La battaglia di Bailén (talvolta riportata anche come battaglia di Baylen) fu combattuta durante la guerra d'indipendenza spagnola e costituì la prima disfatta campale dell'esercito francese durante il periodo napoleonico. I combattimenti si svolsero dal 16 al 19 luglio 1808 nel territorio della città di Bailén in Spagna ed il 22 luglio il generale francese Pierre Dupont fu costretto alla resa con tutte le sue truppe dopo essere stato isolato a sud del Guadalquivir dall'esercito spagnolo del generale Francisco Javier Castaños. La disfatta francese fece scalpore in Europa, rinsaldò la resistenza antinapoleonica e favorì la costituzione di nuove alleanze contro la Francia.
La battaglia costituì, inoltre, il battesimo del fuoco del liberatore sud-americano José di San Martin che combatteva nell'esercito spagnolo.
Contesto storico
I progetti di Napoleone per la penisola iberica iniziarono a palesarsi dopo la spedizione di Junot in Portogallo: sempre più numerose masse di soldati francesi stavano occupando strategicamente le fortezze all'interno del territorio spagnolo mentre l'esercito spagnolo era frammentato e fondamentalmente incapace di porre alcuna resistenza. Le manovre dei francesi andarono ben oltre la semplice occupazione militare: l'intera famiglia reale spagnola venne trasferita a Bayonne e al loro posto venne incoronato Re di Spagna Giuseppe Bonaparte, il fratello maggiore di Napoleone..
Alcuni segnali della crescente tensione tra spagnoli e francesi, fino a quel momento alleati, erano già stati notati nei moti di piazza a Madrid, poi repressi nel sangue dalle truppe napoleoniche del maresciallo Murat. La notizia della proclamazione di un nuovo sovrano fu la goccia che fece traboccare il vaso: a partire dal 20 maggio, numerose rivolte interessarono la nazione e vari reparti dell'esercito spagnolo disertarono in massa per opporsi ai francesi. Molti di essi si unirono al generale Castaños, che li radunò e li condusse in Sierra Morena.
Antefatti La discesa di Dupont in Andalusia A seguito dei primi moti insurrezionali, Bonaparte, che aveva stabilito il proprio quartier generale a Bayonne, decise che sarebbe stato più che sufficiente dare prova della forza delle armate francesi per placare la popolazione spagnola.. Divise in quattro colonne le truppe presenti a Madrid: quelle di Bessières, Moncey e Duhesme ebbero dei compiti da svolgere nella Spagna centro-settentrionale. mentre le truppe di Dupont, rimaste libere, ebbero il compito di dirigersi in Andalusia, più precisamente a Cadice, a proteggere la flotta dell'ammiraglio Rosily..
L'ordine di marciare verso Cadice fu trasmesso a Dupont negli ultimi giorni di maggio, che si mise in marcia da Toledo il 24 maggio.. Il passaggio per le pianure della Mancha fu in realtà molto tranquillo, senza la minima opposizione. Tuttavia, ben presto Dupont apprese che nella regione andalusa le forze degli insorti erano numerose e che queste avevano creato delle giunte, fedeli alla dinastia Borbone, che avevano dichiarato formalmente guerra alla Francia.. Il generale francese ebbe l'occasione di affrontarne un primo gruppo nei pressi del ponte di Alcolea. Gli spagnoli erano troppo eterogenei, formati perlopiù da masse di rivoltosi che da soldati regolari, e i francesi, più disciplinati e capaci, riuscirono rapidamente a mandarli in rotta e ad inseguirli... I fuggitivi si fermarono in vari villaggi, tentando di resistere, ma vennero puntualmente cacciati dai francesi e costretti a fuggire. Infine, entrarono a Cordova: la città fu presa d'assedio e saccheggiata mentre le truppe spagnole, duramente sconfitte, proseguivano nella loro fuga.. Molto presto, i francesi vennero a sapere che Castaños stava organizzando un forte esercito a Siviglia e che era intenzionato a marciare verso nord, incontro ai francesi. Dupont, giustamente, decise di ritirarsi in una posizione migliore e attendere rinforzi da Madrid.
I francesi sono isolati Dupont si rese conto molto presto della criticità della propria posizione: il supporto locale era del tutto in favore delle forze spagnole, le sue forze erano insufficienti per affrontare un esercito regolare e ben organizzato come quello di Castaños e le sue comunicazioni con Madrid erano quantomeno messe a rischio. Per questo motivo, Dupont prese i suoi uomini e fece ritorno alla posizione di Andújar, che aveva già occupato durante la sua marcia verso sud, e rimase in questa posizione dal 16 giugno, attendendo risposte e rinforzi da Madrid. Nel frattempo, Murat era stato sostituito dal generale Savary, che un quadro piuttosto chiaro della situazione nel sud della penisola, decise di inviare il generale Vedel a rinforzare Dupont. Tutto ciò, in realtà, era avvenuto a caro prezzo: gli spagnoli avevano sistematicamente catturato e ucciso tutti i corrieri che portassero notizia da e verso Madrid, isolando Dupont da ogni informazione su quanto stesse accadendo nel nord della penisola....
Dupont, raggiunto da Vedel solo il 26 giugno, era rimasto fermo al suo quartier generale di Andújar, sperando che fosse ancora possibile completare la sua missione originale: dalla città spagnola poteva ancora minacciare con relativa facilità Jaén, Cordova e la stessa Siviglia. Nel frattempo, però, la situazione era profondamente mutata: gli uomini ammassati da Castaños erano finalmente pronti per uno scontro ed avevano già iniziato a minare sistematicamente le sue comunicazioni e ad infastidire la cavalleria di Dupont in ricognizione. Inoltre, sebbene l'arrivo dei rinforzi avesse appianato la differenza a livello numerico, aveva incrementato le problematiche dal lato logistico: con una popolazione locale ostile e le comunicazioni quasi interrotte, Dupont doveva nutrire quasi truppe in un terreno non propriamente abbondante di risorse. Era riuscito ad effettuare delle sortite a Jaén per procurarsi le risorse necessarie, ma la cosa non poteva essere ripetuta all'infinito, e le provviste portate da Vedel non sarebbero durate a lungo. Dupont decise di inviare le forze appena giunte nella cittadina di Bailén, qualche chilometro più a est, alle pendici della Sierra Morena, mentre il resto del suo esercito avrebbe mantenuto la posizione precedente. Un nuovo raid a Jaén servì a dimostrare la propria forza ai ribelli e portò la calma per un paio di settimane.. Inoltre, un nuovo gruppo di rinforzi, formato dalla divisione del generale Gobert, fu inviata da Savary a Dupont. Inizialmente composta da 17 battaglioni, dovette lasciare numerose forze a sorvegliare la strada verso Madrid alla fine del viaggio giunse in Andalusia con solo 10 battaglioni..
Nel frattempo, Castaños si erano messe in movimento. Mentre il comandante francese era fermo nel suo quartier generale e Vedel aspettava a Bailén, le forze di Castaños si stavano progressivamente avvicinando al loro obiettivo. Il 9 luglio, con l'eccezione di un corpo lasciato distaccato per disturbare le comunicazioni nemiche, le forze spagnole si trovavano ad Arjona e Arjonilla, a soli otto chilometri dai francesi. L'11 luglio, con un consiglio di guerra, Castaños definì il piano di battaglia ed istruì i suoi ufficiali su come agire nei giorni successivi..
I due schieramenti L'esercito francese Le truppe del generale Dupont furono tra le prime ad arrivare in Spagna, tanto che già ai tempi dei moti del 2 maggio, erano già presenti nei pressi di Madrid. L'armata al suo comando era perlopiù composta da reclute con poca esperienza, principalmente coscritti delle classi 1806 e 1807. Questo era in gran parte dovuto a due fattori: il primo era lo scarso rispetto di Bonaparte verso le truppe spagnole, che considerava inferiori in qualità rispetto a quelle francesi, per cui non ritenne necessario inviare grossi contingenti di veterani; il secondo era che avendo anticipato di un anno una leva per contribuire alla campagna in Germania e Polonia, vi era un'eccezionale abbondanza di coscritti da gestire..
Originariamente, il corpo di Dupont aveva circa uomini, divisi in tre divisioni di fanteria ed una di cavalleria. I loro comandanti erano, rispettivamente, Barbou, Vedel e Leval per la fanteria e Fresia per la cavalleria. Di queste forze, solo una parte si mosse verso l'Andalusia, ossia la divisione Barbou e la cavalleria di Fresia, circa uomini in tutto. Inizialmente Vedel rimase a Toledo, partendo più tardi verso il sud della Spagna. Le sue forze ammontavano a uomini di fanteria e 600 di cavalleria. Il corpo di Gobert arrivato in Sierra Morena in tutto contava circa uomini..
Dupont rimase ad Andújar con o uomini, a cui si aggiunsero quattro dei battaglioni di Gobert. Vedel rimase a Bailén con la sua divisione, assegnando uomini alla protezione di un traghetto a Mengibar. Ciò che restava della divisione di Gobert si era appostata a La Carolina con circa uomini, per difendere le comunicazioni tra l'esercito di Dupont e la Mancha, tenendo uno sguardo vigile sui vari passi della Sierra Morena. Dupont, avrebbe potuto prendere l'iniziativa e attaccare gli spagnoli: le sue truppe erano nettamente superiori in qualità e sarebbe sicuramente stato capace di fermare Castaños, forse addirittura di sconfiggerlo. Invece, decise di rimanere passivo, limitandosi ad occupare la propria posizione. Ed in ogni caso, le forze di Vedel e Gobert non sarebbero state in grado di coprire tutte le possibili vie d'attacco a disposizione degli spagnoli da soli: se davvero Dupont avesse voluto difendersi, avrebbe dovuto raggiungere Bailén, così da ridurre il perimetro da difendere e avere finalmente abbastanza uomini da difendere tutte le linee di attacco altrimenti lasciate scoperte..
Esercito spagnolo
L'esercito spagnolo, raccoltosi a Siviglia sotto la guida del generale Castaños, era molto diverso da quello francese. Il suo nerbo era formato dai reparti regolari dell'esercito spagnolo opportunamente rafforzati da reclute andaluse e nel complesso contava oltre uomini, dei quali almeno erano di cavalleria. Alcuni di questi erano una massa di reclute locali formata dalle giunte dell'Andalusia e più che rafforzare l'esercito di Castaños lo indebolivano solamente, mentre tre reggimenti svizzeri, inizialmente al servizio dei francesi, avevano disertato e si erano uniti alla causa spagnola. Alle forze dell'esercito si univano quelle della popolazione locale, pronta a sostenere gli sforzi dell'esercito spagnolo come possibile.
Le forze di Castaños furono organizzate come segue: lo svizzero Reding, l'irlandese Jones, Coupigny e Lapeña avrebbero assunto il comando delle quattro divisioni che formavano il corpo principale dell'esercito mentre una brigata di nuove reclute al comando del colonnello Cruz Mourgeón avrebbe agito indipendentemente, disturbando le comunicazioni dei francesi di La Carolina e Bailén con il resto dell'esercito di Dupont.
L'esercito si sarebbe diviso in 3 colonne: mentre la prima impegnato le forze principali dei francesi in attesa che le altre due, destinate ad attaccare Bailén, gli piombassero alle spalle. Coupigny avrebbe preso uomini ed avrebbe cercato di attraversare il Guadalquivir nei pressi del guado di Villanueva, sei miglia a est di Andújar, mentre Reding, con uomini, avrebbe cercato di prendere possesso del traghetto di Mengibar e raggiungere Bailén. La restante colonna, composta dalle divisioni Jones e Lapeña e guidata dallo stesso Castaños, per un totale di circa uomini, avrebbe attaccato i francesi ma non si sarebbe seriamente impegnata in battaglia prima di aver ricevuto un rapporto positivo dalle altre forze in campo. Le restanti forze spagnole, quelle della brigata di Cruz Mourgeón, circa uomini, avrebbero dovuto aggirare la posizione di Andújar ed unirsi alle forze di Reding e di Coupigny alle spalle di Dupont.