è un manga scritto e disegnato da Fujiko F. Fujio, serializzato sulla rivista CoroCoro Comic di Shōgakukan dal 1º dicembre 1969 al 26 aprile 1996. Le 1.345 storie sono state raccolte in 45 volumi tankōbon sotto l'etichetta Tentōmushi Comics; il manga è stato tradotto e pubblicato in diverse lingue, fra cui in italiano da Star Comics, in inglese da Shōgakukan e AltJapan, in francese da Kana e in spagnolo da Planeta DeAgostini, in forma integrale o in raccolte antologiche.
La trama segue le avventure del giovane e sfortunato Nobita Nobi, il quale, con l'aiuto di un gatto robot di nome Doraemon, cerca di cambiare il suo futuro e diventare una persona migliore. Dal manga sono state tratte tre serie televisive anime: la prima, prodotta da Nippon TV Movie e composta da 26 episodi in 52 segmenti, è stata trasmessa su Nippon Television dal 1º aprile al 30 settembre 1973; la seconda, a cura di Shin-Ei Animation, è stata trasmessa dal 2 aprile 1979 al 18 marzo 2005 su TV Asahi e comprende 1.709 episodi; la terza, sempre prodotta da Shin-Ei Animation, viene trasmessa su TV Asahi dal 15 aprile 2005 e comprende più di 600 episodi. L'opera è stata inoltre trasposta in altri media come lungometraggi animati e videogiochi.
Con oltre 170 milioni di copie vendute in tutto il mondo, Doraemon è l'opera più popolare e conosciuta di Fujio, oltre che la sua più longeva, ed è considerata una delle serie manga e anime più famose e di successo di tutti i tempi e fra le icone più rappresentative della cultura pop giapponese. È stato elogiato da numerosi critici ed esperti, e citato come fonte di ispirazione per le loro opere da numerosi celebri mangaka come Eiichirō Oda, Masashi Kishimoto e Rumiko Takahashi.
Trama Nobita Nobi è un ragazzino giapponese di dieci anni che frequenta la quinta elementare; sebbene sia una persona gentile e altruista, è pigro, pauroso e distratto. Per questo motivo viene deriso e maltrattato da Takeshi Gōda, da tutti soprannominato GianIl nome "Gian" è pronunciato in giapponese "Giaian" come fosse la parola inglese giant senza la "t" finale., un bullo irascibile e forzuto, e da Suneo Honekawa, un ragazzo facoltoso e viziato che sfrutta l'amicizia di Gian per ottenere il rispetto degli altri ragazzi del luogo. L'unico sogno di Nobita, quello di sposare l'amica e compagna di classe Shizuka Minamoto, viene ostacolato dalla presenza di Dekisugi Hidetoshi, un giovane estremamente intelligente che esercita su di lei una forte attrazione.
A causa dei suoi scarsi risultati in campo scolastico e sportivo, Nobita viene continuamente rimproverato dal maestro e dai genitori, Tamako e Nobisuke, i quali cercano invano di stimolarlo ad impegnarsi di più e ad assumersi le proprie responsabilità. Ma Nobita continuerà a collezionare fallimenti che porteranno la sua futura famiglia e i suoi discendenti in condizioni di povertà. Il suo agire lo avrebbe inoltre portato in futuro a non essere ammesso all'università, a fondare un'azienda di fuochi artificiali che avrebbe prodotto soltanto debiti e a non sposare la ragazza di cui si era innamorato, Shizuka, bensì la sorella di Gian, Jaiko. Sewashi Nobi, un discendente di Nobita proveniente dal XXII secolo, decide allora di tornare indietro nel tempo per aiutare il ragazzo a migliorare il suo futuro, lasciando a vegliare su di lui un gatto robot, Doraemon. Quest'ultimo, grazie al "gattopone", una tasca quadri-dimensionale contenente innumerevoli gadget detti "chiusky", rivoluziona completamente la vita di Nobita, migliorando i rapporti che il giovane ha con i genitori e gli amici.
Doraemon diventa rapidamente amico del giovane e si mostra estremamente premuroso nei suoi confronti: lo sostiene infatti nei momenti di difficoltà, cercando allo stesso tempo di evitare che i suoi chiusky vengano usati in modo sconsiderato. I due vivono così insieme moltissime avventure e il ragazzo, sebbene compia spesso degli errori, riesce comunque con l'aiuto di Doraemon a risolvere i suoi problemi, facendo la cosa giusta e imparando ogni giorno una piccola lezione.
Nonostante la serie non avanzi mai nel tempo e sia costantemente ferma alla sola età giovanile dei personaggi, è sottinteso che, grazie alle lezioni morali di Doraemon, Nobita vivrà un futuro migliore, affronterà da solo i problemi della vita e sposerà Shizuka, così Doraemon potrà tornare nel futuro.
Personaggi
Doraemon presenta un gruppo ristretto di personaggi, ognuno contraddistinto da una sua peculiarità e rappresentanti un microcosmo della società giapponese, riflettendo i rapporti tra le varie classi. Sono invece numerosi i personaggi secondari o occasionali che talvolta giungono a ottenere un ruolo di primo piano all'interno della narrazione..
è un gatto robot assemblato mediante la tecnologia del XXII secolo e in grado di provare emozioni come ogni essere umano. Per rappresentarlo Fujio si ispirò a un gatto e a una bambola okiagari-koboshi, un giocattolo di cartapesta estremamente popolare in patria. Il suo nome fu scritto unendo insieme i caratteri dei due sistemi di scrittura sillabici giapponesi: il katakana (ドラ) e l'hiragana (えもん). Per la parte iniziale dora si prese spunto dal termine , a sua volta corruzione di . Tuttavia, nella lingua giapponese, dora significa anche gong: nella serie furono inseriti quindi molteplici giochi di parole e riferimenti legati all'assonanza, primo fra tutti la passione di Doraemon per il dolce dorayaki. La parte finale, -emon, è invece un suffisso presente in alcuni nomi propri di persona maschili, come ; l'autore creò in tal modo un nome arcaico e desueto per un robot del XXII secolo, ottenendo un voluto effetto comico.
è un ragazzino dall'animo gentile, caratterizzato però da una persistente sfortuna; a causa di ciò Doraemon non diventa per lui solo un amico, bensì un vero e proprio deus ex machina capace di aiutarlo a risolvere ogni problema. A causa della sua estrema pigrizia il giovane non ama lo studio e preferisce trascorrere le giornate dormendo o leggendo i fumetti e ogni volta che prova a impegnarsi perde interesse subito; questo aspetto del carattere di Nobita è evidenziato anche dal suo nome, un gioco di parole che si basa sull'espressione e che presenta un doppio significato, essendo traducibile come "una persona spensierata" e "uno che se la prende comoda". Nelle intenzioni dell'autore, il ragazzo rappresenta la bontà della classe media ma allo stesso tempo anche la sua ordinarietà; inoltre i genitori del giovane ritraggono due personaggi estremamente diffusi nella società nipponica: la madre è una casalinga, il padre un salaryman costretto a effettuare lunghi spostamenti per recarsi sul luogo di lavoro..
è una compagna di classe di Nobita, nei confronti del quale è sempre premurosa, gentile e amichevole: il personaggio della ragazza è infatti caratterizzato per rappresentare le ojō-sama, ragazze di bell'aspetto dal comportamento raffinato. Nobita è segretamente innamorato di Shizuka, e cerca, con l'aiuto di Doraemon, di conquistare definitivamente il cuore dell'amica.
I personaggi di e , rispettivamente il bullo del quartiere e il suo braccio destro, presentano invece nei confronti di Nobita un comportamento ambivalente: da un lato tendono a escluderlo o a prendersela con lui, dall'altro sono sempre pronti ad aiutarlo nei momenti di difficoltà. Nelle intenzioni dell'autore, Suneo impersona l'arroganza e l'egocentrismo della classe medio-alta, mentre Gian l'impulsività e la praticità di quella medio-bassa.
Produzione Spesso erroneamente attribuito alla coppia di autori Fujiko Fujio, composta da Motoo Abiko e Hiroshi Fujimoto, Doraemon venne in realtà concepito e realizzato solo da quest'ultimo, sotto il nome d'arte di Fujiko F. Fujio.. L'idea per lo sviluppo della serie nacque in modo del tutto casuale: dopo essere scivolato su un giocattolo della figlia e aver sentito il miagolio di un gatto, Fujio iniziò a pensare a una macchina capace di aiutarlo nella creazione di un nuovo manga. Per impostare l'opera e il personaggio principale l'autore riprese diversi elementi del suo fumetto precedente, Obake no Q-tarō, incentrato su un fantasma che vive insieme a una famiglia umana, ripetendone la formula.. L'idea di Doraemon fu quindi il risultato di varie prove ed esperienze precedenti che lo aiutarono a trovare il genere di manga per cui era maggiormente portato: lo slice of life umoristico..
All'inizio l'opera non ottenne un grande successo poiché all'epoca della sua uscita i manga più acclamati erano gekiga, ma in seguito sia per l'evoluzione dei gusti dei lettori giapponesi, sia per la crescente popolarità delle trasposizioni animate e cinematografiche, l'apprezzamento per il manga salì progressivamente. Grazie al successo ottenuto la pubblicazione del fumetto fu prolungata e si estese per circa ventisette anni.
Essendo l'opera principalmente indirizzata a bambini, Fujio scelse di rappresentare i personaggi con uno stile grafico semplice, basato su forme geometriche elementari come cerchi ed ellissi, allo scopo di conferire a Doraemon un aspetto grottesco e divertente. La stessa successione delle vignette, regolare e costante, favorisce la facilità di comprensione del lettore. Il colore blu, una delle caratteristiche principali di Doraemon, fu invece scelto per risaltare sulle riviste nelle quali l'opera era pubblicata, che erano solite avere la copertina gialla e i titoli di colore rosso.
Fujio affrontò le tematiche del manga con un approccio ottimistico e rassicurante, evitando totalmente scene di violenza o erotiche.. Inserì però numerose tematiche ambientaliste, narrando spesso storie in cui i protagonisti si impegnano per salvare animali o in cui criticano l'errato comportamento umano nei confronti della natura. Nel corso dell'opera cercò di trattare numerosi argomenti didattici, spesso legati a mitologia e folclore giapponese, insistendo in particolar modo sui valori etici dell'integrità, della perseveranza, del coraggio, della famiglia e del rispetto.. Per sottolineare la centralità dei giovani nella storia, scelse di far svolgere l'azione in luoghi prevalentemente accessibili ai ragazzi e non agli adulti, legittimando l'esistenza di una società che si basa sulle potenzialità dei giovani, mediante le quali tutti possono vivere felicemente; tale appello ha ottenuto un'ampia risonanza in Giappone e nei Paesi vicini. Durante lo sviluppo del manga, Fujio scelse di non assegnare al carattere dei personaggi alcuna evoluzione, né in positivo e né in negativo; secondo l'autore infatti quando il protagonista di un manga realizza le sue aspirazioni, l'opera di cui fa parte smette immediatamente di essere interessante. Di conseguenza predilesse una struttura ciclica e tendenzialmente infinita, nella quale il protagonista «sebbene sembri migliorare, in realtà rimane sempre nello stesso posto»..
La pubblicazione del manga terminò con la morte del suo autore, avvenuta il 23 settembre 1996, e l'assenza di una conclusione definitiva dell'opera ha portato con il tempo alla creazione di numerose leggende metropolitane. Ryūichi Yagi e Takashi Yamazaki, registi di Doraemon - Il film, hanno affermato che «di Doraemon esiste un unico episodio iniziale, mentre il finale è stato più volte riscritto e modificato». In ogni caso Shōgakukan, casa editrice dell'opera, è intervenuta diffondendo un epilogo ufficiale nel quale Nobita sposa Shizuka e rimane per sempre amico di Doraemon che, assolto il proprio compito, torna nel futuro.
Ambientazione