In virtù dei suoi primati, dei suoi record assoluti, dei titoli vinti e dello stile di gioco completo ed efficace su ogni superficie, è considerato uno dei più forti tennisti di tutti i tempi, nonché uno dei più grandi sportivi della storia.
Con 24 successi, 82 partecipazioni e 38 finali, è il tennista più vincente della storia nelle prove di singolare maschile del Grande Slam: 10 Australian Open (record maschile), 7 Wimbledon, 4 US Open e 3 Roland Garros. È inoltre l'unico tennista dell'era Open, insieme a Rod Laver, ad aver vinto consecutivamente tutti e quattro i tornei del Grande Slam, nel suo caso però non nello stesso anno solare (Piccolo Slam), ma è il solo ad aver realizzato questa impresa su tre superfici differenti e l'unico in assoluto ad aver vinto almeno tre volte ogni singolo Major.
Con 72 successi in singolare maschile, è in testa alla classifica delle vittorie dei Big Titles, ovvero i tornei di tennis più importanti e prestigiosi al mondo, mentre siede al terzo posto nella graduatoria dei più titolati per successi individuali (101). Oltre ai già citati 24 Slam, ha vinto 7 ATP Finals (record), di cui 4 consecutive (record), una medaglia d'oro ai Giochi olimpici di Parigi 2024 e 40 Masters 1000 (record), risultando l'unico tennista della storia ad aver completato il Big Titles Sweep. È inoltre l'unico tennista della storia, insieme ad Andre Agassi, ad aver completato il Career Super Slam. In aggiunta a ciò è l'unico tennista ad aver vinto almeno due volte in carriera tutti i nove tornei Masters 1000, completando così per due volte il Career Golden Masters, e l'unico ad averne vinti 6 in un anno solare. Nei suddetti tornei ha un record di 11 finali consecutive, da Parigi 2014 a Miami 2016 (con 9 vittorie). Nel suo palmarès figurano anche 15 ATP 500, 14 ATP 250, una Coppa Davis con la nazionale serba, una Laver Cup, un'ATP Cup e la medaglia di bronzo ai Giochi olimpici di Pechino 2008, oltre al record di titoli conquistati sul cemento (72).
È il tennista che ha trascorso il maggior numero di settimane in assoluto al vertice della classifica mondiale (428), di cui 122 consecutive. Ha chiuso per otto volte la stagione da nº 1 del mondo (2011, 2012, 2014, 2015, 2018, 2020, 2021 e 2023), ed è stato premiato per otto volte come ITF World Champion dall'International Tennis Federation (entrambi record assoluti). È inoltre il tennista più anziano di sempre ad aver vinto un titolo nell'era ATP e ad essere stato nº 1 del mondo.
Con un montepremi di oltre 193 milioni di dollari, è l'atleta che ha ottenuto i maggiori guadagni nella storia del tennis.
Biografia Novak Đoković è nato il 22 maggio 1987 a Belgrado, allora capitale della Jugoslavia (attuale capitale della Serbia), da Srđan Đoković e Dijana Žagar, quest'ultima di origini croate. Ha anche due fratelli minori, Marko e Đorđe, che hanno intrapreso la carriera di tennisti.
Nel 1993, all'età di sei anni, cominciò ad appassionarsi al tennis quando assistette alla costruzione di campi da gioco davanti alla pizzeria dei genitori nella località sciistica di Kopaonik, vicino alla città di Brus. Al termine dei lavori giunge quindi l'allenatrice Jelena Genčić, ex tennista professionista nonché scopritrice del talento di Monica Seles. Il piccolo Novak iniziò a osservarne con una certa frequenza gli allenamenti, sino a quando Genčić gli chiese se volesse giocare: lui accettò e, dopo qualche prova, ella si rese conto di trovarsi dinanzi a un bambino prodigio e decise di diventare la sua coach nei primi cinque anni, contribuendo alla sua formazione. Fu lei a convincerlo a eseguire il rovescio a due mani, facendolo rinunciare a quello ad una mano del suo idolo Pete Sampras. Donna di grande cultura, impartisce all'allievo anche lezioni su letteratura e musica classica.
Nel luglio 2014 sposa Jelena Ristić, con cui aveva una relazione fin dall'infanzia, e che qualche mese dopo darà alla luce il loro primo figlio Stefan. Nel 2017 nasce la figlia Tara.
Oltre al serbo, sua lingua madre, Novak Đoković parla fluentemente inglese, francese, tedesco e italiano, oltre ad avere una conoscenza di base di spagnolo e arabo.
Soprannominato Joker (o talvolta Djoker, in assonanza col suo cognome) sia per il gioco di parole sulla pronuncia in inglese del suo cognome (joke-a-vitch) sia per il suo carattere burlone (sono note le sue imitazioni degli atteggiamenti di Federer, Nadal, McEnroe, Šarapova, Roddick, Williams) e per la canzone omonima dedicatagli dalla band blues rock serba "Zona B". Nel periodo di maggior successo era chiamato anche Serbinator, un gioco di parole tra le sue origini e il film Terminator.
Nel 2025, sentendosi perseguitato e vessato dal presidente serbo Aleksandar Vučić in seguito alla sua vicinanza al movimento di protesta contro la corruzione del governo in carica, decide di spostare la propria residenza in Grecia, ottenendo un permesso di soggiorno temporaneo e iscrivendo i figli a scuole locali, nonché di spostarvi anche il torneo di cui detiene la licenza.
Alimentazione Nel gennaio 2010 perde al quinto set i quarti di finale degli Australian Open contro Jo-Wilfried Tsonga a causa di continui spasmi allo stomaco. Nel luglio successivo il dottor Igor Četojević gli diagnostica un'intolleranza al glutine prescrivendogli una dieta bilanciata. Un anno dopo raggiunge una continuità di risultati che lo portano a grandi successi come la conquista del torneo di Wimbledon e il raggiungimento della posizione nº 1 al mondo.
Dal 2015 dichiara di seguire uno stile di vita vegano con una dieta a base vegetale.
Iniziative oltre il tennis Particolarmente legato alla sua terra d'origine, Novak Đoković è stato a capo di diverse iniziative umane e benefiche verso la sua popolazione e il suo territorio. Ha fondato nel 2007 insieme alla moglie "The Novak Djokovic Foundation Onlus", ente benefico per favorire la scolarizzazione primaria dei bambini, provvedendo ad aiutare oltre 50.000 bambini.
Nel 2014 ha donato l'intera somma vinta durante gli Internazionali d'Italia, la cifra di quasi 550 mila euro, alle popolazioni serbe colpite da una forte alluvione. Ha aperto un ristorante che fornisce pasti gratis per i più bisognosi nella sua città natale di Belgrado.
Devoto cristiano ortodosso, è stato insignito dell'Ordine di San Sava nel 2011, e si è prodigato più volte per la conservazione e restaurazione di edifici di culto.
Ha co-fondato in Canada nel 2019, insieme al collega tennista Vasek Pospisil, la PTPA (Professional Tennis Players Association), un'associazione che riunisce i tennisti e le tenniste per tutelare e promuovere gli interessi degli stessi, in particolare per un'equa e meglio ripartita suddivisione dei guadagni dalle partecipazioni ai tornei e un migliore calendario annuale delle manifestazioni. Nel 2026 esce definitivamente dall'associazione adducendo come motivazioni una divergenza della visione, dubbi sulla governance e trasparenza della stessa, nonché la tutela della sua propria immagine e nome spesso associati alla PTPA.
Durante la pandemia di Covid-19, il tennista serbo ha fatto un'ingente donazione agli ospedali di Bergamo, dove si era verificato il picco iniziale di casi accertati, oltre ad aver donato circa il triplo della somma agli ospedali serbi, particolarmente quelli delle città più colpite, ed ha anche contribuito al fondo d'emergenza anti-pandemico spagnolo istituito dall'altro campione del tennis, Rafael Nadal.
Dopo la vittoria della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Parigi il governo serbo gli ha conferito un premio speciale di 200.000 euro che Đoković ha deciso di devolvere interamente in beneficenza.
Carriera Tra gli juniores Fa il suo esordio nell'ITF Junior Circuit nel 2000, allenato da Alberto Castellani, a soli 13 anni, e nel 2002 vince due titoli in singolare in tornei di grade 4. Nel 2003 consegue il successo più importante da juniores trionfando in coppia con Viktor Troicki nel torneo di doppio del prestigioso Trofeo Bonfiglio. A settembre gioca la Coppa Davis Junior per la Jugoslavia, vincendo tutti i match disputati eccetto quello di doppio con la Francia, che passa alle semifinali, mentre la Jugoslavia si deve accontentare della vittoria nella finale per il 5º e 6º posto. Nel gennaio 2004 arriva in semifinale all'Australian Open di categoria sia in singolare sia in doppio e a fine torneo sale alla 24ª posizione mondiale, il suo miglior ranking da juniores. Disputa un solo altro torneo ad agosto, portando il suo palmares tra gli juniores a tre titoli con un bilancio di 79 vittorie e 18 sconfitte tra singolare e doppio.
2003-2004, inizi tra i professionisti, primi titoli ITF e Challenger e top 200 Muove i primi passi tra i professionisti nel 2003 nel circuito ITF. Al suo esordio perde al primo turno a Monaco di Baviera e, al terzo torneo disputato, a giugno vince il primo titolo in singolare all'ITF Futures Serbia F3. Inizia a giocare con continuità nel 2004 e a febbraio debutta in un torneo Challenger a Belgrado uscendo al primo turno. Ad aprile esordisce anche nella squadra serbo-montenegrina di Coppa Davis sconfiggendo il lettone Janis Skroderis per 6–2, 6–2. Il mese successivo vince il torneo ITF Hungary F1 e conquista il primo titolo Challenger a Budapest con la vittoria in finale su Daniele Bracciali, per 6-1, 6-2.
A luglio fa la sua prima esperienza nel circuito maggiore: dopo aver superato le qualificazioni a Umago, perde in due set all'esordio nel main draw contro Filippo Volandri. Ad agosto vince nel torneo F5 di Serbia & Montenegro sia il titolo in singolare che il suo primo titolo in doppio. Supera le qualificazioni anche all'ATP di Bucarest, dove ottiene la sua prima vittoria nel circuito maggiore, battendo in rimonta il nº 67 del ranking Arnaud Clément, primo top 100 sconfitto in carriera; al secondo turno perde contro David Ferrer. La settimana dopo vince anche il suo primo incontro ATP di doppio al torneo di Bangkok. A novembre supera Lars Burgsmüller nella finale del Challenger di Aquisgrana, entrando nella top 200 del ranking, alla 184ª posizione mondiale.
2005: esordio in tutti i tornei del Grande Slam e top 100 Il 2005 si apre con la prima partecipazione a un torneo dello Slam, l'Australian Open, dove supera le qualificazioni e al primo turno raccoglie solo 3 giochi contro il nº 4 del mondo Marat Safin. Vince entrambi i singolari nella sfida di Coppa Davis contro lo Zimbabwe, mentre a maggio contro il Belgio viene sconfitto sia da Olivier Rochus sia da Kristof Vliegen. Quello stesso mese disputa il suo ultimo Challenger a Sanremo, vincendolo, prima di entrare nel circuito maggiore. Al suo esordio al Roland Garros supera le qualificazioni e ottiene anche la prima vittoria in un torneo dello Slam con il successo sul nº 71 del ranking Robby Ginepri, mentre al secondo turno è costretto al ritiro per problemi respiratori durante il match con il nº 9 del mondo Guillermo Coria sul risultato di un set pari. Fa il suo esordio anche sull'erba di Wimbledon, dove supera le qualificazioni ed elimina nel main draw i top 100 Juan Mónaco e Guillermo García López prima di cedere a Sébastien Grosjean. Con questi risultati fa il suo ingresso nella top 100, in 94ª posizione.