Il servizio militare (definito anche leva o servizio di leva) indica il servizio, obbligatorio o volontario, che un cittadino di uno Stato svolge per un periodo di tempo prestabilito presso le forze armate del paese presso il quale risiede, tramite l'istituto della coscrizione.

In molti paesi l'obbligatorietà del servizio ricade solo sui cittadini di sesso maschile, seppur con alcune eccezioni, rappresentate, ad esempio, da Israele, Corea del Nord ed i Paesi scandinavi, dove tale obbligo è stabilito anche per le donne, con il servizio militare femminile. In via generale, può essere prestato in varie forme, anche con arruolamento volontario e in corpi speciali.

Sinossi storica

Nei tempi più antichi non esisteva un insieme di disposizioni che regolassero il servizio alle armi: tutti i maschi di una comunità di individui (ad esempio, la tribù o la famiglia) in grado di combattere partivano per la guerra o si organizzavano a difesa in caso di necessità. Tale regola pratica sopravvisse per secoli nelle popolazioni nomadi e in quelle che venivano definite barbare dalla civiltà romana. Altre volte si ricorreva a truppe mercenarie; famose furono quelle costituite da mercenari svizzeri.

Per avere una codificazione dei doveri dei singoli, degli obblighi specifici di ciascuno, delle cause d'esenzione dal servizio militare, occorre attendere tempi dell'antica Grecia e dell'antica Roma.

Talvolta, dal punto di vista dell'antropologia, era considerato un rito di passaggio.2014, Marco Aime con G. Pietropolli Charmet, La fatica di diventare grandi, Einaudi

Antica Grecia Nell'antica Grecia la necessità di un servizio militare diffuso si verificò con il sorgere della potenza delle singole città (polis): il dovere militare venne allora direttamente collegato a quelli che oggi chiameremmo i diritti politici dei cittadini.

Siccome i chiamati dovevano equipaggiarsi a proprie spese, alla leva erano sottoposti soltanto coloro che avessero un certo censo: di essi si teneva un accurato elenco (catalogo) e soltanto gli iscritti nell'elenco potevano partecipare al governo della città. In casi di estrema gravità si faceva comunque ricorso (in genere per i servizi ausiliari) anche agli altri cittadini.

La leva avveniva secondo regole comuni a quasi tutte le città greche; regole che ci sono state descritte accuratamente per quanto riguardava la città di Atene al tempo di Solone. In Atene i cittadini erano divisi in quattro classi: alle prime tre incombeva l'obbligo di servire con armatura completa nella fanteria, nella cavalleria o al comando di una nave; dalla quarta classe venivano tratte le truppe leggere. I giovani, al compimento del diciottesimo anno, una volta accertata la loro attitudine fisica, venivano iscritti nel catalogo della rispettiva tribù, che comprendeva ben quarantadue classi di leva (dai 18 ai 60 anni). Gli appartenenti alle prime due ed alle ultime dieci non venivano arruolati per il servizio di campagna, ma per quello territoriale. Più tardi tali regole vennero in disuso e si ricorse sempre con maggiore ampiezza al servizio dei mercenari o ad eserciti arruolati in proprio dai vari condottieri.

Antica Roma

A Roma, dopo un iniziale periodo nel quale vi furono ovviamente precise disposizioni in quanto tutti gli abili alle armi dovevano contribuire alla comune difesa, si instaurò la leva (dilectus) quando l'accrescimento del numero dei cittadini atti alle armi permise e impose di scegliere fra essi quelli idonei alla pesantezza del servizio.

Nell'esercito romano, inizialmente, il soldato doveva equipaggiarsi con i mezzi propri; con l'ordinamento serviano i cittadini furono perciò distinti in cinque classi di censo. L'esercito di campagna veniva reclutato tra gli juniores, che erano costituiti dai maschi dai 18 ai 46 anni; esistevano poi i seniores (dai 47 ai 60 anni), che potevano essere chiamati per i servizi territoriali.

Il quadro di leva dell'epoca più antica era costituito dalle classi, distinte in centurie: più tardi venne sostituito dalle tribù. A mano a mano che il dominio di Roma si estese nella Penisola e nel Mediterraneo, i sistemi di reclutamento si modificarono, adattandosi alle condizioni ambientali. Erano ammesse varie cause di dispensa: età, numero di campagne fatte (in genere, secondo Polibio, dieci a cavallo o sedici a piedi).

Nel corso del I secolo a.C. i sistemi di leva si modificarono profondamente: gli eserciti romani si formarono ordinariamente con volontari e si ricorse alla leva coatta solo quando i volontari non si offrivano in numero sufficiente.

Medioevo

Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, nei regni romano-barbarici che gli successero il servizio militare spettava teoricamente a tutti i liberi, ma, in pratica, si svilupparono le consorterie legate ai grandi: si ebbero così eserciti quasi privati legati a una casta di professionisti. Con il sorgere ed il diffondersi del feudo, ogni feudatario di una certa importanza ebbe il suo esercito, in cui servivano praticamente tutti gli uomini validi alle armi. Carlo Magno istituì la scara, una guardia del corpo personale mantenuta a spese dei cittadini. A partire dall’età longobarda e sino all'XI secolo nelle sue diverse fasi politiche e istituzionali (longobardo, carolingio, italico e “tedesco”), si può osservare una continuità nella leva militare, che era obbligatoria e avvenne per censo e su base urbana. Un ufficiale pubblico chiamava alle armi gli uomini, di questi, una parte (generalmente i fanti) rimaneva in città per la difesa delle mura, mentre una parte (più probabilmente solo i cavalieri) seguiva l'ufficiale nelle spedizioni locali e per unirsi all'esercito regio.

L’organizzazione del reclutamento su base cittadina dell’esercito longobardo appare dunque il modello seguito nel Regno d'Italia nei secoli successivi. Nei secoli IX e X rimase attivo l’impianto degli ufficiali pubblici (conti e marchesi, e poi vescovi) incaricati della leva militare, che iniziò ad essere integrata da contingenti di signori laici ed ecclesiastici. L’esercito regio, dall’epoca carolingia all'XI secolo, diventò quindi una coalizione di eserciti urbani e vassallatici al seguito del re, proprio come, nel XII secolo l'esercito, imperiale di Federico I di Svevia era formato da contingenti urbani forniti dai comuni fedeli all’impero e vassallatici dei grandi signori territoriali (il marchese di Monferrato, i Malaspina, il conte di Biandrate, solo per citare alcuni esempi).

I contingenti cittadini dell’esercito regio, dunque, continuarono tra IX e XI secolo a essere reclutati per la difesa locale delle mura e per partecipare alle spedizioni del re. Questi eserciti divennero, nel XII secolo, gli eserciti comunali, possiamo quindi osservare come, l’obbligatorietà del servizio militare urbano, attestata in tutti gli statuti cittadini di età comunale, sia la diretta prosecuzione dell’eribanno carolingio, ovvero l’obbligo di servire nell’esercito per quaranta giorni all’anno, grossomodo la stessa durata ancora in vigore in età comunale.

Benché lo stato carolingio si sia sgretolato lentamente tra X e XI secolo, gli eserciti urbani dell’Italia centro-settentrionale continuarono a essere mobilitati (prima dal conte e dal vescovo e poi dai consoli) e impiegati sia in difesa della città che operazioni militari.

Dalla seconda metà del XIII secolo, nell'Italia centro-settentrionale i comuni, gradualmente, cessarono di mobilitare l'intero esercito comunale, limitandosi a chiamare alle armi contingenti più ristretti, ma selezionati, generalmente composti da soli fanti e reclutati tra i cittadini e gli abitanti delle campagne, detti "cernide". Tale prassi proseguì anche nel Trecento, come è documentato nel Ducato di Milano ed a Venezia, dove le cernide erano una milizia territoriale, costituita prevalentemente da contadini.

A partire dal XIII secolo cominciarono a diffondersi, in Europa e soprattutto nei Comuni l'utilizzo di truppe mercenaria che si affiancavano alle varie milizie comunali formate dai cittadini generalmente su base volontaria o su obbligo di prestare servizio militare: per la difesa delle mura erano mobilitati tutti gli uomini validi, mentre gli abitanti del contado erano in genere impiegati per i servizi ausiliari. I primi mercenari furono uomini a cavallo che, riuniti in gruppi compatti, furono assoldati da alcuni Comuni prima e poi da Federico II. Si svilupparono così le compagnie di ventura, spesso bene armate e molto potenti, i cui comandanti (detti capitani) raggiunsero larga fama ed ebbero ambiti riconoscimenti ed onori. Divenne poi tradizionale per i mercenari di una data regione servire di generazione in generazione la stessa potenza. Tra il XV ed il XVI secolo soltanto pochi Stati avevano milizie territoriali (Venezia, Imola e Forlì, la Romagna del Duca Valentino). Il Machiavelli metteva giustamente in guardia i governanti contro l'infedeltà delle truppe mercenarie.

Secondo quanto raccontato Marco Polo ne Il Milione, la leva obbligatoria era in uso nella Cina settentrionale (Regno dei Manji, confinante con il Catai). Nel capitolo CXXXI della sua opera si riporta che il sovrano sceglieva i giovani adatti alle armi e li inviava nelle zone di maggior pericolo, dove essi dovevano prestar servizio da quattro a cinque anni, dopo di che dovevano essere sostituiti. I giovani di una regione venivano inviati sempre in regioni diverse e il loro sostentamento era completamente a carico del sovrano.

Età moderna e contemporanea

Con l'avvento dell'età moderna, parallelamente alla nascita degli Stati nazionali, gradualmente si cominciò ad introdurre il servizio militare obbligatorio di massa; il primo caso fu quello della Francia durante la guerra dei cent'anni. Successivamente esempi famosi di eserciti composti da coscritti furono quelli del Regno di Prussia all'inizio del XVIII secoloL'esercito prussiano da corrieresalentino.it, 8 luglio 2012 e della Prima Repubblica francese, sorta a seguito della Rivoluzione francese; tale modello fu riconfermato anche nel Primo Impero francese, e fu alla base del reclutamento in tutta Europa della Grande Armée napoleonica; tale soluzione, esportata da Napoleone, che aveva il vantaggio di poter disporre di un numero molto alto di soldati, venne in seguito utilizzata da tutti gli altri Stati europei. Con l'avvento del XX secolo, infine, sempre più paesi, come, ad esempio, gli Stati Uniti d'America, hanno sperimentato il servizio su base volontaria nei propri eserciti.