Biografia Giovinezza

Nacque il 26 febbraio 1535 nel castello baronale di Lanuvio (cittadina chiamata in quel tempo Civita Lavinia) da Ascanio Colonna, II duca di Paliano e conte di Tagliacozzo (fratello della poetessa Vittoria Colonna) e da Giovanna d'Aragona, nipote del re Ferdinando I di Napoli. Pochi giorni dopo la sua nascita, secondo una leggenda, un eremita, recatosi a visitare la madre, Giovanna, sostenne che si doveva attribuire al neonato il nome Antonio, in considerazione della sua futura grandezza, essendo egli destinato a compiere delle straordinarie imprese e a divenire il capo della casa Colonna. Fu così che sua madre, pur impressionata da quella profezia (quello era il suo sesto figlio, ed era quindi ben lontano dal diritto di primogenitura), lo chiamò Antonio, con il prenome Marco, in armonia con le tradizioni familiari.

Fin da giovane Marcantonio scoprì il suo amore per il mare in occasione delle sue numerose escursioni al porto di Nettuno, piazzaforte marittima che rientrava nei possedimenti del padre, da alcuni decenni poderosamente fortificata a cura dell’architetto Antonio da Sangallo il Giovane, e in seguito raggiunta la maggior età venne avviato alla carriera militare come i suoi avi. Per volere dell'imperatore Carlo V d'Asburgo militò al servizio del duca d’Alba Fernando Álvarez de Toledo in alcune missioni in Spagna e in Toscana. Però il giovane Duca, per tutto il resto della sua giovinezza non ebbe un buon rapporto con i genitori. Con un atto del papa Giulio III del 6 novembre 1554, il padre lo accusò non solo di disobbedienza e di ribellione, ma anche di minacce e calunnie. In effetti, l'inimicizia del giovane Duca verso il genitore fu confermata poco più di tre anni dopo da un dipendente di Ascanio, che accusò il figlio e la madre di aver tentato anche con la tortura di fargli confermare gravissime accuse contro il padrone, delle quali questi era, a suo dire, innocente.

Matrimonio Marcantonio II Colonna sposò a Roma il 29 aprile 1552, Felicia Orsini, figlia di Girolamo Orsini Signore di Bracciano e di Francesca Sforza dei Conti di Santa Fiora.

Carriera militare e il conflitto con Paolo IV Carafa

La carriera militare del duca Marcantonio II Colonna iniziò sin dall’età di sedici anni al seguito del duca Fernando Álvarez de Toledo nelle sue spedizioni militari. Nel 1554 partecipò alla Battaglia di Scannagallo, dove si distinse sotto il diretto comando del marchese Gian Giacomo Medici. Durante gli scontri l’esercito imperiale riuscì a sbaragliare le truppe franco senesi guidate dal maresciallo Piero Strozzi. Il 23 maggio 1555 fu eletto pontefice il cardinal Gian Pietro Carafa con il nome di Paolo IV, di cui furono subito palesi le tendenze filofrancesi.

Nel luglio del 1555 partecipò alla riunione indetta dal cardinale Guido Ascanio Sforza di Santa Fiora tra gli aderenti al partito filoimperiale. In essa il giovane Marcantonio si disse pronto a fomentare una ribellione contro il pontefice, ma nell'agosto del 1555 il pontefice fece arrestare sia Camillo Colonna sia il cardinale Guido Ascanio Sforza di Santa Fiora.

Marcantonio, cui intanto il re di Spagna Filippo II di Spagna gli aveva concesso il comando delle genti d'arme del regno di Napoli, prima comandate dal padre, fuggì tempestivamente da Roma, rifugiandosi nel Ducato di Paliano, ove si fortificò, ma non poteva schierare una buona difesa a causa dei pessimi rapporti con il padre. Papa Paolo IV irato per la sua fuga nel Regno di Napoli impose alla madre Giovanna e alla moglie Felice Orsini di non lasciare Roma; inoltre furono emessi moniti contro il giovane duca, il quale fu successivamente colpito da una sentenza di confisca dei beni. Si rese conto allora di non poter tenere testa da solo alle truppe pontificie decidendosi di abbandonare il Ducato di Paliano. A Gaeta si ammalò, poi, una volta guarito, si recò a Napoli. Qui si recò a visitare il padre prigioniero pregandolo, senza che questi vi accondiscendesse, di revocare il testamento, come invece finì per fare, il 21 marzo 1557, poco prima di morire. Alla fine dell'anno la madre e gli altri membri della famiglia riuscirono a fuggire da Roma verso Napoli, provocando le ire del pontefice, che intanto aveva stretto un trattato di alleanza con la Francia.

Il 1556 si aprì sotto cattivi auspici per Marcantonio, il quale aveva perduto le terre usurpate al padre ed era violentemente avversato dal papa Paolo IV, il quale, il 7 gennaio 1556, con un intervento dell'ambasciatore imperiale, che intercedeva per lui, aveva risposto molto duramente. Il 4 maggio 1556, la bolla di scomunica e di privazione dei beni contro il Colonna, precedeva di pochi giorni l'investitura dello Stato di Paliano, eretto a ducato, in favore del nipote del papa, il condottiero, Giovanni Carafa. Nel luglio 1556, Marcantonio Colonna, che il mese prima era stato a Venezia e probabilmente anche alla corte dell'imperatore Carlo V d'Asburgo, si trovava in Abruzzo, prima di recarsi a Napoli, ove fervevano i preparativi per la guerra del sale (1556-1557) ormai imminente contro il papa Paolo IV.

Il 21 agosto il duca d'Alba gli conferiva il grado di generale degli uomini d'arme, con il quale egli seguì l'esercito napoletano, che il 5 settembre 1556 passò il confine dello Stato della Chiesa. Il lungo conflitto tra la Spagna asburgica e le truppe dello Stato Pontificio si concluse il 13 settembre 1557, quando venne stipulata la pace di Cave in uno dei castelli appartenenti ai Colonna. Tre giorni dopo la morte di papa Paolo IV il popolo romano distrusse la sua statua decapitando la testa gettandola nel Tevere.

Marcantonio, giunse così a Roma Il 22 agosto 1558 accolto con manifestazioni di entusiasmo e di giubilo, presentandosi al collegio cardinalizio dichiarandosi pronto a obbedire al Sacro Collegio e al futuro pontefice. Il lungo Conclave avvenuto il 25 dicembre 1559 nella Cappella Sistina elesse Papa Pio IV. Nel frattempo il re di Spagna Filippo II di Spagna, con una lettera inviata al pontefice chiese di restituire al Colonna il Ducato di Paliano, per di più senza un compenso per i Carafa. In un primo momento Pio IV non accolse l'ingiunzione del sovrano, per cui Marcantonio ritornò proprietario in tutto lo Stato Pontificio dei palazzi di Roma, ma non del Ducato di Paliano. Mentre la posizione dei nipoti del papa defunto Paolo IV era sempre più precaria: Giovanni Carafa, rifugiatosi a Gallese, intentò un processo contro Marcantonio Colonna, che accusava di aver tentato di avvelenarlo, ma questi erano gli ultimi tentativi dei suoi avversari di nuocerlo. La stella del duca stava infatti risalendo rapidamente.

Nello stesso anno Filippo II di Spagna lo insignì del collare dell'Ordine del Toson d'oro e, nel maggio 1560, lo nominava Gran Contestabile del Regno di Napoli, mentre il 3 febbraio 1561 il pontefice gli conferì il Collare dell’Ordine Equestre della Milizia Aurata. Il 25 maggio 1561 fu anche insignito del ruolo di luogotenente del Regno di Napoli. Dopo il periodo di pace, il 4 maggio 1562, il figlio di Marcantonio Colonna, Fabrizio fu promesso ad Anna Borromeo, nipote di Pio IV e sorella del cardinale Carlo Borromeo.Per il quale la dote della nobildonna milanese non venne vista di buon occhio dallo stesso Marcantonio.

Finalmente, il 17 luglio 1562 avvenne la restituzione del Ducato di Paliano e, per intercessione di Filippo II di Spagna e anche dati i buoni rapporti che si erano instaurati con il pontefice, questi anziché distruggerla, gli concesse la cittadina fortificata, completa di artiglieria e munizioni. Nello stesso anno Marcantonio II Colonna per fare fronte alla sua situazione economica chiese l’autorizzazione a cedere il feudo di Pescocostanzo soprattutto per estinguere un mutuo di 5 000 ducati contratto in precedenza con Silverio Silveri Piccolomini. Nell’estate del 1564 il duca soggiornò a lungo a Madrid alla corte di Filippo II di Spagna, che il 1º agosto 1564 lo nominò consigliere di Stato del Regno di Napoli. Il 7 gennaio 1566, in seguito alla morte di Pio IV venne eletto il cardinal Antonio Michele Ghislieri con il nome di Pio V. I rapporti con il Colonna furono ottimi, ma nello stesso anno Marcantonio dovette prendere parte all'assedio di Malta. In quel frangente riuscì a salvarsi solo grazie alla strenua resistenza opposta per quattro mesi dal gran maestro Jean de la Valette e dai suoi cavalieri, fino all'arrivo della flotta napoletana.

Nell’ottobre 1567 il nuovo pontefice pensò di inviarlo in Francia contro gli Ugonotti. Per questo incarico il duca Marcantonio Colonna preparò un progetto per istituire un corpo di milizia nello Stato pontificio, e per ricompensarlo, il 30 marzo 1569 il Papa eresse Paliano a principato. In seguito, dopo il suo ritorno in Italia, presenziò all’incoronazione granducale di Cosimo I de' Medici ed ebbe l’onore di porgere la corona granducale al sommo pontefice.

Fama nella battaglia di Lepanto

In quel periodo, Pio V, dopo aver avuto notizie del saccheggio di Nicosia sull'isola di Cipro da parte degli Ottomani, nel 1571 fece appello ai sovrani e ai principi cristiani di tutta Europa per creare la Lega Santa al fine di contrastare la presenza dei Turchi nel Mediterraneo. Come comandante della flotta pontificia venne nominato proprio il principe Marcantonio II Colonna. L'11 giugno 1570 nella Cappella Papale, il principe Marcantonio II Colonna prestò giuramento di fronte a papa Pio V, impegnandosi a guidare nel migliore dei modi le galee della Lega alla Vittoria. Durante la cerimonia d’investitura il papa gli porse il bastone del comando e lo stendardo della lega, che, secondo alcune informazioni, dopo la vittoria di Marcantonio lo donò all'Arcidiocesi di Gaeta.

Prima della partenza nominò suo Luogotenente Generale il cugino Pompeo Colonna Duca di Zagarolo. Dopo la partenza impegnò i Veneziani e gli Spagnoli a opporsi all'avanzata sia della flotta turca sia dei pirati. Ma il principe Gianandrea Doria Capo delle flotte spagnole rifiutò il comando del principe poiché quest’ultimo non era in buoni rapporti con il Colonna. Molto tempo dopo Marcantonio inviò a Roma il duca Pompeo Colonna a fare rapporto al Papa, sia di quanto era avvenuto, sia del comportamento diffidente del comandante spagnolo. Successivamente durante l'imbarco delle truppe scoppiarono innumerevoli tumulti e risse tra i soldati italiani e spagnoli, tant’è, che lo stesso principe Marcantonio Colonna dovette più volte ricorrere alla clemenza del viceré Antoine Perrenot de Granvelle affinché la situazione non compromettesse il futuro dell’alleanza.Alberto Guglielmotti, Marcantonio Colonna alla battaglia di Lepanto, Firenze 1862. Nel 1571 nel Golfo di Corinto ebbe luogo la battaglia di Lepanto.