L'Uranio di cui parla Zosimo e che si sarebbe ribellato nel 221 contro Eliogabalo o Alessandro Severo potrebbe nascere da un errore dello storico nel riportare la storia di Uranio Antonino.

Biografia

In Siria, Uranio Antonino coniò delle monete con legende greche che lo proclamano imperatore, e datate al 253/254 in base alle ere seleucidi, seguite da altre che ne ridimensionano le pretese.

È stata proposta l'identificazione di Uranio con il sacerdote Sampsigeramus, citato da Giovanni Malala come colui il quale guidò una limitata forza di soldati armati di fionde che inflissero una sonora sconfitta al re sasanide Sapore I durante la sua terza invasione del territorio romano. Secondo questa interpretazione, Uranio sarebbe diventato imperatore in occasione di questa invasione sasanide, in quanto la latitanza del potere centrale imponeva le personalità locali a provvedere alla difesa del territorio mediante la raccolta di forze autoctone, e l'autorità di un imperatore, sia pure locale, avrebbe facilitato questa opera. Con l'approssimarsi di Valeriano e del suo esercito, Uranio avrebbe ridotto le proprie pretese, forse a seguito di un compromesso con l'imperatore.

Poiché utilizzava i nomi Severo e Antonino e su alcune monete è raffigurato il tempio di El-Gabal, non è da escludere che fosse un membro della dinastia dei re-sacerdoti di Emesa, che si era legata ai Severi grazie al matrimonio di Settimio Severo con Giulia Domna, e che abbia sfruttato questa parentela per aspirare all'impero.Marco Daniele, Quando regnavano le legioni. L'impero romano sotto gli imperatori-soldato, Odoya, Bologna, 2024, p. 218.

Note

Bibliografia Banchich, Thomas, "Uranius Antoninus (ca. 218-235 and/or 253/4? A.D.)", De Imperatoribus Romanis, 2002. Daniele, Marco, Quando regnavano le legioni. L'impero romano all'epoca degli imperatori-soldato, Odoya, Bologna, 2024 Malkin, I. e Z.W. Rubinsohn, Leaders and Masses in the Roman World, Brill Academic Publishers, 1994, ISBN 9004095713, pp. 134-135.

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Categoria:Usurpatori romani