Città del Messico (, in sigla CDMX; ) è la capitale del Messico e una delle trentadue entità federative dello stato federale. Fino al 31 gennaio 2016 era denominata ufficialmente Distrito Federal (abbreviato D.F.); in italiano è talora chiamata Città di Messico. Centro politico, economico e culturale, raccoglie un decimo della popolazione nazionale e occupa una decima parte della Valle del Messico nel centro-sud del Paese, su un'area che era parte della conca lacustre del lago di Texcoco.

Si tratta della più grande città del Paese, nonché una delle città più popolose del mondo, la seconda città più popolosa del continente americano dopo San Paolo, ed è in assoluto, la più popolosa città ispanofona, con abitanti nel 2010. Con il passare dei secoli la città ha inglobato numerosi villaggi e cittadine che si trovavano nelle vicinanze, tanto che all'inizio del XXI secolo l'area metropolitana usciva dai confini del Distretto Federale estendendosi su 40 comuni dello Stato del Messico e un comune dello Stato di Hidalgo. La zona metropolitana della città era abitata nel 2005 da circa abitanti registrati, circa il 20% dell'intera popolazione del Messico.

Nel 2007 fu stimata una popolazione di abitanti per la città e per l'area metropolitana. Secondo il rapporto urbanistico delle Nazioni Unite, la zona metropolitana di Città del Messico è l'agglomerato urbano più grande dell'emisfero occidentale e il secondo più grande del mondo dopo Tokyo.Naciones Unidas, 2003: 132-133. La città conta, inoltre, più di 500 grattacieli. Con 8 punti è una città globale di classe beta. Le enormi dimensioni della città si caratterizzano per una larghezza in latitudine di più di e in longitudine di .

Geografia fisica Idrografia

Anticamente una buona parte del territorio del Distretto Federale era occupata da un sistema di laghi. La conca del Messico era una conca chiusa, che fu aperta per opera dell'uomo. La decisione di prosciugare il sistema lacustre fu presa all'epoca del vicereame, anche se le opere furono realizzate in conseguenza dell'inondazione del 1629. Il 17 marzo 1900, il presidente Porfirio Díaz inaugurò il sistema di drenaggio della valle, che continua a funzionare impedendo all'acqua di riformarsi nel sottosuolo della città. Gli ultimi resti del lago si trovano a Xochimilco e Tláhuac.

A partire dalla costruzione delle grandi opere che avevano come proposito il prosciugamento dei laghi, la conca del Messico rimase integrata artificialmente alla conca del fiume Moctezuma, che forma parte della regione idrologica del fiume Panuco. L'espulsione delle richieste idriche hanno provocato la sparizione dei resti del lago. Durante il XIX secolo sono spariti vari laghi e falde acquifere tra le quali quelle di Chapultepec. Dagli anni ottanta i canali di Xochimilco sono alimentati con acque trattate.

L'acqua dei fiumi che ancora oggi bagnano il Distretto Federale passa dal Lago di Texcoco o dal Gran Canale per essere drenata e poi avviata verso il golfo del Messico.

Rilievi geografici Secondo l'istituto nazionale di statistica, geografia e informatica INEG, il territorio del Distretto Federale si trova in una zona geologica di Laghi e vulcani. Il limite Nord del distretto federale è dato dalla Sierra de Guadalupe che comprende anche il monte del Tepeyac. Il limite centro-orientale del distretto è dato dalla Sierra de Santa Catarina, una catena di vulcani spenti il cui punto più alto è il vulcano Guadalupe che arriva a 2780 metri sopra il livello del mare. In alcune descrizioni della capitale è incluso il cerro de la Estrella come parte di Santa Catarina.

La pianura della Valle del Messico, nel quale abita la maggior parte dei cittadini del Distretto Federale è interrotta solo da piccoli monti, dei quali si ricordano il peñón de los Baños situato vicino all'Aeroporto Internazionale di Città del Messico, più a sud si alza il peñón Viejo.

A ponente della città si alza il monte di Chapultepec, è un piccolo monte che segna l'inizio delle piccole catene che corrono da ovest fino a sud/est del distretto e separano la valle del Messico dalla valle di Toluca e di Morelos. Il monte de las Cruces è parte di questo sistema, da questo monte nasce la maggior parte dei fiumi che passano dal Distretto.

A Oriente si trova il vulcano Ajusco, che è la montagna più alta del distretto, e dà il suo nome alla catena che chiude la conca del Messico a sud. Questa catena montuosa appartiene al Eje Neovolcánico che anche prende il nome di Chichinautzin, Tláloc y Teuhtli. Clima e ambiente

La presenza di alte montagne intorno alla Valle del Messico è un fattore che impedisce il passaggio delle nubi di pioggia che provengono dal golfo del Messico e dall'Oceano Pacifico. Per questo nella capitale le precipitazioni non sono abbondanti. La stagione umida nel distretto parte da maggio fino a novembre, e la piovosità è molto maggiore nei mesi da giugno ad agosto.

L'avanzare della macchia urbana ha messo in pericolo tutti gli ecosistemi che esistono nella Valle del Messico. I primi a soffrire la depredazione umana furono i laghi, seguirono i boschi e tutta la fauna lacustre. Dalle montagne sono sparite tutte le principali specie di mammiferi, specialmente i cervi.

Verso gli anni ottanta, la situazione ambientale di Città del Messico era sull'orlo di un disastro ecologico. L'accrescimento dell'attività industriale ha fatto dell'atmosfera di Città del Messico una delle più contaminate del pianeta.

Le prime misure prese per risanare un po' la situazione furono l'introduzione di un sistema di monitoraggio dell'aria conosciuto come IMECA e l'adozione della circolazione veicolare a targhe alterne.

Nel 1986, più di metà del territorio della città fu dichiarato area di riserva ecologica.

Storia I più antichi indizi dell'occupazione umana sul territorio del Distretto Federale arrivano da San Bartolo Atepehuacán (Azcapotzalco), e corrispondono al 9500-7000 a.C. Durante i primi tre millenni della nostra era, sotto l'influsso della cultura Olmeca, si svilupparono qui varie popolazioni importanti come Cuicuilco. Verso la fine del periodo preclassico mesoamericano, l'egemonia cuicuilca cedeva davanti al sorgere di Teotihuacán, localizzata nel nord-est del lago Texcoco. Durante il periodo classico mesoamericano questa città fu il nucleo che concentrò la maggior parte della popolazione della zona lacustre e lasciando Azcapotzalco come un satellite dall'altra parte del lago.

La decadenza di Teotihuacán cominciò verso l'VIII secolo. Alcuni dei suoi abitanti si trasferirono sulla riva del lago, dove fondarono villaggi come Culhuacan, Coyoacán e Copilco. La zona divenne la destinazione delle migrazioni degli abitanti di Teotihuacán durante l'VIII secolo e il XIII secolo, popoli che avrebbero dato vita alle culture Tolteca e Mexica. Questi ultimi arrivarono verso il XIV secolo per stabilirsi prima sulle rive del lago e poi nell'isola di Tenochtitlán, dove fondarono la loro capitale. Assieme ai loro alleati, i Mexica dominarono un territorio di circa . Lo sviluppo di Tenochtitlán fu interrotto a causa della conquista spagnola.

Tenochtitlán

+ Principali montagne nel Distretto Federale Nome m Vulcano Ajusco Vulcano Tláloc Vulcano Pelado Vulcano Cuauhtzin Vulcano Chichinauhtzin La Città di Mexico-Tenochtitlán fu la capitale dell'Impero azteco. Venne fondata nel 1325 e in breve tempo divenne la città più importante della regione sottomettendo tutte le popolazioni che la circondavano, e divenendo anche una tra le più grandi città del mondo di allora con una popolazione di più di abitanti. Tenochtitlán era governata da un imperatore chiamato Tlatoani, che esercitava la carica a vita.

Secondo il Codice del PellegrinaggioLa Tira de la Peregrinación o Códice Boturini è un codice che si trova nella biblioteca del Museo nazionale di antropologia di Città del Messico (codice) che racconta l'uscita azteca da Aztlán e il suo cammino fino alla fondazione di Tenochtitlan. gli aztechi uscirono da Aztlán comandati da Ténoch (il leader che avrebbe successivamente dato il nome alla città), verso il 1168, dopo la caduta di Tula, per mano di tribù nomadi proveniente dall'Aridoamérica.

La versione del Codice del Pellegrinaggio coincide con i racconti fatti dai Mexica successivamente alla riforma religiosa promossa da Tlacaelel agli inizi del XV secolo, che cancellò il passato poco glorioso del popolo mexica. Secondo la mitologia mexica, Huitzilopochtli ordinò che la sua città fosse fondata sul luogo in cui "un'aquila appoggiata su un nopal stesse divorando un serpente", fatto che secondo la leggenda avvenne il 13 marzo 1325, avvenimento riportato anche sulla bandiera nazionale.

La città sorgeva nel centro del lago di Texcoco ed era collegata con la terraferma da quattro grandi ponti in legno che potevano essere rapidamente smontati; era dotata di ampi viali e grandi canali che l'attraversavano, permettendo così un continuo rifornimento. Nel 1519 Bernal Díaz del Castillo, uno dei conquistadores spagnoli guidati da Cortés, descrisse così nelle sue cronache la città di Tenochtitlán:

Conquista

Gli Spagnoli arrivarono sul territorio che attualmente è il Distretto Federale da Iztapalapa, nel luglio del 1519. Continuarono il cammino attraverso il viale di Itzatalapa fino alla capitale Tenocha, dove Hernán Cortés fu ricevuto da Motecuhzoma Xocoyotzin l'8 novembre 1519. Nel 1520, Pedro de Alvarado in assenza di Cortés si inimicò i Mexica con la Mattanza di Toxcatl. Da questo momento i Mexica iniziarono le ostilità contro gli invasori europei.

In sostituzione di Motecuhzoma, ucciso dagli spagnoli, Cuitláhuac fu eletto tlatoani di Tenochtitlan. Messosi alla testa della resistenza contro l'occupazione spagnola il 30 giugno 1520, nella Notte triste, sconfisse gli invasori e i suoi alleati indigeni. In quel periodo scoppiò anche una grave epidemia che falciò migliaia di vittime, tra cui proprio Cuitláhuac. Come sostituto venne eletto Cuauhtémoc, il quale tentò di resistere all'assedio degli spagnoli ma si arrese dopo numerose sconfitte il 13 agosto 1521.

Epoca coloniale

Visto che della città di Tenochtitlan erano rimaste solo macerie, Cortes decise di stabilire il governo spagnolo nella cittadina di Coyoacán. Da lì governò con il titolo di Capitano Generale e Giustizia Maggiore. Da Coyoacan partirono le spedizioni di conquista con il proposito di sottomettere i popoli indigeni di tutto il Vicereame della Nuova Spagna. Nel 1519 Juan de Zumárraga fu il primo vescovo del Messico e nel 1523 venne creato il vicereame di Nuova Spagna anche se il primo viceré Antonio de Mendoza arrivò in Messico solo nel 1535.

Città del Messico venne divisa in barrios che vennero accomodati sopra la struttura territoriale già presente. Le terre situate intorno al lago furono divise in encomiendas che successivamente si trasformarono in ayuntamientos. I popoli indigeni erano relegati alle estremità delle città spagnole, anche se con il passare del tempo la divisione fu sempre meno chiara e gli indios arrivarono a vivere nelle città spagnole, quasi sempre per ragioni di lavoro. Allo stesso tempo si fondarono diverse istituzioni politiche nei nuovi domini spagnoli, ed ebbe inizio un processo di alfabetizzazione dei nativi, guidata dai francescani che si stabilirono nel collegio di Santa Croce di Tlatelolco. I nobili indigeni impararono il latino, la dottrina cattolica e numerose altre nozioni.

Durante l'epoca coloniale, Città del Messico si riempì di sontuose costruzioni per il culto religioso, per l'amministrazione politica o per le residenze dei nobili spagnoli, questi ultimi in forte contrasto con la maggior parte della popolazione, indigena, che viveva nella miseria della periferia. Mentre il centro della città era soggetto a continui abbellimenti, nei margini della città la gente viveva in baracche.