulenza e pianificazione alle forze alleate per accrescerne la capacità e promuovere pace e sicurezza nel Paese e nella regione.
A inizio 2016, l'AMISOM contava uomini, di cui dell'Uganda, del Burundi, dell'Etiopia e del KenyaSomalie: les shebab reprennent le contrôle du port stratégique de Merka sans combattre, Mali Actu avec AFP, 5 febbraio 2016.. Queste forze si battono contro Al-Shabaab in una guerra asimmetrica. Le perdite umane tra il 2007 ed il 2011 sono state di circa 250 soldati uccisi.
Nel luglio 2018, in occasione del rinnovo del mandato, è stato stabilito come obiettivo la riduzione del numero delle truppe a un massimo di entro febbraio 2019.
Accuse di stupri Secondo l’ONG Human Rights Watch (HRW), i soldati della forza dell'Unione Africana in Somalia (AMISOM) hanno stuprato e sfruttato sessualmente donne e giovani somale nelle loro basi di Mogadiscio.
« I soldati dell'UA, attraverso intermediari somali, hanno utilizzato una varietà di tattiche, tra cui gli aiuti umanitari, per costringere delle donne e delle giovani vulnerabili a delle attività sessuali. Hanno anche violentato ed aggredito sessualmente delle donne venute a cercare un aiuto medico o dell'acqua alle basi dell’AMISOM », ha dettagliato HRW.
« I paesi che hanno inviato truppe, l'Unione Africana (UA) e i donatori che finanziano l’AMISOM dovrebbero interessarsi urgentemente di questi abusi e rinforzare le procedure in Somalia affinché sia resa giustizia », ha osservato l’ONG di difesa dei diritti dell'Uomo in questo rapporto di 71 pagine. Direzione Comandanti No. Nome Nationalità Dal Al Note 1 Maj. Gen. Levi KaruhangaNew Vision (Kampala) 20 January 2007 14 febbraio 2007 3 marzo 2008 2 Maj. Gen. Francis Okello 3 marzo 2008 7 luglio 2009 3 Maj. Gen. Nathan Mugisha 7 luglio 2009 15 giugno 2011 4 Maj. Gen. Fredrick Mugisha 15 giugno 2011 2 maggio 2012 5 Lt. Gen. Andrew Gutti 3 maggio 2012 16 dicembre 2013AMISOM Review, issue 13, August - December 2013 6 Lt. Gen. Silas Ntigurirwa 16 dicembre 2013 15 dicembre 2014 7 Lt. Gen. Jonathon Kipkemoi Rono dicembre 2014 23 dicembre 2015AMISOM 2015, 'Force Commander Completes Tour of Duty in Somalia', AMISOM News, 23 December 2015. 8 Maj. Gen. Nakibus Lakara dicembre 2015 Facente funzioni pro tempore 9 Maj. Gen. Mohamedesha ZeyinuAMISOM News, 2 aprile 2016, 'AMISOM Acting Force Commander Concludes Tour of Kismayo, Dobley and Bilis Qoqani in Sector 2' marzo 2016 Facente funzioni pro tempore 10 Lt. Gen. Osman Noor SoubaglehAMISOM 2016, ‘AMISOM’s new Force Commander formally assumes office’, press release, 19 July 2016, accessed 19 July 2016, <http://amisom-au.org/2016/07/amisoms-new-force-commander-formally-assumes-office/> 18 luglio 2016 in carica
Vittime e principali incidenti Secondo il SIPRI, 1'039 soldati AMISOM sono stati uccisi in azioni tra il 1 gennaio 2009 e il 31 dicembre 2013, con altri 69 incidenti mortali nel 2014 (per AMISOM) portando il totale a 1'108 morti dal 2009 al 2014.
Marzo 2007–Febbraio 2011 I registri della struttura medica AMISOM indicavano che 110 soldati ugandesi e 95 burundesi sono morti tra marzo 2007 e febbraio 2011 in Somalia. Altri 798 soldati AMISOM sono stati feriti. Alcuni degli incidenti più mortali sono stati: 22.2.2009 : 11 soldati burundesi furono uccisi e 15 feriti in un doppio attacco suicida nella loro base di Mogadiscio 23–29.7.2009 : un'epidemia di leptospirosi ha colpiti i campi militari burundesi e ugandesi a Mogadiscio uccidendo tre soldati burundesi e due ugandesi. Altri 18 soldati burundesi furono messi in quarantena. Circa 50 soldati burundesi e 17 ugandesi furono evacuati per un trattamento medico a Nairobi in Kenya. 17.9.2009 : 17 soldati sono stati uccidi e 29 feriti in un attacco suicida da ribelli islamisti nel quartier generale della forza dell'UA a Mogadiscio. Inoltre almeno 4 civili furono uccisi e più di 10 feriti. Dei soldati uccisi 12 erano burundesi e 5 ugandesi. Tra i morti ci fu anche il vice comandante AMISOM Maj. Gen. Juvenal Niyonguruza, del Burundi. Inoltre uno dei feriti fu il comandante AMISOM Gen. Nathan Mugisha, dell'Uganda. 23.2.2011–4.3.2011 : tra 53 e 82 soldati dell'UA furono uccisi in scontri con miliziani di al-Shabaab durante un'offensiva a Mogadiscio, altri 190 soldati AMISOM furono feriti Inoltre un soldato burundese fu catturato vivo dai miliziani.SOMALIA: The only Burundian soldier ‘POW’ held by Al Shabab in critical health Queste furono all'epoca le perdite più ingenti dall'inizio della missione AMISOM. Dei soldati uccisi 43 furono confermati come burundesi e 10 come ugandesi. Inoltre 110 dei feriti furono bugandesi. Oltre ai 43 uccisi in azione, altri 4 soldati burundesi furono dichiarati dispersi in azione.
Marzo-dicembre 2011 5.3.2011 : un soldato burundese fu ferito durante l'esplosione controllata di un'autobomba di miliziani di al-Shabaab. Le forze AMISOM riconquistarono la città controllata dai ribelli di Bulo Hawo con l'aiuto delle forze fedeli al Governo Somalo. 17.3.2011 : sei soldati dell'UA furono uccisi in pesanti scontri tra truppe del Governo somalo sostenute dall'AMISOM a Mogadiscio e miliziani di al-Shabaab.